Fotografia italiana



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03.04.2019
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FOTOGRAFIA ITALIANA

Alberto Furlani, un percorso contemporaneo

di

Fausto Raschiatore


“Se non disponete di quel po’ di curiosità e di coraggio innati, necessari per apprezzare l’arte contemporanea, non sarà questo libro a potervene fare dono. Ma se li custodite da qualche parte, nascosti nel vostro cuore o nel vostro spirito, questa lettura, forse, potrà aiutarvi a tirarli fuori”. Questa riflessione di Francesco Bonami, critico e curatore di fama internazionale, tratta dalla quarta di copertina di un libro dedicato a Cindy Sherman (Electa/Milano, 2007), nota fotografa newyorkese, è stimolante e costituisce un incipit adeguato per introdurre quest’opera di Alberto Furlani, autore di scuola fotografica americana che lavora, da sempre, in bianconero e colore, con entusiasmo e passione. Egli opera col sistema analogico e col digitale, consapevole che i due sistemi sono due diverse filosofie espressive, due modalità d’indagine con differenti specificità, due universi fotografici “distinti”, ognuno con precise connotazioni e caratterizzazioni. Questo copioso portfolio, sintesi e sistematizzazione di un percorso di studio, Alberto Furlani, triestino di nascita e veneziano d’adozione, lo affida al colore, il quale - come dice Vasilij Kandinskij - “è un mezzo per esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è il tasto, l’occhio, il martelletto che lo colpisce, l’anima, lo strumento dalle mille corde”. L’artista russo, coniugando il colore con la forma, mutuati dal Nostro in aggiunta ad altre variabili espressive per sviluppare questa ricerca, aggiunge che “poiché è infinito il numero dei colori e delle forme, sono infinite anche le loro combinazioni e i loro effetti”. Come avviene qui, in questa proposta culturale, che intriga e stimola le ragioni delle conoscenze e del sapere. E non solo dal punto di vista linguistico ed estetico. E’ una ricerca riuscita, elaborata da un uomo di fotografia, nato e cresciuto in una famiglia di fotografi, dotato di una spiccata sensibilità. Essa trasferisce sulle pagine di un libro quanto letto e catturato dall’autore dalla realtà indagata, in termini di emozioni e di sensazioni, dopo averle passate al filtro della propria interiorità. Con equilibrio e senso critico.

Frammenti spontanei di vita metropolitana, angoli di periferie scolpiti dal tempo e dal verificarsi e susseguirsi degli eventi, soggetti e oggetti in temporaneo riposo, momenti di svago, di silenzio, di intimità, di solitudine, di riflessione, segmenti di strade catturati nella banalità del quotidiano tra contesti indefiniti e indefinibili. Passaggi visivi che sintetizzano argomentazioni iconiche semplici e complesse, descrittive e concettuali, concrete e astratte, reali e irreali, lineari e articolate, sulla realtà urbana e mediale, sulla nostra contemporaneità; interpretazioni di comportamenti, descrizioni di eventi e di storie, ma anche studio e approfondimenti di tradizioni, usanze, memorie, vissuti. Profili carichi di rimandi pittorici, connotati da un leggero tratteggio antropologico, catturati tra gli spazi d’Europa, con coerenza, rigore, discrezione, finalizzati alla realizzazione di un progetto iconografico coinvolgente, quasi un “reportage” di pulsioni. Una lunga e affascinante teoria di set cinematografici e teatrali che scandiscono un fluire infinito di sensazioni emotive che scorrono con il trascorrere del tempo e viaggiano con la dinamica dei fatti e i percorsi imprevedibili della casualità. Un gioco di sequenze cromatiche ineguali e irregolari collegate tra loro in un quadro linguistico straordinario nel quale si rincorrono eventi e manifestazioni, tra attualità e passato, tradizioni e leggende. Un block notes di appunti colorati raccolti da Furlani lungo i sentieri e le strade del vecchio continente che scaturisce dall’amore del fotografo per i viaggi col camper e dall’esigenza di conoscere meglio l’Europa e la sua storia, con le sue genti, i suoi luoghi, i paesaggi, i colori, le bellezze, le atmosfere, gli sguardi, i silenzi, gli odori, i profumi, le diverse specificità e le dinamiche di vita. Una trama di combinazioni polisemantiche, di profili stimolanti, microcosmi di raffinata narratività. Un taccuino in cui gli appunti si trasformano in immagini; è il processo da cui nasce Pop City, un percorso contemporaneo della fotografia italiana.






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