Figure retoriche principali



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29.03.2019
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FIGURE RETORICHE PRINCIPALI



definizione

Esempio

aforisma

sentenza dotata di capacità definitoria, che concentra in uno spazio brevissimo giudizi e riflassioni morali



È molto più sicuro essere temuto che amato, quando si abbi a mancare dell’uno de’ dua (Machiavelli)




allegoria

consiste nell’indicare una cosa con le parole e un’altra con le idee sottintese; sorta di metafora prolungata



[...] ed una lupa, che di tutte brame / sembiava carca ne la sua magrezza, / e molte genti fe’ già viver grame, / questa mi porse tanto di gravezza / con la paura ch’uscia di sua vista, / ch’io perdei la speranza del l’altezza. (Dante)




anafora

ripetizione di una o più parole all’inizio di enunciati o di loro segmenti successivi>





Figlio, l’alma t’è scita, / figlio de la smarrita, / figlio de la sparita (Jacopone)

perché non scendi, perché non ristai (Carducci)


antitesi

contrapposizione di idee in espressioni messe varia-mente in corrispondenza tra loro




Pace non trovo, et non ho da far guerra / e temo et spero: et ardo, et sono un ghiaccio; / e volo sopra ’l cielo, et giaccio in terra (Petrarca)


antonomasia

indicare una persona o una cosa non col suo nome proprio, ma con un nome comune o una perifrasi

.

Il maestro di color che sanno (Dante, per indicare Aristotele)



apostrofe

svolta improvvisa nel discorso, attuata rivolgendosi a una persona diversa dal destinatario convenzionale o naturale del discorso stesso


Ahi Pisa, vituperio delle genti / del bel paese là dove ’l sì suona, / poi che i vicini a te punir son lenti, / muovasi la Capraia e la Gorgona, / e faccian siepe ad Arno in su la foce, / sì ch’elli anneghi in te ogni persona! (Dante)




chiasmo

incrocio di membri corrispondenti e contigui, dove due o più termini collocati in successione seguono in uno dei membri l’ordine inverso a quello dell’altro



Dimmi, o luna: a che vale / al pastor la sua vita / la vostra vita a voi? (Leopardi)




endìadi

uso di due espressioni coordinate al posto di una sola composta da due membri uno subordinato all’altro


onde vanno a gran rischio uomini ed arme (Pascoli)






ipàllage o enàllage dell’aggettivo

legame di un aggettivo col determinante anziché col determinato, o viceversa



e gli alberi discorrono col trito / mormorio della rena (Montale)




ipèrbato

si ha quando un segmento di un enunciato viene interposto a due altri costituenti un sintagma, oppure a sintagmi tra loro subordinati





Derelitte sul poggio / fronde della magnolia / verdibrune (Montale)


litote

La negazione del contrario. Procedimento della perifrasi, effetto spesso ironico, per ironia di dissimulazione.



Don Abbondio (il lettore se n’è già avveduto) non era nato con un cuor di leone (Manzoni)



metafora

Sostituzione di una parola con un’altra il cui senso letterale ha qualche somiglianza col senso letterale della parola sostituita. Spesso spiegata come contrazione di un paragone, similitudo brevior (sul genere: Achille è un leone). Ma il procedimento è più complicato della semplice soppressione della congiunzione come. Più che accostarsi, i due termini della metafora, figurante e figurato, si fondono. La metafora è il fatto retorico che più si presta ad essere riconosciuto intuitivamente.



Allor fu la paura un poco queta / che nel lago del cor m’era durata (Dante)



metonimia

designazione di una entità mediante il nome di un’altra entità che sta con la prima in un rapporto di causa-effetto o viceversa, o che le corrisponde per legami di reciproca dipendenza.



Le case [...] messe a nuovo dal vento / o da soldi arrivati col vento (Zanzotto)

Tu stire le camice / per tuo padre, e non mediti Nietzsche (Gozzano)


ossimoro

unione paradossale di due termini antitetici


Dio ragione che sragiona (Giudici)




paronomàsia o paronomasìa

accostamento, esplicito o implicito, di parole che abbiano somiglianza fonica



ch’i’ fui per ritornar più volte volto (Dante)

L’aura che ’l verde lauro e l’aureo crine (Petrarca)


perifrasi

‘Giro di parole’ che sostituisce un termine unico, o definendolo o parafrasandolo



La gloria di Colui che tutto move (Dante)






polittoto

ricorrenza di un vocabolo con funzioni sintattiche diverse nello stesso enunciato o in enunciati contigui e collegati>



stare con le mani in mano

Io fui di Montefeltro, io son Buonconte (Dante)


prosopopea o personificazione

raffigurare come persone esseri inanimati o entità astratte



[…] era una forma smisurata di donna seduta in terra, col busto ritto, appoggiato il dosso e il gomito a una montagna; e non finta, ma viva; di volto mezzo tra bello e terribile, di occhi e di capelli nerissimi; la quale guardavalo fissamente [= la natura] (Leopardi)




similitudine

confronto fra due esseri, situazioni etc. in uno dei quali si colgono aspetti o caratteri paragonabili a quelli dell’altro.



Le parole dei molti poeti sono come gli asciugamani dei molti coscritti, in camerata, che il tuo di oggi è il mio di domani e viceversa (Gadda)




sineddoche

particolarmente difficile distinguerla dalla metonimia. Sostituire il verbum proprium con un termine che sta ad esso in relazione di quantità, o che forma con esso un complesso. Si può definire anche ‘metonimia di relazione quantitativa’.



Con quelle orribili facce io non scambiavo parola mai (Merini)

L’arte segue il denaro (Flaiano)


sinestesia

trasferimento di significato dall’uno all’altro dominio sensoriale. È anch’essa un tipo di metafora



Dai calici aperti s’esala / l’odore di fragole rosse (Pascoli)



tautologia

Proposizione in cui il predicato ripete ciò che è già contenuto nel soggetto


La mattina seguente, Don Rodrigo si destò Don Rodrigo (Manzoni)




zeugma (detto anche sillepsi)

soppressione di elementi del discorso che provoca un’incongruenza semantica o sintattica




Parlar e lagrimar vedrai insieme



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