Galileo ferraris



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ISTITUTO PROFESSIONALE PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO

GALILEO FERRARIS”



via Adamello n. 18 – 72100 Brindisi

Centralino 0831/560325 - Fax 0831/592480

Internet: http://www.ipsiaferraris.gov.it - e-mail: BRRI010007@istruzione.it



PEC: brri010007@pec.istruzine.it



DOCUMENTO

DEL

CONSIGLIO DI CLASSE
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE PUGLIA

1046 del 19/05/2015



Descrizione del profilo professionale di riferimento con le relative competenze richieste; descrizione del percorso formativo svolto dagli allievi (Unità di apprendimento realizzate e loro durata); - presentazione degli allievi (elenco degli allievi, età, residenza, ore - frequentate, valutazione di ammissione); -Programmazione - Esperienza di stage/attività di laboratorio

Classe 3AM
Operatore meccanico
18 Maggio 2017


Il Coordinatore

Prof. Francesco SPADA






Il Dirigente Scolastico

Rita Ortenzia DE VITO








Indice

L’Istituto e le sue finalità

Pag. 03

Profilo professionale

Pag. 04

Competenze Tecnico Professionali

Pag. 05

Presentazione della classe

Pag. 08

Quadro orario e discipline nel triennio

Pag. 09

Programmazione del consiglio di classe

Pag. 10

Esperienza di stage/attività di laboratorio

Pag. 12










































































L’Istituto e le sue finalità

L’Istituto Professionale “Galileo Ferraris”, opera nel territorio da più di mezzo secolo, e pone la sua genesi nel secondo dopoguerra a seguito dello sviluppo degli Istituti Professionali che riconvertivano le “scuole tecniche”. Fu in questo contesto che nel 1956 fu fondato l’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato, con lo scopo di formare professionalmente giovani lavoratori e di far loro acquisire un’abilità tecnica.

Da allora il “Ferraris” è stato promotore di sviluppo, avendo formato e sviluppato nel settore elettrico, meccanico, marinaro, e aeronautico migliaia di giovani consentendo loro di inserirsi nel tessuto economico-produttivo della Provincia, della Regione, e dei grandi centri industriali del territorio nazionale.
Attività lavorative presenti:

I dati relativi alla occupazione sono allarmanti ed è forte il disagio socio-economico. La grossa industria nel settore energetico e petrolchimico ha ridotto notevolmente la forza lavoro, a causa anche di politiche industriali di delocalizzazione. Piccoli imprenditori sono poco propensi ad allargarsi e il ricorso al lavoro non regolare può essere presente. Una tale situazione di incertezza può determinare poca motivazione alla partecipazione scolastica, a causa dalla incertezza dell’inserimento lavorativo. Gli sforzi dell’Istituto nel creare sinergie con le attività industriali fanno essere comunque ottimisti nella speranza che gli allievi, nel breve e medio periodo, possano essere collocati nel tessuto produttivo territoriale.


Strato sociale di provenienza degli alunni:

La maggior parte degli alunni proviene da strati sociali dove il livello di istruzione è medio-basso. L’attività lavorativa dei genitori si svolge nell’edilizia, nell’agricoltura, nel commercio e solo alcuni svolgono attività di operaio. Alcuni genitori non hanno una fissa occupazione. Il livello di controllo educativo-formativo è generalmente difficoltoso anche per una precoce emancipazione da parte dei giovani.


Giustificazione dell’intervento formativo

La società del “tutto e subito” in cui sembriamo essere immersi, l’orizzonte materiale dell’esistenza tutta fondata sull’avere più che sull’essere, disorienta i giovani alla cui esistenza viene a mancare, dentro e fuori della famiglia, un giusto fondamento etico. Il passo verso la “devianza” è facile e breve, e può causare il precoce abbandono della frequenza scolastica. Da questa analisi emerge con forza il bisogno di percorsi più motivanti, capaci di far comprendere ai giovani e alla loro famiglie l’importanza del possesso di conoscenze culturali, di base e delle competenze nell’area tecnico-professionale. Ne deriva l’impegno condiviso a far sì che i giovani dispongano di livelli di sapere di base e tecnico-professionali sempre più elevati, nel convincimento che l’arricchimento, l’integrazione e la qualificazione del percorso formativo consentirà ai giovani di operare scelte più consapevoli sul proprio futuro e potrà essere per il territorio un concreto fattore di promozione e di slancio economico e culturale.



Profilo professionale

Denominazione della figura


OPERATORE MECCANICO


Referenziazioni della figura


Professioni NUP/ISTAT correlate

Attività economiche di riferimento:

ATECO 2007/ISTAT

6. Artigiani, operai specializzati ed agricoltori

6214 Montatori di carpenteria metallica

6223 Attrezzisti di macchine utensili e affini

6233 Meccanici e montatori di macchinari industriali ed assimilati
7. Conduttori di impianti ed operai semi- qualificati addetti a macchinari fissi e mobili

7271 Assemblatori in serie di parti di macchine



25. Fabbricazione di prodotti in metallo

28. Fabbricazione di macchinari e di attrezzature


Descrizione sintetica della figura

L’ Operatore Meccanico, interviene, a livello esecutivo, nel processo di produzione meccanica con autonomia e responsabilità limitate a ciò che prevedono le procedure e le metodiche della sua operatività. La qualificazione nell’applicazione/utilizzo di metodologie di base, di strumenti e di informazioni gli consentono di svolgere attività relative alle lavorazioni di pezzi e complessivi meccanici, al montaggio e all’adattamento in opera di gruppi, sottogruppi e particolari meccanici, con competenze nell’approntamento e conduzione delle macchine e delle attrezzature, nel controllo e verifica di conformità delle lavorazioni assegnate, proprie della produzione meccanica





Competenze tecnico professionali nel triennio

L’operatore meccanico è in grado di:




  1. Definire e pianificare fasi delle operazioni da compiere sulla base delle istruzioni ricevute e/o della documentazione di appoggio (schemi, disegni, procedure, distinte materiali, ecc.) e del sistema di relazioni

  2. Approntare strumenti, attrezzature e macchinari necessari alle diverse fasi di lavorazione sulla base della tipologia di materiali da impiegare, delle indicazioni/procedure previste, del risultato atteso

  3. Monitorare il funzionamento di strumenti, attrezzature e macchinari, curando le attività di manutenzione ordinaria

  4. Predisporre e curare gli spazi di lavoro al fine di assicurare il rispetto delle norme igieniche e di contrastare affaticamento e malattie professionali

  5. Verificare la rispondenza delle fasi di lavoro, dei materiali e dei prodotti agli standard qualitativi previsti dalle specifiche di progettazione

  6. Eseguire la lavorazioni di pezzi e complessivi meccanici secondo le specifiche progettuali

  7. Montare e assemblare prodotti meccanici secondo le specifiche progettuali

  8. Eseguire le operazioni di aggiustaggio di particolari e gruppi meccanici




COMPETENZA N. 1

ABILITA’ MINIME

CONOSCENZE ESSENZIALI




        • Utilizzare indicazioni di appoggio (schemi, disegni, procedure, distinte materiali, ecc.) e/o istruzioni per predisporre le diverse fasi di lavorazione

        • Applicare criteri di organizzazione del proprio lavoro relativi alle peculiarità delle lavorazioni da eseguire e dell'ambiente lavorativo/organizzativo

        • Applicare modalità di pianificazione e organizzazione delle lavorazioni nel rispetto delle norme di sicurezza, igiene e salvaguardia ambientale specifiche di settore

        • Applicare metodiche e tecniche per la gestione dei tempi di lavoro




        • Normative di sicurezza, igiene, salvaguardia ambientale di settore

        • Principali terminologie tecniche di settore

        • Processi e cicli di lavoro delle lavorazioni meccaniche

        • Tecniche di comunicazione organizzativa

        • Tecniche di pianificazione



COMPETENZA N. 3

ABILITA’ MINIME

CONOSCENZE ESSENZIALI




    • Applicare tecniche di monitoraggio e verifica dell’impostazione e del funzionamento di strumenti, attrezzature, macchinari

    • Adottare modalità e comportamenti per la manutenzione ordinaria di strumenti, attrezzature, macchinari indicate dal manuale d’uso

    • Utilizzare procedure per la verifica dei livelli di usura delle strumentazioni di lavorazione

    • Utilizzare metodiche per individuare eventuali anomalie di funzionamento




    • Macchine utensili tradizionali e CNC: parti componenti, funzioni, gestione, operatività, integrazione tecnico-produttiva

    • Schemi dei principali componenti delle macchine, attrezzature e impianti

    • Tecniche e metodiche di mantenimento e di manutenzione

    • Tecniche e procedure di controllo utensili e strumentazioni



COMPETENZA N. 4

ABILITA’ MINIME

CONOSCENZE ESSENZIALI




    • Applicare procedure, protocolli e tecniche di igiene, pulizia e riordino degli spazi di lavoro

    • Adottare soluzioni organizzative della postazione di lavoro coerenti ai principi dell’ergonomia




    • Elementi di ergonomia

    • Procedure, protocolli, tecniche di igiene, pulizia e riordino



COMPETENZA N. 5

ABILITA’ MINIME

CONOSCENZE ESSENZIALI




  • Applicare metodi per il monitoraggio continuo della conformità e dell’efficienza del processo di lavorazione

  • Applicare tecniche e metodiche per verificare la rispondenza di materiali grezzi, semilavorati, prodotti finali

  • Utilizzare strumenti di misura e/o controllo per individuare difettosità

  • Applicare procedure e metodi di intervento per il recupero delle anomalie e difettosità riscontrate

  • Applicare procedure e tecniche di collaudo




  • Principali strumenti di misura e relativi campi di applicazione

  • Principi di metrologia nel controllo progressivo e nel collaudo finale

  • Tecniche e procedure di collaudo Tecniche e procedure di recupero anomalie e malfunzionamenti





COMPETENZA N. 6

ABILITA’ MINIME

CONOSCENZE ESSENZIALI




  • Leggere i disegni tecnici di particolari o complessivi

  • Applicare tecniche di lavorazione di pezzi meccanici e complessivi su macchine utensili







  • Principali lavorazioni su macchine utensili tradizionali e CNC

  • Principali materiali e caratteristiche tecnologiche

  • Processi di lavorazione meccanica



COMPETENZA N. 7

ABILITA’ MINIME

CONOSCENZE ESSENZIALI




  • Leggere il disegno di gruppi, sottogruppi e particolari meccanici e schemi di impianti oleodinamici ed elettropneumatici

  • Applicare i cicli di montaggio e le distinte base di gruppi, sottogruppi e particolari meccanici

  • Applicare tecniche di montaggio e assemblaggio di gruppi, sottogruppi, particolari meccanici, impianti oleodinamici e elettropneumatici







  • Attrezzature e strumenti per il montaggio e l’assemblaggio meccanico

  • Processi di montaggio e assemblaggio

  • Tecniche di montaggio e assemblaggio di componenti meccaniche



COMPETENZA N. 8

ABILITA’ MINIME

CONOSCENZE ESSENZIALI




        • Applicare metodiche e procedure per verificare la necessità di adattamenti in opera di particolari e gruppi meccanici

        • Utilizzare metodi per individuare gli interventi di adattamento in opera da realizzare

        • Applicare tecniche di adattamento in opera







  • Metodiche e procedure di verifica

  • Tecnologie e parametri dei principali metodi di aggiustaggio


Presentazione della classe 3AM

Composizione della classe







Cognome e Nome

Comune di nascita

Data di nascita

1










2










3










4










5










6










7










8










9










10










11










12










13










14










15















La classe 3AM è composta da 22 alunni di cui 1 ragazza. Sono stati raggiunti globalmente sufficienti obiettivi educativi e comportamentali soprattutto nell’acquisizione di una conoscenza realistica di sé, nell’abitudine al rispetto della propria persona e dell’ambiente. Il senso di responsabilità e di autodisciplina è un obiettivo raggiunto per la maggior parte della classe. E’ opportuno segnalare la mancanza di una continuità didattica proprio per la tipologia degli Istituti professionali. Per quanto riguarda gli obiettivi cognito - operativi si sono evidenziati diversi livelli quanto a conoscenze, competenze e capacità. Un gruppo della classe ha messo a frutto tutte le potenzialità di base dimostrando un sufficiente grado di motivazione personale verso le materie e un sufficiente livello nel raggiungimento di tutti gli obiettivi proposti. Alcuni alunni, pur possedendo competenze di base nei saperi minimi, si sono impegnati in maniera non sempre adeguata e costante. Questi alunni hanno mantenuto, tuttavia livelli sufficienti e di conoscenze, competenze capacità in ordine allo sviluppo delle capacità intuitive, logico-deduttive e di sintesi. I programmi sono stati svolti correttamente e in pieno accordo con le direttive ministeriali. Le proposte formative sono state finalizzate a far acquisire i principi fondamentali, i metodi di indagine per interpretare le problematiche delle discipline e la padronanza dei linguaggi tecnici specifici. Si è curato lo sviluppo delle abilità logiche, di analisi, di sintesi e di rielaborazione, mettendo gli alunni in grado di utilizzare autonomamente quanto appreso. Si è cercato di individuare una didattica volta a fornire non solo i dati essenziali, ma anche la chiave interpretativa delle diverse problematiche e che sviluppasse la capacità di procedere autonomamente verso l’acquisizione di nuove conoscenze. Per questo si sono coinvolti gli allievi stimolando il loro interesse e sollecitando il confronto di posizioni, di opinioni ed interpretazioni diverse. I rapporti con le famiglie sono stati normali.


Quadro orario e discipline della classe 3AM





Quadro orario

DISCIPLINA

I Anno

II Anno

III Anno

Lingua e letteratura italiana

4

4

4

Storia

2

2

2

Lingua inglese

3

3

3

Geografia

1







Matematica

4

4

3

Diritto ed economia

2

2




Scienze della Terra

2

2




Chimica e laboratorio

2

2




Fisica e laboratorio

2

2




Scienze motorie e sportive

2

2

2

Religione Cattolica

1

1

1

Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica

3

3




Tecnologie dell’informazione e della comunicazione

2

2




Laboratori tecnologici ed esercitazioni

3

3

4

Tecnologie meccaniche e applicazioni







5

Tecnologie elettrico - elettroniche e applicazioni







5

Tecnologie e tecniche di installazione e di manutenzione







3

Totale

33

32

32

Lo studente affronta, nel primo biennio, lo studio di alcune discipline obbligatorie che, anche attraverso una articolata didattica laboratoriale, favoriscono l’orientamento verso la scelta effettiva dell’indirizzo. Queste discipline - “Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica”, ”Fisica e Laboratorio ”, “Chimica e Laboratorio e “Scienze della Terra”, “Tecnologie dell’informazione e della comunicazione”- comuni a tutto il settore, si caratterizzano in modo peculiare in relazione agli specifici risultati di apprendimento d’indirizzo e si complementano nella progettazione didattica. Esse costituiscono, di fatto, il nucleo contenutistico-metodologico dei successivi apprendimenti di indirizzo ( nelle diverse articolazioni) che vengono gradualmente introdotti con la disciplina “Laboratori tecnologici ed esercitazioni”, le cui attività laboratoriali, in questa fase, hanno ancora funzioni prevalentemente orientative.

Nel terzo anno i risultati di apprendimento sono riferiti alle relative competenze specialistiche per tener conto dei peculiari processi produttivi dell’industria e dell’artigianato e per sostenere gli studenti nelle loro successive scelte di studio e di lavoro, attraverso discipline che caratterizzano il profilo professionale.

Le competenze acquisite dagli studenti nell’intero percorso di studio sono configurate a partire dal quadro unitario definito dagli assi culturali dell’obbligo di istruzione, che ne risulta progressivamente potenziato. Le discipline di indirizzo concorrono, in particolare, in linea con le indicazioni dell’Unione europea, ad educare all’imprenditorialità e consentono agli studenti di sviluppare una visione orientata al cambiamento, all’iniziativa, alla creatività, alla mobilità geografica e professionale, nonché all’assunzione di comportamenti socialmente responsabili, che li mettano in grado di organizzare il proprio progetto di vita e di lavoro.


Programmazione Consiglio di Classe
Il Consiglio di Classe ha impostato la propria programmazione didattica tenendo presente l’esigenza di far conseguire agli alunni una buona preparazione culturale di base, frutto di interessi e atteggiamento critico, unita allo sviluppo delle competenze richieste dal profilo professionale.

Gli elementi presi in esame in maniera generale e quindi validi per tutte le materie sono stati: obiettivi, metodi, mezzi e strumenti, verifiche e valutazione.


OBIETTIVI GENERALI

a) favorire l’acquisizione di alcune abilità ed atteggiamenti come:

- l’autonomia nell’affrontare i problemi;

- la competenza comunicativa parlata e scritta;

- l’accettazione di situazioni nuove e l’iniziativa personale;

b) fare acquisire consapevolezza dei percorsi e nuclei tematici di ciascuna disciplina;

c) far cogliere i rapporti concettuali tra i vari saperi,

d) stimolare la disponibilità ad esperienze di numerose e varie letture

e) promuovere un comportamento improntato alla tolleranza; all’autocontrollo ed al senso della misura.
OBIETTIVI SPECIFICI:

a) sviluppare le capacità di analisi, sintesi e valutazione critica;

b) promuovere e sviluppare le capacità di operare collegamenti nell’ambito di una disciplina o interdisciplinari;

c) sviluppare la capacità di utilizzare i linguaggi, i procedimenti e gli strumenti fondamentali del settore per consentire un approccio operativo, sia analitico sia progettuale, alla soluzione dei problemi.


Metodi

La programmazione concordata in sede di Consiglio di Classe è stata formulata per moduli. Nel percorso didattico si è privilegiato, ove possibile, l’approccio problematico a partire da esperienze personali e/o da situazioni concrete in modo da incoraggiare la fiducia dello studente nelle proprie possibilità e per rispettare la specificità individuale nel modo di operare. Inoltre si è osservata la massima trasparenza sui criteri di valutazione e gli studenti sono stati stimolati all’autovalutazione.


I METODI DIDATTICI UTILIZZATI SONO STATI:

- lezione frontale;

- lettura di articoli di quotidiani, riviste, testi, ecc.;

- discussione guidata;

- lavori di gruppo;

- ricerche personali.


L’ATTIVITÀ DI RECUPERO è stata svolta in itinere , a volte con pausa didattica.
MEZZI E STRUMENTI:

Nello svolgimento dell’attività didattica sono stati utilizzati i seguenti mezzi e strumenti:

- libri di testo;

- fotocopie integrative secondo necessità;

- laboratorio di informatica;

- sussidi audiovisivi;



Verifiche

FREQUENZA

- almeno due prove scritte per quadrimestre

- almeno due prove orali per quadrimestre

TIPOLOGIA PROVE ORALI


  • colloquio tradizionale;

  • verifica della comprensione orale nel laboratorio ;

  • simulazione del colloquio interdisciplinare d’esame;

PROVE SCRITTE

  • produzione di testi scritti di varia natura (vedi singole programmazioni);

  • prove strutturate e semi-strutturate;

  • questionario;

  • prove di comprensione e rielaborazione di testi in lingua;

  • simulazione della terza prova d’esame.



TIPOLOGIE DI PROVE

Le prove somministrate agli allievi sono state di vario genere:



  • testi espositivi argomentativi, saggio breve, analisi testuale;

  • prove strutturate e semi-strutturate;

  • colloquio tradizionale.

Nella votazione è stata usata tutta la scala numerica da uno a dieci.
VALUTAZIONE:

Nella valutazione si è tenuto conto del raggiungimento di:



  • Conoscenze: contenuti specifici, classificazioni, categorie, criteri, metodologie;

  • Competenze: acquisizione di strutture mentali, di strumenti logici che sviluppino le capacità critiche e di autonoma elaborazione di contenuti disciplinari;

  • Abilita/capacità: qualità individuali da sviluppare e consolidare, che consentono d’acquisire competenze e conoscenze (osservazione, analisi, sintesi, collegamento).

Per la valutazione si è cercato , per quanto possibile, di utilizzare criteri oggettivi basati sulla seguente griglia di valutazione, i cui indicatori, riferiti alle Conoscenze, Competenze, Abilità/Capacità, sono stati adottati e deliberati dal Collegio Docenti e dal Consiglio di classe.

Esperienza di ASL/attività di laboratorio


Il laboratorio è concepito, nei nuovi ordinamenti dell’istruzione professionale, non solo come il luogo nel quale gli studenti mettono in pratica quanto hanno appreso a livello teorico attraverso la sperimentazione di protocolli standardizzati, tipici delle discipline scientifiche, ma soprattutto come una metodologia didattica che coinvolge tutte le discipline, in quanto facilita la personalizzazione del processo di insegnamento/apprendimento e consente agli studenti di acquisire il “sapere” attraverso il “fare”, dando forza all’idea che la scuola è il posto in cui si “impara ad imparare” per tutta la vita. Tutte le discipline possono, quindi, giovarsi di momenti laboratoriali, in quanto tutte le aule possono diventare laboratori.

Il lavoro in laboratorio e le attività ad esso connesse sono particolarmente importanti perché consentono di attivare processi didattici in cui gli allievi diventano protagonisti e superano l’atteggiamento di passività e di estraneità che caratterizza spesso il loro atteggiamento di fronte alle lezioni frontali. L’impianto generale dei nuovi ordinamenti richiede che l’attività laboratoriale venga integrata nelle discipline sulla base di progetti didattici multidisciplinari orientati all’acquisizione di competenze. I nuovi ordinamenti degli istituti professionali possono offrire, quindi, occasioni per valorizzare i diversi stili cognitivi, in una rinnovata relazione tra discipline teoriche ed attività di laboratorio che aiuti lo studente, attraverso un processo induttivo, a connettere il sapere acquisito in contesti applicativi al sapere astratto basato su concetti generali e riproducibile nella più ampia generalità dei contesti.

I docenti, attraverso il laboratorio, hanno la possibilità di guidare l’azione didattica per “situazioni-problema” e di utilizzare strumenti per orientare e negoziare il progetto formativo individuale con gli studenti, che consente loro di acquisire consapevolezza dei propri punti di forza e debolezza.

Il processo sistematico di acquisizione e di trasferimento di conoscenze/abilità/competenze che caratterizza l’apprendimento dello studente può esprimersi, in modo individuale o collegiale, in un’attività osservabile che si configuri come un risultato valutabile. Il laboratorio, quindi, rappresenta la modalità trasversale che può caratterizzare tutta la didattica disciplinare e interdisciplinare per promuovere nello studente una preparazione completa e capace di continuo rinnovamento.

Oltre all’utilizzo delle diverse strumentazioni, delle potenzialità offerte dall’informatica e della telematica, si può far ricorso alle simulazioni, alla creazione di oggetti complessi che richiedono l’apporto sia di più studenti, sia di diverse discipline. In questo caso, l’attività di laboratorio si intreccia con l’attività di progetto e diventa un’occasione particolarmente significativa per aiutare lo studente a misurarsi con la realtà. Tirocini, stage ed esperienze condotte con la metodologia dell’“impresa formativa simulata” sono strumenti molto importanti per far acquisire allo studente competenze utili per l’orientamento e per l’occupabilità.

Collegato al laboratorio e alla laboratorialità, il rapporto con il lavoro costituisce un pilastro essenziale del riordino dei professionali. Le attività di stage e i tirocini formativi, opportunamente progettati, offrono agli studenti la possibilità di osservare personalmente la realtà lavorativa del territorio, traendo informazioni e imparando ad elaborare il proprio progetto di vita.


Laboratori tecnologici ed esercitazioni - La finalità del nuovo insegnamento

La disciplina “Laboratori tecnologici ed esercitazioni” prevista nell’ indirizzo “Manutenzione e assistenza tecnica” è formulata in modo generale sia per consentire agli istituti professionali di interpretarla sia per renderne esplicita l’attività operativa, incentrata sul laboratorio e sulle esercitazioni pratiche, con riferimento alle filiere produttive di interesse. Le sue caratterizzazioni sono, però, strettamente correlate ai processi produttivi studiati negli indirizzi, da cui attinge contenuti, metodi e profili organizzativi.

Si rimette, in tal modo, al centro della preparazione alla professione il valore formativo e umanistico del lavoro, della manualità, dello stretto e fondamentale rapporto tra conoscenze teoriche ed applicazioni pratiche assumendo, in modo essenziale nella progettazione didattica, il riferimento ai contesti reali del territorio e, in generale, al settore produttivo e alla filiera di appartenenza.

Il preciso riferimento al reale contesto produttivo d’interesse ha permesso di:



  • padroneggiare l’uso degli strumenti, delle tecniche e dei linguaggi caratteristici delle filiere,

  • affrontarne e risolverne gradualmente le problematiche principali,

  • analizzarne i processi produttivi/organizzativi e realizzare oggetti tecnici o intervenire su di essi o sulla relativa produzione. Queste caratteristiche “glocal”, di particolare complessità, hanno posto la disciplina in una particolare relazione con tutti gli altri insegnamenti, sia con quelli dell’area di indirizzo, in qualche misura affini per contenuti e metodi, sia con quelli dell’area generale, con i quali sono condivisi, in modo essenziale, anche i risultati di apprendimento. Per questo è stato necessario che la progettazione didattica del Consiglio di classe ha mirato a ricercare temi, oggetti e prodotti attraverso i quali lo studente ha continuamente verificato che le varie discipline gli hanno offerto strumenti di approccio e un rapporto con la realtà del lavoro. Si è realizzato così un contesto educativo teso a reintrodurre, nell’istruzione, una autentica cultura del lavoro, fatta di professionalità e laboratorialità, dove si “impara lavorando e facendo”. Con riferimento ai risultati di apprendimento previsti dalle indicazioni nazionali riguardanti l’obbligo di istruzione, i docenti hanno stabilito, nell’insegnamento della disciplina, utili correlazioni, soprattutto con l’asse scientifico-tecnologico, nel quale si collocano prevalentemente le tematiche di “Laboratori tecnologici ed esercitazioni”, e con l’asse storico-sociale, ove sono collocati gli argomenti dell’economia, dei profili giuridici del lavoro e dell’evoluzione sociale dei processi produttivi. Da tali molteplici correlazioni si sono derivate altrettante opportunità di coordinamento didattico fra i contenuti di discipline diverse nel campo della tecnologia quale, ad esempio, l’integrazione delle leggi di fisica e di chimica con le normative tecniche concernenti la sicurezza di prodotti, impianti e processi sotto il profilo della salute delle persone e della salvaguardia ambientale.

In relazione alle competenze di base previste dalle indicazioni nazionali l’azione didattica della disciplina ha concorso prioritariamente a mettere in grado lo studente di:



  • osservare, descrivere ed analizzare fenomeni appartenenti alla realtà naturale e artificiale e riconoscere, nelle varie forme, i concetti di sistema e di complessità;

  • essere consapevole delle potenzialità e dei limiti dei materiali, degli strumenti e delle tecnologie nel contesto culturale e sociale in cui vengono applicate;

  • analizzare qualitativamente e quantitativamente fenomeni legati alle trasformazioni di energia ed all’utilizzo di materiali a partire dall’esperienza.

  • realizzare progetti che riassumano ed aiutino il percorso di trasformazione delle conoscenze in realizzazione di prodotti e servizi caratteristici del settore di riferimento.

Nel settore “Industria e artigianato”, la disciplina, collocata nell’indirizzo “Manutenzione e assistenza tecnica”, presenta differenti esiti di apprendimento negli indirizzi, in quanto assume connotazioni diverse nei vari contesti operativi, caratteristici, rispettivamente, dell’organizzazione industriale, artigianale o della manutenzione, che rimane pur sempre un servizio alla clientela, anche quando questa venga individuata nell’ambito del “sistema di qualità”. La disciplina “Laboratori tecnologici ed esercitazioni” concorre all’acquisizione di competenze specialistiche e si fondano su abilità e conoscenze fondamentali da correlare con le competenze di base nei contesti organizzativi di riferimento.

Il Consiglio di Classe




N.

Cognome e Nome dei docenti

Materia d’insegnamento

Firma

1




Laboratori Tecnologici



2




Inglese




3




Religione




4




Matematica




5


Tecnologie e Tecniche Diagnostiche e Manutenzione




6




Tecnologie Meccaniche ed Applicazioni




7




Italiano




8




Storia




9




Tecnologie Elettriche ed Elettroniche




10




Scienze Motorie






Brindisi, 18 Maggio 2017



Il Dirigente Scolastico



Rita Ortenzia DE VITO




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