Filosofia Contemporanea



Scaricare 189.82 Kb.
Pagina5/5
17.11.2017
Dimensione del file189.82 Kb.
1   2   3   4   5

La condizione post-moderna

Le reazioni di Husserl ed Heidegger alla crisi del pensiero filosofico moderno, pur nella loro parziale originalità, non costituivano che la riproposizione di precedenti metafisiche e non hanno potuto arginarla che momentaneamente. Nel frattempo, la crisi delle scienze è esplosa, nella prima metà del Novecento, in una serie di rivoluzioni fra cui spiccano quelle della fisica, quali le teorie della relatività, la fisica dei quanti.

D’altra parte, gli eventi storici della seconda guerra mondiale con la soluzione finale dello sterminio di milioni di ebrei, il cui simbolo è Auschwitz, hanno decretato nei fatti il crollo del paradigma dominante della modernità quale auto-affermazione dell’umanità occidentale nel dominio tecnico della Natura con la falsificazione dei suoi miti di progresso e di emancipazione politca. A questi eventi ne sono poi seguiti altri che hanno ulteriormente aggravato la situazione: primi fra tutti, la falsificazione del marxismo nell’esito sovietico e la crisi ecologica. L’abisso del male del mondo si è riaperto in una forma ancora più sconvolgente.

Questo crollo del paradigma dominante della modernità può essere interpretato o nel senso dell’apertura di una nuova fase della modernità, una tardomodernità in cui possono acquisire nuova rilevanza paradigmi prima minoritari, o nel senso dell’apertura di una nuova età post-moderna. Le due locuzioni alternative enfatizzano rispettivamente maggiori elementi di continuità o di discontinuità rispetto alla modernità, ma corrispondono comunque a una stessa situazione storica.



Jean-François Lyotard (1924-1998) ha caratterizzato questa situazione come la “condizione post-moderna” (La condizione post-moderna. Rapporto sul sapere, 1979): si tratterebbe, dal punto di vista filosofico, della fine delle “grandi narrazioni” o dei “metaracconti”, ovvero delle “ideologie”, cioè di quei sistemi di pensiero religiosi, filosofici, scientifici, psicoanalitici, tecnico-economici o politici, che, presentandosi come fondati su principi assoluti, cercavano di legittimare la prassi di vita umana. Si tratterebbe cioè della fine non solo della fede religiosa come sistema di pensiero, come all’origine della modernità, ma anche di tutti quei sistemi di pensiero laici che ne avevano preso il posto e che si rivelano quali altrettante forme di fede laica senza fondamento teoretico. Questi sistemi sono caduti sotto il peso di una critica teorica interna dei fondamenti e di una critica esterna che li ha falsificati nella prassi sullo scenario della storia stessa.

Quello che ne risulta è non solo la frammentazione dei saperi che non possono essere più onnicomprensivi, la loro pluralità irriducibile, ma anche la loro temporalizzazione e la localizzazione, la loro etnicizzazione, la loro relativizzazione in termini di pratiche discorsive o non discorsive legate a forme di vita e a contesti etnico-culturali senza fondamento teoretico. La trasformazione delle nostre società in società multiculturali e multietniche, a partire dalla seconda metà del Novecento, ha portato alla relativizzazione non solo della religione, ma anche della filosofia e delle scienze.




1 Si vedano, per esempio: G. Fornero & S. Tassinari (a cura di), Le filosofie del Novecento, I-II, Bruno Mondadori, Milano 2002, pp. 1-1588; G. Cambiano & M. Mori, Storia della filosofia contemporanea, Laterza, Roma-Bari 2014, pp. 1-530.


2 Si vedano, per esempio: K. Lӧwith, Meaning in History, The University of Chicago Press, Chicago 1949; Weltgeschichte und Heilsgeschehen, Kohlhammer, Stuttgart 1953; tr. it. dal ted. di F. Tedeschi Negri, pref. di Pietro Rossi, Significato e fine della storia. I presupposti teologici della filosofia della storia, Edizioni di Comunità, Milano 1963 e poi il Saggiatore, Milano 1989, 1991; K. Lӧwith, Skepsis und Glaube (1951), Wissen und Glaube (1954), Schӧpfung und Existenz (1955), Kierkegaards in den Glauben (1956), Sinn der Geschichte (1956), Das Vorhӓngnis des Fortschritts (1963), tr. it. in, Storia e fede, Laterza, Roma-Bari 1985; C. Taylor, A Secular Age, Harvard University Press, Cambridge (Mass.) 2007; tr. it. a cura di P. Costa, L’età secolare, Feltrinelli, Milano 2009.


3 H. Blumenberg, Die Legitimität der Neuzeit, Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main 1966, 19742, tr. it. di C. Marelli, La legittimità dell’età moderna, Marietti, Genova 1992.


4 H. Blumenberg, La legittimità dell’età moderna, op. cit., p. 132; E. Voegelin, in Philosophische Rundschau I (1953/54), p. 43.


5 A. von Harnack, Lehrbuch der Dogmengeschichte, J. C. B. Mohr, Tübingen 1886-1890, 1909, 1914, 1991; tr. it., Manuale di storia del dogma, Casa editrice Cultura Moderna, Mendrisio 1912 e poi rist. anast. presso Paideia, Brescia 2012, vol. I; A. von Harnack, Marcion: das Evangelium vom fremden Gott. Eine Monographie
zur Geschichte der Grundlegung der katholischen Kirche
, Hinrichs, Leipzig 1921, 1924, Wiss. Buchges. Darmstadt 1985; tr. it a cura di F. Dal Bo rivista da G. Dal Dosso, Marcione. Il Vangelo del Dio straniero. Una monografia sulla storia dei fondamenti della Chiesa cattolica, Marietti 1820, Genova 2007.

6
 R. Eisler, Das Rätsel des vierten Evangeliums, in Eranos Jahrbuch 1935, a cura di O. Fröbe-Kapteyn, Rhein, Zürich 1936, pp. 323-511; R. Eisler, The Enigma of the Fourth Gospel, its author and its writer, Methuen, London 1938.

7
 A. Schweitzer, Von Reimarus zu Wrede: Eine Geschichte der Leben-Jesu-Forschung , J. C. B. Mohr (Paul Siebeck), Tübingen, 1906, 1913, 1950; tr. it. a cura di F. Coppellotti, Storia della ricerca sulla vita di Gesù, Paideia, Brescia 1986; A. Schweitzer, Die Mystik des Apostels Paulus, Mohr (Paul Siebeck), Tübingen 1930; tr. it. di A. Rizzi, La mistica dell’apostolo Paolo, Ariele, Milano 2011; M. Werner, Die Entstehung des christlichen Dogmas - Problemgeschichtlich Dargestellt, Paul Haupt, Bern & Katzmann, Tübingen 1941, 1954; edizione ridotta di quest’opera è stata pubblicata con lo stesso titolo presso Kohlhammer, Stuttgart 1959; tr. it., dall’edizione ridotta, di F. E. Sciuto e A. Puskàs von Ditrò, Le origini del dogma cristiano, voll. I-II, Rubbettino, Soveria Mannelli 1997.

8
 N. O. Brown, Life against Death. The Psychoanalytic Meaning of History, Wesleyan University, Middleton CT 1959; tr. it. di S. Besana Giacomoni, La vita contro la morte. Il significato psicoanalitico della storia, Adelphi, Milano 1964, 1978.

9

H. Blumenberg, La legittimità dell’età moderna, op. cit., pp. 188-224.

10
 H. Wildon Carr, The general principle of relativity in its philosophical and historical aspect, MacMillan and Co. Limited, London 1920; H. Wildon Carr, A Theory of monads: outlines of the philosophy of the principle of relativity, MacMillan and Co. Limited, London 1922; H. Wildon Carr, Leibniz, Dover Publications, New York 1929, 1960; G. W. Leibniz, The Monadology of Leibniz, with. an intr., comm. by H. Wildon Carr, Favil, London 1930; J. Merleau-Ponty, Cosmologie du XX siècle, Gallimard, Paris 1965; tr. it. di S. Chiappori, Cosmologia del secolo XX, il Saggiatore, Milano 1974, pp. 126-198.

11
 G. W. F. Hegel, System der Wissenschaft. Erster Teil: die Phänomenologie des Geistes, J. A Goebbardt, Bamberg und Würzburg 1807; tr. it. con testo tedesco a fronte e cura di V. Cicero, Fenomenologia dello spir ito, Rusconi, Milano 1997.

12
 E. Giannetto, Herakleitos, un fisico delle origini, in Eraclito: la luce dell’oscuro, a cura di G. Fornari, Olschki, Firenze 2012, pp. 127-142.

13
 H. S. Kragh, Entropic Creation – Religious Contexts of Thermodynamics and Cosmology,Ashgate, Aldershot (UK) 2008, pp. 132-139.

14

A. Sohn-Rethel, Das Geld, die bare Münze des Apriori, Wagenbach, Berlin 1990; tr. it. di F. Coppellotti, Il denaro, l’a priori in contanti, Editori Riuniti, Roma 1991.

15

G. Calogero, Intorno al materialismo storico, Vallerini, Pisa 1941, poi come Il metodo dell’economia e il marxismo. Invito alla lettura di Marx, Laterza, Roma-Bari 1967, pp. 39-71.

16
 Il Capitale di Carlo Marx, brevemente compendiato da Carlo Cafiero, Biblioteca Socialista, n. 5, Bignami e c. editori, Milano 1879. Si tratta di un incubo reale, che avevo quasi tutte le notti da bambino; solo verso i sedici anni, trovai nella cantina di mio nonno questo libro di Cafiero e restai stupefatto alla lettura.

17

A. Schopenhauer, Die Welt as Wille und Vorstellung, Brockhaus, Leipzig 1859; tr. it. parziale (senza i Supplementi) di P. Savj-Lopez & G. Di Lorenzo, intr. di C. Vasoli, Il mondo come volontà e rappresentazione, Laterza, Roma-Bari 1914/1916, 1928/1930, 1968, 1972; tr. it. di N. Palanga, A. Vigliani e G. Riconda, intr. di G. Vattimo, a cura di A. Vigliani, Il mondo come volontà e rappresentazione, Mondadori, Milano 1989.

18

Nel Canone pāli all'interno del Saṃyutta Nikāya (nel Dhammacakkappavattana Sutta):

19
 G. Deleuze, Nietzsche et la philosophie, P.U.F., Paris 1962; tr. it. di S. Tassinari, Nietzsche e la filosofia, Colportage, Firenze 1978; e poi nuova traduzione a cura di F. Polidori, intr. di M. Ferraris, Feltrinelli, Milano 1992 e ulteriore nuova ed. italiana con appendice a cura di F. Polidori, tr. it. di F. Polidori & D. Tarizzo, Nietzsche e la filosofia e altri testi, Einaudi, Torino 2002.

20

F. Overbeck, Über die Christlichkeit unserer heutigen Theologie, Fritzsch, Leipzig, 1873, e Naumann, Leipzig 1903; tr. it. a cura di A. Pellegrino, Sulla cristianità della teologia dei nostri tempi, ETS, Pisa 2000.

21
 F. Nietzsche, Sämtliche Werke, a cura di G. Colli & M. Montinari, Deutscher Taschenbuch Verlag/de Gruyter, München/Berlin-New York 1967-1980; tr. it. a cura di G. Colli & M. Montinari, Opere complete, Adelphi, Milano 1968, 2008.

22
 M. Heidegger (1936-1946), Nietzsche, Neske, Pfullingen 1961; tr. it. a cura di F. Volpi, Nietzsche, Adelphi, Milano 1994. M. Heidegger (1951-1952), Wer ist Nietzsches Zarathustra?, in Was heisst Denken?, Niemeyer, Tübingen 1954; tr. it. di U. Ugazio a cura di G. Vattimo, Chi è lo Zarathustra di Nietzsche, in Che cosa significa pensare?, Sugarco, Milano 1988; M. Heidegger (1953), Wer ist Nietzsches Zarathustra?, in Vorträge und Aufsätze, Neske, Pfullingen 1954; tr. it. di G. Vattimo, Chi è lo Zarathustra di Nietzsche?, in Saggi e discorsi, Mursia, Milano 1976, pp. 66-82

23
 G. Deleuze, Nietzsche et la philosophie, P.U.F., Paris 1962; tr. it. di S. Tassinari, Nietzsche e la filosofia, Colportage, Firenze 1978; e poi nuova traduzione a cura di F. Polidori, intr. di M. Ferraris, Feltrinelli, Milano 1992 e ulteriore nuova ed. italiana con appendice a cura di F. Polidori, tr. it. di F. Polidori & D. Tarizzo, Nietzsche e la filosofia e altri testi, Einaudi, Torino 2002; H. S. Kragh, Entropic Creation – Religious Contexts of Thermodynamics and Cosmology,Ashgate, Aldershot (UK) 2008.

24
 Karl Lӧwith, che, come altri allievi ebrei, si sentì profondamente tradito da Heidegger (aveva corretto con lui anche le bozze di Essere e tempo) per la sua adesione al nazismo, deve arrampicarsi sugli specchi per contestare il suo maestro ormai inviso sul piano filosofico: presenta il caso di Nietzsche come esempio del fallimento dell’ermeneutica heideggeriana, che comporterebbe quindi la falsità dell’analitica esistenziale su cui si basa. Non comprendendo l’intreccio complesso e inevitabile fra interpretazione in senso stretto, valutazione critica e sviluppo delle problematiche poste da un autore al di là delle soluzioni proposte, giudica l’ermeneutica heideggeriana “solipsistica”, autocentrata e non rivolta ad un’effettiva comprensione dell’altro. Lӧwith deve affermare che se Nietzsche non avesse scritto perlopiù per aforismi, ma piuttosto sistematicamente come Aristotele, se Nietzsche non si fosse “talora” espresso come si è espresso, se non si leggessero gli aforismi del Wille zur Macht, allora si sarebbe compreso non come Heidegger pretenderebbe. Siccome Lӧwith non riesce a smontare la veridicità dell’interpretazione di Nietzsche data da Heidegger, allora attacca direttamente l’analitica esistenziale, l’essere heideggeriano che non sarebbe altro che un retro-mondo sovrasensibile metafisico (quando è chiaro che non esiste mai né dietro né fuori dagli enti), poi cerca di spiegare storicamente e sociologicamente il pensiero di Heidegger come di un’epoca di crisi, in cui ci sono ancora teologhi atei, come lui, che non hanno accettato la morte di Dio evidenziata da Nietzsche (mentre è chiaramente Nietzsche che ha dovuto colmare questa morte divinizzando la volontà di potenza dell’oltre-uomo): K. Löwith, Heidegger. Denker in dürftiger Zeit, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1960; tr. it. di C. Cases & A Mazzone, Saggi su Heidegger (I. L’esistenza che si accetta e l’essere che si dà; II. Evenienzialità, storia, ventura dell’essere; III. L’interpretazione di ciò che rimane taciuto nel detto di Nietzsche “Dio è morto”; IV. Per una valutazione critica dell’influenza di Heidegger), Einaudi, Torino 1966, 1974, pp. 83-123, in particolare pp. 117 e 123, e inoltre pp. 130-131. Di Lӧwith si veda anche: K. Löwith, Zu Heideggers Seinsfrage: Die Natur des Menschen und die Welt der Natur, in Die Frage Martin Heideggers. Beitrӓge zu einem Kolloquium mit Heidegger aus Anlass seines 80., Winter, Heidelberg 1969, pp. 36-49; tr. it. di N. Curcio, intr. di F. Volpi, K. Löwith, La questione heideggeriana dell’essere: la natura dell’uomo e il mondo della natura, in G. Anders, H. Arendt, H. Jonas, K. Lӧwith, L. Strauss, Su Heidegger. Cinque voci ebraiche, Donzelli, Roma 1998, pp. 75-88; K. Löwith, Husserl il pazzo e Heidegger il gesuita, da Fiala. Die Geschichte einer Versuchung (Fiala. La storia di una tentazione) in Internazionale Zeitschrift für Philosophie, n. 1 (1997), pp. 136-167, pres. di O. Franceschelli, in Micromega, pp. 297-306; K. Löwith, Mein Lebenin Deutschland vor und nach 1933, Metzler, Stuttgart 1986, pp. 42-45; tr. it. di E. Grillo, La mia vita in Germania prima e dopo il 1933, il Saggiatore, Milano 1988, pp. 69-72.

25
 M. Heidegger (1936-1943), Nietzsches Wort “Gott ist tot, in Holzwege, Klostermann, Frankfurt am Main 1950; tr. it. di P. Chiodi, La sentenza di Nietzsche: “Dio è morto”, in Sentieri interrotti, La Nuova Italia, Firenze 1968, 1984, pp. 191-246.

26
 A. Schweitzer, Aus meinem Leben und Denken, F. Meiner, Leipzig 1931; tr. it. di A. Guadagnin, La mia vita e il mio pensiero, Comunità, Milano 1965; A. Schweitzer, Die Weltanschauung der indischen Denker. Mystik und Ethik, Beck, München 1934; tr. it., I grandi pensatori dell’India, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1962, e, a cura di S. Marchignoli, Donzelli, Roma 1997; A. Schweitzer, Die Ehrfurcht vor dem Leben – Grundtexte aus fünf Jahrzehnten, a cura di H. W. Bӓhr, Beck, München 1991; A. Schweitzer, Gesammelte Werke in fünf Bänden. Hrsg. von Rudolf Grabs. Beck, München 1974.

27
 E. Husserl, Ideen zu einer reinen Phänomenologie und Phänomenologischen Philosophie. Erstes Buch: Allgemeine Einführung in die reine Phänomenologie, in Jahrbuch für Philosophie und phänomenologische Forschung, Niemeyer, Halle 1913; tr. it. a cura di E. Filippini, Idee per una fenomenologia pura e una filosofia fenomenologica, Einaudi, Torino 1965.

28
 E. Husserl (1934), Umsturz der koperkanischen Lehre in der gewöhnlichen weltanschaulichen Interpretation, pubblicato postumo con il titolo Grundlegende Untersuchungen zum phänomenologischen Ursprung der Raumlichkeit der Natur, in Philosophical Essays in Memory of Edmund Husserl, ed. M. Farber, Cambridge Harvard University Press, Cambridge (Mass.) 1940, pp. 307-325; Rovesciamento della dottrina copernicana nell'interpretazione della corrente visione del mondo, tr. it. a cura di G. D. Neri, in aut-aut 245 (1991), pp. 1-18; il titolo completo dato da Husserl suonava: Rovesciamento [Umsturz] della dottrina copernicana nell'interpretazione della corrente visione dei mondo. L'Arca originaria Terra non si muove. Ricerche fondamentali circa l'origine fenomenologica della corporeità, della spazialità, della natura nel senso primario delle scienze naturali.

29
 Si veda la corrispondente discussione, sul tempo del mondo, da parte di Heidegger nel § 80 di Essere e Tempo, che fa pensare ad una prospettiva di pensiero a cui quanto meno non interessa nulla del copernicanesimo: M. Heidegger, Sein und Zeit, Niemeyer, Tübingen 1927, 2001; a cura di F.-W von Hermann, in Gesamtausgabe, vol. II, Klostermann, Frankfurt am Main 1977 (la prima con le glosse a margine dell’Hüttenexemplar - esemplare della baita - di Heidegger); tr. it. di P. Chiodi, Essere e tempo, Longanesi, Milano 1970; con aggiornamento bio-bibliografico di A. Marini 1976; nuova edizione italiana a cura di F. Volpi sulla versione di P. Chiodi con le glosse a margine dell’Hüttenexemplar di Heidegger, Longanesi, Milano 2005; tr. it., con testo tedesco a fronte, a cura di A. Marini, Essere e tempo, Mondadori, Milano 2006.

30
 M. Heidegger, Sein und Zeit, Niemeyer, Tübingen 1927, 2001; a cura di F.-W von Hermann, in Gesamtausgabe, vol. II, Klostermann, Frankfurt am Main 1977 (la prima con le glosse a margine dell’Hüttenexemplar - esemplare della baita - di Heidegger); tr. it. di P. Chiodi, Essere e tempo, Longanesi, Milano 1970; con aggiornamento bio-bibliografico di A. Marini 1976, § 7 pp. 46-47, § 7 C, p. 55; nuova edizione italiana a cura di F. Volpi sulla versione di P. Chiodi con le glosse a margine dell’Hüttenexemplar di Heidegger, Longanesi, Milano 2005; tr. it., con testo tedesco a fronte, a cura di A. Marini, Essere e tempo, Mondadori, Milano 2006, in particolare §§ 14-22.

31
 G. Calogero, Leggendo Heidegger, in Rivista di filosofia XLI, n.2 (1950), pp. 136-149; poi ristampato nella seconda edizione de La scuola dell’uomo, in Scritti di Guido Calogero I, Sansoni, Firenze 1956, pp. 231-249.

32
 M. Heidegger, Sein und Zeit, Niemeyer, Tübingen 1927, 2001; a cura di F.-W von Hermann, in Gesamtausgabe, vol. II, Klostermann, Frankfurt am Main 1977 (la prima con le glosse a margine dell’Hüttenexemplar di Heidegger); tr. it. di P. Chiodi, Essere e tempo, Longanesi, Milano 1970, con aggiornamento bio-bibliografico di A. Marini 1976; nuova edizione italiana a cura di F. Volpi sulla versione di P. Chiodi con le glosse a margine dell’Hüttenexemplar (esemplare della baita) di Heidegger, Longanesi, Milano 2005; tr. it., con testo tedesco a fronte, di A. Marini, Essere e tempo, Mondadori, Milano 2006; E. Giannetto, Un fisico delle origini. Heidegger, la scienza e la Natura, Donzelli, Roma 2010.

33
 G. Calogero, Studi sull'eleatismo, La Nuova Italia, Firenze 1932, seconda edizione 1977; G. Calogero, Parmenide e la genesi della logica classica, in Annali della Regia Scuola Normale Superiore di Pisa, serie II, v. 5 (1936), pp. 143-185; G. Calogero, Storia della logica antica, Laterza, Roma-Bari 1967.


1   2   3   4   5


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale