Evoluzione giurisprudenziale ed evoluzione medica



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Milano, martedì 9 febbraio 2010


IL NESSO CAUSALE QUALE LEGAME GIURIDICO-SCIENTIFICO IN AMBITO DI RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE MEDICO-CHIRURGICA.
EVOLUZIONE GIURISPRUDENZIALE ED EVOLUZIONE MEDICA
Si è osservato nella letteratura specialistica del mondo occidentale un fenomeno di amplificazione che vede alla base dell’incremento del contenzioso per responsabilità medica la evoluzione applicativa dei presidi diagnostico terapeutici in ambito medico chirurgico.

La malpractice o malasanità, specialmente in tempi recenti, vede inoltre come una sorta di nuovo ingresso nell’ambito delle azioni od omissioni rivolte al paziente, addirittura il “disagio” avvertito dallo stesso nei riguardi dell’atto medico, al di là delle effettive complicanze o delle fattispecie antigiuridiche in esame.

Ciò è indice di un’attesa di prestazione da parte del paziente che, in rapporto all’altissimo livello tecnico talora prospettato dalla organizzazione sanitaria, può essa stessa venire frustrata semplicemente dai limiti della metodica adottata.

La maggior parte delle struttura mediche, pur essendo dotate infatti di uffici di mediazione con il pubblico, debbono riscontrare un incremento delle “lamentele” dell’utenza che spesso non rientrano nell’errore medico, ma costituiscono fonte di critica se non di disapprovazione, in grado di innescare un procedimento di rivalsa altrimenti non prospettabile solo sotto il profilo tecnico.

Ci si vuole riferire a tutte quelle complicanze previste in ambito medico per le quali non è prevenibile il loro verificarsi in concreto nel singolo caso in questione e nei riguardi delle quali l’informazione fornita al paziente sia risultata palesemente carente.

Senza arrivare all’eccesso di garanzia, per il quale la struttura sanitaria non dovrebbe solo fornire adeguata informazione “assimilabile” dal paziente in ogni circostanza (sia esso italiano o straniero), ma anche una sorta di esposizione dei mezzi disponibili nella struttura sanitaria e dei risultati ottenuti in quell’ambito medico-chirurgico specifico, si vuole dare qui per scontata una corretta informazione consapevole fornita dal medico designato alla prestazione medico-chirurgica.

Ricordiamo comunque che il dovere di informazione non è solo previsto dall’ordinamento giuridico, ma anche dal codice di deontologia medica che, proprio perché rappresenta la consolidata esperienza tradizionale nell’espletamento di una determinata attività collegiale, dovrebbe, in termini di impegno, essere ancora più sentita dall’esercente la professione sanitaria.




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