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Estratto dal testo “Gestione del sistema di sicurezza” pp.220/225

12. Informazione, formazione e comunicazione

12.1. Formazione e informazione: definizioni e requisiti

Il D.Lgs 626 distingue in maniera netta gli obblighi di informazione da quelli di

formazione; d’altra parte anche la lingua italiana fornisce diverse definizioni tra i due

termini. Tuttavia il processo di acquisizione da parte dei lavoratori delle competenze

idonee a lavorare in sicurezza non può essere schematizzato in momenti singoli e separati,

ma rappresenta la somma di vari interventi educativi che vanno dall’addestramento

professionale all’informazione, dalla sensibilizzazione alla formazione.

Definizioni:



Informazione (sapere): trasmettere notizie e conoscenze relative ai rischi lavorativi,

alle misure di prevenzione e protezione idonee a ridurre il rischio, agli obblighi derivanti

dalle normative e dalle disposizioni aziendali inerenti la sicurezza.

Requisiti minimi di una corretta informazione:

• deve essere precisa, chiara e collegata al rischio/problema;

• deve riferirsi al soggetto destinatario;

• deve essere efficace in termini comunicativi (raggiungere lo scopo);

• deve comprendente modalità di verifica dell’effettivo passaggio

dell’informazione.



Formazione: fornire gli strumenti in termini di conoscenze (sapere) e competenze

(saper fare), supportate da adeguati convincimento e motivazioni (saper essere), per

adottare procedure e comportamenti lavorativi conformi alla prevenzione e sicurezza.

Requisiti minimi di una corretta formazione:

• deve prendere avvio da una riflessione in merito all’esperienza e al vissuto del

destinatario e produrre un confronto personale;

• deve produrre la comprensione delle motivazioni tecniche delle norme;

• deve produrre una messa in discussione dei propri comportamenti, ovvero

consapevolezze personali utili al cambiamento;

• deve essere progettata definendo in termini chiari i bisogni (la situazione iniziale)

e gli obiettivi,

• deve prevedere feed-back (risposta) e verifiche valutative;

• deve poter favorire l’acquisizione successiva di ulteriori momenti di informazione

e formazione.

12.2. Destinatari dell’informazione

Il D.Lgs 626/94 prevede che venga fornita una formazione specifica, relativa ad

argomenti circostanziati (attinenti il lavoro specifico), ad una serie di soggetti che hanno

un ruolo nell’assicurare condizioni di salute e sicurezza nell’ambiente di lavoro.

I destinatari degli interventi di formazione e informazione sono:

• il responsabile e gli addetti del SPP, il datore di lavoro che intenda svolgere

direttamente i compiti di RSPP;

• il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;

• i lavoratori incaricati dell'attività antincendio e di evacuazione dei lavoratori, e al

pronto soccorso;

• tutti i lavoratori.

Ognuna di queste figure è destinataria di un processo di formazione specifico, in base

alle mansioni e ai compiti che svolge.



12.2.1. Responsabile del SPP

Uno dei compiti del responsabile del SPP è quello di collaborare con il datore di lavoro,

sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale, a:

• individuare e valutare i fattori di rischio;

• individuare le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro nel

rispetto della normativa vigente;

• proporre il programma di prevenzione;

• proporre le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;

• proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;

• fornire ai lavoratori informazioni sui rischi, generali per l'azienda e specifici per

il singolo, sulle norme di sicurezza previste, sui pericoli connessi all'uso delle

sostanze e dei preparati pericolosi, sulle procedure di pronto soccorso, di lotta

antincendio;

• contribuire ad una formazione sufficiente e adeguata in materia di sicurezza e

di salute con riferimento al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni, di

ciascun lavoratore.

Tali attività e compiti, per essere veramente efficaci, dovranno integrarsi con quelli

propri del datore di lavoro e del RLS, nonché del medico competente.



Bisogni formativi

Sviluppo di conoscenze e competenze progettuali, diagnostiche, decisionali e

comunicative specifiche rispetto a:

• analisi/valutazione dei rischi;

• scelta e mantenimento in essere delle misure di prevenzione e protezione;

• informazione/formazione dei lavoratori;

nonché l’acquisizione di conoscenze specifiche, di sapere applicativo, che devono

necessariamente riferirsi almeno a:

- norme di legge e di buona tecnica sulle materie di sicurezza ed igiene del lavoro;

- analisi dei rischi (di qualunque natura);

- sistemi di prevenzione;

- costruzioni di piani e di programmi (di analisi, di intervento, di verifica di

risultato);

- progettazione di programmi di informazione e di formazione;

- costruzione di strumenti propri di analisi e di verifica (schede ed altro materiale).

Il datore di lavoro che svolge il compito di RSPP deve frequentare un corso di formazione

della durata minima di 16 ore i cui contenuti sono specificati nel DM 16/1/1997. Nessun

obbligo di formazione se si è nominato precedentemente al DM.

La formazione degli addetti e del responsabili SPP non datori di lavoro è regolamentata

dal D.Lgs 195/03.



12.2.2. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)

Il mandato organizzativo di questa figura professionale si deduce dalla sua qualifica,

“rappresenta” i lavoratori, e comprende diversi compiti:

• raccogliere dai lavoratori le indicazioni di problemi concernenti la salute e la

sicurezza;

222 - Gestione della sicurezza

• fare proposte in merito all’attività di prevenzione promuovendo l'individuazione,

l'elaborazione, e l'attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la

salute e l'integrità fisica dei lavoratori;

• essere consultato sulla valutazione dei rischi, l'individuazione, la programmazione,

la realizzazione e verifica delle misure di prevenzione ed in merito all'organizzazione

della formazione;

• ricevere (e interpretare correttamente) le informazioni e la documentazione

aziendale sulla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione, sulle sostanze

pericolose, le macchine, gli impianti, l'organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli

infortuni e le malattie professionali, ecc.

Per questo motivo deve ricevere una adeguata formazione in materia di normativa

di sicurezza e di salute, nonché sui rischi specifici esistenti nel proprio ambito di

rappresentanza e sulle principali tecniche di controllo e prevenzione.

La formazione di queste figure prevede corsi formalizzati, a proposito dei quali si

fa riferimento al DM 16/1/97, emanato dai Ministeri del Lavoro e della Previdenza

Sociale e della Sanità, dove vengono individuati i contenuti minimi della formazione ed

il numero di ore di formazione (32 ore) da erogare ai Rappresentanti dei lavoratori per

la sicurezza.

Bisogni formativi

Sviluppo di conoscenze e competenze analitiche, decisionali e relazionali rispetto a:

• analisi/valutazione dei rischi;

• verifica costante delle misure di prevenzione e di sicurezza;

• informazione dei lavoratori;

nonché l’acquisizione di conoscenze specifiche, di sapere applicativo, che devono

necessariamente riferirsi almeno a:

- normativa sulle materie di sicurezza ed igiene del lavoro;

- rischi presenti sul posto di lavoro e riferiti all'ambito di rappresentanza;

- danni legati a quei rischi;

- limiti di esposizione a fattori inquinanti;

- analisi degli infortuni;

- analisi delle situazioni critiche (anomalie di processo);

- modalità di prevenzione;

- strumenti informativi presenti sul luogo di lavoro: registro infortuni, schede di

sicurezza, documento di valutazione, ecc;

- valutazione di programmi di informazione;

- costruzione di strumenti propri di analisi e di verifica (schede ed altro materiale).



12.2.3. Lavoratori incaricati della prevenzione incendi e lotta antincendio

Queste figure dovranno possedere una qualificazione specificamente tecnica (salvataggio,

lotta antincendio, attivazione di dispositivi di sicurezza), ma anche essere dotati di

particolari requisiti personali, come pure in termini di capacità di:

• prendere decisioni rapide e razionali in situazioni di emergenza;

• fornire un supporto psicologico rassicurativo onde evitare o contenere eventuali

situazioni di panico.

Mentre sulle competenze tecniche una adeguata formazione può essere considerata

strumento necessario e sufficiente, per quanto attiene al secondo blocco di requisiti

è necessario prevedere in partenza particolari doti caratteriali e personali sulle quali



Gestione della sicurezza - 223

potranno utilmente innestarsi gli interventi di natura formativa.

E' importante prevedere che questi soggetti siano scelti tra personale collocato

precedentemente in posizioni lavorative intermedie; ciò appare opportuno sia per il

grado di conoscenza dell’azienda che queste figure hanno e che è particolarmente utile

in situazioni di emergenza, sia per il ruolo gerarchico da essi svolto ordinariamente, che

può essere prezioso al momento in cui sia necessario attivare una procedura che dovrà

essere eseguita fedelmente.



Bisogni formativi

Sviluppo di conoscenze e competenze specifiche rispetto a:

• principi della lotta antincendio;

• situazioni che possono dar luogo a stati di emergenza (sversamenti, rilasci di

sostanze nocive, ecc.);

• specifici compiti assegnati nell’ambito del piano di emergenza;

• percorsi e siti strategici della procedura di evacuazione;

• dislocazione e funzionamento dei dispositivi di sicurezza, dei dispositivi di

protezione individuale e dei presidi antincendio e dei sistemi di abbattimento e

contenimento;

• siti critici dell’azienda in relazione a situazioni di emergenza (depositi di materiale

infiammabile, tossico, nocivo, ecc.);

• individuazione dell’entità dell’evento e le sue possibili conoscenze, in relazione

alla necessità o meno di attivare interventi esterni (VVF, ARPA, ecc.);

• prevenzione/contenimento delle eventuali situazioni di panico tramite opportuno

supporto psicologico-rassicurativo.



12.2.4. Lavoratori incaricati del pronto soccorso

Queste figure dovranno svolgere un ruolo di “attesa attiva” delle strutture esterne

preposte al Pronto Soccorso, limitandosi ad evitare l’aggravarsi di danni già eventualmente

verificatisi ed evitando atteggiamenti eccessivamente “interventistici”.

È da sottolineare che tale ruolo non potrà essere indifferentemente svolto da qualsiasi

soggetto, per cui andranno opportunamente valutati aspetti di tipo personale e caratteriale

degli operatori scelti.

La formazione dovrà essere pratica ed essenziale, in grado di dare luogo, al bisogno, a

comportamenti precisi ed efficaci.

Bisogni formativi

Il D.Lgs 388/04 definisce i contenuti e la durata della formazione (vedi capitolo “Criteri

per l’organizzazione del primo soccorso a scuola”)

12.2.5. Lavoratori

La formazione deve essere oggetto di programmazione e aggiornamento periodici, e

deve avvenire:

• all'assunzione;

• al cambio mansione o qualora cambino i rischi per la salute e sicurezza presenti

in ambiente di lavoro.

I lavoratori devono essere adeguatamente informati, formati ed addestrati (artt. 21, 22

e 37 e 38 del D.Lgs 626/94). A tal proposito è bene precisare che i rischi presenti

nell'ambiente di lavoro non sono legati soltanto ad aspetti prettamente tecnici (gli

224 - Gestione della sicurezza

ambienti, le attrezzature, ecc.), ma spesso derivano anche da comportamenti non corretti

assunti nell'arco della vita lavorativa; per questo motivo la formazione deve tener conto

di tutti questi aspetti.



Bisogni formativi

Ciascun lavoratore deve essere informato su:

• i rischi per la sicurezza e la salute connessi all'attività dell'azienda in generale;

• le misure, le attività e l’organizzazione della prevenzione in azienda;

• i rischi specifici cui è esposto in relazione all'attività svolta, le normative di

sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;

• i pericoli connessi all'uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle

schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di

buona tecnica;

• le procedure che riguardano il pronto soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione

dei lavoratori;

• i ruoli del responsabile del Servizio di prevenzione e protezione, del medico

competente, del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;

• i nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di emergenza cui agli

articoli 12 e 15 del D.Lgs 626/94.

Di fatto questi bisogni formativi si connettono strettamente con l'esigenza di

apprendere lo svolgimento corretto della mansione assegnata, ma anche di saper

adottare comportamenti adeguati in tutte le situazioni critiche (es. rilascio significativo

di sostanze nocive) che potrebbero verificarsi nel corso dell'attività di lavoro, nonché le

azioni da attuare per contenere eventuali incendi o altri tipi di eventi.

La in-formazione dei lavoratori va effettuata durante l’orario di lavoro e non deve

comunque comportare oneri economici per i lavoratori.



12.2.5.1. Scopi e finalità della informazione / formazione dei lavoratori

L’addestramento, l’informazione e la formazione devono essere visti dalle aziende come

un investimento e non solo una spesa. Un lavoratore informato conosce il proprio

ambiente di lavoro e gli eventuali rischi: in altre parole sa cosa sta adoperando e cosa può

succedere. In questo modo lavora meglio, ed è meno probabile che incorra in qualche

infortunio o malattia. Inoltre un lavoratore formato, e quindi consapevole, rende più

facile la gestione della sicurezza.

La cooperazione e la partecipazione di tutti i soggetti dell’azienda costituiscono

un elemento fondamentale per realizzare una concreta sicurezza. Per ottenere ciò

è necessario adottare una politica di in-formazione partecipativa affinché tutte le

informazioni, conoscenze, problematiche relative alla sicurezza diventino oggetto di

comunicazione fra tutti i dipendenti e a tutti i livelli. Non si deve dimenticare che l’informazione

costituisce una “misura generale di tutela” al pari delle misure tecniche

e organizzative (art.3 D.Lgs 626), in effetti unico provvedimento efficace rispetto a

comportamenti lavorativi non corretti e pericolosi, che sono alla base della maggioranza

degli infortuni e incidenti.

Assicurare la informazione significa ottemperare ad un preciso obbligo di legge che

però deve rispondere almeno ai requisiti di qualità. Infine, informare sui rischi e sulle

misure di autotutela i soggetti che corrono quei rischi è un atto dovuto, è un indiscutibile

diritto dei lavoratori.



Gestione della sicurezza - 225

In sintesi gli obiettivi della formazione:

• eliminare o ridurre gli infortuni e le malattie professionali riconducibili ai

comportamenti tecnicamente non corretti;

• rendere partecipi e responsabili i lavoratori della propria e altrui sicurezza;

• ottenere il consolidamento dei comportamenti corretti ed il cambiamento di

quelli errati.



12.2.5.2. Formazione degli adulti

La prima difficoltà che si incontra nel gestire attività di in-formazione per adulti risiede

nella resistenza delle persone che, pensando di essere già perfettamente in grado di

adempire ai propri compiti, non vedono la necessità o l’utilità di apprendere qualcosa

di nuovo. Formare gli adulti si concretizza, dunque, nel lavorare contro le resistenze

che significa bandire le raccomandazioni (peraltro inefficaci in tutte le fasce d’età) per

attivare processi di convincimento quanto più possibile personalizzati.

L’adulto quando inizia ad apprendere qualcosa si preoccupa di esaminarne i vantaggi,

nonché le conseguenze negative del mancato apprendimento: questo lo rende disponibile

e motivato ad imparare cose nuove purché rispondano alle proprie esigenze.

Per poter elaborare adeguati ed efficaci progetti formativi, è necessario tenere conto

di alcuni criteri che determinano l’atteggiamento ad imparare degli adulti. L’adulto,

infatti:

• ha bisogno di capire l’utilità di ciò che sta facendo, quindi, deve essere consapevole

delle finalità dei percorsi formativi che gli vengono proposti;

• ha un concetto di sé come persona autonoma con una propria esperienza

lavorativa e di vita, per cui impara quando si sente protagonista del proprio

processo di apprendimento che deve sempre nascere o integrarsi con l’esperienza

già acquisita: rinunciare ad un proprio sistema di convinzioni costruito negli anni

è faticoso e destabilizzante;

• è disponibile ad apprendere solo ciò che ha bisogno di sapere e saper fare per

rispondere in modo appropriato ai problemi di lavoro o di vita, e investe energia

nella misura in cui ritiene che questo possa aiutarlo a risolvere questi problemi;

• è maggiormente disposto ad apprendere se spinto da motivazioni che lo portano

a soddisfare bisogni interiori ai quali può appartenere il desiderio di lavorare in

sicurezza e migliorare la qualità del suo lavoro.

In quest’ottica le iniziative formative devono comprendere metodi di insegnamento

basati sul coinvolgimento dei soggetti e avvalersi di tecniche attive. Ad esempio

sviluppare discussioni su problemi avvenuti o su soluzioni trovate, diffondere la

conoscenza di esperienze positive per la sicurezza, portare esempi di comportamenti

sicuri. Proprio per questo è conveniente utilizzare risorse interne all’azienda (RSPP,

RLS, medico competente, lavoratori esperti) perché conoscono le persone, le situazioni

di lavoro e le relazioni e sono in grado di usare gli stimoli più adatti a motivarle. Inoltre,

le figure interne hanno la possibilità di verificare nel tempo l’apprendimento e di capire



quali sono gli aspetti che devono essere ripresi.


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