Gli orizzonti dello Spirito



Scaricare 0.66 Mb.
Pagina2/3
14.11.2018
Dimensione del file0.66 Mb.
1   2   3

L’Auditorium della Casa della Gioventù è adiacente alla Chiesa parrocchiale di Oleggio. La S. Messa conclusiva si svolgerà al Santuario BMV Assunta di Loreto (fraz. di Oleggio). Si ricorda che chiunque può partecipare liberamente in qualità di uditore.









I primi posti, davanti all’altare, sono riservati agli ammalati. Avvisando per tempo è possibile riservare il posto per un ammalato e, se necessario, per un accompagnatore.

Per informazioni:

Gemma 340-5336572








Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Sono convinta che queste parole, scritte nel vangelo di Luca al capitolo 23 versetto 34, costituiscano la via d’accesso alla Vita e alla Gioia piena che Gesù è venuto a portare all’umanità. Nella misura in cui questa Parola viene accolta e “presa” per sé, ogni uomo ha la possibilità di crescere nella verità e di realizzare il proprio progetto di Vita. Gesù, in agonia sulla croce, sofferente a causa delle torture fisiche subite, del tradimento e dell’abbandono da parte dei suoi, rende visibile e concreto l’Amore con il quale siamo amati, attraverso queste parole di perdono. Il perdono, infatti, non è qualcosa di astratto ed etereo, è, al contrario, molto concreto perché produce, in chi lo accoglie, una trasformazione, un cambiamento… A seconda di come “usiamo” questo regalo che Gesù ci fa, ne vediamo gli effetti. Come l’energia elettrica, della quale non posso spiegare la sostanza o descrivere il colore, ma vedo gli effetti sul mio frullatore, se lascio che la corrente scorra in esso, così il Perdono diventa visibile attraverso gli effetti che produce nell’uomo. Lo vediamo a partire dalla Parola di Dio e nella vita di tutti i giorni.

Meditando ciò che ci dicono i Vangeli, ho riscontrato tre atteggiamenti diversi del cuore dell’uomo in risposta a questo Dono di Dio e, di conseguenza, tre effetti differenti:


Il paralitico perdonato” (Mt. 9,1-Mc2,1-Lc5,17). Si tratta di un uomo completamente paralizzato che, disteso su una barella, viene portato da Gesù da quattro amici. Gesù gli perdona i peccati ed egli guarisce dalla paralisi, si alza e se ne torna a casa. L’effetto del perdono accolto,in questo caso, è la guarigione fisica.
Gesù, il fariseo e la peccatrice” (Lc 7,36 e seg.). La “peccatrice” è una prostituta, emarginata dalla società, senza dignità, in quanto donna, disprezzata a causa del suo mestiere. Non può entrare nel tempio e quindi è anche esclusa dalla comunione con Dio. Non ha alcuna speranza di poter avere una vita migliore, nemmeno nell’aldilà. Entra nella casa del fariseo per cercare Gesù di cui ha sentito parlare per il fatto che mangia con i peccatori, recluta i pubblicani e fa passare avanti nel Regno di Dio donne come lei. Gesù è l’unico che non giudica, non esclude, non condanna! Questa donna ha accolto il Suo messaggio perché entra nella casa del fariseo per ringraziare il Signore nel modo in cui sa fare. Al fariseo indignato Gesù dice: “I suoi peccati sono molti, ma le sono perdonati perché ha mostrato un cuore riconoscente”. L’effetto del perdono accolto è la restituzione della propria dignità di persona.
Gesù e la donna adultera” (Giov. 8,1). Questa donna è stata colta sul fatto, non può negare, pentirsi, né promettere che righerà diritto. Non può evitare la condanna a morte per lapidazione prevista dalla legge. Non può salvarsi. Deve morire. Gesù, invece, neutralizzando i suoi potenziali esecutori e perdonandole il peccato, le salva la vita.
Uno dei due ladroni in croce” (Lc. 23,39). Si tratta di un delinquente, un assassino che per primo di essere stato messo in croce con giusta ragione. Sta per morire e non ha nessuna possibilità di rimediare al male che ha fatto per meritarsi un posticino in paradiso…L’unica cosa che può fare è appellarsi alla memoria di Gesù: “..Ricordati di me quando sarai nel tuo Regno”. Gesù gli promette: “Oggi sarai con me in paradiso”. In paradiso ci vanno i santi, quindi l’effetto del perdono accolto è la santificazione. Dovremmo aggiungere san.Ladrone sui calendari…
Gesù e Pietro” (Giov. 21,15). Pietro, che sembrava essere il più intraprendente, il più temerario, il più forte tra i dodici, si scontra contro la sua debolezza e povertà per tre volte, rinnegando il Signore. Gesù, sulla riva del lago di Tiberiade, per tre volte, offre a Pietro la possibilità di accogliere l’amore, il perdono e la stima che vengono da Dio. Questi non sono una ricompensa per le qualità dell’uomo ma derivano da Dio è fatto così: è Amore. L’effetto del perdono accolto fa di Pietro l’apostolo che è stato e poi..il primo Papa.
I cinque personaggi di cui ho parlato hanno in comune l’accoglienza del Dono del perdono nelle situazioni di disagio e peccato in cui si trovano, senza possibilità alcuna di poterlo meritare. Con questo atteggiamento del cuore, consapevole della propria povertà, affidandosi unicamente alla fede nell’amore del Padre che Gesù ci ha presentato, il perdono produce effetti estremamente positivi su tutti e tre i livelli nell’uomo: fisico, psichico e spirituale.
Il secondo modo di rispondere al perdono è la chiusura del cuore.
I Farisei del capitolo 23 di Matteo. Gesù spiega in modo molto chiaro l’ inganno in cui vivono i Farisei. Questi, convinti come sono di fare tutte le cose a puntino, come in effetti fanno, non sentono il bisogno di Gesù per salvarsi. Sanno di farcela con le loro opere, la loro buona condotta e l’osservanza di tutti i precetti della legge. Non riconoscono il Signore, rifiutano il Dono e si auto escludono dalla Grazia, diventando ciechi, sordi e duri di cuore.
Il povero Giuda. Pur riconoscendo di aver sbagliato, pentendosi e restituendo il ricavato del tradimento di Gesù ai sacerdoti e nonostante fosse sempre stato insieme al Signore e avesse ascoltato la sua predicazione, Giuda non crede di poter essere perdonato, non accoglie il Dono e si toglie la vita.

Questi sono gli effetti della chiusura al perdono: esclusione dalla Grazia e morte.


Il terzo atteggiamento viene descritto nella parabola del servo maligno di Matteo 18,21. Egli ha un enorme debito da pagare al quale non potrebbe far fronte nemmeno se lavorasse ventiquattro ore al giorno per una vita intera. Il padrone, “mosso a pietà”, gli condona il debito. Il servo accoglie condono e perdono, immagino facendo le capriole dalla gioia, ma, quando un suo compagno che aveva nei suoi confronti un debito di molto inferiore, gli chiede di aver pazienza, questo servo diventa maligno (indemoniato), e non gli azzera, a sua volta, il debito.

Qui vediamo come il perdono (per-dono), accolto e usato male, può diventare una condanna. Anche se uso male l’energia elettrica posso provocare grossi danni…

Il servo maligno finisce i suoi giorni in prigione dove sono “pianto e stridore di denti”, da subito. Il perdono che Dio gratuitamente dà, non può essere trattenuto ma, perché i benefici ottenuti rimangano nell’uomo continuando a vivificarlo, occorre lasciarlo scorrere. Questo proviene da Dio, che ci ha amati per primo, riempie il cuore dell’uomo che lo accoglie, portando guarigione fisica, psichica e spirituale, e va donato gratuitamente a tutti.
Chi ha bisogno del nostro perdono? Coloro che ci hanno fatto o ci fanno del male, i nostri nemici. Non si tratta di passare sopra ai torti facendo finta di niente o di seppellire il dolore in qualche angolo dell’inconscio, sperando di non pensarci più, ma di scegliere di perdonare consapevolmente, credendo che quello che Gesù ha detto di fare, prima di tutto, fa bene a chi lo fa.

Occorre anche perdonare se stessi! E’ necessario che la frase che Gesù ha detto sulla croce diventi nostra per poter essere donata agli altri. Questo è il punto di partenza per un’autentica conversione, per un cammino nella verità e nell’amore compiuto gustando la bellezza della vita, con i suoi alti e bassi, per realizzare, passo dopo passo, il proprio progetto. Gesù è con noi: ce la possiamo fare. Grazie Signore!


1   2   3


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale