Focus groups e questionari IL focus group è una tecnica di rilevazione utilizzabile per svolgere consultazioni



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26.01.2018
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Focus groups e questionari


  • Il focus group è una tecnica di rilevazione utilizzabile per svolgere consultazioni.

  • Nonostante l’attuale ricorso massiccio al focus group, la scarsa conoscenza, legata inizialmente al non utilizzo, spesso risulta non colmata. In particolare, ci si riferisce a tre situazioni:



  • -         c’è una grande confusione tra focus groups ed altre tecniche, di ricerca e non; basta mettere insieme un gruppo di persone, perché si parli di focus group; tutti affermano di fare focus groups, anche quando, ad esempio, stanno svolgendo una riunione d’équipe;



  • -         non si conoscono gli aspetti tecnici e regna l’improvvisazione, dalla selezione dei partecipanti, alla moderazione, all’analisi dei risultati;

  • -         sono diffusi un modello ed una modalità di utilizzo standard, che non tengono conto delle tante innovazioni introdotte nel corso degli anni.



  • Il focus group può essere definito una tecnica di rilevazione per la ricerca sociale basata sulla discussione tra un piccolo gruppo di persone, alla presenza di uno o più moderatori, focalizzata su un argomento che si vuole indagare in profondità



  • Il focus group si differenzia dall’intervista individuale per la presenza di un gruppo di partecipanti. Questo è un motivo necessario, ma non sufficiente, per evitare di definire il focus group un’intervista.



  • Anche l’intervista collettiva, che prevede la presenza contemporanea di più persone nel ruolo di intervistati. La differenza, però, tra un’intervista, individuale o collettiva che sia, e il focus group, risiede nella richiesta, nel primo caso, di risposte individuali ad ogni singolo intervistato, mentre nel focus group, anche quando vengono poste delle domande, queste vengono rivolte al gruppo, con la funzione di sollecitare la discussione e il confronto tra i partecipanti.



  • Teoricamente un partecipante potrebbe accettare di prendere parte ad un focus group, ma poi astenersi dal parlare, anche se ciò non si verifica mai. L’intervista, quindi, è caratterizzata dal rapporto diadico tra intervistatore e intervistato, anche quando, soprattutto per motivi economici, cioè per risparmiare risorse di tempo e di denaro, vengono coinvolte più persone contemporaneamente, come nell’intervista collettiva; il focus group, invece, si contraddistingue per l’interazione tra i partecipanti, alla presenza di uno o più moderatori.



  • Attualmente possiamo distinguere vari tipi di focus group, diversi per composizione dei gruppi, grado di strutturazione, e ruolo del moderatore.



  • focus group diversi per composizione dei gruppi

  • - Conoscenza/estraneità dei partecipanti

  • - Omogeneità/eterogeneità interna

  • - A uno o a più stadi



  • Il modello standard prevedeva che i membri del gruppo fossero tra loro estranei. Si temeva che la conoscenza previa potesse inibire l’espressione delle opinioni: i partecipanti, infatti, potrebbero non voler esporsi di fronte a persone che frequentano e/o evitare di contraddire amici o conoscenti, per non incrinare il rapporto con loro.



  • Alcune esperienze di ricerca hanno tuttavia dimostrato che talvolta è preferibile prendere gruppi preesistenti (famiglie, amici, colleghi di lavoro, membri di associazioni), quando, ad esempio, per alcuni obiettivi d’indagine può essere utile avvalersi di discussioni e confronti già avvenuti in precedenza e riportati nel focus group, o si vogliono affrontare problematiche che riguardano particolari categorie di popolazione.



  • Tra l’altro, spesso può essere interessante studiare i cambiamenti nel tempo: ai membri del gruppo si chiede allora di partecipare non ad un solo focus group, ma a più sessioni.

  • Questi focus group, chiamati “a più stadi”, nei quali ai partecipanti viene richiesto un impegno prolungato nel tempo, non necessariamente sono costituiti sempre dalle stesse persone: negli stadi successivi i gruppi possono essere mescolati, oppure nei vecchi gruppi possono essere inserite altre persone, per esempio per sottoporre le opinioni emerse al vaglio di nuove idee.



  • Un altro requisito del modello standard è l’omogeneità interna del gruppo: la percezione di trovarsi tra “pari” facilita indubbiamente l’instaurarsi di un clima favorevole al libero scambio di opinioni. Ma quali caratteristiche dei partecipanti devono essere uniformate? E’ impossibile trovare persone totalmente simili.



  • E la similarità assoluta non è neanche auspicabile: un minimo di differenze, infatti, permette l’emergere e il confronto di punti di vista diversi. La scelta deve essere guidata dagli obiettivi di ricerca: le persone dovranno essere selezionate in modo da essere accomunate e coinvolte dall’argomento di discussione, così che abbiano qualcosa da dire e sentano di condividere esperienze.



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