Giornata che precede l’avvio del seminario ore 14



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14.11.2018
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Seminario Nazionale di Formazione del Piano I.S.S.

Città della Scienza, Napoli, 28/11-1/12/2006 (Napoli 1)




Resoconto dell’attività svolta dal Gruppo “Leggere l’Ambiente-3”

a cura di Salvatore Pasta e Anna Lepre

Dopo un rapido scambio di idee avvenuto nel corso della settimana che precedeva il Seminario, abbiamo scelto di trattare un tema articolato su due fronti che è parso ad entrambi ideale per un approccio intra- e pluri -disciplinare, oggettivo e soggettivo : “Il Paesaggio e l’osservazione”. Una volta incontratici a Napoli, abbiamo definito più in dettaglio la scaletta del lavoro da svolgere pur lasciando ampi margini per una metodologia di ricerca- azione.

Nel pomeriggio del 28 novembre abbiamo quindi dato modo a ciascuno dei membri del Gruppo di Lavoro “Leggere l’Ambiente - 3” cui eravamo stati assegnati, di presentare se stesso e le proprie competenze e aspettative. Come del resto anche gli altri gruppi , il nostro era il risultato composito di una specie di “sorteggio pilotato” affinché fossero rappresentati nel modo più bilanciato possibile sia le diverse formazioni di base sia i diversi livelli di scolarità. I futuri tutor designati sono: Armanda Biguzzi (biologa, Puglia, scuola media superiore con indirizzo microbiologico dotata di laboratorio), Roberto Calienno (matematico, Puglia, scuola media superiore con indirizzo informatico, dotata di laboratorio), Francesco Catalano (chimico, Puglia, scuola media superiore con indirizzo chimico- industriale, dotata di laboratorio), Maria Palma Di Masi (biologa, Puglia, scuola media inferiore priva di laboratorio), Adriana Marciante, Fisica, Sicilia, scuola media superiore con liceo scientifico dotata di laboratorio), Maria Santina Martello (Sicilia, scuola elementare priva di laboratorio), Giusi Maria Paola Motta (biologa, Sicilia, scuola media inferiore priva di laboratorio), Maria Vittoria Picone (Sicilia, scuola elementare priva di laboratorio), Maria Romanetti (biologa, Messina, scuola media inferiore priva di laboratorio).

Abbiamo quindi fatto una proposta “provocatoria” per avviare il lavoro: partendo dalla visione di una diapositiva con un paesaggio si è chiesto ai tutor di descrivere in modo sintetico e analitico, per iscritto in un tempo dato (15 minuti circa) , quanto vedevano.

La immediata lettura delle descrizioni ha aperto un dibattito sul quesito “osserviamo tutti nello stesso modo?” che si è rilevato vivace e ricco di implicazioni. In particolare, sono emerse le nette differenze individuali nelle modalità di visione, percezione e uso delle rappresentazioni mentali di ciascuno; si è anche manifestata una diversa attitudine e dimestichezza con l’approccio sintetico e l’approccio analitico. La discussione sulle modalità di osservazione e sulla didattica a questo correlata può essere sintetizzata in questo interrogativo: “osservare per apprendere o apprendere per osservare?”

A questo punto il conduttore ha enunciato e promosso la condivisione graduale e partecipata di termini ritenuti “strategici” per la lettura del paesaggio e per la costruzione di percorsi didattici che rappresentino uno sviluppo coerente delle esperienze e del vissuto dei singoli membri del gruppo. Partendo dalla propria esperienza scientifica e professionale, egli ha pensato di introdurre e sottoporre alla discussione del gruppo i termini flora e vegetazione: una loro adeguata percezione permette di riferirsi al mondo vegetale analizzandone la diversità e/o la struttura bi- e tridimensionale. In seconda istanza, si è discusso su altri tre termini interconnessi: stress, disturbo e regime, che a loro volta richiamano i concetti di presenza/assenza, durata, frequenza, intensità dei fattori limitanti (o di stress) e perturbanti (o di disturbo).

Questa fase di “alfabetizzazione” si è rivelata preziosa per verificare il grado di “refrattarietà al coinvolgimento pratico-emotivo” dei tutor. L’impostazione dell’esperienza, già a priori piuttosto “teatralizzata” sembrava averci preso la mano!...

A primo acchito, infatti, sembrava che i tutor potessero essere suddivisi in due gruppi antitetici:

il primo, costituito dal blocco degli insegnanti delle scuole medie superiori, ha opposto forti resistenze, le discussioni del primo giorno erano state sì divertenti e stimolanti, ma essere tornati sugli stessi concetti anche il giorno dopo era stato vissuto come un invito a mettere in discussione non solo il proprio metodo ma anche tutto il proprio bagaglio pratico di conoscenze (fatto di perizia acquisita con protocolli sperimentali corroborati da decenni di esperienze di laboratorio) per seguire un approccio troppo specifico e del tutto estraneo al proprio ambito di competenze;

ai membri del secondo gruppo, costituito da quasi tutte le insegnanti delle scuole medie inferiori e elementari, questa proposta di lavoro del conduttore era sembrata troppo astratta, difficilmente utilizzabile per sviluppare le attitudini sperimentali dei giovani allievi .

Volendo ricorrere ad una generalizzazione rapida quanto ingenerosa , avevamo di fronte due gruppi di docenti: alcuni molto preparati e sicuri degli elevati standard raggiunti presso i loro istituti ma poco preparati all’idea di mettersi in discussione con “qualcosa di veramente diverso” e dall’altro un gruppo di docenti entusiasti, curiosi e creativi, alla ricerca di nuove idee per svolgere le loro esperienze senza laboratorio e reagenti, ma poco interessati a rinforzare il proprio approccio epistemologico e metodologico.

Creatasi questa situazione di forte aspettativa e di visibile tensione, abbiamo cercato una “miccia” che innescasse, a partire da un’esperienza sul campo, e dunque attraverso l’impatto (ed il contraddittorio!) diretto con il territorio, l’ideazione di uno o più protocolli di ricerca da parte di ciascuno dei membri del Gruppo di lavoro.

Verificata la mancanza di contesti idonei allo svolgimento dell’attività programmata negli spazi del Museo della Scienza, abbiamo sfruttato la preziosa opportunità, offertaci dai soci dell’ANISN -Campania, di realizzare una visita all’Oasi di Monte Nuovo presso Pozzuoli.

Abbiamo deciso di non somministrare del materiale strutturato prima dell’esperienza di campo. Giunti lì, invece, abbiamo spinto i tutor all’osservazione - dapprima guidata e poi libera - del paesaggio in base alla propria sensibilità e disponibilità alla condivisione e alla luce delle proprie conoscenze/competenze. In questo modo ciascuno è stato messo nelle condizioni di rispondere, seguendo i percorsi e gli strumenti ritenuti più utili e - perché no? - familiari, sui quesiti di fondo posti dal seminario, ovvero: “Cosa osservare?”, “Come osservare?”.

Dopo una sosta di “riscaldamento”, in cui abbiamo ripreso i termini-chiave e le “provocazioni metodologiche” dei giorni precedenti, si è verificato l’auspicato: ciascuno dei tutor autonomamente ha cominciato a porre domande, sollevare dubbi, proporre modelli ed ipotesi, escogitare materiali e metodi per la loro verifica, il tutto in un contagioso crescendo di allegra confidenza. Ciascuno dei tutor ha “scoperto” (era ora!) che il territorio in esame, come del resto qualsiasi territorio che abbia una discontinuità, può stimolare sia la curiosità sia la voglia di soddisfarla. Alla fine, tutti i tutor si sono messi a giocare sul serio, partecipando fattivamente (sporcandosi, sudando...), sia alla pianificazione e realizzazione di esperimenti quali -quantitativi sia alla raccolta di materiali da analizzare in un secondo tempo in laboratorio presso il Museo della Scienza. Pur avendo ben poco tempo a disposizione e strumenti piuttosto rudimentali per la raccolta e misurazione dei dati e per la raccolta dei materiali, l’esperienza ha realmente creato il gruppo, rivoluzionando i ruoli e gli atteggiamenti dei singoli.

Nel pomeriggio del 29 si è deciso assieme che uso fare dei dati e dei materiali raccolti: in particolare, si è proceduto all’analisi (morfologico -comparativa, chimica e fisica) macro- e mesoscopica (al binoculare) dei campioni di suolo e di piante raccolti in diversi punti di un transetto della vegetazione effettuato a Monte Nuovo.



Abbiamo ravvisato l’opportunità che i tutor redigessero un resoconto (presentazione ppt) sui “materiali e metodi” della nostra esperienza di gruppo (incluse le problematiche incontrate e gli strumenti tecnici-metodologici proposti per affrontarle/risolverle secondo una prospettiva d’insegnamento verticale mentre noi stilavamo una sorta di diario di bordo di tutta l’esperienza . Lo sforzo di sintesi compiuto durante la preparazione della presentazione ppt e del diario di bordo è servito a tutti per tracciare un bilancio “a caldo” del lavoro svolto. A nostro avviso la condivisione collettiva degli elaborati analoghi prodotti dai vari gruppi potrà indirizzare gli sforzi futuri nel prosieguo del Piano ISS. In particolare, in qualità di conduttore e discussant del nostro gruppo, ci proponiamo di 1) intervenire sui concetti affrontati in modo che diventino sempre più inclusivi e correlati (processo di verticalizzazione) e 2) di collaborare con i tutor per garantire appieno la trasferibilità e l’applicabilità dei materiali e dei metodi che essi proporranno nei mesi a venire.


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