Formazione degli accompagnatori modulo f: la mistagogia



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24.01.2018
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DIOCESI DI CREMONA – INIZIAZIONE CRISTIANA DEI RAGAZZI

FORMAZIONE DEGLI ACCOMPAGNATORI
MODULO F: LA MISTAGOGIA
Queste relazioni di carattere psicologico tracciano il percorso di crescita dall’infanzia alla adolescenza. Poste al termine del percorso di formazione degli accompagnatori servono a rendersi conto dell’immediato passato del preadolescente. Queste lezioni possono anche essere utilizzate in parrocchia per la formazione delle équipes che si apprestano a iniziare l’itinerario con i gruppi della Prima evangelizzazione.


LEZIONE 1 – PRIMA PARTE
Dott. Chiara Scotti
1. LA MERAVIGLIOSA STORIA DELLO SVILUPPO UMANO

Aspetti psicologici del crescere nelle varie età della vita

In principio, il dono
(slide 1) Quando uno nasce in realtà ha già un passato. E una memoria fatta di sensazioni ovattate e raddolcite dalle pareti di una pancia che è già un mondo. Le prime esperienze che facciamo sono di piacere. Il piacere è il primo nome della vita. Si continuerà a cercarlo per il resto dei propri giorni, sotto le tante forme, comprendendone lentamente il senso e ciò a cui chiama. È l’attaccamento viscerale alla vita, ciò che convince della sua bontà.
(slide 2) Appena uno viene alla luce vede una donna, la madre. Lei diventa la prima spiegazione del mondo. Qualcuno mi vuole bene, e questo ha acceso in noi la coscienza di esistere. Ha continuato ad amarci marcando però sempre una distanza, e lentamente abbiamo intuito di non essere lei ma noi stessi. Così abbiamo saputo di esserci, abbiamo saputo cosa vuol dire IO. Amputazione dolorosa, costo del dono dell’identità. Era così bello sentirsi una sola cosa...
(slide 3) Poi abbiamo capito chi era nostro padre: ha segnato un’altra distanza, ci ha insegnato il coraggio del legame coi molti. E così abbiamo imparato a cercare altri legami, a fidarci del mondo.

Eravamo felici. I giorni più belli sono quelli che non ricordiamo. Che hanno però seminato la memoria del buono, bello, piacevole, giusto, degno di essere cercato. Il senso del buono ci è rimasto dentro: la vita è bella. Questo sentimento si è depositato in noi in modo indelebile e anche le più grandi delusioni si edificano sopra questa certezza.


(slide 4) Poi ci rendiamo conto che il piacere non si concede gratis. Per avere qualcosa devi metterci del tuo. Saranno così tutti gli affetti, gli amori, le amicizie. Tutto ci è stato dato in principio, solo dopo ci è stato chiesto di meritare quanto abbiamo ricevuto.
(slide 5) Lei l’origine, lui l’energia. C’è voluto lui, perché l’attaccamento a nostra madre non si pervertisse in un narcisismo senza ritorni, per convincerci della serietà dell’impresa di vivere. Abbiamo dovuto guardare ad un altro per trovare noi stessi.

La storia evolutiva dell’uomo
Si raffigura in genere con una PARABOLA (slide 6) con:

Fasi evolutive, Crescita - riferendosi al bambino, ragazzo, adolescente

Fasi involutive, dopo l’età adulta, con l’invecchiamento, caratterizzate da “perdite”.

Ma è vero? Eppure a tutte le età avvengono processi di crescita e di “perdita”, cioè di trasformazione. Fin dal suo esistere, la persona evolve, vive in un processo di continuo cambiamento che riguarda sé e il suo rapporto con l’ambiente.


La vita è paragonabile ad una SCALA CONTINUA (slide 7) con tappe diverse. Il percorso non è lineare e tutti sperimentano fasi di DECRESCITA (ritiro, difesa, regressione) e fasi di CRESCITA (ci si estende verso il proprio profondo, gli altri/mondo, il trascendente). Si attraversano “momenti critici” (slide 8 )di particolare difficoltà, turbamento; la CRISI (dal gr. 'scelta, decisione') segna il passaggio fra il vecchio e il nuovo (es. crisi adolescenziale).
Chi è il bambino, ragazzo, preadolescente? (slide 9) Tutti noi lo siamo stati ma è diverso viverlo da dentro e viverlo da fuori, è diverso ESSERE bambini, ragazzi, preadolescenti e RELAZIONARE con loro. Come li guardiamo? Quali le nostre immagini mentali, prospettive, letture, aspettative…? vediamo il bambino in sé o rispetto quanto non è ancora, non ha ancora, non sa ancora? cogliamo il suo ruolo attivo o è un essere passivamente ricevente da riempire? riconosciamo la sua originalità e il suo bagaglio fatto di patrimonio genetico, personalità, storia, caratteristiche, abitudini, modelli familiari? (slide 10) Eppure il bambino, nella sua fragilità, è un’esplosione di energie e potenzialità.
Il faticoso ed affascinante cammino di crescita Passaggio (slide 11) dalle potenzialità alle capacità attuattive; dall’immaturità fisica, mentale, affettiva, sociale alla maturità e autonomia; dalla non-conoscenza alla scoperta graduale di sè e del mondo; da una situazione di bisogno, egocentrismo, ricezione, a uno stato di scelta, stabilità, reciprocità, socialità; da un vivere caratterizzato dalla legge del PIACERE ad un esistere secondo la REALTA’.

La scala evolutiva di Erikson (slide 12)
Le tappe della realizzazione di sè sono graduali e concatenate. Ogni età presenta bisogni psicologici fondamentali che richiedono di essere soddisfatti, e compiti essenziali di vita da attuare.


1° stadio (0-1 anno) orale-sensorio fiducia o sfiducia fondamentale


3° stadio (3-6 anni) locomotorio-genitale iniziativa o senso di colpa


2° stadio (2-3 anni) muscolo-anale autonomia o vergogna e dubbio


4° stadio (6-11 anni) periodo di latenza industriosità o senso di inferiorità


5° stadio (12-18 anni) adolescenza identità o dispersione


6° stadio (gioventù) identità-socialità o isolamento


7° stadio (età adulta) generatività o stagnazione


8° stadio (maturità) integrità dell’IO o disperazione

Le prime fasi sono le “fondamenta” su cui si basano e si costruiscono i “piani superiori” della persona: la sicurezza fondamentale data dalla figura materna e la “banca dell’affettività”; il superamento della simbiosi tramite la figura paterna, la conoscenza di sè e del mondo, la costruzione del proprio IO, dell’autostima e dell’identità sessuale (complesso di Edipo), le basi dell’intelligenza (gli schemi di “orientamento”, l’apparizione del pensiero e il linguaggio), l’importanza del gioco, “grande lavoro” del bambino.


2. LO SVILUPPO COGNITIVO NEL BAMBINO, RAGAZZO, PREADOLESCENTE
Cosa è l’intelligenza? (slide 13)
(dal lat. 'capire, scegliere’ e ‘andare in profondità’): complesso delle facoltà umane che consentono di pensare e comprendere, ragionare e giudicare, apprendere, trovare soluzioni (problem solving) e adattarsi in modo attivo all'ambiente.
Come pensa il bambino? Come funziona la sua mente?

(slide 14) “A cosa serve una montagna?” “Perché la luna possa tramontare” (slide 15) “Da dove vengono le nuvole?” “Dai camini delle case” “Il cielo è vivo?” “Sì, perché se fosse morto cadrebbe” (slide 16) “Dio esiste?” “ Bisogna pur che esista dal momento che ha un nome!” Per il bambino pensare è parlare, crede che il nome faccia parte dell’essenza delle cose.
(slide 17) Il bambino attribuisce un’attività umana o fabbricazione alle cose (artificialismo): “Da dove viene la pioggia?” “Dal cielo. E’ il buon Dio che la fa venir giù. La prende dal suo rubinetto” (5 a.). “Da dove vengono i pesci?” “ Dio e gli uomini hanno fatto il lago e Dio vi ha messo i pesci”. (11 a.) “Perché le foglie degli alberi sono verdi” “Perché sono state colorate” (4 a.). “E’ la primavera che le ha fatte diventar così”. (7 a.) “Come si costruisce un bambino?” “La mamma, quando sono nata, aveva ancora della carne, per fare la mia sorellina”. (7 a.)
(slide 18) Il bambino attribuisce vita, intenzionalità e coscienza a molti elementi naturali (animismo) “Un tavolo, se si brucia, sente qualcosa perché si consuma” (7 a.) “La candela è vivente perché fa luce, non è vivente quando non fa luce” (7 a.) “Il sole si muove, quando si cammina ci segue. Quando giriamo, gira anche lui (6 a.)
(slide 19) Il pensiero del bambino è pre-logico. Il vento soffia per far muovere le nuvole. L’erba cresce, perché altrimenti le mucche morirebbero di fame. Alcuni sogni vengono per punire il bambino disobbediente.

E come pensa l’adolescente? E l’adulto? Ci sono diversità, es. l’intelligenza fluida, tipica dei giovani (capacità di fronteggiare situazioni nuove) e l’intelligenza cristallizzata degli adulti (che si basa su esperienza e saggezza).



Il cervello umano (slide 20)
E’ il centro di coordinamento e di comando di tutte le facoltà sensoriali, motorie, sensitive e intellettive; ha una maturazione graduale, è un sistema complesso con aree di specializzazione - nella collaborazione. (emisfero destro: area affettivo-emotiva, emisfero sinistro: area razionale, centro del linguaggio e dell’apprendimento).

L’intelligenza non è UNA funzione ma un’insieme di capacità: senso-percezione (osservazione, orientamento spazio-temporale…) - rappresentazione - pensiero (= formazione di idee) - ragionamento (= collegamento tra idee) - immagini e concetti - classificazione, analogia – logica – astrazione – sintesi - ipotesi, probabilità - critica (= esame della situazione elaborata), creatività (= produrre idee originali), etc.

Intelligenza non è avere tante capacità ma saperle usare in modo adeguato allo scopo.

Vi sono diverse forme di intelligenza: spaziale, corporeo-cinestesica, musicale, emotiva, naturalistica, esistenziale, etc. E’ strettamente legata a: coscienza, memoria, attenzione, interesse, stato emotivo, stato fisico.




Piaget e lo sviluppo cognitivo


(slide 21) Fanciullezza 6-11 anni

Periodo operatorio-concreto (8-11 a), cioè il pensiero si basa sulla realtà (oggetti o immagini di oggetti):

- ragionamento logico-concreto, pensiero reversibile e logico che opera su cose

- graduale superamento di animismo, artificialismo, egocentrismo (con capacità di assumere il punto di vista altrui),

- le operazioni concrete-mentali si rafforzano e diventano più complesse con: logica, ragionamento, analogia, causalità …

- applicazione produttiva di capacità e conoscenze, curiosità e interesse (voler imparare), bisogno di sperimentazione, impegno e industriosità, aumento significativo di conoscenze aumento del controllo delle funzioni cognitive (padronanza della distrazione e dell’ansia, più flessibilità...)





(slide 22) Preadolescenza 11-14 anni

Pensiero non più vincolato ai dati concreti e immediati e capace di intravedere possibilità e ipotesi:

pensiero intuitivo, analogico e induttivo,

avvio della capacità critica, non accetta “a scatola chiusa” (confronto/scontro di opinioni)

diventano importanti le motivazioni razionali, oltre quelle emotive (ha bisogno di capire e conoscere le ragioni, verso l’autonomia di pensiero)

difficoltoso passaggio alla logica formale





(slide 23) Adolescenza 14-18 anni

Periodo operatorio-astratto, cioè il pensiero si basa non solo sulla realtà o su rappresentazioni ma su ipotesi e sull’intero mondo delle possibilità:
ragionamento logico-astratto, pensiero operatorio-astratto, formale o logico-deduttivo (es. poesia, algebra, fisica, filosofia …)

visione scientifica delle cose

operazioni astratte: ragionamento ipotetico o sul possibile (pensare al futuro, fare progetti di vita e modifiche della società, valori quali la solidarietà, l’interesse per il bene comune, l’adesione a ideologie), capacità di critica, deduzioni, probabilità, astrazione, autonomia del pensiero (“chi sono io?”), costruzione di teorie...

possibili atteggiamenti di critica esasperata e oppositiva, egocentrismo (“mito personale”), “filosofismo”.





(slide 24) Ogni stadio è caratterizzato da specifiche strutture mentali. L’apprendimento deve rispettare le tappe, non anticiparle troppo né posticiparle. I problemi stanano l’intelligenza: porre il gusto del dubbio. E’ importante apprendere. Ancor più apprendere ad apprendere. Educarlo a pensare con la propria testa, non con quella dei genitori o di altri ruolo dei fattori energetici (interessi, motivazioni) sottostanti ai processi cognitivi. Importanza degli stimoli e delle esperienze con cui crescono.
(slide 25) Ricordiamoci che «L’apprendimento nell’uomo avviene per circa l’83% attraverso la vista, soltanto per il 10% dall’udito, il resto dagli altri sensi. Una persona ricorda in media il 10% di ciò che legge, il 20% di ciò che ascolta, il 30% di ciò che vede e il 50% di ciò che contemporaneamente vede e ascolta.» Matthew P. Murgio
(slide 26) “Si educa molto con quello che si dice, ancor più con quello che si fa, molto più con quello che si è.” Ignazio di Antiochia, II° sec. D.C.







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