Geni e fattori ambientali come virus o sostanze chimiche



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03.06.2018
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geni e fattori ambientali come virus o sostanze chimiche

  • geni e fattori ambientali come virus o sostanze chimiche

  • anomalie in diverse strutture cerebrali

  • anomalie della serotonina o di altre molecole deputate alla trasmissione nervosa nel cervello.



Se una noxa patogena colpisce le aree sensoriali del sistema nervoso, gli stimoli ambientali verranno percepiti in maniera anomala e quel cervello non potrà raggiungere una organizzazione neurologica sufficientemente integrata.

  • Se una noxa patogena colpisce le aree sensoriali del sistema nervoso, gli stimoli ambientali verranno percepiti in maniera anomala e quel cervello non potrà raggiungere una organizzazione neurologica sufficientemente integrata.

  • L’Autismo è quindi un quadro clinico sostenuto da una noxa patogena che ha determinato una alterazione di più vie percettive che determinano a loro volta una anomala organizzazione neurologica.





E’ un processo costituito da un soggetto che ha intenzione di far sì che il ricevente pensi o faccia qualcosa.

  • E’ un processo costituito da un soggetto che ha intenzione di far sì che il ricevente pensi o faccia qualcosa.

  • Diversi elementi concorrono a realizzare un singolo atto comunicativo:

  • Emittente

  • Ricevente

  • Codice

  • Canale

  • Contesto

  • Contenuto



La comunicazione non sempre "funziona"; questo dato viene confermato innumerevoli volte dalla nostra esperienza quotidiana. In situazioni particolari come i conflitti interpersonali, o anche quando sono in gioco patologie mentali la comunicazione diventa un'attività particolarmente difficile.

  • La comunicazione non sempre "funziona"; questo dato viene confermato innumerevoli volte dalla nostra esperienza quotidiana. In situazioni particolari come i conflitti interpersonali, o anche quando sono in gioco patologie mentali la comunicazione diventa un'attività particolarmente difficile.



I bambini autistici hanno nel loro patrimonio genetico uno svantaggio che si traduce nella difficoltà di comunicare

  • I bambini autistici hanno nel loro patrimonio genetico uno svantaggio che si traduce nella difficoltà di comunicare



L’incontro con un b. autistico è un incontro speciale perché ci costringe a mettere in gioco il nostro abituale repertorio comportamentale di comunicazione e di interazione che funziona con gi altri, ma non con loro. mette in crisi le nostre certezze. E’ una bella sfida quella che ci lancia il b. autistico: ci chiede di entrare in empatia profonda con lui anche se non abbiamo gli strumenti per farlo.

  • L’incontro con un b. autistico è un incontro speciale perché ci costringe a mettere in gioco il nostro abituale repertorio comportamentale di comunicazione e di interazione che funziona con gi altri, ma non con loro. mette in crisi le nostre certezze. E’ una bella sfida quella che ci lancia il b. autistico: ci chiede di entrare in empatia profonda con lui anche se non abbiamo gli strumenti per farlo.



Lavorare con un soggetto autistico ci costringe ad uno sforzo di immaginazione

  • Lavorare con un soggetto autistico ci costringe ad uno sforzo di immaginazione



Chiudete gli occhi e immaginate:

  • Chiudete gli occhi e immaginate:

  •  



  • Ma la cosa più difficile da capire per noi è che per questo b. ricorrere alla risorsa della comunicazione e dell’interazione con gli altri non è spontaneo, naturale e immediato.



I bambini con autismo hanno uno stile proprio di comunicazione e di relazioni sociali che segue un percorso differente.

  • I bambini con autismo hanno uno stile proprio di comunicazione e di relazioni sociali che segue un percorso differente.





Di norma, un bambino comincia a produrre suoni vocalici entro i 2/3 mesi di vita.

  • Di norma, un bambino comincia a produrre suoni vocalici entro i 2/3 mesi di vita.

  • A 6 mesi di vita cominciano i primi scambi vocali (lallazione vocalica), ma già tra i 4-5 mesi compaiono le prime sillabe e

  • ad 8 mesi compare il babbing.

  • La comparsa delle prime parole è prevista entro i 12 mesi.

  • Fra i 12 ed i 24 mesi, comincia a formarsi il vocabolario, costituito per lo più da parole bisillabiche, mentre la frase evolve dallo stadio "parola-frase" alla frase bitermine (soggetto-complemento, verbo-complemento).

  • A 2 anni fa domande semplici, indica se stesso qui e adesso.

  • A 3 anni, un bambino normale dovrebbe possedere già la frase "soggetto-verbo-complemento", un vocabolario di 500-1000 parole. Sa evocare altrove e in altro momento, domanda per chiedere informazioni.

  • A 48 mesi adatta il suo linguaggio all’interlocutore.



Nel b. autistico prima dei 6 mesi rari suoni vocalici e spesso pianti difficili da interpretare. A 8 mesi nessuna imitazione dei suoni.

  • Nel b. autistico prima dei 6 mesi rari suoni vocalici e spesso pianti difficili da interpretare. A 8 mesi nessuna imitazione dei suoni.

  • A 12 mesi sono possibili parole.

  • A 24 mesi appaiono e scompaiono parole, ma non presenti gesti comunicativi, non indica.

  • A 36 mesi può ripetere le frasi, linguaggio non creativo, problemi di articolazione.

  • A 48 mesi combinazioni di 2-3 parole, ecolalie.

  • A 60 mesi nessuna comprensione di concetti astratti.



La comunicazione intenzionale è un comportamento segnale rispetto al quale l’emittente conosce già a priori l’effetto che il segnale avrà sul ricevente e persiste in quel comportamento sino a che non viene ottenuto l’effetto desiderato o non sia chiaramente indicato il fallimento

  • La comunicazione intenzionale è un comportamento segnale rispetto al quale l’emittente conosce già a priori l’effetto che il segnale avrà sul ricevente e persiste in quel comportamento sino a che non viene ottenuto l’effetto desiderato o non sia chiaramente indicato il fallimento



1/. Esprimere i bisogni

  • 1/. Esprimere i bisogni

  • 2/. Esprimere bisogni specifici.

  • 3/ Usate dei gesti

  • 4/ Attenzione congiunta

  • 5/Uso di informazione visiva per comunicare

  • 6/ L’ultima tappa di base della comunicazione è l’usare le parole:

  • Intonazione

  • Uso di implicite

  • Uso di pronomi

  • Metafore e modi di dire

  • Concisione, rilevanza

  • Rispetto dei turni nel fare domande

  • Considerazione del ruolo e degli interessi dell’altro nella conversazione



funzione

  • funzione

  • modo o forma

  • vocabolario

  • tipi di significato o di categorie semantiche

  • contesto



  • ottenere attenzione

  • richiedere

  • rifiutare

  • respingere

  • commentare

  • ottenere e dare informazioni

  • esprimere sentimenti

  • nei soggetti con autismo c’è difficoltà a comunicare per scopi e funzioni differenziate



Atti motori

  • Atti motori

  • Gesti

  • Immagini

  • Sistema simbolico (linguaggio)



azioni

  • azioni

  • persona: che fa , che desidera. a cui ci si rivolge,su cui si agisce, verso cui c’è un sentimento

  • oggetto: desiderato, sul quale si agisce, etichettato o descritto

  • luogo, posizione propria, di altri, di un oggetto

  • la stessa parola può rientrare in diverse categorie

  • nei b. con autismo è più facile esprimere oggetto voluto, poi azione, difficoltoso persona agente (pronomi)

  •  



Perché un b. comunichi deve desiderare di comunicare, deve comprendere i nessi di causa effetto, deve avere qualcuno con cui comunicare, deve avere qualcosa da comunicare e degli strumenti per farlo.

  • Perché un b. comunichi deve desiderare di comunicare, deve comprendere i nessi di causa effetto, deve avere qualcuno con cui comunicare, deve avere qualcosa da comunicare e degli strumenti per farlo.



Collaborazione

  • Collaborazione

  • Attenzione

  • Abilità di gioco: manipolazione di oggetti / gioco simbolico (imitazione differita) menomazione nelle abilità di gioco simbolico: difficoltà nell’uso dei simboli (comunicazione non verbale, aspetti sociali e cognitivi, linguaggio)

  • Abilità di turni i primi scambi comunicazionali

  • Contatto oculare Guardare in faccia la persona: prerequisito per l’imitazione di gesti e movimenti della bocca

  • Attenzione congiunta (6 – 8 mesi)

  • Di risposta

  • Attiva (iniziativa)

  • Di richiesta

  • La menomazione comporta: riduzione di informazioni generali e sociali, della capacità di condivisione sociale e riferimento all’altro, dell’abilità nell’organizzazione degli stimoli

  • Imitazione: Prerequisito fondamentale per la comunicazione e linguaggio e per molti altri apprendimenti. È un meccanismo per la trasmissione culturale e conoscenze. Facilita l’apprendimento di comportamenti complessi. È alla base dell’interazione intersociale

  • Nell’infanzia: garantisce lo scambio e la sincronia delle emozioni, facilita le prime interazioni

  • menomazione specifica dell’autismo, alterata già in b. piccoli, ritardo o percorso diverso? Ancora non si sa

  • la menomazione in quest’area comporta: Carenza di gesti comunicativi. Carenza di espressione del volto, Difficoltà nell’intonazione della voce

  • Motricità dell’apparato fonatorio

  • Intersoggettività

  •  



Difficoltà che è possibile incontrare

  • Difficoltà che è possibile incontrare

  • IL BAMBINO PUO’:

  • Ripetere di continuo cose che voi dite

  • Avere difficoltà a capire il contesto

  • Parlare molto, anche da solo ma non usare il linguaggio per fare conversazione

  • Può trovare difficile elaborare le informazioni che gli arrivano (cosa, dove, chi, dov’è, perché…)

  • Può usare il linguaggio in modo ripetitivo, facendo per esempio molte domande

  • Può mostrare scarse capacità di conversazione

  • Può monopolizzare la conversazione con lunghi monologhi

  • Può cambiare frequentemente argomento

  • Può ignorare le domande e dare risposte non pertinenti

  • Può avere difficoltà a interpretare e utilizzare diverse espressioni facciali e toni della voce

  • Può avere problemi con le metafore e altri linguaggi non letterali

  • Può aver bisogno di seguire una routine

  •  



Caratteristiche

  • Caratteristiche

  • Utilizzo di frasi intere senza comprendere tutte le parole utilizzate

  • Non adattare il linguaggio ai contesti

  • Parlare a lungo di un argomento senza accorgersi di poter essere noioso o cambiare argomento molto spesso

  • Eloquio ripetitivo – ripetizione di domande senza interesse per la risposta

  • Ignorare le domande o dare risposte non pertinenti

  • Difficoltà nello spiegare le cose

  • Difficoltà nell’interpretare le espressioni facciali e il tono della voce



ripetizione immediata o differita del linguaggio di altre persone,

  • ripetizione immediata o differita del linguaggio di altre persone,



nella comunicazione dei sogg con autismo che sviluppano il linguaggio, le difficoltà si riscontrano nella pragmatica, cioè la conoscenza delle regole sociali della comunicazione: la prosodia, la capacità di iniziare e sostenere una conversazione, l’uso corretto dei pronomi personali, l’uso del linguaggio adeguato al contesto contingente, l’utilizzo e la comprensione del linguaggio figurato, di metafore, proverbi, dell’ironia e del sarcasmo.

  • nella comunicazione dei sogg con autismo che sviluppano il linguaggio, le difficoltà si riscontrano nella pragmatica, cioè la conoscenza delle regole sociali della comunicazione: la prosodia, la capacità di iniziare e sostenere una conversazione, l’uso corretto dei pronomi personali, l’uso del linguaggio adeguato al contesto contingente, l’utilizzo e la comprensione del linguaggio figurato, di metafore, proverbi, dell’ironia e del sarcasmo.



Percezione ed attenzione:Nei bambini con autismo in genere c’è una risposta anomala agli stimoli sensoriali caratterizzata dall’elusione degli stimoli stessi e dall’attenzione per aspetti inusuali o marginale. I punti di forza in questo campo invece sono la grande abilità nell’elaborare informazioni visuo-spaziali, nel localizzare figure nascoste, nel costruire puzzle.

  • Percezione ed attenzione:Nei bambini con autismo in genere c’è una risposta anomala agli stimoli sensoriali caratterizzata dall’elusione degli stimoli stessi e dall’attenzione per aspetti inusuali o marginale. I punti di forza in questo campo invece sono la grande abilità nell’elaborare informazioni visuo-spaziali, nel localizzare figure nascoste, nel costruire puzzle.



Capacità di memorizzare e di recuperare le informazioni: integra anche se con modalità particolari.

  • Capacità di memorizzare e di recuperare le informazioni: integra anche se con modalità particolari.

  • Deficit di utilizzo di strategie mnestiche

  • Ottima memoria automatica

  • Abilità particolari





Ristretto campo di interessi

  • Ristretto campo di interessi

  • Poca concentrazione

  • Spesso fuori tema · distratto · può essere disorganizzato · difficoltà a mantenere l'attenzione

  • Poca abilità organizzativa

  •  Difficoltà col linguaggio · Tendenza a fare commenti irrilevanti · Tendenza a interrompere · Tendenza a parlare su un argomento ed a parlare sui discorsi degli altri · Difficoltà a comprendere il linguaggio complesso, seguire direzioni e comprendere l'intento di parole con significati multipli ·

  •  



Usa solo parole necessarie Fornisci tutte le informazioni possibili Sii positivo Evita il sarcasmo

  • Usa solo parole necessarie Fornisci tutte le informazioni possibili Sii positivo Evita il sarcasmo







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