Ethan Frome



Scaricare 149 Kb.
Pagina1/3
03.06.2018
Dimensione del file149 Kb.
  1   2   3

POGACNIK Stil, Tektonik u Raumkunst

Marco Pogacnik

Stile, Tettonica e Raumkunst


Da Gottfried Semper a Fr Kiesler

___________________________________________________________________

Questo lavoro sviluppa le riflessioni contenute nel testo pubblicato sulla rivista FACES 47 (2000), risultato di un seminario organizzato assieme al prof. Bruno Reichlin presso l’Istituto di Architettura dell’Università di Ginevra. Le prime ricerche necessarie alla stesura di questo lavoro sono state compiute durante il periodo di insegnamento che ho trascorso presso la Fachhochschule di Potsdam in qualità di DAAD-Gastprofessor.



Indice


    1. Introduzione. H Hübsch, K Bötticher e l’invenzione della tettonica




    1. G Semper. Tettonica versus Bekleidungskunst

    2. G Semper e Quatremere de Quincy. Dalla toreutica alla Hohlkörpertektonik

    3. G. Semper. Der Stil, una ereutica pratica




    1. La tettonica dopo Semper. G Heuser, F Releaux, AG Meyer, R Maillart, A Schmarsow

    2. Abitare in stile. Georg Simmel e Bertold Brecht




    1. Bekleidungskunst e Städtebau. HP Berlage, Fr Schumacher e Th Fischer

    2. La percezione dello spazio. Av Hildebrand e A Hölzel




    1. Gli sviluppi della riflessione sulla tettonica nel novecento. S Giedion, Fr Kiesler, W Benjamin


6.1 Una conclusione. Il destino attuale della tettonica. Fr Gehry, OMA
Allegati

a. Boetticher Carl Gottlieb Wilhelm, Das Prinzip der Hellenischen und Germanischen Bauweise hinsichtlich der Übertragung in die Bauweise unserer Tage, Festrede 1846. Ristampato in Julius Posener (a cura di), Festreden. Schinkel zu ehren, 1846-1980, Berlin, Fröhlich und Kaufmann, (s.d.1981)
b. Richard Lucae,
c.

1.1

Introduzione. Heinrich Hübsch, Karl Bötticher e l’invenzione della tettonica

Ricostruire la genealogia della nozione di Tettonica significa ripercorrere l'intero arco delle vicende della modernità dalla fine del settecento fino a tutto il novecento attraversando uno dei nodi importanti del dibattito teorico del secolo scorso, in particolare di quello tedesco. Tettonica, infatti, è 'invenzione' che appartiene in tutto alla cultura tedesca dell'ottocento riunendo in sé un aspetto normativo (Tettonica come principio formativo della produzione artistica/artigianale dell'uomo) con la valenza propria di un approccio da filosofia della storia (storia della tettonica come processo teleologico di sviluppo e trasformazione delle tecniche, dei materiali, etc). Questo dato storicistico-normativo è un momento costitutivo del concetto di Tettonica e possiamo riconoscerlo in Karl Otfried Müller -il filologo e archeologo che per primo introdusse questo termine nella riflessione teorica sull'arte1-, in Karl Boetticher -l'allievo di Schinkel che impiantò questo concetto nella tradizione della scuola berlinese-, in Gottfried Semper -colui che ne compì un radicale ripensamento-, fino a August Schmarsow, Alois Riegl o Heinrich Wölfflin.

Tektoniké è, in senso stretto, l'arte dell'assemblare, del congiungere (in tedesco Zusammenfügen), arte nel senso di téchne che riguarda non solo la costruzione di edifici, ma anche la produzione di utensili e oggetti d'uso, una attività artistica e artigianale insieme. Intesa in questa accezione, come tecnica della giunzione (Junktur, Fügung), la nozione di Tettonica venne proposta da K.O. Müller nel 1830 nel suo Manuale di archeologia dell'arte e conobbe una immediata risonanza critica non circoscritta al ristretto ambito disciplinare dell'archeologia, tanto che già alla fine del decennio il suo uso veniva definitivamente sanzionato a livello scientifico e accademico dalla pubblicazione del libro di Bötticher, per rimanere poi una questione centrale della cultura architettonica tedesca fino agli inizi del novecento. L’importanza del manuale di Müller può essere compresa solo sullo sfondo del dibattito teorico che si era sviluppato in Germania tra la pubblicazione nel 1828 del pamphlet dell'architetto capo di Karlsruhe Heinrich Hübsch In quale stile dobbiamo costruire? e quella, nel 1834, dello studio sulla policromia di Gottfried Semper, Osservazioni provvisorie sull'architettura e la scultura dipinte degli antichi2. Di fronte alla crisi definitiva del sistema rappresentato dagli ordini architettonici, tale dibattito aveva tentato di ridisegnare il territorio dell'architettura, la figura professionale dell'architetto, la gerarchia delle discipline e delle tecniche coinvolte nell'arte di costruire a partire dal nodo rappresentato dalla divaricazione tra la conoscenza dell'antico, da una parte, e la realtà della produzione industriale, dall'altra. Nella ricerca di un architetto come Heinrich Hübsch, per fare un esempio, questo dilemma si tradusse nel contemporaneo accanimento che egli dedicò, da una parte, allo studio dell'architettura paleocristiana di cui era nell'ottocento uno dei più esperti cultori e, dall'altra, alla sperimentazione più avanzata nella progettazione di tensostrutture metalliche da usare come coperture per edifici teatrali3. La nozione di Tettonica proposta da Müller -termine che riuniva l'insieme degli oggetti prodotti dalla mano dell'uomo, dal vaso all'edificio- sembrava fornire una possibile soluzione a tale contraddizione, in quanto rappresentava una sorta di ponte tra il passato più remoto e l'attualità più urgente, tra le forme alte dell'architettura monumentale e la produzione industriale anonima di oggetti d'uso.

L'intuizione di Müller venne raccolta da Bötticher4 che trasformò il termine in un sistema chiuso e compatto di interpretazione dell'architettura greca, fondato sull'idea che la forma esterna (Kunstform) di ogni elemento architettonico, il suo involucro, fosse una rappresentazione concettuale (begrifflich), un Analogon, della funzione statica svolta dal suo nucleo interno (Kernform). Centrale anche la nozione di Junktur, di giunzione, intesa come il momento conflittuale che separa e unisce gli elementi che compongono l'organismo architettonico, la sua Fügung. Tettonica, afferma Bötticher, è ogni attività formatrice in grado di elevare “eticamente” il puro bisogno materiale al rango di una compiuta espressione formale5.



2.1



Condividi con i tuoi amici:
  1   2   3


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale