Gioacchino da fiore



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Distretto n. 15

LICEO CLASSICO STATALE

“GIOACCHINO DA FIORE”

Via Verdi, 265 - 87036 - RENDE - CS - Tel. e Fax 0984-402249 0984-403987

Codice Mecc. CSPC190001C.F. 98042650782

e-mail: cspc190001@istruzione.it

web site : www.liceoclassicorendecs.gov.it

e-mail pec: ampa.liceoclassicogdafiore.cs@pa.postacertificata.gov.it






PIANO TRIENNALE
DELL’ OFFERTA FORMATIVA
P.T.O.F.
TRIENNIO 2016-17

/2017-18 /2018-19
Indice
1.Dati generali della scuola

2.Il PTOF: sua relazione col POF

3.L’identità strategica della scuola:il Liceo Classico “Gioacchino da Fiore “tra cultura della tradizione e innovazione. Vision,Mission e Obiettivi

4.La coerenza con l’autovalutazione

5.Il Profilo Educativo e Culturale e l’organizzazione didattica.

6.La centralità dello studente e il curricolo di scuola:flessibilità e laboratori.

7.La valutazione e l’inclusione

8.L’organico dell’autonomia

9.Le attrezzature e infrastrutture materiali

10.Reti di scuole e collaborazioni esterne

11.Il piano di formazione del personale

Allegato:il PdM




DATI GENERALI SULLA SCUOLA

Denominazione della Scuola

Liceo Classico Statale “Gioacchino da Fiore”

Sede centrale

Recapito: Via Verdi, 265 - 87036 - RENDE (CS)

Tel.: 0984. 403987

fax : 0984. 402249

e-mail: cspc190001@istruzione.it

sito Internet: www.liceoclassicorendecs.gov.it

Codice meccanografico Istituto: CSPC190001




Sezione associata

Recapito: Via Cupini, 12 – Torano Castello (CS)
Tel./fax: 0984/ 504412

e-mail cspc190001@istruzione.it

sito Internet www.liceoclassicorendecs.gov.it
Codice meccanografico Istituto: CSPC190012

Orario delle lezioni:

Sede di Rende: 8.10 – 13.10 tutti i giorni eccetto martedì 8,10-14,10

Sede di Torano Castello: 8.20 – 13.20 tutti i giorni eccetto martedì 8,20-14,20





Alunni tot. 749

SEDE CENTRALE RENDE n. 666

SEZIONE ASSOCIATA TORANO CASTELLO n. 83
Numero classi: 35

di cui

30 nella sede di Rende

5 nella sezione associata di Torano Castello





Docenti in organico di diritto n. 66




Personale A.T.A. n. 24

di cui

D.S.G.A. n. 1

Assistenti amministrativi n. 7

Assistenti tecnici n. 2

Collaboratori scolastici n. 14



DIRIGENTE SCOLASTICO : PROF. SSA ELEONORA SAIA D.S.G.A. : SIG.RA EDVIGE ARCURI
Il PTOF : sua relazione col POF

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF),introdotto per la prima volta nel corrente a.s. dalla legge 107/2015 , Riforma della Buona Scuola, è “il documento fondamentale costitutivo dell’identità

culturale e progettuale” della singola istituzione scolastica .

Formulato,prodotto e approvato dal Collegio dei Docenti sulla base dell’Atto di Indirizzo del Dirigente Scolastico , dovrebbe raccogliere e portare a sintesi ,condivisa da tutti gli attori della comunità scolastica cui si riferisce, l’IDEA di Scuola che si vuole costruire: insieme di valori e prassi professionali ed operative,che concorrono a realizzare le finalità del servizio di Pubblica Istruzione dettate dalla norma,per prima quelle Costituzionali e poi quelle ordinamentali, avendo ben chiari i limiti e le risorse di cui dispone,l’analisi fatta con il processo di Autovalutazione (RAV di Istituto) dei suoi punti di debolezza da rimuovere e di quelli di forza da valorizzare,progettando e attuando un’effettiva azione di Miglioramento ,attraverso il PdM( Piano di Miglioramento di Istituto conseguente al RAV,in un costante ciclo di progettazione,azione,monitoraggio e correzione del suo operato finalizzato all’innalzamento della qualità del Servizio Scolastico.

Non è ,infatti ,un caso che PTOF e PdM si sviluppino in un arco temporale che copre TRE anni scolastici e non uno solo,come non va inteso che tutti i documenti citati siano ,una volta esplicitati,sclerotizzati in una visione statica . Infatti proprio perché soggetti al ciclo sopra richiamato sono suscettibili di aggiustamenti in itinere.

Certamente l’Idea di scuola che si vuole costruire rimarrà ,nei suoi principi costitutivi e nella sua identità strategica, il faro che indica la direzione del cammino da fare tutti e tutti insieme .

La scuola italiana ,tuttavia, proviene dall’esperienza del POF annuale ed ha avuto come riferimento operativo l’arco temporale del singolo a.s.

Quale, perciò, la ragione per cui c’è bisogno di un altro documento?

Si tratta solo di modalità di cambiamento e di transizione da vecchi a nuovi modelli di organizzazione del lavoro?

Qual è il rapporto fra il PTOF e il POF?
Le risposte a tali legittime domande chiariscono il senso di chi siamo ,cosa vogliamo e possiamo fare e cosa vogliamo realizzare.

Difatti la scuola italiana ha sempre lamentato di non poter agire l’autonomia ,ad essa attribuita con la legge 59/97 e con il DPR 275 del ’99,poiché carente di prospettiva , e di risorse professionali e materiali oltre l’a.s.. La legge di Riforma apre scenari,almeno di progettazione e dotazione di professionalità , di più ampio respiro dell’arco temporale cui eravamo soliti,ma chiama tutti ,e ciascuno per la propria parte , a progettare, decidere,rispondere di ciò che fa.

Ecco , quindi, la necessità di autovalutazione ,di programmare un iter di miglioramento, di chiedere le risorse professionali necessarie chiarendosi e chiarendo, in ottica non più autoreferenziale o temporalmente costretta da vincoli di norme e risorse, il percorso di crescita da intraprendere.

A ciò serve il PTOF, che nasce dopo il RAV e il PdM e ingloba i traguardi e le priorità scaturite dal primo e gli obiettivi di processo e le procedure definite dal secondo.

Per rispondere ,infine, all’ultima domanda bisogna rifarsi al concetto di governance e ai principi che hanno delineato ,nelle norme internazionali , i connotati della qualità nei sistemi organizzativi ,non solo per la produzione di beni,ma anche per l’erogazione di servizi.

Quando si parla di gestione del servizio scolastico si ritiene spesso, a torto, che questa consista solo e soprattutto nella governance, ossia nel controllo di cose concrete: produrre e ottenere risultati, gestire risorse, prendere decisioni. Tuttavia una gestione che possa definirsi strategica, e quindi lavori per il futuro, implica anche l’attenzione ad aspetti che solitamente vengono considerati  astratti o teorici.

Vision, mission e obiettivi  sono gli elementi costitutivi della strategia del singolo Istituto scolastico, rafforzano l'identità dell'organizzazione, l'identificazione dei singoli membri con questa e agevolano l'allineamento degli obiettivi individuali. Se è vero che l’istituzione scolastica nasce con una sua missione (anche se molte volte non dichiarata formalmente), è vero anche che per realizzarla si dota di strutture più o meno formalizzate, di strumenti e procedure, di organigrammi che si animano con il comportamento delle persone.

La  vision mette in evidenza cosa una scuola vuole diventare.
Si concentra sul domani, fornisce dei chiari criteri di “decision making” ,rappresenta così la proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivi  e incentiva all’azione tutti coloro che vi operano .

Senza una visione chiara e definita sarebbe difficile stabilire lo scopo dell’organizzazione, la rotta che essa intende seguire e i benefici che ne potranno derivare.

E’ ,pertanto,strategico che la vision diventi il "manifesto" della scuola in modo tale che riesca a  spronare i membri dell’organizzazione e renderli orgogliosi di farne parte.
Il PTOF può rappresentare ,quindi, il documento esplicativo della vision di Istituto.

La mission  rappresenta la guida per realizzare l’idea, si focalizza sul presente e descrive in modo chiaro cosa fare e quali strumenti utilizzare per realizzare gli obiettivi.

Dotarsi di una mission, una vision ed un sistema di obiettivi condivisi, comunicarli, dichiararli, diventa allora indispensabile per stabilire un’identità, fornire una rotta, indicare un orizzonte, un passaggio dalla situazione attuale a quella di un futuro possibile, se realizzato congiuntamente ,come il complesso di specifici valori, significati, modi di pensare condivisi dai membri dell’organizzazione, che determina il modo di comportarsi dei membri stessi, sia all’interno che al di fuori dell’organizzazione.

Solo basandosi su una cultura comune e su una scala di valori condivisi la mission può assolvere pienamente ed efficacemente il suo compito di guida strategica dell’agire istituzionale e organizzativo scolastico.

Da quanto detto si può pensare che il POF sia il documento,anno per anno elaborato ed ispirato al PTOF , che contiene la mission di Istituto, ricomponendo ,perciò, un quadro che ha una sua coerenza sia di diritto che di fatto.

Pur nella molteplicità delle azioni didattiche e degli indirizzi di studio, l’intero PTOF si caratterizza come

progetto unitario ed integrato, elaborato professionalmente nel rispetto delle reali esigenze dell’utenza e del territorio, con l’intento di formare persone in grado di pensare ed agire autonomamente e responsabilmente all’interno della società.
Completano il presente documento, in allegato:l’Atto di indirizzo del DS e il PdM.

Per ciò che concerne tutti gli atti di riferimento che completano e integrano il PTOF: il POF del corrente a.s, il Regolamento di Istituto, la documentazione didattica ( programmazioni,modelli di valutazione,progettazione laboratori,schede di competenze di Cittadinanza chiave) ,il Piano di Inclusione con il modello di PdP e la documentazione sulla sicurezza( DVR aggiornato, Piano di evacuazione,Manuale di Pronto Soccorso e Documento di Valutazione stress correlato), si rimanda alla loro pubblicazione sul sito.

L’identità della scuola

Sorta nell’a.s. 1989/1990, in qualità di sezione staccata del Liceo Classico “B. Telesio” di Cosenza ,il Liceo Classico Gioacchino da Fiore nasce ,con l’ ottenuta l’autonomia, nell’anno scolastico 2000/2001 dalla fusione di due sedi di Liceo classico: la principale su RENDE, sita in via Verdi, e la sezione coordinata in Torano Castello, sita in via Cupini.

La nuova sede centrale, ubicata nel baricentro dell’area urbana che da Cosenza, attraverso Rende, giunge a Montalto, è stata recentemente ampliata così da risultare adeguata negli spazi e consentire di organizzare le attività in modo ancora più efficace e sempre meglio rispondente alla progettualità del Pof ed alle esigenze culturali e sociali dell’utenza.

Analogamente ,anche la sede di Torano Castello è stata dal precedente a.s. riammodernata nei locali a disposizione e rispondente alle più aggiornate norme di sicurezza ,decoro e funzionalità confacenti all’unica scuola Superiore presente sul territorio ,che vanta tradizioni culturali più antiche di quelle cittadine.

Il Liceo ha inteso , comunque,collocarsi in posizione di proficuo confronto e dialettico scambio all’interno di un territorio che presenta non poche testimonianze di un passato illustre, punti di socializzazione sempre più forti, tesi a migliorare la vita di una comunità viva ed operosa. Esso, così, vuole interagire con la più vasta comunità sociale ed inserirsi nell'ampio ventaglio dell'offerta formativa garantita da altre istituzioni che, da tempo, operano sul territorio.

A tal fine il Liceo promuove tutte le iniziative che pongono la Scuola come centro di formazione e d’aggregazione culturale, sociale e civile, alimenta un legame fecondo con il territorio, con le istituzioni (Comune, Provincia , Regione Calabria) e con le sue strutture culturali e artistiche affinché i giovani possano conoscere veramente il territorio nelle sue sfaccettate realtà e potenzialità e, forti di una solida cultura volta all’azione e all’impegno, possano essere protagonisti di un processo di cambiamento e di innovazione nella loro terra. Avvalendosi dell’autonomia didattica e organizzativa e di ricerca, il Liceo proseguirà il rapporto fervido e fecondo con l’Università degli Studi della Calabria che rappresenta un sicuro punto di riferimento per i giovani, uno spazio privilegiato di multiculturalità, una straordinaria opportunità ed una grande ricchezza, perché capace di migliorare la qualità culturale dell’intera collettività attraverso la proposta di nuovi indirizzi di studio, la ricerca, l’innovazione e la realizzazione di progetti di sviluppo locale.


L’offerta didattica e educativa della scuola è stata negli anni esplicitata nel POF (Piano dell’offerta Formativa), nato con la legge n. 59/97 e regolamentato dal D.P.R n. 275/99, riferimento principale dei processi di innovazione e di riqualificazione dell’intero sistema educativo, con attribuzione ai singoli Istituti Scolastici dell’autonomia .

Difatti con l’esperienza si è pervenuti alla convinzione che, di fronte alla complessità e alla varietà dei problemi oggi in campo, al centralismo burocratico debba sostituirsi l’alternativa della collaborazione tra diversi soggetti (culturali, sociali ed economici) che alla scuola afferiscono per garantire una più alta qualità dell’istruzione ed il miglior funzionamento delle scuole



IL LICEO CLASSICO “GIOACCHINO da FIORE” TRA VALORIZZAZIONE DELLA TRADIZIONE E CULTURA DELL’INNOVAZIONE
Con l’inizio del corrente a.s. è entrata in vigore la nuova Riforma della Scuola, codificata nei suoi paradigmi strutturali, procedurali e organizzativi della Legge 107 del 13 luglio 2015.

Ogni cambiamento porta con sé luci ed ombre, difficoltà ed opportunità, paure ed entusiasmi, perdita di qualche certezza e nuove sfide.

Tale processo di riforme, in verità, non nasce all’improvviso né sulla spinta, per quanto degna, di norme o condizioni esterne alla quotidianità scolastica. Un buon docente si rinnova ogni giorno ed ogni anno del suo iter professionale, anche quando le direttive rimangono immutate, poiché deve rendere ragione ai bisogni formativi dei ragazzi che si trova di fronte, che ben lungi da essere “materia inerte” sollecitano direttamente o indirettamente la continua ridiscussione, nuove interpretazioni e nuove applicazioni di contenuti e modalità che solo sulla carta sembrano immutabili e immutati.

D’altronde, la storia delle idee e dei progressi della nostra umanità ci insegna che tutta la nostra esistenza è connotata dall’alternarsi continuo di crisi e ricerca di soluzioni ,affrontate con spirito costruttivo, che ci consente di superare gli ostacoli con la forza del pensiero, il bagaglio culturale accumulato nel tempo, l’ottimismo della ragione.

Il curricolo del Liceo Classico, oggi più che mai, è baluardo di riflessione, elaborazione e rielaborazione dei valori più alti che hanno contraddistinto la nostra tradizione occidentale; è palestra non tanto di contenuti quanto di disciplina interiore allo studio, alla ricerca e costruzione di un progetto di vita e professionale che richiede impegno costante, amore e passione per i saperi, voglia di allargarne autonomamente, oltre il codificato, gli orizzonti. E’ possesso di linguaggi appropriati ai contesti, alle varie e diverse forme di comunicazione; è acquisizione di codici di decodifica e interpretazione del molteplice che ci circonda e muta in continuazione, al fine di orientarsi nella complessità, capirne i nodi essenziali e qualificanti, costruire percorsi che vadano oltre il finito e il visibile.

Purtroppo i modelli esistenziali odierni non sembrano promuovere una formazione che, consolidando il patrimonio ideale della nostra storia, percorra e abitui alle vie del sacrificio, della costruzione meditata del sè, del senso del dovere prima dell’esercizio del diritto.

Anche la cultura, che non è erudizione, ma trasformazione di ciò che si apprende e si sa in ciò che si è, segue a volte logiche di mercato: tutto e subito, usa e getta, massimo rendimento col minimo sforzo.

Ciò in parte giustifica il sempre minor numero di giovani che intraprendono la scelta degli studi classici, che non sono solo umanistici.

E’ un altro errore, infatti, pensare che le scienze siano, nel nostro contesto, figli di un dio minore. La matematica, la fisica, l’astronomia sono figlie del mondo classico. Il greco e il latino sono stati, sino a un secolo fa, l’inglese dell’umanità. Andare alle fonti non può prescindere dalla conoscenza non solo delle lingue antiche, ma soprattutto della cultura e del contesto storico in cui il pensiero scientifico e il suo metodo di indagine sono nati.

Pur eliminando tale passaggio resta il fatto che i linguaggi scientifici poggiano le loro fondamenta sul possesso appropriato della lingua parlata che serve, in tutta la sua ricchezza lessicale e strutturale, a tradurre in espressione verbale appropriata/corretta i concetti e i modelli di pensiero che sono alla base delle teorie e dello sviluppo scientifico.

I simboli e l’applicazione delle procedure non sono la via breve per utilizzare regole machiavelliche e risolvere acriticamente espressioni di linguaggi altri e sconosciuti senza capirne le origini, gli sviluppi, i modelli di interpretazione e utilizzo nella realtà contemporanea.

E’ un dato di fatto che il sapere è integrazione di saperi, che non si apprende per compartimenti stagni, che la somma di cognizioni sterili non inciderà mai sulla formazione dell’individuo, intesa nella sua globalità e completezza.

In tale humus si sono scritte le pagine delle idee del progresso dell’umanità e coloro che prima di noi si sono spesi a tale sforzo hanno acquisito, con umiltà e sacrificio, i mezzi, i metodi e i linguaggi di decodifica per interpretare il presente e pensare il futuro!

Da ciò si evince che la responsabilità educativa e formativa degli adulti tutti (famiglia, scuola, società) nei confronti delle giovani generazioni non consiste solo nel trasmettere l’esperienza vissuta dei predecessori in contesti e tempi diversi ma, attraverso la conoscenza e la rielaborazione di tale eredità, fornire metodi, linguaggi e comportamenti per continuare ed affrontare il nuovo che avanza, per pensare e produrre modelli di pensiero ed azione che pur contestualizzati al loro tempo presente di vita possano preludere a sviluppi futuri.

Il nostro progetto educativo si colloca, pertanto, in una prospettiva in cui la conservazione e la costante memoria del passato, che hanno fondato la società occidentale, costituiscono la chiave di lettura per la comprensione e l’interpretazione del presente, nella dimensione dell’unitarietà e, quindi, del dialogo fecondo con le discipline scientifiche, che potenziano riflessione logica, pensiero creativo, consapevolezza e capacità di ricerca.

Il traguardo educativo che ci prefiggiamo di realizzare è quello di una formazione culturale globale, finalizzata a fondere armonicamente le dimensioni della tradizione e dell’innovazione, senza forzature, ma nella necessaria compenetrazione di strategie d’apprendimento e di obiettivi, per l’edificazione della persona.

Finalità dell’intero processo educativo è preparare i giovani ad affrontare, con adeguati strumenti di conoscenza, criteri di giudizio e orientamenti valoriali, la realtà concreta in cui dovranno condurre l’esistenza. Le conoscenze acquisite a scuola devono servire ad agire con maturità e consapevolezza nel proprio tempo, a costruire una personalità critica, capace di orientarsi e di scegliere, che si esprimerà non solo in un migliore esercizio delle professioni, ma anche in una forma di vita globalmente più ricca e degna dell’uomo.

In una società connotata da una straordinaria opportunità di stimoli informativi e di sollecitazioni emotive, che però non danno luogo ad un’organica opera di formazione e originano, di contro, un’omologazione massificante, la scuola deve essere la sede della ricomposizione intellettuale e della presa di coscienza dei giovani affinché possano pervenire ad una lettura intelligente e critica dei messaggi.

Il Liceo Classico “Gioacchino da Fiore”, all’interno del territorio e nel rispetto della funzione primaria della famiglia, vuole essere luogo vivo di comunicazione finalizzata non esclusivamente alla trasmissione di saperi, sia pure lucidamente acquisiti ed elaborati, ma anche al dialogo, al confronto e all’ascolto delle problematiche adolescenziali.

Il Liceo, sempre attivo sia nelle attività specificatamente curricolari sia nelle attività extracurricolari pomeridiane, è un vitale e sicuro punto di riferimento per gli alunni, i quali possono esprimere una fattiva partecipazione, un’operosa creatività e un positivo protagonismo. Nella scuola, così, essi possono trovare le risorse per un cammino di maturazione personale e per elaborare un progetto di vita proprio in un momento in cui il disagio giovanile si sta esprimendo come una vera e propria emergenza.

“Star bene” a scuola, cioè sentirsi parte integrante del “proprio Istituto”, favorisce la crescita umana e culturale.

IL SERVIZIO SCOLASTICO: VISION,MISSION E OBIETTIVI.
La VISION del Liceo Classico “Gioacchino da Fiore” , consiste nel :
concretizzare un sostanziale arricchimento dell’offerta formativa volto ad innalzare il successo scolastico, attraverso attività con forte valenza motivazionale che possano guidare il ragazzo verso l’espressione delle proprie potenzialità, in un ambiente di apprendimento e di relazioni favorevoli.
Ci si propone, pertanto, di rispondere ai bisogni educativi degli allievi mediante interventi di educazione, istruzione e formazione finalizzati sia alla costruzione di conoscenze e abilità ,declinate come sviluppo di competenze ,che alla promozione di comportamenti ,che scaturiscono da scelte educative fondamentali, di seguito sinteticamente riportate:


  • considerare l’allievo soggetto attivo ed autonomo nel processo di formazione e promuoverne un armonioso sviluppo della personalità

  • promuovere spazi aperti al dialogo e all’ascolto per far sì che alunni ed insegnanti si incontrino per meglio affrontare le problematiche giovanili in un clima di reciproca disponibilità

  • promuovere comportamenti corretti nel rispetto del sé, dell’altro e delle regole

  • valorizzare tradizioni, lingua, religione, di ogni etnia per promuovere una cultura della tolleranza e della pace e avviare gli allievi a divenire parte integrante ed attiva di una società multietnica, multirazziale e multiculturale

  • promuovere nell’allievo la capacità d’interpretare adeguatamente la realtà e stabilire confronti e relazioni nel tempo e nello spazio

  • favorire la continuità fra i diversi ordini di scuola attraverso progetti verticali e trasversali.


La finalità istituzionale che si persegue è quella di formare persone in grado di pensare ed agire autonomamente e responsabilmente all’interno della società,strutturando un progetto globale (PTOF) che, attraverso lo strumento giuridico dell’autonomia, coinvolga tutti i soggetti protagonisti del processo di crescita:

- lo studente

- la famiglia

-i docenti

- il territorio

Lo studente nella interezza della sua persona: soggettiva, cognitiva, relazionale, spirituale e professionale,

quindi non solo destinatario di un servizio scolastico, ma parte in causa capace di partecipare attivamente

alla realizzazione di se stesso, del proprio progetto di vita ed intervenire per migliorare la scuola e più in

generale il proprio contesto di appartenenza.

La famiglia nell’espletare responsabilmente il suo ruolo, condividendo il patto educativo finalizzato al

raggiungimento della maturità dei ragazzi.

I docenti nell’esercizio della loro professionalità, attivando un processo di apprendimento continuo,

graduale, flessibile, centrato sullo sviluppo di abilità e competenze, in una continua riflessione sulle pratiche didattiche innovative e coinvolgenti.

Il territorio che, in un rapporto organico, attivo, funzionale e condiviso con le istituzioni e ampliato in una

dimensione europea, viene inteso come contesto di appartenenza ricco di risorse e vincoli, da cogliere e da

superare e con il quale interagire ed integrarsi. Infatti, la realtà contemporanea richiede alti profili culturali e professionali e perché ciò avvenga l’esperienza di sviluppo e realizzazione rende assolutamente

indispensabile costruire reti con tutti gli organismi presenti.
La MISSION è il complesso delle scelte educative, didattiche ed organizzative, che ne caratterizzano l’identità, nate dall’analisi dei bisogni formativi del territorio e delle attese di alunni e famiglie , rilevati attraverso le attività curriculari, extracurriculari ed istituzionali sviluppate negli anni .

Le stesse non vanno interpretate in modo rigido bensì dinamico, poiché soggette a continuo monitoraggio e conseguente miglioramento, sulla base delle esperienze maturate nel corso dell’ attività didattica e dell’erogazione del servizio scolastico .


La MISSION del Liceo Classico “Gioacchino da Fiore” intende rispondere alle esigenze degli studenti e delle famiglie, alle istanze formative, culturali, sociali del territorio, perseguendo un’idea di scuola che sia capace di:

  • adeguare l’offerta formativa ai cambiamenti in atto e alle reali possibilità e potenzialità degli allievi

  • fornire allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze coerenti con le capacità e le scelte personali e adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro

  • favorire l’integrazione cognitiva e socio-comportamentale di tutti, in particolare dei portatori di handicap, organizzando interventi didattico - educativi compensativi di sviluppo, recupero e sostegno;

  • favorire la crescita educativa, culturale e professionale dei giovani, per trasformare la molteplicità dei saperi in un sapere unitario, dotato di senso, ricco di motivazioni;

  • incentivare lo sviluppo dell’autonoma capacità di giudizio e l’esercizio della responsabilità personale e sociale.

  • migliorare l’offerta formativa con iniziative di formazione ed aggiornamento, riferite a tutte le componenti della scuola

  • ampliare ed arricchire l’offerta formativa con attività curricolari, extracurricolari ed integrative al fine di favorire l’acquisizione, da parte degli alunni, di competenze e comportamenti capitalizzabili in termini di credito scolastico e formativo, e di capacità decisionali in relazione alle scelte future.

In buona sostanza, un sistema formativo, aperto verso l’esterno, integrato e complessivo, fondato sul rispetto della persona e sulla valorizzazione dei rapporti interpersonali ed interistituzionali che si impegna a condividere e praticare i seguenti criteri ,che ispirano l’intera organizzazione scolastica :


  • coerenza tra gli obiettivi che si perseguono e le attività educative, organizzative e didattiche che si vogliono realizzare;

  • trasparenza finalizzata a tutti i “portatori di interessi” di ciò che la scuola fa e di come utilizza le risorse.

  • rendicontazione sociale, in termini di visibilità e verificabilità, delle modalità attraverso le quali la scuola persegue concretamente i suoi scopi, impiega le sue risorse, si adopera per rispondere ai bisogni formativi dei giovani;

  • monitoraggio in itinere e finale, attraverso raccolta di dati e informazioni durante l’intero arco dell’a.s. in corso, al fine di rafforzare i punti di forza ed eliminare, se possibile, quelli di debolezza, nell’ottica del miglioramento continuo e di una politica scolastica di qualità.

Progettazione, Realizzazione , Monitoraggio e Miglioramento formano, perciò, la struttura dell’Offerta Formativa del nostro Liceo, la cui attuazione funzionale dipende da tutti gli operatori del contesto scolastico, impegnati a rispondere ai bisogni formativi dei giovani e a migliorare la qualità formativa della scuola.
Gli obiettivi di processo che la nostra scuola ha scelto di perseguire al fine di realizzare la vision sono racchiusi nel Piano di Miglioramento, conseguente al RAV di Istituto e sotto riportati, evidenziandone i caratteri innovativi,le connessioni con la l. 107/2015 e con le Avanguardie INDIRE.
Obiettivo di processo: Sperimentare un modello flessibile di didattica laboratoriale , previa programmazione concordata per competenze di Assi e PECUP

Caratteri innovativi

Connessione al PTOF- legge 107/2015

Connessione con Avanguardie Educative IINDIRE

Programmazione e realizzazione dei laboratori che hanno carattere sia disciplinare che interdisciplinare


Punto i)potenziamento delle metodologie laboratoriali e delle attività di laboratorio;

Punto j) potenziamento dell’inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni con BES attraverso percorsi individualizzati e personalizzati;




Punto 1) Trasformare il modello trasmissivo della scuola;

Punto 4)Riorganizzare il tempo del fare scuola;

Punto5) Riconnettere i saperi della scuola e i saperi della società della conoscenza

Punto 7)Promuovere l’innovazione perché sia sostenibile e trasferibile.




Possibilità di utilizzare i laboratori, a classi aperte, sia per lo svantaggio che per la

promozione delle eccellenze nell’ottica di rispondere realmente ai bisogni cognitivi degli alunni e

di intervenire preventivamente a ridurre l’insuccesso scolastico.


Punto j) potenziamento dell’inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni con BES attraverso percorsi individualizzati e personalizzati;

Punto o) individuazione di percorsi funzionali alla premialità e alla valorizzazione del merito degli alunni



Punto 6) Investire sul “capitale” umano ripensando i rapporti ( insegnamento frontale/rapporti tra pari)

Possibilità di lavorare a gruppi e a classi aperte, per disciplina e classi parallele

Punto n) valorizzazione di percorsi formativi individualizzati e coinvolgimento degli alunni;


Punto 3) Creare nuovi spazi per l’apprendimento



Obiettivo di processo: Elaborare una scheda di osservazione e valutazione delle competenze chiave di cittadinanza da collegare con le programmazioni del CdC per il triennio terminale

Caratteri innovativi

Connessione al PTOF- legge 107/2015

Connessione con Avanguardie educative IINDIRE

Valutazione delle competenze di cittadinanza chiave, che impegnano nell’osservazione e

nella certificazione, il lavoro dell’intero C.d.C..




Punto d)sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso il rispetto delle differenze e il dialogo,il sostegno dell’assunzione di responsabilità,l’educazione all’autoimprenditorialità.

Punto5) Riconnettere i saperi della scuola e i saperi della società della conoscenza

Punto 6) Investire sul “capitale” umano ripensando i rapporti ( insegnamento frontale/rapporti tra pari)



Possibilità di lavorare a gruppi e a classi aperte, per disciplina e classi parallele

Punto n) valorizzazione di percorsi formativi individualizzati e coinvolgimento degli alunni;


Punto 3) Creare nuovi spazi per l’apprendimento

Attraverso gli obiettivi di processo scelti si tenderà a :


- valorizzare e potenziare le competenze linguistiche,con particolare riferimento all'italiano e allo studio delle lingue classiche, oltre alla lingua inglese anche mediante l'utilizzo della metodologia Content language integrated learning;

- potenziare le competenze matematico-logiche e scientifiche;

- potenziare le competenze nella storia dell'arte in maniera curricolare,già dal primo biennio di

corso;

- progettare itinerari per le IV e V classi di alternanza scuola-lavoro nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di diffusione delle immagini e dei suoni, anche mediante il coinvolgimento dei musei e degli altri istituti pubblici e privati operanti in tali settori; ciò favorirà anche lo sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell'assunzione di responsabilita', nonche' della solidarieta' e della cura dei beni comuni e della consapevolezza dei diritti e dei doveri e il potenziamento delle conoscenze in materia giuridica



ed economico-finanziaria e di educazione all'autoimprenditorialita'.
Tutte le iniziative che incentivano la creatività ed espressività non sono assolutamente considerate alternative alla serietà del lavoro scolastico, ma vanno viste come possibilità e prospettiva di impegno, dense di significati esistenziali, motivazionali, culturali, quindi, pre-condizioni di un apprendimento scolastico efficace fondamentale per il benessere ed il protagonismo giovanile.

Oltre a funzionalizzare costantemente le diverse discipline ad esiti formativi, dando ad ogni “materia” un’impostazione intenzionalmente culturale (critica, riflessiva, consapevole) e dando ampio spazio alla “meta-cognitività”, saranno attivati “itinerari didattici ed argomentativi” che consentano di dare motivazioni e prospettive al protagonismo degli allievi con attività creative, espressive, produttive, relazionali ( Laboratori).

Tali attività:


  • aiuteranno lo studente a “star bene a scuola”;

  • consolideranno le capacità espressive e comunicative;

  • incentiveranno la motivazione allo studio;

  • favoriranno l’esercizio del confronto, della democrazia, della socialità;

Si perseguirà la promozione di comportamenti corretti che promuovano lo stare bene a scuola, curando il clima relazionale tra gli alunni e gli operatori scolastici, attraverso un sistema di regole chiare e condivise, con riconoscimento di diritti, doveri e responsabilità agli alunni, spazi di dialogo e di iniziativa, attività extracurricolari e apertura pomeridiana della scuola .

La fattibilità, l'efficacia, l'efficienza delle iniziative, dei processi previsti, dei progetti saranno monitorate, verificate, valutate nel PdM con continuità al fine di individuare i "punti forti" e i "punti deboli" delle scelte fatte.


La coerenza con l’autovalutazione

Coerentemente al Rapporto di Autovalutazione di Istituto (RAV) presentato e approvato dagli OO.CC. competenti ad inizio del corrente a.s., è stato formulato il Piano di Migloramento ( PdM) concernente le priorità di intervento scelte,gli obiettivi di processo da perseguire e le aree di processo in cui sono previsti gli interventi.

Le scelte operate sono strettamente collegate al contesto operativo e alle risorse umane e materiali a disposizione e proiettano ,dopo opportuni controlli ,monitoraggi ed eventuali correttivi da porre in essere per il raggiungimento degli obiettivi prefissi, la loro efficacia anche sul triennio futuro.

C’è ,comunque, da evidenziare che le stesse sono state realmente concepite nell’azione didattica quotidiana già dal precedente a.s. e che si connotano non tanto nel fare qualcosa di più o di diverso dalla pratica didattica ,ma hanno l’ambizione di fare meglio quel che siamo chiamati a gestire come servizio primario dell’istituzione Scuola, e nella fattispecie la nostra: fare BENE scuola,al meglio delle nostre professionalità e delle nostre capacità organizzative.

Il PdM costituisce ,perciò, un’importante occasione di consapevole revisione costruttiva e strutturale del processo di insegnamento – apprendimento, nell’ottica di un generale rinnovamento metodologico e didattico dell’intero curricolo del nostro Liceo Classico.
Nella formulazione delle azioni di Miglioramento, conseguente al RAV d’Istituto, si è operata la scelta di agire su due priorità.


  1. La prima, nell’ambito esiti degli studenti con particolare riferimento ai risultati scolastici, si propone di garantire il successo formativo limitando le sospensioni di giudizio e incentivando il potenziamento delle competenze.

Traguardi prefissati sono l’elaborazione di un curricolo flessibile, attraverso la pratica della didattica laboratoriale a classi aperte, e la riduzione delle variabilità fra classi,mediante la valorizzazione della programmazione disciplinare per competenze a sua volta incardinata in quella del Consiglio di classe, concordata per disciplina e classi parallele.

  1. La seconda è la definizione e l’implementazione di una scheda di valutazione delle

competenze di cittadinanza chiave che risponde alla priorità corrispondente.

La proposta progettuale intende costruire una banca dati in cui confluiscono tutte le

progettazioni dei vari laboratori didattici per disciplina e per classe e l’ implementazione e

la validazione di una scheda di valutazione delle competenze di cittadinanza chiave.


Tali scelte si inseriscono coerentemente nell’azione di rinnovamento che la scuola ha scelto di perseguire ed hanno come obiettivi:

- la progettazione di una didattica laboratoriale che, incentivando la motivazione allo studio e il

protagonismo degli alunni, tenda a perseguire il successo scolastico riducendo i casi di debito

formativo e nel contempo incentivando l’espressione delle eccellenze al servizio della didattica

d’aula.

- l’incentivazione del lavoro di gruppo come metodo praticato sia tra i docenti ,che si impegnano



al confronto e alla condivisione dei percorsi tematici da realizzare nei laboratori ,quanto fra gli

alunni che saranno chiamati a produrre collaborando e partecipando, agendo autonomamente

con il coordinamento esperto del docente, imparando ad imparare, sviluppando autonomie nella

gestione dei propri apprendimenti e agendo responsabilmente all’interno dei gruppi classe e dei

gruppi di interclasse a confronto sulle medesime tematiche affrontate.

- la formulazione di una scheda di osservazione e valutazione delle competenze di cittadinanza

chiave con relativi descrittori, al fine di valutarne il peso negli apprendimenti e produrne

certificazione a fine a.s. .

- la promozione della conoscenza del RAV e delle sue potenzialità nel miglioramento dell’offerta

formativa, come strumento flessibile e condiviso per l’autovalutazione e i processi di innovazione

che la scuola mette in campo.

La ricaduta attesa sugli studenti sarà il raggiungimento, da monitorare con opportuni indicatori, dei traguardi prefissi e collegati alle priorità sopra richiamate: garantire il successo scolastico, ridurre la variabilità di esiti fra classi curando il processo di insegnamento/apprendimento, elaborare modelli di flessibilità curricolare che servano a incentivare la partecipazione dei giovani al proprio percorso di formazione, motivandoli a studiare con maggiore protagonismo e proficuità.

I tempi sono racchiusi nell’arco del triennio a partire dal corrente a.s. e le modalità di realizzazione riguarderanno sia la progettazione didattica prodotta quanto i materiali che si raccoglieranno a fine lavoro annuale nei laboratori.

A proposito di questi ultimi, sono state calendarizzate n. 7 settimane nell’a.s. in cui si effettuerà sistematicamente la didattica laboratoriale.

Per quanto concerne le scheda di rilevazione delle competenze di cittadinanza chiave (per ogni alunno, disciplina e, in sintesi, nel Consiglio di classe) si utilizzerà prioritariamente, almeno nel c.a.s., in concomitanza dell’effettuazione del laboratori.
Per realizzare l’attività progettuale si perseguirà la strategia della ricerca-azione attraverso la costituzione di un gruppo di progetto, formato dal D.S. e da n. 4 docenti, di cui 2 responsabili di dipartimento e 2 funzioni strumentali,che predisporrà il piano di miglioramento e il monitoraggio delle azioni previste in n. 10 incontri di 2,5 h ciascuno per un totale di 100 h. A ricaduta si procederà con:

- lavori di gruppo dei docenti organizzati per disciplina e dipartimenti al fine di concordare e

monitorare la programmazione dell’attività laboratoriale.

- lavori di gruppo degli studenti al fine di pervenire a produzioni che hanno il carattere della

rielaborazione personale e le forme più svariate (cartelloni, prodotti multimediali, interviste,

creazione di un portale, produzioni scritte/grafiche etc.).

Dal che è evidente la coerenza con gli obiettivi prefissi.

La significatività dell’attività programmata si può sintetizzare:

- nel rinnovamento della progettazione curricolare.

- nella pratica della didattica laboratoriale.

- nell’incentivazione della motivazione e del protagonismo studentesco.

- nella costruzione di una banca dati dei materiale prodotti.

- nella formulazione condivisa di indicatori di efficienza/efficacia dei traguardi prefissi e delle

priorità da conseguire.

- nella promozione fra gli operatori scolastici di una cultura del controllo e della rendicontazione

nell’erogazione del servizio scolastico, con la consapevolezza della necessità di coerenza fra ciò

che si dice di fare e ciò che si fa.

I materiali prodotti saranno pubblicati sul sito, in apposito link. Costituiranno la banca dati di Istituto e saranno messi a disposizione come best practice in una Gallery di Ambienti Digitali, in via di evoluzione, che fa capo all’ USR Calabria sotto un link denominato PNSD


Priorità di miglioramento, traguardi di lungo periodo e monitoraggio dei risultati

Esiti degli studenti

Priorità

Traguardi

Risultati primo anno

Risultati secondo anno

Risultati terzo anno

Risultati scolastici

n. 1:
Garantire il successo formativo limitando le sospensioni di giudizio, incentivando il potenziamento delle competenze

Garantire il successo formativo

Ridurre il debito formativo

Ridurre la variabilità fra classi

Elaborare un curricolo flessibile


Ridurre la percentuale di alunni rimandati con debiti formativi

Programmare spazi di attività laboratoriale

(approfondi-mento

/recupero)


Elaborare un curricolo flessibile

Ridurre la variabilità fra classi

Competenze chiave e di cittadinanza

n. 2
Valutare le competenze chiave

di cittadinanza

Stabilire griglie concordate e uniformi per la valutazione delle competenze chiave e darne un peso nelle valutazioni finali degli apprendimenti

Definire una griglia di osservazione ,con relativi descrittori, per l’acquisizione delle competenze di cittadinanza chiave

Definire le modalità e il peso da dare alla valutazione delle competenze di cittadinanza chiave nella valutazione curricolare

Implementare un modello di certificazione delle competenze di cittadinanza chiave a corredo della certificazione finale del percorso di studi.

Relazione tra obiettivi di processo e priorità strategiche (sez. 5 del RAV) e rilevanza ,in termini di fattibilità, degli obiettivi scelti


Priorità

Area di Processo

Obiettivi di Processo

Traguardi

Garantire il successo formativo limitando le sospensioni di giudizio, incentivando il potenziamento delle competenze

1)Curricolo,progettazione e valutazione

2)Ambienti di apprendimento

Sperimentare un modello flessibile di didattica laboratoriale,previa programmazione concordata per competenze di Assi e PECUP

Garantire il successo formativo

Ridurre il debito formativo

Ridurre la variabilità fra classi

Elaborare un curricolo flessibile













Valutare le competenze chiave

di cittadinanza

Curricolo,progettazione e valutazione


Elaborare una scheda di osservazione e valutazione delle competenze chiave di cittadinanza da collegare con le programmazioni del CdC per il triennio terminale.


Stabilire griglie concordate e uniformi per la valutazione delle competenze chiave e darne un peso nelle valutazioni finali degli apprendimenti

A completamento della presente sezione del PTOF si allega il PdM.




Il Profilo Educativo e Culturale e l’organizzazione didattica
Le Indicazioni Nazionali e il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente, a conclusione dei percorsi liceali contenuti nel riordino della scuola secondaria superiore, costituiscono l’intelaiatura sulla quale il Liceo disegna il proprio piano dell’ Offerta formativa; i docenti costruiscono i propri percorsi didattici e gli studenti raggiungono gli obiettivi di apprendimento e maturano le competenze proprie dell’istruzione liceale classica sempre nell’ottica dell’unitarietà del sapere, senza alcuna separazione tra “nozione” e sua traduzione in abilità. Conoscere non è un processo meccanico, implica la scoperta di qualcosa che entra nell’orizzonte di senso della persona che vede, si accorge, prova, verifica per capire. La scuola della conoscenza fornisce gli strumenti atti a consentire la possibilità a ciascun cittadino di munirsi della cassetta degli attrezzi e ad offrirgli la possibilità di sceglierli e utilizzarli nella realizzazione del proprio progetto di vita. Il compito allora, è quello di costruire, attraverso il dialogo e le interconnessioni tra le diverse discipline, un profilo sempre più coerente e unitario di percorsi didattici innovativi e di qualità e un curriculum per competenze a partire dal primo biennio.

Il raggiungimento di una solida base di conoscenze e competenze, al di là del valore legale del titolo di studio, è requisito indispensabile non solo per raggiungere le “competenze chiave di cittadinanza”, ma per avere la possibilità effettiva di proseguire proficuamente il proprio percorso di istruzione.

Il secondo ciclo di istruzione e formazione ha come riferimento unitario il PECUP,profilo educativo, culturale e professionale, definito dal decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, allegato A.

Il Profilo sottolinea, in continuità con il primo ciclo, la dimensione trasversale ai differenti percorsi di istruzione e di formazione frequentati dallo studente, evidenziando che le conoscenze disciplinari e interdisciplinari (il sapere) e le abilità operative apprese (il fare consapevole),nonché l’insieme delle azioni e delle relazioni interpersonali intessute (l’agire) siano la condizione per maturare le competenze che arricchiscono la personalità dello studente e lo rendono autonomo costruttore di se stesso in tutti i campi della esperienza umana, sociale e professionale.
Il traguardo formativo sarà finalizzato, pertanto, all’acquisizione di COMPETENZE, ESPRESSE IN TERMINI DI CONOSCENZE E ABILITA’ indispensabili ad inserirsi e operare adeguatamente in una società in continua evoluzione, come è quella attuale,intendendo per competenza la comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale.

La competenza descritta si declina, pertanto, in termini di responsabilità e autonomia.
Si dovrà, quindi, promuovere negli alunni lo sviluppo di abitudini mentali atte a:

- affrontare e risolvere situazioni problematiche,

- a gestire informazioni ed organizzare conoscenze,

- a corrispondere alle competenze di base richieste nei QUATTRO Assi culturali (Dei Linguaggi; Matematico; Scientifico-Tecnologico; Storico-Sociale) per il primo biennio, alle competenze di indirizzo liceale afferenti al PECUP per il successivo triennio e alle OTTO competenze di cittadinanza europea o competenze chiave in cui si incardinano i vari saperi e costituiscono l’ossatura dell’intero sistema scolastico italiano in relazione alle richieste dell’U.E..


Le competenze si articolano in :
Competenze di base
Esprimono gli obiettivi da conseguire attraverso i percorsi formativi e la relazione tra un soggetto e l’assolvimento dei compiti associati ad un contesto. Riguardano principalmente il curricolo del primo biennio che si conclude con la certificazione di assolvimento dell’obbligo scolastico, secondo il format dell’U.E.
Sono articolate in:

  • Asse dei linguaggi

  • Asse matematico

  • Asse scientifico tecnologico

  • Asse storico – sociale

Le competenze di base riguardano principalmente il curricolo del primo biennio e sono quelle indicate nella relativa certificazione che si dovrà rilasciare al termine dell’obbligo scolastico (l.139/2007).
Asse dei linguaggi
Padronanza della lingua italiana:

- padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire

l’interazione comunicativa verbale in vari contesti;

- leggere, comprendere ed interpretare testi scritti di vario tipo;

- produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi;

Utilizzare una lingua straniera per i principali scopi comunicativi ed operativi;

Utilizzare gli strumenti fondamentali per una fruizione consapevole del patrimonio artistico e letterario;

Utilizzare e produrre testi multimediali.

Asse matematico
Utilizzare le tecniche e le procedure del calcolo aritmetico ed algebrico, rappresentandole anche sotto forma grafica;

Confrontare ed analizzare figure geometriche, individuando invarianti e relazioni;

Individuare le strategie appropriate per la soluzione di problemi;

Analizzare dati e interpretarli sviluppando deduzioni e ragionamenti sugli stessi anche con l’ausilio di rappresentazioni grafiche, usando consapevolmente gli strumenti di calcolo e le potenzialità offerte da applicazioni specifiche di tipo informatico.
Asse scientifico-tecnologico
Osservare, descrivere ed analizzare fenomeni appartenenti alla realtà naturale e artificiale e riconoscere nelle sue varie forme i concetti di sistema e di complessità;

Analizzare qualitativamente e quantitativamente fenomeni legati alle trasformazioni di energia a

Essere consapevole delle potenzialità e dei limiti delle tecnologie nel contesto culturale e sociale in



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