Espressionismo quadro storico l’atmosfera dell’espressionismo



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17.11.2017
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ESPRESSIONISMO




QUADRO STORICO L’ATMOSFERA DELL’ESPRESSIONISMO

  • L’espressionismo nasce e si sviluppa negli anni compresi tra la fine dell’800 e il primo trentennio del '900, un periodo storico questo abbastanza delicato. Nell’Europa d’inizio secolo si vanno, infatti, diffondendo le teorie nazionaliste, promotrici del dominio e dell’annientamento dell’avversario e di una visione del mondo dominato da un unico vincitore. Il clima di quegli anni è di tensione e di angoscia, componenti che i pittori espressionisti porranno come ispiratrici e soggetti delle loro opere soprattutto in Germania, il paese in cui l’espressionismo ha avuto la sua maggior espansione rispetto ad altri.

  • La prima guerra mondiale ha rappresentato la valvola di sfogo di questo generale malcontento, che aveva iniziato ad accumularsi già durante la fine dell’età Bismarckiana e negli ultimi decenni del 1800. Questa guerra, da molti addirittura cercata e voluta, era vista come un evento purificatore, che avrebbe cancellato tutti i problemi irrisolti di quel periodo. La distruzione totale sembrava l’unico mezzo adatto per incominciare da un nuovo e diverso ordine, per poter rifondare una nuova società.



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  • Praticamente però sin dall’inizio del conflitto, coloro che si erano fatti promotori dell’evento bellico e coloro che lo appoggiavano da un punto di vista ideologico, si resero conto che guerra non significava solo nascita di un nuovo ordine sociale, ma soprattutto morte e distruzione. Analizzando dopo tanto tempo gli anni che fanno da contorno al primo conflitto mondiale, ci si accorge di come dovesse essere paranoica e distorta la visione della vita in quel periodo, deformata dalle stesse alterazioni che hanno caratterizzato le opere degli artisti di quel tempo. Si ha la sensazione che all’inizio del secolo in buona parte della popolazione europea stesse come dilagando una generale perdita di identità. Il filo conduttore degli eventi di quegli anni sembra essere una certa alienazione, un certo distacco dalla realtà, spesso e volentieri intesa e assimilata in modo errato o quanto meno secondo parametri falsati. Il fatto stesso che si volesse fortemente lo scoppio di un conflitto bellico mi sembra un desiderio assurdo e allucinato. La generale confusione di quel periodo penso possa essere ricondotta anche al fatto che in alcuni paesi andavano instaurandosi regimi totalitari, in cui una sola persona, o nel migliore dei casi un’oligarchia, decideva per tutta la popolazione, sottomettendola al proprio potere. E’ il caso della nascita della Russia di Stalin, dell’Italia di Mussolini e della Germania di Hitler.



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  • Questi tre esempi, anche se non proprio tutti contemporanei tra loro, penso rappresentino i casi più eclatanti di come una popolazione possa essere sollevata dalla responsabilità di prendere decisioni. E’ vero, a volte il fardello delle scelte da operare può divenire particolarmente pesante, ma rimettere nelle mani di un unico individuo il destino di una intera nazione è un falso vantaggio e la storia lo ha dimostrato.

  • Difficilmente lasciare che qualcun altro pensi e decida al nostro posto è fonte di arricchimento

  • personale e di vantaggi reali. Questo clima di falsa libertà di ipocrita leggerezza e il disagio di

  • milioni di persone, alleggerite improvvisamente del loro ruolo nella società, hanno poi contagiato

  • altre nazioni e fatto sì che molti si sentissero disorientati.

  • Proprio un’atmosfera così insolita e surreale è stata quella che ha permesso la nascita dell’espressionismo con riflessi in pittura e letteratura; in entrambi i campi si assiste alla ricerca di qualche cosa, che forse è andato perduto o che forse sta per essere acquisito come nuova fonte di conoscenza. Il romanzo psicologico ricerca l’io e la comprensione di tutte le sue infinite sfumature.

  • Si può dire altrettanto per quanto riguarda l’espressionismo pittorico, in quanto le tele prodotte in quegli anni sono la trasposizione nella realtà, mediante forme e colori, delle angosce, delle paure e dei confusi stati d’animo degli artisti.



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  • Il generale disagio di quell'epoca non è comunque attribuibile solo ed esclusivamente alla presa di posizione dispotica di alcune figure di spicco del mondo politico. Oltre a quanto detto poco fa, bisogna tener conto anche della combinazione di alcuni fattori come la presenza sempre più tangibile della tecnologia nella vita di tutti i giorni, il progressivo allontanamento dell’uomo dalla natura, da migliaia di anni sua compagna inseparabile e la conseguente urbanizzazione della società.

  • In un periodo storico in cui l’idea del mondo, inteso come un unico grande “villaggio globale” era ancora lontana, probabilmente questi cambiamenti, piuttosto repentini rispetto a come le situazioni si erano sempre evolute in precedenza, hanno prodotto oltre a innegabili vantaggi anche un certo senso di inadeguatezza nell’animo umano, forse non ancora pronto a gestire i prodotti delle proprie fatiche materiali (a questo proposito non bisogna dimenticare che il ‘900 è stato definito dai futuristi come il secolo della velocità). L’umanità insomma si è trovata spiazzata dai frutti del suo stesso lavoro, impreparata di fronte alle numerose implicazioni che le scoperte dell’epoca generavano come in una reazione a catena.

  • La sensazione che rimane di quel periodo storico è quella di una umanità disorientata, un pesce fuor d’acqua come si dice, che inconsciamente sperava di poter risorgere con la distruzione della guerra.

  • Il tempo ha dimostrato l’assurdità di quell’idea, in cui purtroppo però ancora molti credono.

  • L’avvento dei due conflitti mondiali non ha fatto altro che cambiare l’importanza e il ruolo dei vari contendenti e, nonostante siano cambiati i protagonisti, la situazione, oggi, non è mutata di molto.

  • Come accadeva prima, ognuno cerca di fare il proprio gioco e le “utopie” di chi sperava in una società rinnovata e basata su nuovi è più alti ideali sono rimaste ancora tali.



La pittura assume così sfumature sperimentalistiche in cui vengono per così dire testati colori, forme e tecniche di realizzazione. Oltre all’aspetto prettamente pratico questo metodo di produzione collettiva ha permesso la nascita e il diffondersi di una visione dell’arte strettamente legati alla vita di tutti i giorni. Parte integrante dei processi lavorativi sono, infatti, i dialoghi e i momenti di intrattenimento con ammiratori e amici degli artisti. Lo scambio di opinioni, che spesso avveniva proprio sul luogo di realizzazione dei lavori, era di basilare importanza per lo sviluppo e la piena maturazione psicologica della tela in produzione.

  • La pittura assume così sfumature sperimentalistiche in cui vengono per così dire testati colori, forme e tecniche di realizzazione. Oltre all’aspetto prettamente pratico questo metodo di produzione collettiva ha permesso la nascita e il diffondersi di una visione dell’arte strettamente legati alla vita di tutti i giorni. Parte integrante dei processi lavorativi sono, infatti, i dialoghi e i momenti di intrattenimento con ammiratori e amici degli artisti. Lo scambio di opinioni, che spesso avveniva proprio sul luogo di realizzazione dei lavori, era di basilare importanza per lo sviluppo e la piena maturazione psicologica della tela in produzione.

  • All’interno del movimento espressionista si è diffusa inoltre una grande varietà di tendenze e di correnti. Da Kirchner (Die Brücke) con i suoi nudi angolosi e sgradevoli, il cui sogno era quello di una natura incontaminata, unica alternativa alla crescente urbanizzazione della società, rappresentata nei suoi quadri con tratti semplici e colori puri, di immediata comunicatività quindi, a Klee che, con le sue opere geometriche, dai colori studiati e tutti collegati tra loro, richiede invece un’attenta analisi e uno studio profondo. Da Kandinskij (Blaue Reiter), che ha rappresentato l’apoteosi dell’immediatezza comunicativa, raggiunta con l’abolizione delle forme a favore di uno spazio dominato e organizzato solo in base ai colori, a Dix, uno dei maggiori esponenti della cosiddetta nuova oggettività, con la analisi cruda e bizzarra della realtà.



  • Sino ad arrivare a Matisse, massimo esponente del movimento francese “Fauves”, promotore della linea e del colore puro, della semplicità e di una pittura senza profondità. È evidente che, tenendo conto di queste infinite sfumature, accomunare pittori, tendenze e stili così diversi tutti sotto il termine Espressionismo è un po’ restrittivo e implica delle generalizzazioni.

  • Dovendo fissare delle caratteristiche generali si può dire che le opere di questo movimento artistico sono la trasposizione nella realtà dei sentimenti e delle sensazioni dell’artista: mentre in precedenza si seguivano modelli e soggetti reali, o comunque si cercava il più possibile di ricreare forme e colori riconducibili a quelle già presenti in natura, ora l’obiettivo veniva ad essere la realizzazione di quadri più soggettivi e personali possibili. Verrebbe da dire che regole e modelli vengono annientati. In realtà non è così: ogni pittore segue le proprie idee che trovano la loro concretizzazione attraverso i percorsi più vari.

  • Questo implica che i quadri debbano venire analizzati ogni volta secondo parametri diversi e tenendo presente obiettivi differenti.

  • L’espressionismo, prima che un modo di dipingere, è l’esaltazione della soggettività, unica regola da tener presente durante la realizzazione di un’opera.

  • Il pittore espressionista di fronte alla tela bianca si trasforma insomma in una specie di Dio, che si accinge a creare un universo di colori e di forme a suo piacimento. Questo in linea di massima

  • avveniva anche in passato per i pittori di altre correnti artistiche con la differenza che gli impressionisti non hanno modelli da seguire e prospettive a cui attenersi, devono semplicemente dipingere quello che sentono dentro.











STUDIO PER COMPOSIZIONE KANDINSKY 1909 – 1910



Ernst Ludwig Kirchner



Rudof Steiner



FAUVISME



Jackson Pollock






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