Età del bronzo età del ferro



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14.02.2020
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IMPIANTO SIDERURGICO

Nelle grosse acciaierie (Taranto, Cornigliano e Bagnoli ,prima che queste venissero chiuse) il processo di produzione dell'acciaio parte dal minerale di ferro.



Si usa l'Altoforno, costituito esternamente da una corazza di acciaio, è rivestito internamente di materiale refrattario adatto a sopportare elevate temperature.

Sulla parte superiore dell’altoforno c’è la bocca, nella quale vengono introdotte le sostanze di carica: minerali ferrosi (prevalentemente ematite), carbon-coke, fondente, dei rottami ferrosi e altre sostanze bruciate assieme, i minerali, il combustibile (carbon coke), il fondente

Il coke si ottiene dal carbone mediante un processo di riscaldamento in assenza di aria, in impianti chiamati cokerie, che solitamente fan parte del complesso di un impianto siderurgico; è usato per rimuovere l'ossigeno dai minerali metallici per ottenere leghe. Il fondente può essere sabbia silicica o calcare: esso ha lo scopo di formare la scoria e di abbassare la temperatura di fusione.

A metà dell’altoforno, c’è il tino dove inizia la trasformazione del minerale in ferro, al di sotto del tino ci sono: il ventre, la sacca e il crogiuolo.

È un forno a vento: perché la temperatura raggiunga i valori sufficienti è necessario insufflare aria; un getto d'aria calda (fino a 870 °C), la temperatura dell'altoforno aumenta dall'alto verso il basso e varia da circa 200°C a circa investe e attraversa la carica, innesca una reazione chimica 1850°C fra il carbonio del coke e l'ossigeno degli ossidi di ferro che costituiscono i minerali.

La fusione avviene nel ventre, dove il ferro legandosi col carbonio, si trasforma in ghisa, dalla sacca, la ghisa scende nel crogiuolo (si separa dalle le scorie, chiamate loppa), e viene scaricata dall’apertura in basso.



Alla base dell'altoforno si raggiungono temperature fino a 2000 C°, che innescano reazioni chimiche.

I gas vengono rimessi in circolo dai Recuperatori di Cowper (torri più piccole, almeno a gruppi di tre, rivestite di materiale refrattario, che recuperano i gas per rimetterli in ciclo).



L'altoforno continua a funzionare per 7 anni ininterrottamente, senza mai essere spento. La durata del ciclo integrale è di circa 20 anni. Gli ultimi impianti funzionanti in Italia sono quelli di Taranto, costruiti negli anni sessanta, quello di Piombino (LI), messo in servizio a fine anni settanta per sostituire i tre altiforni preesistenti, poi spenti, e la ferriera di Servola a Trieste.




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