Esame di stato di istruzione secondaria superiore



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ESAME DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE

Indirizzo: LI12, EA08 – SCIENZE UMANE – OPZIONE ECONOMICO SOCIALE

Tema di: SCIENZE UMANE

Disuguaglianze e globalizzazione

PRIMA PARTE

Negli ultimi decenni il capitalismo occidentale ha generato un processo incessante di globalizzazione dei mercati che ha determinato diversi fenomeni tra cui l’aumento della disuguaglianza tra Paesi ricchi e Paesi poveri e l’impoverimento degli strati più deboli della popolazione. Tutto ciò emerge oggi in maniera preoccupante in termini di conflitto sociale e di instabilità geopolitica.

La delocalizzazione e la finanziarizzazione incontrollata, inoltre, hanno reso fragile la prevedibilità economica, come dimostrano le crisi degli ultimi anni e l’allargamento, nei paesi più industrializzati, della forbice tra i ceti sociali in termini di accesso alle risorse.

Il candidato, facendo riferimento ai testi e alle proprie conoscenze sociologiche ed economiche, discuta il problema soffermandosi in particolare sui seguenti punti:

  • Il significato e i diversi aspetti della disuguaglianza;

  • la relazione tra globalizzazione e disuguaglianza sociale;

  • il costo sociale che la disuguaglianza sociale produce nel breve e lungo periodo.

“Le direttiva della Banca mondiale e del FMI in tema di aggiustamento strutturale dell’economia e dell’Organizzazione mondiale per il commercio in tema di tariffe e libertà di scambi, condizionano tasso e modello di sviluppo nonché il bilancio pubblico di decine di paesi indebitati con l’Occidente. […] Sono fortemente cresciute, con una forte accelerazione negli ultimi vent’anni, le disuguaglianze di reddito ai due estremi della piramide della stratificazione. Secondo i dati via via riportati dai rapporti annuali del United Nations Development Programme, nel 1960 il quinto più ricco della popolazione mondiale, che si può stimare includa i primi quattro – cinque strati superiori, si divideva il 70,2 per cento del PIL del mondo, mentre il quinto più povero toccava il 2,3 per cento: il rapporto tra il primo e l’ultimo quintile era dunque di 30:1. Nel 1991 la disuguaglianza di PIL tra i due quintili era saltata a 61:1. Il primo quintile disponeva infatti, dell’84,7 per cento del reddito totale prodotto nel mondo; all’ultimo quintile restava l’1,4 per cento. Infine nel 1997, cui si riferiscono i dati del Rapporto 1999, il primo quintile è giunto a disporre dell’86 per cento del PIL mondiale, mentre il quintile più povero è sceso all’1 per cento. Non occorre quindi nemmeno una calcolatrice per stabilire che il rapporto tra i più ricchi e i più poveri, a livello mondo, è ora, in riferimento al PIL disponibile, pari a 86:1.”

Luciano GALLINO, Globalizzazione e disuguaglianze, Laterza, Roma, Bari, 2007

“Il reddito è solo una dimensione della disuguaglianza. Altre dimensioni sono molto importanti, come ad esempio l’accesso alla giustizia, che non è uguale per tutti, o la partecipazione alle decisioni politiche, che non è la stessa per tutti. Tali dimensioni, però, sono difficili da quantificare. Ci sono invece almeno altre due dimensioni che sono facili da misurare. Una è la disuguaglianza nella salute, come risulta dalle differenze nell’aspettativa di vita. Ma se alcuni individui non hanno accesso all’assistenza sanitaria o non riescono ad ottenere un’alimentazione adeguata, allora ci saranno ancora maggiori disparità nella salute. Una dimensione importantissima è l’uguaglianza nelle opportunità e qui, bisogna dire, i Paesi avanzati si differenziano notevolmente tra loro. La relazione tra uguaglianza nelle opportunità e disuguaglianza mostra che i paesi con più disparità di reddito hanno meno mobilità tra le generazioni - il che implica che i figli hanno meno opportunità dei genitori.

Le dinamiche della disuguaglianza possono essere spiegate e non è vero che le disuguaglianze non abbiano spiegazione e che siano un risultato ineluttabile dell’operare delle forze del mercato. I cambiamenti in tali dinamiche possono essere descritti in modo semplice in termini delle forze che determinano la distribuzione del reddito e della ricchezza.

Gli studi mostrano anche l’elevata correlazione tra opportunità educative e reddito. La riduzione della progressività del sistema delle imposte sul reddito (anzi, ora è regressivo) aumenta anche la disuguaglianza del reddito e della ricchezza. Alcuni studiosi hanno anche sostenuto che il cambiamento tecnologico premia di più il lavoro qualificato, aumentando il rendimento dell’istruzione (più si studia, più si guadagna) e quindi la dispersione dei salari.

Sempre più importanti sono poi le rendite, incluse le rendite monopolistiche derivanti dalla crescente concentrazione in molte industrie.

L’aumento della finanziarizzazione dell’economia, combinata con una governance aziendale più debole e una vera e propria diffusa turpitudine morale, hanno portato ad una situazione in cui molti, nel settore finanziario, sfruttano il resto dell’economia.

Allo stesso modo, l’indebolimento del potere contrattuale dei lavoratori - risultato sia di sindacati più deboli, che di cambiamento del quadro giuridico che della globalizzazione - hanno portato ad una riduzione del reddito dei lavoratori.

Più in generale, le regole del gioco sono state cambiate a vantaggio di quelli in alto e a svantaggio di quelli in basso, aumentando la disuguaglianza. I mercati non esistono in un vuoto astratto. Vanno strutturati, regolati.”

Stralci della lecture che l’economista premio Nobel Joseph STIGLITZ ha tenuto a Bologna nel corso della Conferenza Internazionale sulle Disuguaglianze “Diseguali perché” il 4 novembre 2017
“La dinamica della crescita della disuguaglianza non è di semplice comprensione (per quanto sia evidente) e, soprattutto fra gli economisti, vengono rintracciate diverse cause scatenanti che possono esserne responsabili da sole o con un “sapiente” intreccio. Uno degli imputati più citati al riguardo è senza dubbio la globalizzazione.

Al riguardo una delle spiegazioni più interessanti è venuta dall’economista Branko Milanovic in un rapporto per la Banca Mondiale e che ha avuto un’ampia diffusione sia a livello accademico che nella divulgazione giornalistica. L’economista in questione, a seguito di una serie di raccolta di dati, ha evidenziato quelli che potremmo definire come i “vincitori” e gli “sconfitti” della globalizzazione, creando uno dei grafici più utilizzati di recente cioè il grafico ad “elefante”, riportato in basso. Dal grafico si evince che le persone che hanno avuto scarsi o nulli guadagni dalla globalizzazione appartengono ai ceti medi dei paesi occidentali o alle aree arretrate dei paesi marginali. Al contrario, chi ha guadagnato dalla globalizzazione appartiene ai nuovi ceti medi dei paesi emergenti e ai super-ricchi delle nazioni avanzate.


1

La globalizzazione sembra dunque aver giocato un ruolo nel fenomeno ma, accanto ad essa, hanno giocato altri fattori più o meno collegati. Fra questi bisogna ricordare l’indebolimento delle posizioni contrattuali dei salariati, il tramonto di molte politiche di welfare pubbliche e la crescente riduzione della forza redistributiva degli stati.

Un modo diverso per osservare il fenomeno della crescita delle disuguaglianze può essere effettuato attraverso un altro grafico, derivante dal lavoro di un altro economista: Ricciuti-Borenstein. Egli confronta l’andamento della produttività del lavoro e la crescita dei salari reali negli Stati Uniti.

2

Come è evidente dal grafico, a partire dal 1970 circa, è presente una forte divaricazione fra i salari reali e la produttività del lavoro, sintomo di una crescita dei margini di guadagno da parte delle imprese.

A prescindere dalle cause della crescente disuguaglianza economica, la cosa che dovrebbe preoccuparci sono gli effetti economici che tale diseguaglianza produce. Il primo effetto è la crescita delle tensioni sociali all’interno dei paesi accompagnati dalla caduta dei consumi (in parte mitigata con effetti deteriori dall’indebitamento privato). La caduta dei consumi innesca di solito una spirale recessiva che, se non fermata, si auto-alimenta. Gli effetti a livello sociale possono anche essere peggiori con l’esclusione di sempre maggiori fette della popolazione dalla vita sociale e pubblica che possono bloccare del tutto il funzionamento dell’ascensore sociale, elemento alla base delle nostre socialdemocrazie. I rimedi sono essenzialmente semplici ma costosi sia economicamente che politicamente. Una serie di misure di redistribuzione della ricchezza sarebbero necessarie ma devono essere accompagnate, anche, da una ripresa delle politiche di welfare per disincagliare l’ascensore bloccato. Per attuare queste misure servirebbero governi forti ed una forte cooperazione internazionale che al momento non sembrano essere all’orizzonte.”

Francesco Paolo Marco LETI, Una diseguaglianza economica sempre più in crescita, «Eco Internazionale», 11 aprile 2017


SECONDA PARTE

Il candidato risponda a due dei seguenti quesiti:

  1. Come il Welfare State può contrastare le disuguaglianze ?

  2. Quali politiche dovrebbero attuare gli stati nazionali e gli enti sovranazionali per fronteggiare le difficoltà crescenti prodotte dalle disuguaglianze?

  3. Quale rapporto c’è fra disuguaglianza economica e democrazia?

  4. Quale rapporto c’è fra disuguaglianze e stratificazione sociale?

__________________

Durata massima della prova: 5 ore.

È consentito l’uso del dizionario di italiano.

È consentito l’uso del dizionario bilingue (italiano-lingua del paese di provenienza) per i candidati di madrelingua non italiana.



Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE SECONDA PROVA DI SCIENZE UMANE



INDICATORI

DESCRITTORI

PUNTI

PUNTEGGIO TEMA

PUNTEGGIO QUESITI

  1. Aderenza alla traccia

  2. Pertinenza della risposta

Completa, capacità dì trattare e analizzare in modo esaustivo tutte le richieste


3










Individuazione e trattazione essenziale delle richieste


2










Individuazione e trattazione parziale delle richieste


1










Conoscenze dei contenuti (con riferimenti agli autori e/o alle teorie)

Complete, esaustive e pienamente strutturate


5










Precise e parzialmente articolate


4










Sufficientemente complete e precise


3










Limitate, lacunose e frammentarie


2










Inconsistenti o prive di collegamento con gli argomenti richiesti


1










Grado di organicità ed elaborazione dei contenuti

Contenuti articolati e coerenti


4










Contenuti lineari, sufficientemente articolati e coerenti


3










Contenuti poco lineari e non del tutto coerenti


2










Contenuti frammentari


1










Esposizione e lessico specifico

Efficace, ricca, corretta, con buona proprietà lessicale


3










Sufficientemente chiara e corretta, con lessico abbastanza appropriato


2










Confusa, scorretta con improprietà lessicali


1













TOTALE PUNTI
















PUNTEGGIO PESATO




X 0,67

X 0,33




PUNTEGGIO TOTALE









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