Giornata diocesana di “Avvenire” Messaggio alla Diocesi



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Giornata diocesana di “Avvenire”

Messaggio alla Diocesi

25 novembre 2007




“Avvenire”: un alleato prezioso della famiglia

La Giornata di “Avvenire” ci sollecita oggi, come Chiesa ambrosiana, a riscoprire ancora una volta il significato originale, l’importanza, anzi la necessità di questo strumento di comunicazione.

E’ una voce che nel vasto panorama dei media sa distinguersi per la sua forte capacità di “leggere” gli avvenimenti con uno sguardo attento e rispettoso della dignità e dei valori di ogni persona e di “interpellare” la mente e il cuore del lettore in ordine a favorire un giudizio il più possibile oggettivo sulla realtà. E di questo siamo grati e insieme fieri, di fronte alla tendenza sempre più marcata dei media a preferire la strada dei toni forzati ed emotivi più che non quella dell’analisi pacata e ragionata in ordine a capire, alla luce dei fondamentali valori umani e cristiani e della lunga e ricca storia della presenza dei cattolici nel nostro Paese, la complessa situazione sociale e culturale di oggi.

Un ulteriore tratto caratteristico di “Avvenire” merita di essere qui rilevato: la sua costante sottolineatura della “dimensione educativa” come essenziale e decisiva per un’autentica crescita culturale. E’ quanto avviene in molteplici direzioni: come, ad esempio, l’attenzione a popolazioni di diverse parti del mondo che vivono in modo endemico situazioni “tragiche”, ma che “non fanno notizia” sui media comuni; o come l’attenzione a storie, persone, iniziative, gesti di bene giudicati spesso “minori” dal sistema comunicativo quando non sono volutamente dimenticati. Proprio proponendo queste attenzioni, il quotidiano sprigiona una sua “forza educativa” al senso della mondialità come conoscenza e partecipazione ai drammi attuali dell’umanità, come pure all’abitudine di apprezzare i non pochi segni di speranza disseminati un po’ dappertutto nella cronaca d’ogni giorno.

Ma soprattutto va rimarcato lo “specifico” di “Avvenire”, che lo rende insostituibile: il suo impegno continuo e fedele nel presentare la realtà della Chiesa, la sua vita e la sua missione. Diciamo questo in un tempo nel quale i media riservano sì attenzione alla Chiesa, ma non per documentarne l’azione, raccontarne la dedizione quotidiana all’uomo e l’impegno capillare per la giustizia, la pace, la solidarietà. Tanto meno gli strumenti così detti “laici” sembrano disposti e in grado di comprendere la sostanza vera e più profonda della Chiesa e il suo irrinunciabile riferimento a Gesù Cristo e al suo Vangelo. Troppo spesso l’immagine della Chiesa risulta distorta e falsata, perché presentata con le categorie improprie della politica, dell’economia e della cronaca mondana. Fosse solo per questo motivo, la lettura di “Avvenire” deve dirsi doverosa per il credente e nello stesso tempo dovrebbe essere sentita come necessario “strumento di confronto” per chi vuole cercare la verità. Senza dire, ma ciò è ovvio e insieme è per noi motivo di gratitudine, dell’apprezzato servizio che il quotidiano dei cattolici offre per far conoscere la parola del Papa e dei Vescovi e per mostrare la vivacità e la variegata ricchezza della Chiesa italiana in tutte le sue espressioni, dando voce anche al dialogo che si sta svolgendo all’interno della Chiesa sulle modalità di presenza dei cristiani nella società.

Come Chiesa ambrosiana dobbiamo esprimere un sentito ringraziamento, cui deve corrispondere l’impegno a conoscere di più il giornale e a diffonderlo, specialmente la domenica. Ogni settimana infatti la Diocesi cura l’inserto “Milano 7” come spazio informativo per tutti e in particolare per i diversi operatori pastorali sui contenuti, modi e tempi del cammino missionario della nostra Chiesa. Anche sotto questo profilo la collaborazione tra Diocesi e “Avvenire” è importante e a breve verrà ulteriormente arricchita.

Nel percorso pastorale di quest’anno “Famiglia comunica la tua fede” rilevavo come la fede, nella sua trasmissione, non è mai qualcosa di astratto e di separato dal “vissuto”, ma è qualcosa che entra profondamente nella società e nella cultura come nuovo criterio di interpretare l’esistenza, di prendere decisioni e di fare scelte concrete. Testimonianza cristiana ed elaborazione culturale sono strettamente intrecciate. Per consegnare il Vangelo, in particolare alle nuove generazioni, perchè sia realmente “anima” della loro esperienza personale e sociale e “lievito” della storia, diventa decisivo saperlo proporre in modo comprensibile e credibile all’uomo di oggi, mostrandone la bellezza, la fecondità e insieme la serietà nella concreta realtà della vita di tutti i giorni.

Proprio qui sta un’ulteriore preziosa funzione di “Avvenire”: guardare oltre la cronaca per scoprire e raggiungere - dentro le notizie quotidiane - le grandi e perenni “domande” dell’uomo e l’insaziabile sete di verità e di amore che brucia nel cuore di ciascuno, ed alimentare così la speranza che è possibile costruire una società più giusta e più attenta al bene di tutti, nel rispetto e nella promozione della somma dignità di ogni essere umano.

Preghiamo perché “Avvenire” affronti ogni giorno questa sfida: proprio così sarà sempre più alleato delle nostre famiglie nella comunicazione della fede e nell’educazione all’amore vero in casa, nella comunità cristiana e in ogni ambiente della vita sociale.

+ Dionigi card. Tettamanzi



Arcivescovo di Milano
Milano, 25 novembre 2007



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