Esempio 1 “Io come mi vedo nel futuro”



Scaricare 108.63 Kb.
02.12.2017
Dimensione del file108.63 Kb.


Esempio 1 - “Io come mi vedo nel futuro”
Confronto e discussione collettiva sul ruolo che ciascun alunno vorrebbe ricoprire in un ipotetico gioco di ruolo nell’organizzazione di un grande evento.
Riflessione sul ruolo scelto nel gioco e quello ipotetico per il proprio futuro professionale.


  • Far riflettere sul fatto che dietro ad ogni singolo evento si mettano in gioco tante diverse professionalità.

  • Far conoscere il maggior numero di aree e di attività professionali

  • Far riflettere sia individualmente che in gruppo su come ciascuna persona possa e debba occupare spazi e ruoli sia in base agli interessi che alle competenze.

  • Favorire il confronto tra i compagni rispetto alle attitudini personali



POSTER
Partecipa anche tu all’organizzazione di

EXPO 2015
Tu che ruolo vorresti avere?

Esempio 2 - “Cosa conterà nella mia scelta?”
Confronto, discussione, riflessione sulle variabili che possono condizionare una scelta.
L’esempio riportato è un questionario molto semplice che può aiutare i ragazzi nel mettere a fuoco alcuni processi del percorso di scelta e, successivamente, a fine percorso, mettere a fuoco alcuni aspetti cruciali che hanno effettivamente determinato più di altri la scelta.
Le risposte del questionario possono risultare molto utili anche agli insegnanti di classe e agli orientatori per avere una visione più articolata dei complessi percorsi mentali, sociali e famigliari seguiti dagli alunni per arrivare all’individuazione del percorso possibile.
Si chiede a ciascun ragazzo di compilare liberamente, ad inizio percorso, il questionario “cosa conterà nella tua scelta”, attribuendo valutazioni da 0 a 5 per ciascuna variabile considerata, poi a fine percorso, verrà riproposto lo stesso questionario per verificare quali variabili hanno effettivamente avuto un peso determinante nel portare il ragazzo alla scelta.
Spesso le variabili considerate rilevanti all’inizio non sono le stesse indicate alla fine e questa differenza diventa un indicatore interessante del percorso evolutivo seguito dall’alunno.





Segna quanto credi potranno contare nel tuo cammino verso la scelta queste variabili.

Indica da 0 (per nulla) a 5 (moltissimo) il valore di ciascuna variabile

0

1

2

3

4

5

1

La vicinanza in tempo e chilometri della scuola superiore



















2

Il parere dei tuoi insegnanti



















3

Il parere dei tuoi genitori



















4

Il colloquio con gli orientatori



















5

La tua storia e i tuoi risultati scolastici




















6

Una riflessione attenta sui tuoi interessi



















7

La scelta di un ambiente che ti metta a tuo agio



















8

La fretta di decidere e non pensarci più



















9

L’immagine sociale della scuola ipotizzata, il suo prestigio



















10

Le richieste di impegno e di studio di ciascuna scuola



















11

Le prospettive lavorative che la scuola ti apre



















12

Le prospettive universitarie che la scuola ti apre



















13

La paura di non riuscire in un altro percorso



















14

La sfida con i tuoi genitori o con i tuoi insegnanti



















15

La scelta dei tuoi amici



















16

Altro, da indicare, che conta per te





















Esempio 3 - Valutazione/Autovalutazione
Come mi vedo?” - La mia preparazione scolastica

Come mi vedono i miei docenti?“ - I miei risultati scolastici


Confronto, discussione, riflessione sulla propria preparazione scolastica.

Condurre i ragazzi, anche attraverso la compilazione delle due tabelle, alla riflessione sulla propria capacità di autovalutazione, confrontandola con la valutazione esterna dei docenti.

  • Far capire ai ragazzi che la preparazione scolastica è una dimensione rilevante del successo scolastico alle superiori

  • Far capire che spesso non basta essere intelligenti

  • Far notare gli errori di autovalutazione

  • Far cogliere i rischi e le conseguenze della sottovalutazione e della sopravalutazione

Prova ad autovalutare il tuo rendimento scolastico, riporta quelli che ritieni siano i tuoi livelli di preparazione nelle varie discipline.




10 con lode





































10





































9





































8





































7





































6





































Scarso








































1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

Ora chiedi a tutti i tuoi insegnanti la valutazione dal loro punto di vista e confrontala con le tue autovalutazioni. Ti sai valutare correttamente, sei consapevole delle tue reali abilità e delle eventuali difficoltà oppure tendi a sottovalutarti o a sopravalutarti?



Prova a parlarne con i tuoi docenti.


10 con lode





































10





































9





































8





































7





































6





































Scarso








































1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12


LEGENDA:

1 lingua 4 matematica 7 francese 10 ed. artistica

2 Storia 5 scienze 8 musica 11 ed. tecnica

3 Geografia 6 inglese 9 ed. fisica 12 religione


Esempio 4 - Le intelligenze multiple (Gardner)

Il punto di partenza della concezione di Gardner è la convinzione che la teoria classica dell'intelligenza - basata sul presupposto che esista un fattore unitario, misurabile tramite il Q - sia errata.


Dopo aver effettuato indagini sull'intelligenza, egli giunse alla conclusione che gli esseri umani non sono dotati di un determinato grado di intelligenza generale, che si esprime in certe forme piuttosto che in altre, quanto piuttosto che esiste un numero variabile di facoltà relativamente indipendenti tra loro.

Ecco alcune delle differenti tipologie di intelligenza, che si possono identificare come attitudini. La classificazione presentata può risultare utile per comprendere le proprie attitudini prevalenti, in rapporto con le ipotesi di percorso scolastico scelto.


  • Far riflettere sull’intelligenza/e

  • Far capire quanto l’intelligenza si intreccia e confonde con altre abilità cognitive e emotive

  • Far capire che non è l’unica dimensione del successo scolastico

  • Passare un modello di intelligenza che risulti relativamente semplice e valicante per tutti i ragazzi


Intelligenza linguistica: è l'intelligenza che consente di comprendere concetti espressi mediante parole, utilizzata in ogni attività in cui l’informazione è ottenuta per mezzo della lettura o ascoltando delle parole. Comprendere anche la fluidità nello scrivere e nel parlare.

Utile in tutti i percorsi scolastici e in tutte le attività professionali in cui è necessario parlare e comunicare con gli altri.


Intelligenza visuospaziale: capacità di rappresentarsi degli oggetti in due o tre dimensioni. Definibile come attitudine ad immaginarsi oggetti in rotazione, cogliendo le relazioni spaziali tra gli stessi. E’ necessaria per frequentare scuole tecniche dove risulti ad alta valenza il disegno tecnico, la progettazione, il disegno tridimensionale.
Intelligenza logica: è la capacità di ragionamento logico, anche su materiali astratti, sia con codici verbali che non verbali. E' ancora poco definita concettualmente; a volte viene considerata trasversale a tutte le forme di intelligenza, altre volte viene considerata come abilità singola, in questo percorso viene valutata in questo secondo modo. Intuitivamente la capacità di ragionamento è un buon predittore delle abilità scolastiche e risulta importante in numerose attività lavorative e professionali.
Intelligenza matematica: è la capacità di operare con i simboli numerici e di risolvere problemi aritmetici e geometrici. Si fonda soprattutto sulla rapidità ed esattezza nell’uso dei numeri. Utile per la riuscita scolastica in matematica, in contabilità, nelle scienze statistiche, ecc.
Intelligenza musicale: è l'abilità nel riconoscere ritmo, armonia, melodia, nel discriminare l’altezza dei toni, nel ricordare, riprodurre o produrre toni o melodie. Indispensabile per chi intenda frequentare un Conservatorio.
Intelligenza corporeo cinestesica: è la capacità di muoversi nello spazio e di coordinare i propri movimenti in scioltezza e fluidità. Utile negli sport di abilità e in tutte le attività che prevedono movimenti ben coordinati, dalla ginnastica alla danza.
Intelligenza concreta pratica: è la capacità di risolvere concretamente problemi reali e pratici. Utile in tutte le situazioni e attività professionali in cui è necessario operare in modo concreto. E' una intelligenza di tipo procedurale, è l'intelligenza di chi impara facendo e operando concretamente, viene spesso contrapposta all'intelligenza astratta.
Intelligenza grafico-pittorica: è l'abilità nel disegnare, dipingere o creare immagini, costruire grafici. Più in generale è l'abilità nel comunicare attraverso il codice grafico. E' un'intelligenza meno convenzionale e pertanto spesso offuscata nell'ambito scolastico, mentre viene molto rivalutata nell'ambito lavorativo, soprattutto se accompagnata da una buona dose di creatività personale.
Intelligenza sociale: è la capacità di rapportarsi agli altri, di costruire relazioni positive, di interagire in modo empatico. E' un'abilità importante in numerose situazioni e attività professionali in cui è necessario comunicare e interagire con colleghi o clienti, indispensabile nelle professioni ad altissima interazione sociale, dall'animazione al coordinamento di gruppi.
Intelligenza intrapersonale: è la capacità di riflettere su se stessi; è la capacità introspettiva di pensare a se stessi e al proprio funzionamento mentale, analizzando nel dettaglio le variazioni emotive e cognitive.
Esempio 5 - MOTIVAZIONE ALL’APPRENDIMENTO

In termini generali, la motivazione all’apprendimento si può definire come un insieme di bisogni, tendenze, valori, aspettative, preferenze che intervengono nell’attivare, dirigere e sostenere il processo di costruzione di conoscenze e abilità.

La motivazione scolastica è un processo complesso che interagisce con convinzioni relative al sé, alle proprie capacità, al compito e alla situazione di apprendimento, alla spiegazione dell’insuccesso e della riuscita scolastica.
Si tratta, inoltre, di un processo che può essere innescato e rinforzato estrinsecamente (l’attività di studio e apprendimento è finalizzata ad una ricompensa esterna) o intrinsecamente (l’attività di studio è un’esperienza in se stessa gratificante).

Per il dibattito con i ragazzi è utile ricordare che la motivazione può essere definita come la ricerca di attività e persone che stimolano emozioni positive e/o come l’evitamento di persone e situazioni che suscitano emozioni negative.


Nell’apprendimento le emozioni positive sono date dalle buone valutazioni, dal piacere di scoprire ed imparare, di conoscere ed esplorare, dal piacere di diventare grandi, dalle sensazione di padronanza e di riuscita, dalla rassicurazione e la validazione del sé cognitivo e del sé sociale, ecc.
Le emozioni negative, quindi da evitare, sono date dall’esposizione all’invalidazione di sé, alla sensazione di difficoltà, di inferiorità, di inadeguatezza, di impotenza, all’ansia, all’angoscia, al terrore, al disagio sociale e interpersonale, ecc.
I ragazzi che non vivono il senso di riuscita e soprattutto di miglioramento rispetto alle loro abilità e competenze, inevitabilmente tendono a demotivarsi e a rivolgere altrove la propria attenzione, alimentando una pericolosa spirale negativa che li porta lontano dalla scuola.
I concetti di riuscita e miglioramento hanno significati diversi; mentre la riuscita è generalmente riferita al raggiungimento degli obiettivi della classe, il miglioramento fa riferimento al livello di partenza e alle caratteristiche scolastiche e cognitive del singolo studente. E’ possibile accettare l’esperienza della non riuscita se accompagnata dal senso del miglioramento, nel caso contrario, la non riuscita determina l’inadeguatezza e la conseguente demotivazione.
Per alcuni ragazzi la gratificazione coincide con la riuscita, perché possono raggiungere agevolmente gli obiettivi previsti. Per altri ragazzi, il raggiungimento di questi obiettivi comuni non è possibile, per loro è possibile solo un miglioramento rispetto al percorso personale. Se la scuola riesce a far cogliere e valorizzare questo miglioramento, la motivazione dei ragazzi è alimentata nel senso positivo, se al contrario, la scuola non riesce a far cogliere questi miglioramenti, il ragazzo, nel suo inevitabile continuo confronto con i compagni, si percepirà inadeguato per la scuola e assumerà sempre più atteggiamenti mentali e poi concreti di rinuncia.
Tutti i ragazzi, se ben seguiti, possono vivere esperienze di miglioramento in tutte le attività scolastiche, italiano e matematica compresi. In alcuni casi, la gratificante esperienza di miglioramento può essere vissuta in attività alternative, come lo sport, la musica, l’espressione artistica, ecc. queste possono diventare potenti alimentatori di motivazione scolastica. Una scuola media che sa offrire opportunità diverse e varie, che valorizzano le persone in modo diverso, ha molte più possibilità di sostenere il percorso di tutti i ragazzi sia nel senso scolastico che nel senso più ampio di maturazione complessiva.

Esempio 6 - QUESTIONARIO PER GLI ALUNNI
MOTIVAZIONE
Confronto, discussione, riflessione sulla propria motivazione scolastica.

Condurre i ragazzi, anche attraverso la compilazione i unl questionario come l’esempio riportato, alla riflessione sulla propria motivazione rispetto alla scuola e allo studio, per una consapevolezza dell’importanza del fattore motivazione nella riuscita scolastica.


  • Far riflettere i ragazzi sulla motivazione

  • Far riflettere sul ruolo della motivazione personale e scolastica

  • Far riflettere i ragazzi sul fatto che spesso la motivazione è la ricerca di persone o situazioni emotivamente piacevoli

  • Far riflettere i ragazzi sulle differenze motivazionali tra chi dispone di un atteggiamento limitato nel qui ed ora e chi dispone di una prospettiva temporale ampia





Studio perché penso che imparare sia importante per me e per il mio futuro

0 1 2 3

Studio solo per la sufficienza, i bei voti non mi interessano

3 2 1 0

Per me la scuola viene al primo posto, poi viene il resto, sport, hobby e passatempi vari

0 1 2 3

Studiare è una cosa molto importante e va fatta seriamente.

0 1 2 3

Mi impegno in un lavoro solo se l’argomento mi interessa veramente.

3 2 1 0

Studio per ottenere il massimo dei voti.

0 1 2 3

Nella vita ci sono tante cose più interessanti della scuola.

3 2 1 0

Se mi vengono assegnati per compito esercizi difficili, lascio perdere e cerco di giustificarmi con i professori.

3 2 1 0

Sono disposto a rinunciare ai miei impegni extrascolastici per portare a termine i compiti e lo studio

0 1 2 3

Studio solo perché sono obbligato, non trovo nessun piacere nello studio, anzi studiare per me è quasi una tortura

3 2 1 0

Studio solo ciò che mi piace

3 2 1 0

Riesco a motivarmi anche su argomenti un po’ difficili o noiosi, perché capisco che lo faccio per me

0 1 2 3

Mi piace imparare cose nuove

0 1 2 3

I voti non sono importanti, basta essere promosso

3 2 1 0

Spesso farei qualsiasi cosa pur di non studiare

3 2 1 0

Totale punti


 



Da 0 a 10


Sembri poco o per nulla motivato verso la scuola e l’apprendimento in generale. Se sei stato sincero, probabilmente sei disturbato da qualcosa che ti impedisce di provare piacere nell’esperienza di crescita scolastica e di apprendimento. Al di là di quello che si racconta ai compagni e al di là della fatica reale della scuola, imparare e scoprire cose nuove è una esperienza piacevole e generalmente motivante. Fermati a pensare perché per te non lo è.

 


Da 11 a 22

Poco motivato, ti piacciono alcune cose della scuola, ma ti lasci spesso coinvolgere da tanti altri interessi diversi che interferiscono con il tuo percorso scolastico. Ricorda che quello che impari diventa tuo, appartiene a te e ti arricchisce.

 


Da 23 a 32

Sei uno studente motivato, ti piace imparare e conoscere cose nuove e per questo riesci a superare le difficoltà dello studio. Tendi a studiare più per te che per i tuoi insegnanti e per i voti. Continua così, ricordati anche che la motivazione può aiutarti a superare tante difficoltà.

 



Da 33 a 45

Sei molto motivato e hai chiare in mente le tue priorità. La motivazione può essere segno di carattere forte e maturità. Anche per te alcuni argomenti o alcune lezioni possono essere noiosi/e, ma riesci sempre a trovare un modo per renderli/e più interessanti. Complimenti.


Esempio 7 - QUESTIONARIO APPROCCIO ALLO STUDIO
Ferrari UniPV




©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale