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AC-SIMILE DI DOMANDA PER AUTORIZZAZIONE ALLA RICERCA


E CONCESSIONE DI DERIVAZIONE DI ACQUE SOTTERRANEE TRAMITE POZZO

All’Amministrazione Provinciale


di BIELLA

Settore Tutela Ambientale e Agricoltura

Servizio Risorse Idriche

via Q. Sella n° 12

13900 - BIELLA
OGGETTO : D.P.G.R. 29 luglio 2003 n. 10/R. ISTANZA PER AUTORIZZAZIONE ALLA RICERCA E CONCESSIONE DI DERIVAZIONE DI ACQUE SOTTERRANEE TRAMITE POZZO
Il/La sottoscritto/a _______________________________________nato/a a___________________________
il________________________________ in qualità di ____________________________________________
della ditta ____ _________________________________________________________________________
residente / oppure con sede legale a / _______________________________________________________
via _____________________ n°_______, Codice Fiscale ___________________________________Partita
I.V.A._________________ Telefono:________________________Fax:__________________________
Indirizzo e-mail:_______________________ _____________
denominazione e indirizzo dell’eventuale unità locale operativa cui è attribuita la gestione della derivazione:________________________________________________________
Comune di____________________________via______________________________n°_____________
domicilio legale eletto dal richiedente ai fini della domanda, se diverso dalla residenza:
Comune di_________________via______________________________________n°__________

C H I E D E

a norma del Decreto del Presidente della Giunta Regionale 29 luglio 2003 n. 10/R, l’autorizzazione alla

ricerca di acque sotterranee da falde freatiche / in pressione, tramite trivellazione di n.____pozzo/i

da effettuarsi su un terreno situato

in Comune di____________________________________________________________________________

località_________________________________________________________________________________

distinto in mappa al Foglio n. _________________________ mappale n. _________________________
Contestualmente chiede inoltre la concessione per poter estrarre e utilizzare l’acqua rinvenuta in seguito alla ricerca

Per una portata massima istantanea di litri/secondo _________________________ media di litri/secondo _________________________

cui corrisponde un volume massimo annuo di metri cubi _________________________

per uso/usi _________________________


con restituzione delle acque nel seguente corpo idrico ___________________________________________ per un valore percentuale della portata richiesta pari a _________________________

con restituzione delle acque in rete fognaria ____________________________________________________

per un valore percentuale della portata richiesta pari a _________________________

in Comune di____________________________________________________________________________

località_________________________________________________________________________________
Dichiara inoltre che il prelievo dell’acqua sarà esercitato nel seguente intervallo di tempo:
dal_____________________al____________________
con le seguenti regole operative:_______________________________________________________
_________________________________________________________________________________
In relazione allo specifico uso (barrare la tipologia richiesta) si specificano i dati seguenti:
p per l'uso potabile: numero di abitanti serviti _______________________
p per l'uso agricolo ai fini della corresponsione del canone l'utilizzo deve considerarsi:

p a bocca tassata

p a bocca non tassata
superficie irrigabile ettari _______________________
incidenza percentuale principali colture in atto % _______________________ _______________________

_______________________

p per l'uso piscicolo:

media annua del peso vivo degli animali allevati t _______________________

numero di vasche _______________________

capienza complessiva vasche mc _______________________

p per l'uso produzione di beni e servizi: descrizione modo di impiego dell'acqua nel processo produttivo
_______________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________
p per l'uso lavaggio inerti: descrizione tecniche utilizzate per il lavaggio

_______________________________________________________________________________________


_______________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________

p per l'uso zootecnico:

tipo di allevamento
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________

numero di capi

peso vivo t _______________________
p per gli usi civile e domestico:
utilizzo effettivo :

p lavaggio strade e superfici impermeabilizzate

p spurgo fognature

p irrigazione di aree verdi pubbliche

p scorte antincendio

p altri usi non riconducibili alle categorie previste:


____________________________________________________________________

In conformità a quanto previsto dall'art. 8 del D.P.G.R. 29.7.2003 n. 10/R, allega alla presente istanza la documentazione prevista dall'Allegato A del citato D.P.G.R., dichiarando che la medesima è stata redatta con i contenuti conformi alle indicazioni del medesimo Allegato.


ELENCO ALLEGATI PRESENTATI

(documentazione da presentarsi integralmente, a pena di rigetto per improcedibilità):
A1 - Studio idrogeologico: copie n. _________________

A2 - Progetto dell'opera di captazione copie n. _________________

A3 - in caso di prelievo da falde profonde, relazione sulla

indisponibilitá di risorse idriche alternative: copie n. _________________

A4 - Scheda del catasto derivazioni idriche: n. 1 copia.

Le copie sopra elencate comprendono almeno n. 1 originale sottoscritto dal richiedente e dal tecnico incaricato.


Il sottoscritto dichiara che quanto sopra indicato corrisponde al vero, consapevole che le dichiarazioni mendaci, la falsità in atti e l'uso di atti falsi sono puniti ai sensi del Codice Penale e delle Leggi speciali in materia e comportano la decadenza dai benefici eventualmente conseguiti, ai sensi dell'art. 75 del DPR 445/2000.

lí _____/_____/________ Firma


_________________


GUIDA ALLA COMPILAZIONE
USI DEFINITI ALL'ART. 3 DEL D.P.G.R. 29.7.2003 N. 10/R:
- agricolo: qualunque uso dell'acqua, ivi compresi quello irriguo e quello antibrina, effettuato da un'azienda agricola e funzionale alla attività dell'azienda stessa, fatto salvo quanto definito per l'uso zootecnico successivamente definito

- civile: l'uso dell'acqua per il lavaggio di strade e superfici impermeabilizzate, lo spurgo di fognature, l'irrigazione di aree verdi pubbliche, la costituzione di scorte antincendio, nonchè qualsiasi altro uso che non sia riconducibile alle altre categorie

- domestico: l'utilizzazione di acqua destinata all'uso igienico e potabile, all'innaffiamento di orti e giardini, all'abbeveraggio del bestiame, purchè tali usi siano destinati al nucleo familiare e non configurino una attività economico-produttiva o con finalità di lucro

- energetico: l'uso dell'acqua finalizzato alla produzione di energia elettrica o di forza motrice

- lavaggio di inerti: l'uso dell'acqua finalizzato al lavaggio degli inerti

- piscicolo: l'uso dell'acqua finlizzato all'allevamento di specie ittiche

- potabile: l'uso dell'acqua per approvvigionamento idrico alle persone, comunque effettuato

- produzione di beni e servizi: gli usi dell'acqua direttamente connessi con il processo produttivo o con l'attività di prestazione del servizio, ivi comprese le infrastrutture sportive e ricreative, nonchè gli usi dell'acqua per l'innevamento artificiale o per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l'immissione sul mercato di prodotti o di sostanze destinate al consumo umano

- riqualificazione di energia: l'uso dell'acqua, sostanzialmente a ciclo chiuso, finalizzato ad incrementare l'energia potenziale della stessa con l'obiettivo di renderla idonea alla produzione di energia elettrica nelle cosiddette ore piene

- zootecnico: l'uso dell'acqua destinato alla gestione dell'allevamento, purchè di volume annuo superiore a mille metri cubi

CONTENUTI DELLA DOMANDA DI CONCESSIONE

La domanda deve contenere a pena di irricevibilità:

* i dati anagrafici del richiedente completi di codice fiscale e partita IVA, eventualmente integrati con numero di fax e indirizzo di posta elettronica; in caso di persona giuridica l’istanza deve inoltre specificare la sede legale e l’eventuale unità locale cui è attribuita la gestione della derivazione;

* il domicilio legale eletto dal richiedente ai fini della domanda, se diverso dalla residenza;

* il tipo e il nome del corpo o dei corpi idrici dai quali si intende derivare ed eventualmente restituire l’acqua, dedotto dalla Carta Tecnica Regionale;

* l’indicazione del Comune e della Località in cui sono ubicate le opere di presa e quelle di eventuale restituzione o scarico;

* la portata massima istantanea e media annua di acqua da derivare, espressa in litri al secondo, e il corrispondente volume massimo annuo espresso in metri cubi;

* l’intervallo di tempo in cui si chiede di esercitare il prelievo dell’acqua e le relative regole operative;

* gli usi cui si intende destinare l’acqua prelevata, nonché le portate massime istantanee e medie annue ed i volumi massimi annui destinati a ciascun utilizzo.

In relazione allo specifico uso richiesto andranno inoltre indicati:

* per l’uso potabile: il numero degli abitanti serviti;

* per l’uso agricolo: la superficie irrigabile espressa in ettari e l’incidenza percentuale delle principali colture in atto;

* per l’uso energetico: il salto o i salti legali, la potenza nominale media annua espressa in chilowatt, la produzione media annua espressa in gigawattora, il numero e tipo di turbine e la complessiva potenza installata;

* per l’uso piscicolo: il peso vivo, espresso in tonnellate, degli animali allevati e che sono presenti mediamente in azienda lungo l’anno, nonché il numero di vasche e la loro capienza;

* per l’uso di produzione di beni e servizi: il modo di impiego dell’acqua nel processo produttivo;

* per l’uso di riqualificazione dell’energia: la portata istantanea massima di pompaggio, il dislivello espresso in metri pari alla differenza tra la quota di massima regolazione dell’invaso superiore e la quota di minima regolazione di quello inferiore, nonché la potenza nominale media riferita al pompaggio;

* per l’uso di lavaggio inerti: le tecniche utilizzate per il lavaggio.

* per l’uso zootecnico: il tipo di allevamento, il numero di capi e il peso vivo in tonnellate.

Per gli usi civili e domestico andrà evidenziato l’utilizzo effettivo.
MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI NUOVA CONCESSIONE

La domanda, in regola con le norme sull’imposta di bollo, è presentata e sottoscritta dall’istante con le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa”.

La domanda e gli allegati tecnici di cui alle successive Parti del presente Allegato devono essere presentati in n. 1 originale, allegando, a seconda della tipologia di istanza, la documentazione di seguito descritta.

Derivazioni da pozzo e da sorgente:

* una copia completa della domanda e degli allegati tecnici

* quattro copie della planimetria

* quattro copie della corografia

* quattro copie della relazione tecnica

Nel caso dell’uso potabile di acque erogate a terzi mediante impianti di acquedotto che rivestono carattere di pubblico interesse dovranno essere fornite due ulteriori copie della relazione tecnica, della planimetria e della corografia

Dovrà essere prodotta una ulteriore copia della relazione tecnica, della planimetria e della corografia:

- in caso di derivazione ricadente in una area protetta

- in caso di derivazione classificata come grande derivazione

Derivazioni soggette a procedura semplificata:

* una copia dell’istanza e dei relativi allegati

Dovrà essere prodotta inoltre una copia della relazione tecnica, della planimetria e della corografia in caso di derivazione ricadente in una area protetta.

ALLEGATI TECNICI ALLA DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLA RICERCA E CONCESSIONE DI DERIVAZIONE DI ACQUE SOTTERRANEE TRAMITE POZZI

NUOVA CONCESSIONE

Il progetto dell’opera di captazione di acque sotterranee tramite pozzi per uso diverso da quello domestico deve essere redatto sulla base di un’accurata indagine idrogeologica e deve essere finalizzato ad ottenere il miglior utilizzo della falda con le massime garanzie a livello ambientale. Nel progetto di tale opera si deve altresì accertare che questa sia adeguata alle caratteristiche dell’acquifero e che eventuali conseguenti cedimenti della superficie del suolo siano compatibili con la stabilità e la funzionalità dei manufatti presenti nella zona interessata dall’emungimento.

Alla domanda di concessione di derivazione da acque sotterranee tramite pozzi per uso diverso da quello domestico devono essere allegati:

A 1. lo studio idrogeologico

A 2. il progetto dell’opera di captazione

A 3. la scheda del catasto derivazioni idriche

A.1 Studio idrogeologico

Lo studio idrogeologico descrive l’assetto idrogeologico e fornisce indicazioni sugli aspetti geologici e geomorfologici del territorio nel quale è prevista la captazione.

Tale studio idrogeologico interessa un’area avente indicativamente il raggio di almeno un chilometro dall’opera di captazione e comunque di ampiezza tale da consentire le caratterizzazioni richieste. Nel caso di campo-pozzi le distanze sono calcolate a partire dal perimetro del campo stesso. Nella valutazione preliminare sull’estensione dell’area da investigare, sono comunque prioritariamente considerati gli eventuali limiti idrogeologici.

Gli elaborati cartografici sono presentati a scala adeguata ai tematismi rappresentati e riportati su stralci della Carta Tecnica Regionale alla scala 1:10.000.

Lo studio idrogeologico è schematizzato come previsto dai punti successivi.

Lineamenti geologici e geomorfologici

Vengono descritti i lineamenti geologici e geomorfologici della zona indagata, indicando i corpi idrici superficiali e precisamente laghi, fiumi, torrenti, rii, invasi e canali artificiali nonché, per quanto possibile, le eventuali interazioni con le acque captate.

La descrizione geologica e geomorfologia comprende:

* la litologia superficiale e il relativo inquadramento geologico;

* la morfologia della superficie topografica con l’indicazione degli eventuali limiti geomorfologici;

* i processi geomorfici caratteristici e gli eventuali dissesti;

* i fenomeni di erosione, deposito o esondazione dei corsi d’acqua ed i fenomeni di subsidenza in atto che possono interessare l’opera di captazione;

* la descrizione degli usi prevalenti del suolo e la tipologia delle aree urbanizzate.

Caratterizzazione idrogeologica

Lo studio della struttura idrogeologica deve permettere di individuare il comportamento idrodinamico dell’acquifero da captare e il rapporto di quest’ultimo con altri livelli produttivi più o meno separati idraulicamente da esso.

Allo scopo occorre:

* individuare e caratterizzare la struttura e la geometria degli acquiferi captati e attraversati;

* verificare eventuali interazioni fra corpi idrici superficiali e sotterranei nonché fra acquiferi superficiali e profondi;

* descrivere le modalità di alimentazione degli acquiferi e definire il modello concettuale di circolazione idrica sotterranea.

La struttura idrogeologica studiata deve essere schematizzata tramite sezioni idrogeologiche costruite attraverso l’ausilio di dati litostratigrafici ricavati dalla raccolta, sistemazione e analisi critica dei dati esistenti (pubblicazioni scientifiche e letteratura bibliografica) ed eventualmente da indagini dirette e indirette.

Nel caso di richiesta di utilizzazione di acque di falde profonde per usi diversi da quello potabile o da quello per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l’immissione sul mercato di prodotti o di sostanze destinate al consumo umano, lo studio deve altresì evidenziare la non disponibilità di risorse idriche alternative o la loro disponibilità in quantità non sufficiente e perciò necessitante di integrazione. La carenza di acqua di falda freatica o l’eventuale incompatibilità qualitativa della stessa, in particolare, deve essere dimostrata attraverso un approfondito studio idrogeologico ed idrochimico.

Carte piezometriche e di soggiacenza

Limitatamente ai prelievi per uso potabile di acque sotterranee erogate a terzi mediante impianti di acquedotto che rivestono carattere di pubblico interesse lo studio Idrogeologico è integrato dalla definizione della piezometria e della soggiacenza della falda freatica, quando la captazione intercetta quest’ultima, o della stessa falda freatica e del sistema delle falde profonde quando si captano acquiferi profondi.

Le carte piezometriche devono riportare le linee isopiezometriche riferite al livello del mare, le linee di flusso e gli eventuali limiti idrogeologici. Per ogni punto di misura, numerato e riferito ad un elenco inserito in relazione, dovranno essere indicati:

* le coordinate U.T.M.;

* le caratteristiche costruttive dei pozzi e/o piezometri utilizzati come punti di misura e l’acquifero cui si riferisce il dato rilevato;

* la quota del piano campagna s.l.m.;

* la soggiacenza della falda;

* il livello piezometrico;

* la data delle misure.

Qualora non fosse possibile effettuare le misure piezometriche degli acquiferi profondi deve esserne adeguatamente specificato il motivo.

Ubicazione dei centri di pericolo

Limitatamente ai prelievi per uso potabile di acque sotterranee erogate a terzi mediante impianti di acquedotto che rivestono carattere di pubblico interesse, nell’individuare il sito idoneo alla captazione deve essere accertata nel raggio di almeno duecento metri dal punto prescelto l’assenza di centri di pericolo, come definiti dall’articolo 21 del d.lgs. 152/1999 e dalla normativa regionale attuativa; anche in questo caso nella valutazione preliminare sull’estensione dell’area da investigare sono comunque considerati gli eventuali limiti idrogeologici.

L’eventuale presenza di centri di pericolo nel raggio di duecento metri può essere ammessa solo quando nella zona la vulnerabilità intrinseca dell’acquifero da captare risulta, tramite approfonditi studi, bassa o molto bassa ed i centri di pericolo si trovano ai lati o a valle della direzione di flusso della falda e comunque all’esterno del probabile fronte di alimentazione del pozzo, valutato in funzione della portata massima estraibile.

Nell’area investigata dallo studio idrogeologico l’istante, in collaborazione con il Comune territorialmente interessato dalla captazione e dai Comuni eventualmente interessati dall’area di salvaguardia, effettua il censimento di tutte le attività, insediamenti e manufatti, in grado di costituire direttamente o indirettamente fattori certi o potenziali di degrado della qualità delle acque, con particolare riguardo ai centri di pericolo, alle strutture ed alle attività di cui all’articolo 21 del d.lgs. 152/1999 e alla normativa regionale attuativa.

A.2 Progetto dell’opera di captazione

Il progetto dell’opera di captazione deve garantire la massima funzionalità del pozzo valutando correttamente i rapporti tra il diametro delle colonne, il completamento (filtro/dreni) e l’equipaggiamento da un lato, e le caratteristiche granulometriche dell’acquifero e la potenzialità della falda da captare dall’altro, al fine di evitare perdite di carico eccessive ed insabbiamenti del pozzo.

L’opera di captazione dovrà filtrare un solo tipo di falda ai sensi dell’art. 2, comma 6 della l.r. 22/1996 che vieta la costruzione di pozzi che consentano la comunicazione tra la falda freatica e le falde profonde.

Il pozzo deve essere provvisto di:

* tubetto piezometrico di adeguata lunghezza (comunque superiore alla profondità del livello dinamico alla portata massima di esercizio) e di dimensione atta ad introdurre un sondino piezometrico per l’effettuazione delle misure piezometriche nel pozzo;

* rubinetto adatto al prelievo di campioni da installare sul tubo di mandata;

* misuratore di volume da installare nei casi previsti dalle norme vigenti.

La parte superficiale dei pozzi che prelevano ad uso potabile acque sotterranee erogate a terzi mediante impianti di acquedotto che rivestono carattere di pubblico interesse deve essere contenuta in un’apposita cabina in uso esclusivo, accessibile solo al personale addetto, che potrà essere interrata, seminterrata o preferibilmente sopra il suolo in relazione alle possibilità tecniche. Le dimensioni della cabina devono consentire l’agevole accesso e la libertà di movimento agli operatori addetti alla manutenzione; la cabina deve essere sufficientemente aerata nonché dotata di caratteristiche ed attrezzature tali da restare sempre esente da ristagni d’acqua sul pavimento e da infiltrazioni d’acqua dalle pareti e dalla copertura.

In tutti gli altri casi la testa del pozzo, qualora non sia previsto l’avanpozzo, deve essere comunque stagna e a perfetta tenuta ermetica.

Deve essere prevista la redazione, a cura del direttore lavori, del giornale di cantiere dove saranno dettagliate tutte le fasi della perforazione e le decisioni prese.

Elaborati specifici a corredo del progetto dell’opera di captazione

Il progetto dell’opera di captazione deve contenere la relazione tecnica con corografia ed elaborati grafici e le specifiche tecniche.

Tale progetto deve contenere:

* il comune e, se nota, la località in cui è ubicata l’opera di captazione;

* la mappa catastale alla scala comunque non inferiore a 1:2.000, con indicazione della particella interessata e dell’ubicazione del pozzo;

* l’estratto della sezione della Carta Tecnica Regionale alla scala 1:10.000 sulla quale dovrà essere riportata l’ubicazione del pozzo;

* la quota misurata del piano-campagna dove verrà costruito il pozzo (in metri s.l.m.) e le coordinate U.T.M.;

* la profondità prevista del pozzo espressa in metri;

* il metodo di trivellazione previsto, con l’eventuale tipo di fluido da utilizzare;

* le modalità di allontanamento degli scarichi liquidi e solidi;

* i diametri, i materiali, gli spessori, le saldature e le modalità di giunzione delle tubazioni;

* la granulometria e la posizione del dreno prevista rispetto al piano di campagna;

* il tipo di cementazione, il materiale usato e la posizione prevista rispetto al piano di campagna;

* il tipo di filtri e la posizione prevista delle finestrature drenanti.

E’ richiesta particolare cura nella progettazione dei lavori di isolamento delle falde attraversate: nella relazione tecnica dovranno essere riportati i disegni esemplificativi sulle tecniche di isolamento che si prevede di adottare nonché il materiale da utilizzare e le modalità della sua messa in opera.

Il progetto di massima deve inoltre contenere indicazioni sull’utilizzazione prevista e precisamente:

* i tipi d’uso previsti delle acque sotterranee captate e la durata di esercizio della captazione (continua o periodica); in particolare:

- per l’uso potabile deve essere illustrata e giustificata la effettiva necessità quantitativa sulla base della popolazione servita e la scelta delle fonti di approvvigionamento deve risultare coerente con la pianificazione di settore;

- per l’uso agricolo di tipo irriguo deve essere dimostrato il fabbisogno lordo delle colture agrarie in relazione alle caratteristiche pedo-climatiche delle zone da irrigare, al tipo di coltura, all’estensione della superficie da irrigare rappresentata su mappa catastale o su Carta Tecnica Regionale, ai sistemi irrigui impiegati; il fabbisogno irriguo lordo e netto dovrà essere quantificato sulla base dell’apposito metodologia approvata con deliberazione della Giunta regionale;

- per l’uso di produzione di beni e servizi devono essere specificate la natura del processo produttivo e le relative quantità d’acqua impiegata; deve essere altresì descritto il modo nel quale l’acqua viene impiegata nel processo produttivo, documentando l’utilizzo delle tecnologie che permettono di massimizzare risparmio idrico;

- per l’uso zootecnico deve essere precisato il tipo di allevamento, il numero di capi e le corrispondenti tonnellate di peso vivo;

- per tutti gli altri usi, deve essere documentata la congruità dei volumi di prelievo richiesti in relazione agli utilizzi previsti;

* la portata massima che si intende derivare espressa in litri al secondo e i volumi massimi e medi annui espressi in metri cubi;

* la durata giornaliera del prelievo, specificando l’eventuale orario di funzionamento della pompa;

* le principali caratteristiche delle apparecchiature elettromeccaniche (pompe sommerse, di superficie, ecc.) e più precisamente il tipo di impianto di sollevamento previsto (fisso o mobile) e la potenza del motore;

* i tracciati, il materiale ed i diametri delle condotte, la presenza di serbatoi di accumulo.

Per quanto riguarda la raccolta di dati da effettuarsi durante la fase di esecuzione e di collaudo dell’opera devono essere previste le seguenti modalità esecutive:

* campionamento e, per pozzi che attingono da falde profonde, prove di logs geofisici in pozzo quando le tecniche di perforazione (a rotazione con distruzione di nucleo) non consentono di determinare chiaramente la stratigrafia dei terreni attraversati; i campioni di terreno dovranno essere custoditi in appositi contenitori con l’indicazione della profondità a cui il materiale è stato prelevato, fino all’avvenuto collaudo dell’opera;

* prova di pozzo a portata variabile, con almeno tre gradini di portata, sulla base della quale determinare l’equazione caratteristica del pozzo, la portata critica o eventuali situazioni di criticità, la portata specifica, le perdite di carico e l’abbassamento specifico.

Le prove di pompaggio devono essere eseguite dopo lo spurgo del pozzo che dovrà continuare fino alla chiarificazione dell’acqua estratta e in ogni caso, dopo un tempo di arresto dell’emungimento tale da consentire alla falda il raggiungimento del livello statico.

La portata utilizzata nell’esecuzione delle prove deve essere commisurata alla portata massima d’esercizio.

Qualora siano presenti idonei punti di monitoraggio del livello piezometrico, diversi dal pozzo in oggetto, potranno essere utilizzati ai fini della prova.

Nel caso in cui le prove vengano eseguite con criteri diversi da quelli sopra indicati o comunque in contrasto con le comuni prescrizioni tecniche riportate in letteratura, dovranno esserne chiaramente esplicitate le motivazioni.

Per i pozzi che prelevano acqua destinata al consumo umano o per i pozzi che comunque prelevano acque dalle falde profonde è richiesta la prova di falda a portata costante in discesa o in risalita (quest’ultima non applicabile agli acquiferi semiconfinati) sulla base della quale determinare la tipologia di acquifero captato e i principali parametri idrodinamici dello stesso (trasmissività, coefficiente di immagazzinamento, conducibilità idraulica, porosità efficace).

I parametri idrogeologici desunti dalla prova di falda sono inoltre utilizzati per determinare il cono di depressione indotto dal pompaggio alla portata massima di esercizio del pozzo, per definire le linee isocrone e individuare le aree di salvaguardia.

Il fronte di alimentazione con il quale definire le isocrone si determina simulando un regime permanente o di equilibrio oppure un regime transitorio o di non-equilibrio con un pompaggio del pozzo per almeno sette giorni alla portata massima di prelievo prevista. Al fine di poter verificare il dimensionamento delle aree di salvaguardia devono essere riportati in relazione oltre ai parametri idrodinamici sopraelencati anche il gradiente idraulico e le direzioni di flusso della falda utilizzato per il dimensionamento delle stesse.

A 3. Scheda del catasto derivazioni idriche

Il proponente deve allegare all’istanza la scheda del catasto delle derivazioni idriche, preferibilmente su supporto informatico, utilizzando il formato standard stabilito dall’Amministrazione regionale.








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