Giornata di spiritualità regionale 11 ottobre 2012 Cernusco sul Naviglio “Vivere con fede per servire con carità”



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Giornata di spiritualità regionale

11 ottobre 2012

Cernusco sul Naviglio

Vivere con fede per servire con carità”

Riflessione di Padre Yosief Zeracristos1
Oggi inizia l’Anno della fede -- 50' Concilio Vaticano II - Dice il Papa: dobbiamo rinnovare la nostra fede: fede e carità si esigono a vicenda. GC salì in barca con i discepoli e presero il largo (Luca c.8-vers.22). Paura e pericolo. GC chiede ai discepoli {dov'è la vostra fede?) Cammino di vita con tanti pericoli. La carità incarna l'evangelizzazione. Per un vincenziano: Cos'è la fede?. Quali sono i doveri di una fede vera e autentica nella nostra vita quotidiana? Mai dare per scontato il discorso sulla fede. Dobbiamo sforzarci per avere la fede concretamente. Dobbiamo sempre riflettere sul nostro essere cristiani. Non è facile vivere da cristiani autentici. Dobbiamo andare in profondità di quello che noi viviamo, nelle cose di cui siamo convinti. La fede deve essere concreta nella vita e nei rapporti umani interpersonali. A volte siamo dei cristiani passivi. E' inutile pregare se poi questo non modifica nulla nei nostri rapporti con gli altri. Siamo mascherati, ipocriti.

Lettera agli Ebrei(C. Il-v. l) la fede è fondamento di ciò die si spera e prova di ciò che non si vede. E' la vita vissuta dei veri credenti. La fede ha vari aspetti:



  1. Incontro con Dio e credere, vivo e vivificante si è rivelato nella persona di CG. Noi oggi incontriamo CG nei nostri poveri. E’ fondamentale credere: La fede è frutto di un incontro con Dio, tramite la Sua parola, i sacramenti, nella persona del povero. CG risponde a Filippo (Giov.C.9-V.14) che chiede di mostrargli il Padre e basta. CG risponde: non credi che io sono nel Padre e Dio è in me?. Dio nella persona di CG si è fatto umano e visibile. Il servizio ai poveri è essenziale. Diceva S. Vincenzo “lasciare Dio per Dio” nel povero vediamo CG

  2. Credere vuole dire accettare l’amore di Dio, (Giov. C.13-V.35). È nell’amore che si manifesta, nella fede che permettiamo a Dio che guidi la nostra vita, il nostro essere deve essere plasmato da Dio. L’amore di Dio può esprimersi in mille modi soprattutto nella sofferenza. Anche CG ha lanciato un grido al Padre dalla croce. Tutti abbiamo delle croci da portare. Ma CG non muore disperato. Anche la morte non è espressione dell’abbandono di Dio, ma dell’amore di Dio. Dio è amore quando soffro, lotto, nella malattia e anche sulla croce, ma va oltre la tomba. Devo dare un nuovo significato alla mia vita. Nessuno ha il potere di togliere l’amore di Dio. Invece Dio è sempre positivo nei nostri riguardi. Siamo noi incapaci di avere uno sguardo positivo, anche con i nostri fratelli. L’uomo vuole sempre dichiarare la sua indipendenza e autosufficienza, mentre Dio vuole da me l’accettazione.

  3. La fede è la redenzione soggettiva (credere e vivere). Morte e resurrezione è considerata la redenzione oggettiva. Come si raggiunge? Nella fede che si apre col battesimo (io faccio parte del popolo redento) devo vivere nell’impegno battesimale. La porta della fede si è aperta e si concluderà con la morte. Tutti i sacramenti sono accompagnati dallo S.S., che ci ricorda di essere e vivere la fede. Chi vive l’amore di Dio ha la gioia nel cuore. Fede è obbedienza: sacrificandosi sulla croce, con fiducia si consegna totalmente al Padre. Il cristiano partecipa nella fede accettando il volere di Dio (Abramo ha affidato tutta la sua esistenza nelle mani di Dio. La sua vita, tutto quello che era, era nelle mani di Dio). Maria accetta totalmente il volere di Dio. Il servo è nelle mani del padrone. Entrambi si sono fidati ciecamente di Dio. Luc (C1-V. 38-45) dice: beato colui che si è fidato di Dio. Una fede che non resiste alla volontà di Dio. San Paolo nella lettera ai Filippesi: nei misteri gaudiosi e dolorosi c’è la nostra madre.

  4. La nuova evangelizzazione è il sentiero di carità: avrà successo se Maria sarà lungo il cammino di fede che facciamo, I Vescovi a Roma stanno facendo il Sinodo proprio sull'evangelizzazione. Nuovo zelo e ardore delle anime. Nuova nei metodi, nelle forme e nei linguaggi ed espressioni Occorre farlo in forma nuova. Giovanni 23° diceva: la Chiesa si deve aggiornare e deve essere vicina e contemporanea alla sua gente, se vogliamo essere missionari. I dogmi non cambieranno mai, ma bisogna trovare delle forme nuove per parlare alla gente. Dobbiamo essere credibili solo se la nostra vita è testimonianza e coerenza. Vivere nella fede per testimoniare. La prima è la carità. CG fede e poi parlò. Noi diciamo prima di fare. La carità è indissolubilmente legata all'evangelizzazione. Se la fede fosse senza carità sarebbe una fede astratta. E' invece concreta se si vive accanto al povero. San Vincenzo diceva "i tuoi poveri hanno bisogno del tuo sorriso. Dobbiamo stare accanto a chi non sa sorridere, al malato ecc.“ La carità è evangelizzante e noi Io stiamo testimoniando con la nostra vita, stiamo esprimendo il vissuto delta nostra fede. Noi che cosa siamo chiamati a fare nella chiesa? Dobbiamo continuare a fare quello che CG faceva, siamo chiamati a trasmettere l’amore di Dio, ad annunciare il Vangelo di Gesù. La novità della nuova evangelizzazione deve essere lo zelo che ci spinge. Amore creativo all'infinito. il linguaggio della carità è il più credibile ed espressivo.

  5. Volontarie che fanno volentieri (cosa riusciamo a passare agli altri quanto volentieri?)

  6. Volontarie convinte e quindi convincenti? (è un servizio profumato di CG)

  7. Volontarie impegnate (ma chi darà la forza? Soltanto l’incontro con CG. Noi facciamo gesti e fatti completi. Vedere le cose in un’altra dimensione – gratuità tenace, disponibilità credibile, gioia che allarga il cuore. Ma io per chi faccio queste cose? È un’occasione propizia per intensificare la fede. Fede e carità: una è legata all’altra e danno alla vita una robustezza enorme. Camminano per rinnovare, trasformare e intensificare. Fede gioiosa vissuta.

  8. Come vivo l’unità della mia fede nella carità nella mia vita concreta?

  9. La fede è un frutto di un incontro con Dio.

  10. La fede è un dono e una ricerca.



1 Assistente generale della Congregazione dei Padri della Missione



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