Fondamenti valoriali



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28.03.2019
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Perché tanta importanza data alla disciplina? La disciplina garantisce un risultato immediato in situazioni problematiche, è determinata dal nostro bisogno di sicurezza psicologica per cui il fine giustifica i mezzi. La coercizione, però, determina antagonismo e paura, premi e punizioni rendono la mente sottomessa ed ottusa. Così la disciplina genera resistenza, non amore, paura e non libertà. Libertà e amore non sono fini dell’educazione ma mezzi. Libertà non intesa come fare ciò che si vuole, ma capacità di decondizionarsi e fare scelte consapevoli e giuste. La disciplina permette un controllo facile degli alunni ma se le classi sono poco numerose e l’insegnante può dedicargli tempo ed attenzione, l’autoritarismo è superfluo. Se un bambino continua ad essere turbolento, l’educatore dovrà indagare la vera causa di ciò: stanchezza, dieta sbagliata, problemi familiari, paure nascoste.

È necessario un rispetto e affetto reciproci; se il rispetto è obbligato l’insegnante susciterà indifferenza e irriverenza. La paura corrompe l’intelligenza ed è una delle cause dell’agire egocentrico. Essere privi di paura è l’inizio della saggezza e rende l’azione libera dal desiderio di un profitto. Se vogliamo aiutare un bambino ad essere premuroso con gli altri, non dobbiamo cercare di comprarlo con l’amore o con un premio, ma avere la pazienza di spiegare cosa vuol dire essere premuroso. Non appena eliminiamo l’autorità diveniamo una comunità e solo allora collaborazione e affetto. Per eliminare l’autorità dobbiamo smettere che i bambini accettino la nostra forma di culto o l’ideologia che ci siamo scelti. Educare davvero in modo religioso significa incoraggiare il bambino e comprendere la sua relazione con gli altri, le cose, la natura. E’ impossibile spiegarlo completamente ad un bambino, ma se l’educatore e i genitori lo sentono nel profondo, riusciranno a trasmettergli i senso di una vita spirituale. Quello che noi siamo è molto più importante di cosa insegnare ai bambini. Se la mente e il cuore del bambino non sono plasmati da preconcetti, egli sarà libero di scoprire attraverso la conoscenza di sé, ciò che è al di sopra di lui e che va oltre. Se siamo continuamente in conflitto, se siamo incapaci di portare ordine e pace nel mondo, attraverso il cambiamento profondo di noi stessi, che valore hanno i libri sacri e i miti delle varie religioni?

I bambini sono curiosi naturalmente e noi indeboliamo il loro zelo con le nostre affermazioni dogmatiche e la nostra impazienza; così i giovani sono pieni di speranza e di scontento che noi uccidiamo esortandoli a trovare sicurezza e conforto in un lavoro, mettendo su famiglia, aderendo ad una religione ecc. Dovremmo imparare a pensare in modo chiaro e senza pregiudizi, così da non essere interiormente dipendenti e paurosi. Lo scontento è lo strumento della libertà che, se utilizzato correttamente, può portare ad un ardente desiderio di ricerca e non alla facile imitazione della massa.

Cosa vuol dire essere liberi? Noi non solo siamo condizionati dall’ambiente ma siamo l’ambiente, siamo l’ambiente nella sua totalità (tristezza, violenza, aggressività, gelosia, invidia), nessuno è esente. In noi coesistono diverse entità che ruotano intorno all’io e questo io è formato da un aggregato di desideri da cui nasce la figura centrale, colui che pensa, che vuole, l’IO e il MIO. Si determina così la divisione tra io e non io, tra io società. Questa divisione è l’inizio del conflitto interiore ed esteriore. La consapevolezza di questo intero processo conscio e inconscio permette di trascendere l’io e rende liberi. La conoscenza di sè è necessaria se si vuole essere liberi dalle influenze e dai valori che danno rifugio all’io e solo in questa libertà vi è creazione, verità. L’educazione tradizionale rende ciechi a questa realtà, poichè cerca di condizionare invece che decondizionare, di conformare invece che stimolare l’originalità, rende dipendenti invece che autonomi. Solo quando siamo consapevoli degli ostacoli possiamo liberarcene. Se non abbiamo l’indipendenza interiore, la tradizione ha una forte presa su di noi e così non potremo mai scoprire il nuovo. “E’ normale”, “non è mai morto nessuno”, “fanno tutti così”, “si è sempre fatto così”, “lo dicono anche...”.

E’ importante ciò che noi pensiamo, non ciò che gli altri vogliono che pensiamo. Se il fine dell’educazione è la libertà interiore anche i mezzi devono essere liberi. Per questo l’esercizio dell’autorità è dannoso. L’accettazione dell’autorità viene dalla paura, dal desiderio di sicurezza, dal bisogno di aver ragione e dal desiderio di eliminare conflitti coscienti. Se comprendiamo la dinamica di dominare ed essere dominati ce ne possiamo liberare. Solo l’amore e un giusto modo di pensare produranno la rivoluzione interiore, il vero amore si avrà quando non c’è più l’odio, l’avidità, il senso dell’io e del mio. Il giusto modo di pensare deriva dalla saggezza che non è accumulo di informazioni ma è osservazione e comprensione degli avvenimenti e relazione umane.



L’educazione ha un ruolo per fondare una nuova società e la pace nel mondo? Il controllo dell’educazione da parte dello stato e delle religioni non fa che adattare il bambino ad un’ideologia e non c’è speranza di pace. Ciò perchè viene favorito il patriottismo, la divisione, la competizione tra bambini. Potremo mai ottenere la pace attraverso la violenza? La guerra è una proiezione spettacolare della nostra vita di tutti i giorni. L’educazione ha fallito in tutto il mondo, ha prodotto distruzione e miseria. I governi addestrano i giovani ad essere soldati e i tecnici efficenti di cui hanno bisogno. Dobbiamo creare un ambiente nuovo, perchè l’ambiente può creare un bambino bruto, un arido specialista o un essere sensibile e intelligente. È fondamentale l’amore non solo la conoscenza. Lo stato non vuole che i cittadini siano liberi e li controlla con l’educazione e la propaganda. Ecco perchè oggi è sempre più importante cosa e non come pensare. Non possiamo rinunciare alla conoscenza ma possiamo diventare consapevoli interiormente della nostra bruttura, della nostra crudeltà, degli inganni della disonestà; solo se ci liberiamo con intelligenza dal nazionalismo, dall’invidia, dalla sete di potere potremo creare un nuovo ordine sociale. Se consideriamo i nostri figli proprietà privata, se sono la continuazione del nostro piccolo ego e la realizzazione delle nostre ambizioni, costruiremo un ambiente senza amore, alla ricerca di vantaggi egoistici.

La scuola giusta sarà di piccole dimensioni e creata vicino a casa. Il bravo educatore si interessa del singolo allievo e sentirà in sè la fiamma dell’interesse; se è tiepido la scuola lo rispecchierà. Si deve essere consapevoli che scuole così incontreranno la contrapposizione dell’ordine costituito perchè scuole così sono profondamente rivoluzionarie. Gli insegnanti ci lavoreranno di loro spontanea volontà, non saranno selezionati o convinti. Se le figure di riferimento sono salde e motivate anche quelle che si avvicineranno via via lo saranno. Gli insegnanti adeguati sono flessibili all’esercizio delle loro abilità; cercando di essere liberi individualmente, rispettando le regole, fanno il beneficio di tutta la scuola. Questa scuola non avrà un direttore perchè laddove c’è un interesse profondo per la giusta educazione non è necessario il controllo e l’autorità e i conflitti vengono superati. Tutto il personale si dovrebbe riunire spesso per discutere i vari problemi; nel caso una decisione presa dalla maggioranza non incontri l’approvazione di pochi se ne potrà ridiscutere la volta successiva. Le discussioni servono a comprendere cos’è giusto, non chi ha ragione.




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