Gli spilli di



Scaricare 0.65 Mb.
Pagina1/5
22.12.2017
Dimensione del file0.65 Mb.
  1   2   3   4   5

gli spilli


di italialaica






Critica liberale i quaderni n. 3









Lo scoop di Lerner 3 ottobre ‘00
Gad ha fatto molto bene a dimettersi. È riuscito a divincolarsi contemporaneamente da due dei più micidiali poteri forti del nostro paese, il partito Rai e la lobby Lotta continua. E ha considerato insufficiente l’assoluzione del rabbino, del Vaticano e di Comunione e Liberazione. Ma ha compiuto un errore professionale imperdonabile, ben più grave della stessa “colpevole omissione di controllo”: il falso scoop. Una mezza verità, per i giornalisti, equivale a una bugia intera, e Lerner, invece di denunciare la raccomandazione per un precario, avrebbe dovuto cacciare dalla tasca un foglietto e rivelare: “Qui sono scritti i nomi dei due-tre non lottizzati nel migliaio e più di giornalisti della Rai”. Sarebbe stata, questa sì, una gran bella esclusiva. (antiguelfo)
Medico cura te stesso 2 ottobre ‘00
Il Cardinale Biffi dice di non essere preoccupato dei rischi che corre la Chiesa cattolica italiana per l'invasione incontrollata degli Islamici. In cima ai suoi pensieri è la laicità delle istituzioni repubblicane alla quale non sembra invece interessato quando difende i privilegi garantiti alla Chiesa italiana dal regime concordatario. (vigli)
La difesa della famiglia (degli altri) 4 ottobre ‘00
Sarà un momento commovente. I giubilanti scenderanno in piazza contro le unioni libere e a favore delle “famiglie fondate sul matrimonio”. Sicuramente a capeggiare la decorosa manifestazione saranno Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini. Il cardinale Trujillo prevede la partecipazione di 150 mila persone: evidentemente ha saputo che gli alfieri dei tre partiti clericali di destra si porteranno appresso le proprie famiglie. (antiguelfo)
Onore a loro 6 ottobre ‘00
Gli ultimi giornalisti uccisi in Sierra Leone sul fronte delle notizie sono Miguel Gil Moreno e Kurt Schork. In un mondo dove la libertà di stampa è assente, morire per essa è eroico, forse inutile. Onore a loro. Ma in Italia non siamo da meno. Quattro giornalisti del Tg1, Graziano De Franco, Michela Garbin, Barbara Modesti (nipote di Franco Caltagirone) e Francesca Rizzo (sposata al nipote di Susanna Agnelli) , con sommo sprezzo del pericolo, direi incoscienza, (dopo essere stati "smascherati" dal sito "Dagospia"), hanno rivelato d’essere stati loro "i commensali dell’ex direttore Gad Lerner nella cena d’addio". Il "Messaggero", foglio da combattimento tipo "Lotta continua" dei tempi che furono, confessa: "Avevamo taciuto i nomi per una ‘prudenzà che loro con legittimo e meritorio orgoglio rifiutano. Un segno d’aria nuova in Rai". Onore a loro. (antiguelfo)
Il protettore 5 ottobre ‘00
Percorrendo a ritroso le vicende dell’umanità, il papa si è imbattuto nella figura di Tommaso Moro e, a quanto riferisce Il Messaggero del 3 ottobre, ha deciso di proclamarlo il 5 novembre protettore dei parlamentari non per i suoi meriti, ma perché affrontò il patibolo per la sua fedeltà alla sua religione cattolica romana. Si potrebbe chiedere a Wojtyla che cosa pensa della strage degli Ugonotti, perpetrata in quegli anni dai prìncipi cattolici in Francia e delle vittime della furia clericale della regina cattolica Mary (detta la Sanguinaria) nella stessa epoca in Inghilterra. Ma sappiamo già cosa risponderebbe: con la consueta richiesta di un perdono unilaterale. (candido)

Islamici in Vaticano? 7 ottobre ‘00
Non si può pretendere da un poeta come Ceronetti una qualche sensibilità verso lo stato di diritto. Né da un cardinale. Ma perché scrivono di cose che non conoscono? Ceronetti difende Biffi dai "pungiglioni di sciami di giacobini, di cattolici tutto-dialogo". "Ma, in fondo, che cosa c’è di illegittimo nelle dichiarazioni di Biffi? La sua eresia vescovile - spiega Ceronetti - è tutta qui: ritenere che, di una religione a tendenza fortemente convertitrice e pervasiva, non sia prudenza accogliere in eccesso credenti". Infatti, non è prudente, e anche noi, semplici girondini, pensiamo che far arrivare in Vaticano troppi seguaci di Maometto non sia consigliabile. Se invece Biffi-Ceronetti si riferiscono allo Stato italiano, la discussione può essere lunga, ma da tempo è risolta da uno dei principi di libertà della nostra Costituzione ("Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali") che è espressione d’una civiltà giuridica liberale che i pre-moderni come Biffi-Ceronetti forse potranno apprezzare tra qualche secolo. (antiguelfo)
Le radici concordatarie del neotemporalismo

8 ottobre ‘00
L’interventismo ecclesiastico nella politica italiana a tutti livelli costringe ormai anche i più refrattari a rileggere con attenzione quell’articolo primo del concordato Craxi-Casaroli che ne rappresenta la radice. Sulla base del riconoscimento della loro sovranità, impegna lo Stato e la Chiesa cattolica alla reciproca collaborazione per la promozione dell’uomo e il bene del Paese, ignorando che i principi che regolano la Costituzione dell’uno non sono compatibili con il Diritto canonico su cui si fonda l’altra. Una promozione che la Repubblica garantisce, attraverso l’otto per mille dell’Irpef, un finanziamento pubblico di oltre mille miliardi l’anno che fa della Conferenza episcopale italiana un soggetto politico pienamente autonomo dal consenso dei cittadini cattolici che si arroga di rappresentare. (vigli)
Elogio di Baget Bozzo 9 ottobre ‘00
Elogiare dissennatamente Gedda "precursore di Berlusconi" e far raccogliere dal Cavaliere, suo degno "erede", la bandiera del clericalismo hanno attirato addosso a Baget Bozzo troppe critiche. Dimenticando che il consigliere-prete dell’"Unto del Signore" non ha responsabilità personali: ogni sua Svolta politica - come ha confessato - gli viene imposta dall’Alto. È secondo soltanto a Fatima in quanto a estasi. Certo, ora attacca Dossetti come integralista, quando - ai suoi tempi - gli era devotissimo? Non è il solo a rinnegare una parte della propria vita. Certo, rimpiange persino un’alleanza Dc-missini (quelli duri e piuttosto irritati del 1948)? Ma a una certa età si è tenuti a ricordare proprio tutta la storia d’Italia? È stato molto tambroniano? Sì, però si è riscattato tessendo gli elogi più svaccati per Craxi. Solo perché ha percorso quasi tutto l’arco costituzionale lo si può accusare d’essere trasformista? Certo, lo è, ma non lo è più di Ferrara e Adornato. E poi, come non riconoscergli una grande coerenza: più di un cane da punta ha sempre snasato e consigliato il Potere. Che è colpa sua se il Potere si sposta? (antiguelfo)
Una coincidenza comica o sinistra?

11 ottobre ‘00
Proclamando il cattolico inglese, Sir Thomas More, come santo patrono dei parlamentari proprio il 5 novembre, Wojtyla sembrerebbe ignaro che quella è la data, famosa proprio nel paese di More, dell’attentato gesuitico (nel 1605), sventato all’ultimo momento, che aveva l’intenzione di far saltare tutt’e due gli edifici (Commons e Lords) del Parlamento (!) inglese, compresi anche il re James I, i suoi ministri e i parlamentari che erano presenti lì quel giorno all’inaugurazione della legislatura. Fra i cospiratori c’era il Provinciale dei Gesuiti, Henry Garnett. Dal 1605 fino ad oggi, quell’episodio è ricordato con una festa, detta "La notte di Guy Fawkes", che è popolare quanto il Capodanno in Italia. Guy Fawkes era colui che fu colto in flagrante nelle cantine, intento ad appiccare il fuoco ai barili di polvere. "Remember, remember the 5th of November!" dicono tutti. Oggi, anche lo scolaro più ignorante conosce la storia di Guy Fawkes. Prepara il suo pupazzo rudimentale - "the Guy"- e, con questo accanto, si siede sul marciapiede e chiede ai passanti "un penny per il Guy". I proventi sono investiti in fuochi di artificio. Tantissimi "Guy" vanno poi dati alle fiamme dei falò nei giardini di casa in tutto il paese, quella notte, ogni anno, con grande gioia. (eades)
Giordano & Giuliano. 11 ottobre ‘00
La dimensione spaziale è insignificante non solo per chi naviga nei mondi virtuali di Internet, ma anche per chi da qualche secolo abita a Napoli. Ricchi e plebei, santi e diavoli, vergini e puttane, vivono da sempre, nella «città porosa», a stretto contatto. La contiguità spaziale può celare in questo caso la più immensa distanza morale. Almeno così teorizzavamo fino a qualche tempo fa. Da ieri però cominciamo francamente a ricrederci. Quei pochi metri che separano, nel centro storico della città campana, il Duomo, ove ha sede l'Arcivescovado, dai vicoli di Forcella, dove impera il boss Giuliano, sono forse contigui non solo in senso geografico. E l'«ammuina», sotto il terso sole e la fumante montagna, è sempre più grande. (ocone)
Crocifissi e ritratti 13 ottobre ‘00
Nel corso della trasmissione radiofonica Fahrenheit, lunedì 9 ottobre, il ministro della P.I. Tullio De Mauro ha difeso a spada tratta la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, sostenendo fra l’altro che non si tratta di un simbolo "cattolico", ma "cristiano". A parte il fatto che anche i protestanti da tempo hanno chiesto la rimozione dei crocifissi, un laico non vede la differenza: sempre simbolo religioso è. Forse il ministro non sa che i tanti crocifissi si trovano nelle aule scolastiche in virtù di una circolare del 1922 (sic), che stabilisce le dotazioni che gli enti locali devono fornire alle scuole: banchi, sedie, cestini, crocifissi e ritratti del Capo del Governo e del Re. Se si è preso atto della storia per rimuovere i ritratti del duce e per sostituire il re con il presidente, non sarebbe ora di tener conto del fatto che in Italia non c’è religione di stato? (masini del monte)
Le ragioni di Biffi 14 ottobre ‘00
Biffi ha le sue ragioni. Dobbiamo rendergliene atto, perché immaginiamo i suoi incubi diurni: una marea montante di musulmani con la scimitarra tra i denti, che assediano la sua poltrona cardinalizia. Chi meglio degli agnostici lo può capire? È davvero duro essere circondati da mille superstizioni e da mille quotidiane piccole violenze. E anche da grandi violenze: come quella di afferrare un neonato e imporgli una religione senza ch’egli possa neppure frignare un no; oppure d’indottrinare un bambino con catechismi che giustificano addirittura la pena di morte; oppure di cresimare un adolescente cui giustamente non si riconosce quasi alcun diritto civile; oppure di sbatterlo in una scuola confessionale per ammaestrarlo con dottrine che sono incapaci di varcare l’epoca premoderna; oppure di non lasciarti in pace neppure da morto, quando il nostro povero cadavere viene fatto transitare per una chiesa (di solito non c’è alternativa) per rendere l’estremo omaggio a Santa Ipocrisia. Biffi fa bene a sudare freddo solo al pensiero che alcuni riti violenti possano essere sostituiti da altri riti violenti. (antiguelfo)
L’onorata famiglia 15 ottobre ‘00
Fra le espressioni che con più acquiescenza e in modo irriflessivo i politici, anche di sinistra, hanno preso in prestito dalla cultura cattolica c'è quella che insiste su una presunta "centralità" o "priorità" della famiglia. Ovvero sulla sua intrinseca capacità di creare un vincolo "sano" e "morale" fra gli individui che ne fanno parte. L'esperienza mostra invece genitori di "famiglie" fondate su legami atipici, come quelle che si vedono nell'ultimo film di Almodovar, che sanno riempire di amore i propri figli. E, al contrario, genitori di famiglie "normali", come quelle di cui racconta il film "American beauty", che, oltre la spessa coltre del perbenismo, sono i tristi attori di situazioni infernali. Non è un caso quindi che la cultura occidentale predichi, ormai da qualche secolo, non la centralità della famiglia, bensì quella originaria e dell'individuo (a cui solamente è imputabile la responsabilità morale). Perciò quando il presidente del consiglio, per compiacere il papa, esalta la famiglia, dimentica questo fatto fondamentale e, soprattutto, fa grave torto alla sua intelligenza e alla fiducia che non si può non avere nell'umana razionalità. (ocone)
La "prescia" zelante 16 ottobre ‘00
Oggi è l’anniversario della fumata bianca che, il 16 ottobre 1978, annunciò al mondo che lo Spirito santo aveva scelto quel nuovo Papa che la Madonna di Fatima stava aspettando da qualche decennio. Legittima la gioia della parte più arretrata del mondo cattolico il quale, così, sarebbe potuto sprofondare nell’ortodossia medioevale. Comunque un grande avvenimento. Che va ricordato. Ma senza "prescia", come dicono a Roma. Giovedì scorso Palazzo Chigi, di prima mattina (Adn 10.44; Asca 11.08; Agi 11.42), s’è precipitato a comunicare gli auguri di Amato al Papa con ben quattro giorni d’anticipo. Amato, dopo aver perduto "purtroppo" la corsa per la candidatura a premier, vuole evidentemente arrivare primo nella gara per il politico più conformista e filoclericale d’Italia. Bruciati sul tempo sia l’"Unto del Signore" sia il commosso D’Alema. Lo stesso "Avvenire", sorridendo sotto i baffi come fa il padrone soddisfatto dello zelo dei suoi servi, gliel’ha fatto notare. E a noi non resta che vergognarci del nostro amato presidente "laico". (antiguelfo)
La veglia di Biffi genera mostri 18 ottobre ‘00
A Lodi si raccolgono i primi frutti avvelenati dell’intolleranza di Biffi. La manifestazione, con messa, dei leghisti contro la costruzione della moschea (ugualmente il Vaticano fece di tutto per impedirla a Roma) è la traduzione padana delle conclusioni che il cardinale di Bologna ha tratto dalle riaffermazioni di superiorità del cattolicesimo fatte da Ratzinger, da Wojtyla e da Martini. In Tv, un leghista, rappresentante medio di generazioni uscite dalla scuola perfettamente analfabete in principi democratici, afferma con aria perentoria: «Votiamo qui a Lodi, se la maggioranza non la vuole, la moschea non si fa». Questo Bogart di provincia ha l’aria d’aggiungere: «È la democrazia, bellezza!». Nella Tv pubblica vespizzata l’affermazione del becero viene fatta scivolare nelle menti altrui senza che qualcuno la contrasti. Sarebbe bastato che uno spiritoso gli rispondesse: «Ok, ok, però la settimana dopo votiamo di nuovo, e se la maggioranza degli italiani decide lo scioglimento della Lega, la sciogliamo. È la vostra democrazia, bellezza!». (antiguelfo)
Santa ipocrisia 21 ottobre ‘00
Le cronache che preannunciano la riunioni dei parlamentari in Vaticano sono reticenti. Finora non hanno dato la notizia principale della storica giornata del 5 novembre: la santificazione finale dell’Ipocrisia. Nell’ambiente la beatificazione risale a molto molto tempo fa. Ma è il vero eccesso che fa la Santità. Così avremo politici italiani che voteranno per l’ennesima volta l’azzeramento del debito del Terzo mondo, che è diventato una specie di “rap” da canticchiare qua e là, intanto non costa nulla, e soprattutto non porta a nessuna decisione effettiva. Ma il vero trionfo di Santa Ipocrisia sarà la votazione d’una mozione contro la pena di morte proprio in Vaticano, senza chiedere ai padroni di casa di uscire da quella poco raccomandabile schiera di Stati assassini che legittimano l’esecuzione finale. Come fa la Chiesa nel suo stesso Catechismo ufficiale, per lo più rivolto a indottrinare menti bambine. (antiguelfo)
Frenesia totalitaria 31 ottobre ‘00
Sono stato un bambino cattolico nella provincia italiana degli anni '50, fra Marche e Romagna. Amarcord. Nei cinegiornali mi capitava di vedere Pio XII, avvolto in bianche vesti fluttuanti, avanzare in sedia gestatoria, fra i flabelli, in una piazza San Pietro dove lo attendevano le grida osannanti delle folle convocate dai comitati civici per la lotta contro l'Anticristo. Era anche l'epoca, negli spettacoli di rivista che vivevano la loro ultima stagione prima di essere uccisi dalla televisione, dello stile cosiddetto assiro-babilonese. Wanda Osiris, in morbidi veli ondeggianti, scendeva interminabili scale circondata dalle girls e dai boys, e anche lei dispensava carisma ai fedeli, proprio come il papa. Il povero bambino cattolico coglieva, nei cinegiornali, qualche lampo della divina e gli sembrava stranamente ed empiamente simile a quelli che il vicario di Cristo concedeva ai fedeli adoranti. Quanti rimorsi, allora, per la mescolanza, nella mia inesperta mente infantile, di sacro e di profano. Paragonare il papa a una soubrette, che vergogna, roba da precipitarsi subito nel confessionale! Non sapevo che la chiesa aveva, fin dai tempi del Bernini e anche prima, un'illustre tradizione di religione-spettacolo. Oggi che siamo entrati nel terzo millennio dell'era cristiana, questa tradizione è sempre più rigogliosa, ha messo nuove fronde e produce nuovi frutti. Simile a una rock star o a un divo dello sport, il pontefice si muove, con esperta regia di consumato promoter, fra milioni di giovani e meno giovani che aspettano da lui, come si usa dire oggi, delle sensazioni indimenticabili. (bonetti)
Senso dello stato? Zero 3 novembre ‘00
Violante Luciano, tipico parlamentare diessino dedito ai valori dalemiani (opportunismo & cinismo), appena fu eletto presidente della camera dei deputati cominciò a strizzare l’occhio spasmodicamente a destra e a sinistra, ma soprattutto a destra. In pochi mesi riabilitò tutti quelli che gli capitavano sotto mano e riscrisse l’intera storia d’Italia. È così coscienzioso e preso dal suo ruolo che dove vanno i deputati va lui: li inseguirà fino in Vaticano dando il suo avallo alla loro seduta-burletta. Provvisto di “zero” senso dello Stato, non bastandogli la Destra e la Sinistra, ora prende ad ammiccare verso l’Alto. Cosa non si farebbe per “non” diventare mai Presidente della Repubblica. (antiguelfo)

Ridete piano 4 novembre ‘00
Oggi in Vaticano si reciterà un farsa. Ci sarebbe da ridere se in alcune parti del mondo non si vivessero ore tragiche proprio per l’accapigliarsi mortifero tra i fondamentalismi dei tre Dei unici.. La Fumagalli Carulli le definisce”tre fedi discendenti dal comune Padre Abramo”: fratelli-coltelli: ognuno brandisce la sua Verità rivelata e unica, e non sente storie. Quindi ridete piano quando i 446 parlamentari italiani, da Rauti a Veltroni, daranno atto della superiorità morale e politica del Papa. È inutile che facciano finta di non aver capito. Da ogni parte, da Andreotti al cardinal Etchegaray, i cattolici non sono stati ambigui: la manifestazione di oggi è “politica”. La discussione e l’approvazione delle tre mozioni si svolgeranno in 15 minuti esatti: Che c’era da aspettarsi nello stato più antidemocratico del mondo? Ovviamente non ci sarà tempo per depennare dal Catechismo ufficiale quella vergogna che è la legittimazione della pena di morte. Ugualmente è politica la costruzione di una Consulta mondiale sotto l’egida del nuovo Papa-re, ma che dico “re”, papa-imperatore, papa-planetario. Che il Papa si sia montato la testa lo dimostra anche la cerimonia odierna. Come recita il programma, “simbolicamente si uniranno in una sola Terra e in un solo Mare, le terre e le acque portate a Roma dai cinque continenti”. Sentivamo effettivamente la mancanza di un Bossi mondiale, con l’Ampolla in mano. (antiguelfo)
Gli oscar 6 novembre ‘00
Terminata la farsa in due atti che si è recitata in Vaticano, non resta che assegnare gli Oscar. Ovviamente i premi per il Miglior Attore Protagonista e per gli Effetti Speciali non possono non essere assegnati che allo stesso Papa, per come, nelle Giornate della Retorica Vuota, ha saputo leggere senza rossori la lunga tirata contro la Demagogia. Anche il brano sulla “moralità dei politici”, di fronte a tutta la classe dirigente democristiana, post o neo, apprendista o consumatissima, richiedeva una professionalità non indifferente. Il Premio per il Migliore Attore Non Protagonista spetta all’ex comunista Violante che, molto compreso nel suo nuovo ruolo di presidente dei trasformisti, con fervore ha sparato veramente la più grossa: “Nessuno di noi può uscire da questa sala nelle stesse condizioni di spirito che aveva quando vi è entrato”. Chissà come sarà il Violante ter (o quater?) dopo questa Damasco. Nessun premio invece a Formigoni, vecchio cultore di clericalismo, il quale ha avuto il torto di mostrare ingenerosità per lo sforzo di così tanti neofiti della genuflessione: “È singolare – ha detto – vedere personaggi dichiaratamente atei sgomitare per parlare davanti al Papa”. Non ha saputo dare atto che lo pseudo-laico può essere anche novizio, ma proviene pur sempre da un’antica e raffinata scuola di facciatosta mellifluamente compromissoria. Alla Spadolini. (antiguelfo)
La pillola dell’invece 7 novembre ‘00
La sapete quella della signora, oppressa dalle troppe gravidanze, che si reca dal medico per avere un consiglio su qualche valido contraccettivo. Il medico, probabilmente un amico di Formigoni e di monsignor Sgreccia, le consiglia subito, senza batter ciglio, un semplice bicchiere d'acqua. Prima o dopo? Chiede timidamente la donna, e il medico, prontissimo, "invece, signora, invece". La chiesa cattolica che condanna senza attenuanti tutti i metodi contraccettivi, esclusi quelli che non funzionano, pretende di risolvere delicati problemi individuali e complesse realtà sociali con la pillola dell'invece. Non si può negare che quest'ultima funziona infallibilmente, ma non si può neppure pretendere che tutti vivano con la morale del casto Formigoni e dell'eroico Sgreccia. Questa morale essi l'hanno scelta liberamente e sarebbe davvero strano che lo Stato la imponesse per legge anche a noi laici, creature tanto più fragili. Si affidino essi alla Grazia, noi preferiamo i lumi del ministro Veronesi. (bonetti)
A quando un papa bello? 9 novembre ‘00
La politica si è già arresa all’estetica della comunicazione di massa, la religione pencola ormai da tempo e non potrà resistere a lungo. La scelta di Rutelli come candidato premier indica una svolta epocale nella storia della sinistra italiana:esaurita inesorabilmente l’ideologia, messe da parte tutte le vecchie categorie della politica, svilita e consumata perfino l’indignazione morale, non ci resta che l’estetica del talk-show. Sia dunque fatta la volontà dei media. L’unica consolazione (si fa per dire) di noi laici sta nel vedere la chiesa cattolica avviata sulla stessa china. D’altra parte non si fornica quotidianamente e incessantemente con i media senza assumerne tutte le abitudini, anche le più fatue. Ma l’attuale pontefice, che pure ha dato e dà un robusto contributo al trionfo della religione-spettacolo, ha un aspetto ancora troppo austero. Dovrebbe diventare più sorridente e piacione, meglio intonato con le esigenze sentimentali delle masse televisive. Non accadrà. Tuttavia lo Spirito Santo, che conosce il futuro senza dover ricorrere ai sondaggi, è già all’opera , e si mormora,nei sacri palazzi, che taluni cardinali stiano pensando di ricorrere al chirurgo estetico. Pettegolezzi, s’intende, ma in essi già balena l’avvenire. (bonetti)
Chiesa ed ebrei: appena appena... 10 novembre ‘00
Vi ricordate la storia di quel tizio che, in un non precisato paesino meridionale, dopo aver messo incinta una ragazza, si giustificò agli occhi del curato con queste parole: "Sì, è incinta, ma appena appena...". Probabilmente il curato mandò assolto il focoso giovanotto perché, da che mondo è mondo, la Chiesa ha costruito il consenso e fondato il suo molto terreno potere proprio sull'ambiguità di stampo gesuitico. Se la farsa non fosse finita nella Tragedia, si potrebbe dire che dello stesso tenore furono le raccomandazioni che il Vaticano rivolse nell'agosto 1941 al maresciallo Pétain: nessuna obiezione sulle misure antisemite, ma a patto che fossero "amministrate con giustizia e carità"! (ocone)
Fuori linea 11 novembre ‘00
Pagina intera dell’Avvenire su un avvenimento assai scandaloso: "Germania, colpo basso alla famiglia. Riconosciute le unioni gay". Gli articoli grondano esecrazione. Non manca un riassunto del pensiero del presidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Karl Lehmann, che, travestendosi da costituzionalista, non ha dubbi: "Questa legge è incostituzionale". Tutto poco interessante e monotono. Direi: atti dovuti da parte di coloro che si autoproclamano maestri di vita e di morale infischiandosi bellamente delle coscienze e dei diritti individuali. Però è un vero peccato che l’Avvenire, così attento alle cose tedesche, abbia perduto di vista le cose francesi. (Latitanti come al solito anche gli altri giornali pseudolaici, eccetto il Manifesto, mi sembra). Sul foglio della conferenza episcopale italiana viene censurata la decisione dei vescovi francesi d’ammettere per la prima volta ciò che sanno tutti, che cioè la pedofilia "è una realtà della vita della Chiesa francese", come ha confessato Billé, il Ruini d’Oltralpe. I 103 vescovi francesi, invece di preoccuparsi dei partiti, dei provvedimenti legislativi, delle beghe politiche del loro paese, hanno perso tempo a discutere di sé stessi e della propria comunità. Veramente "fuori linea", direbbe il cardinal Ruini, impegnato a scrivere il suo periodico discorso da presidente del consiglio. (antiguelfo)
Padre Pio, ancora uno sforzo! 14 novembre ‘00
Fra i miracoli più inattesi di questo Giubileo 2000, che pure ne ha propiziati tanti, soprattutto qui in Italia, si segnala quello che ha visto protagonista Michele Placido, alias commissario Cattani. Il quale, attore impegnato di sinistra e alfiere dei magistrati antimafia, ha accettato senza troppo riflettere la parte di Padre Pio in uno sceneggiato tv. E Padre Pio, puntuale, ha fatto il miracolo! Placido "ha subito un trauma", come dice, e ha finito col convertirsi, o quasi. Tanto che persino sulla pillola del giorno dopo ha cominciato ad avere dubbi. Di fronte a tanta sovrannaturale potenza, che fa avere ripensamenti persino agli atei più incalliti, sia consentito anche a noi appellarci a Padre Pio. La prossima volta propizi pure le miracolose conversioni, ma, lui che può, sia addirittura più imprevedibile. Ad esempio, faccia di Placido un pio devoto quando vanno di moda (e fanno cassetta) gli attori impegnati. E, viceversa, ne faccia un antieroe borghese quando i Pool sono palesemente fuori corso!. (ocone)
Estendiamo l'obiezione 16 novembre ‘00
Le polemiche sulla pillola del giorno dopo aprono prospettive francamente più interessanti della semplice obiezione dei farmacisti: obiezione alla produzione e alla vendita di armi, alla produzione e vendita di sostanze inquinanti, all’inquinamento elettromagnetico (compreso quello della stazione radio vaticana di Santa Maria di Galeria) e così via. Forse quando non c’è di mezzo il sesso la Chiesa è un pò distratta. O forse vale sempre il principio che le donne non hanno l’anima, e se ce l’hanno è piuttosto diabolica e comunque irresponsabile. E quindi è bene che qualcun altro, padre, marito, prete o, almeno, farmacista decida per loro. (masini del monte)
Il fantasma anticlericale 17 novembre ‘00
Gli incubi della destra italiana,che è sempre stata psichicamente labile, crescono di giorno in giorno: adesso i fantasmi che la devastano sono due, poiché a quello azionista, ormai diventato familiare come una giaculatoria ripetuta stancamente ogni sera prima di andare a dormire, si è aggiunto quello anticlericale, un mostro dai mille tentacoli, insolente e protervo, pronto a soffocare la flebile voce della santa chiesa di Roma. Cardinali, giornalisti, uomini politici fanno a gara nel denunciare i misfatti della bestia immonda, salita su dalle profondità dell'inferno: si vuol forse impedire che i cattolici vivano secondo i loro valori? È una preoccupazione davvero strana, se si pensa che, per la chiesa, noi laici siamo dei peccatori bene che vada, dei criminali in tutti gli altri casi. Non c'è che dire, un bel rispetto per i valori altrui da parte di chi si atteggia quotidianamente a vittima di persecuzioni inesistenti. Chi sono i veri insolenti? Gaetano Salvemini ed Ernesto Rossi non avrebbero avuto dubbi, ma oggi vanno di moda i laici che frequentano le sacrestie. Perfino un giornale come l'Espresso è diventato una brodaglia indigeribile: se la prende con MicroMega che avrebbe fatto l'elogio della bestemmia (ma quando mai?), con il Manifesto laico dal linguaggio troppo arrogante, perfino con il "dogmatico" Vittorio Foa. Come diceva Perpetua al suo curato: a furia di calarsi le brache. (bonetti)
I furori della contessa storace 18 novembre ‘00
Le lamentele della destra per i libri di testo comunisti e faziosi non è una novità. Si cominciò a gridare alla patria in pericolo e alla scuola di Stato tutta infestata di pericolosi rivoluzionari già nel mitico ' 68. Insegnavo allora filosofia e storia nel liceo scientifico di una tranquilla cittadina della provincia marchigiana, e anche lì era arrivata qualche debole eco dell'agitazione metropolitana. Naturalmente, per i benpensanti, la colpa di tutto ricadeva, come sempre, sui professori di filosofia, una materia che, notoriamente, conduce al peggio. Per non parlare della storia, che dovrebbe essere opportunamente castrata per non scontentare nessuno. In quel dolce paese sulle colline c'era anche una contessa (non mancano mai in simili luoghi) che scrisse al preside una lettera furente contro i professori di storia, colpevoli di tutto, anche delle scritte sui muri della scuola. La lettera si chiudeva con una frase solenne e ammonitrice: "Signor Preside, in nome di Dio e dell'Italia, sterminateli tutti senza pietà!". Sono passati tanti anni e non riesco a ricordare il nome di quella patriottica contessa. Che fosse la contessa Storace? (bonetti)
Coerenza degli pseudolaici 18 novembre ‘00
In occasione della competizione tra Rutelli e Amato per la “nomination” del candidato leader dell’Ulivo per le prossime consultazioni elettorali, sedici parlamentari provenienti dalle tradizioni laiche-repubblicane inviarono ad entrambi un documento che chiedeva garanzie per la salvaguardia della laicità dello Stato contro le pesanti ingerenze clericali sull’attività legislativa del Parlamento. Italialaica prontamente riportò l’appello e i nomi dei sedici parlamentari. Ora basta scorrere un altro elenco da noi pubblicato, quello dei 512 politici e funzionari che hanno festeggiato col papa il Giubileo, per accorgersi che un autorevole firmatario del primo documento laico ha aderito anche a questa singolare prova giubilare di conformismo e di sudditanza. Si tratta del senatore Andrea Manzella. Poiché il sen. Manzella è eletto nel collegio Forlì-Ravenna in sostituzione di Libero Gualtieri, che certamente mai avrebbe aderito a tale manifestazione, è da domandarsi cosa ne pensino gli elettori e se potranno fidarsi ancora di chi firma un documento per uno stato laico e contemporaneamente si impegna col papa a tenere conto delle indicazioni della chiesa cattolica nell’attività legislativa. Noi non mancheremo di farglielo ricordare. (masini)
Ottopermille 20 novembre ‘00
Cosa è e come funziona questo misterioso ottopermille che ci bombarda dagli spot televisivi in prossimità delle dichiarazioni dei redditi? Non lo sa quasi nessuno, e la dimostrazione è venuta da una recente trasmissione di Prima pagina, la rassegna stampa di Radio tre. Il giornalista di turno, il solitamente bene informato Daniele Protti, non poteva credere a un ascoltatore che sosteneva che le somme corrispondenti alle dichiarazioni in cui i contribuenti non hanno indicato alcuna destinazione vengano comunque ripartite sulla base percentuale delle dichiarazioni espresse, e lo ha decisamente rimbeccato. Invece, e purtroppo, è così: nel 1997 il 36% dei contribuenti ha destinato il proprio 8 per mille alla Chiesa cattolica che, proprio in virtù dell’alto numero di dichiarazioni non espresse, ha ottenuto l’82% della torta. Protti è stato sommerso dalle telefonate e dalle e.mail e il giorno dopo, stupefatto e sconsolato, ha correttamente e ampiamente rettificato. Ma sarà un caso che dal Ministero delle Finanze non arriva la minima informazione in proposito, neanche uno di quegli spot squallidini con cui il governo ogni tanto ci intrattiene?. (masini del monte)
Insegnanti inutili... 22 novembre ‘00
Secondo l’on. Alemanno di AN bisogna censurare i libri di testo per evitare che gli studenti siano traviati dalla propaganda comunista. Com’è noto infatti a scuola l’unica fonte di conoscenza, verità assoluta, sono i libri e gli insegnanti sono solo dei manichini, il cui compito è decidere se gli studenti hanno imparato bene a memoria e sanno ripetere paro paro quanto scritto sui libri, ma mai intervengono nel passaggio della conoscenza dai libri alla testa dello studente. A cosa può mai servire la professionalità di un insegnante quando c’è un libro perfettamente epurato dall’on. Alemanno? (r.gottardi)
Servitori 23 novembre ‘00
Cossiga a "Porta a porta". La Tv pubblica, in mano a una Sinistra che nella sua agonia è precipitata in pieno delirio masochista, sciorina una parata indecente di servi e di servi dei servi (e un "utile idiota", come si diceva un tempo) che si scambiano salamelecchi e pacche sulle spalle. Il telespettatore si spaura di fronte alla prefigurazione del suo destino a venire. È paradossale che il futuro abbia il ghigno corrotto di un passato remoto che, come in un ricorrente incubo, si diverte a replicare oscenamente se stesso. Non c’è nulla da ridere. Con l’aria di rivelare chissà che si vomitano sconcezze sull’assassinio di Moro e verità ufficiali fatiscenti da decenni. Ciò che resta della famiglia democristiana marcia fino al midollo designa il suo erede. E ovviamente, per non smentirsi, sceglie quello che gli assomiglia di più. Si discetta se il suo sorriso viene dagli "occhi" o viene da "dentro", non si trascura la sua "naturale eleganza". Si esaltano le sue mutande. Si approfitta della Tv per fare dell’accattonaggio di seggi. Quando si conclude l’autocelebrazione di fasti che sono scritti col sangue di molte vittime anche nei verbali dei tribunali italiani, continuiamo a farci del male aprendo il nuovo libro di Cossiga. Quelle pagine rivelano il veleno nascosto durante la trasmissione da un sorriso da brividi. Di Andreotti il suo caro amico Cossiga scrive che è stato "un grande servitore della Chiesa nella vita politica italiana". Come dire, di un generale, che ha tradito la sua patria per tutta la vita. Ma della feroce accusa non si meraviglierà nessuno, perché è sostanzialmente vera, anzi non sarà percepita neppure come un’ingiuria bensì come l’ennesimo complimento, talmente è sepolto molti palmi sottoterra quello che in epoche lontane era definito con semplicità "senso dello Stato". (antiguelfo)
Studenti deficienti 23 novembre ‘00
Ringraziamo Storace per la solerzia con cui vuole proteggere i poveri studenti, in balìa di libri di testo pieni di propaganda comunista. Dopotutto gli studenti non sono che scatole vuote in cui si travasa quanto scritto nei libri, incapaci di qualsiasi giudizio critico. Ne è una riprova il fatto che i primi della classe, i più bravi a ripetere a pappagallo, hanno sempre votato comunista, mentre solo i somari si son salvati dalla propaganda e votano AN. Qualcuno diventa anche presidente di Regione, vero presidente Storace? (r.gottardi)
La trave nell’occhio 27 novembre ‘00
L’on. Marco Zacchera, di A.N., alla trasmissione ‘In Parlamentò su Canale 5, denuncia come la Cina comunista calpesti i diritti umani in Tibet. Denuncia come un monaco tibetano non possa vivere liberamente la propria religione. Ma per A.N. un maestro omosessuale può vivere liberamente il proprio orientamento sessuale? Evidentemente anche A.N. è comunista. (r.gottardi)
Non rubare 28 novembre ‘00
Mercoledì. CdV, 22 nov. Giovanni Paolo II torna ad occuparsi della "dilagante piaga sociale" dell'usura, e lo fa per ribadire che "occorre assolutamente venire incontro a quanti si trovano coinvolti in questa rete di ingiustizie e gravi sofferenze". Sabato. Potenza, 25 nov. Rito abbreviato per il cardinale di Napoli Michele Giordano, nell'ambito dell'udienza preliminare sul procedimento per il giro d'usura in Val d'Agri. (Agi). (Ringraziamo il "Manifesto" per questo delizioso Spillo, che sfacciatamente facciamo nostro)
Mafia & camorra 30 novembre ‘00
Francesco Patriarca, ex senatore della DC, s’è beccato nove anni di galera per concorso in associazione camorristica. Nulla di imprevisto. Nonostante la nuova ventata assolutoria che ha invaso la magistratura, il potente democristiano ci ha rimesso le penne. Però qui protestiamo vivamente a suo favore. S’è consumata una grande ingiustizia. Il papa, poco prima della sentenza assolutoria del Tribunale di Perugia, abbracciò ostentatamente in pubblico Andreotti (come sostiene Cossiga, “un grande servitore della Chiesa nella politica italiana”) e secondo i malevoli contribuì non poco (come in effetti si era proposto) a un verdetto così criticato. Francesco Patriarca pochi giorni fa s'è precipitato ad aderire – insieme, tra gli altri, col ministro degli Interni Enzo Bianco - al Giubileo dei politici, e quindi è stato coinvolto nell’abbraccio collettivo di un Santo Padre sempre più comprensivo per i peccatori del mondo e della criminalità organizzata. Però i giudici del Tribunale questa volta non ne hanno tenuto il debito conto. Non è giusto. (antiguelfo)
La logica del papa 1 dicembre ‘00
A stare al testo che ho sentito leggere e rileggere a “Porta a Porta” (io non ce l’ho), il Papa avrebbe detto, anzi “ribadito”, che “la droga non è una soluzione”, e, “dunque”, bisogna respingere le ipotesi di “liberalizzazione” o di “riduzione del danno”. Vorrei chiedere al Papa, o a chi per lui, quale nesso corra fra la premessa e la conseguenza. In generale, chi è che sostiene che “la droga è una soluzione”? In particolare, quale paziente riduttore di danni ha mai sostenuto che “la droga è una soluzione”? E allora? (Adriano Sofri) Un altro “Spillo” rubato, questa volta, dal “Foglio”.
Cacciari e l’ovvietà 2 dicembre ‘00
Con aria di grande sufficienza, Cacciari, sul “Corriere”, accusa Bobbio di affermare cose “ovvie”. È un modo come un altro per portare acqua a Berlusconi. C’è da augurarsi che anch’egli cominci a dirle, prima o poi, quelle che lui definisce “catalanate”, facendo - già che ci sta - pure un bilancio critico dell’arrendevolezza di sempre della sua parte politica verso il clericalismo. Sembra d’essere tornati in sedicesimo al Togliatti che si crede d’essere più intelligente di Salvemini, ma è soltanto cinico. (antiguelfo)
La fermezza di Cossiga 4 dicembre ‘00
Mi sembra chiaro che Bobbio è il nuovo leader del centrosinistra – dichiara sferzante Francesco Cossiga – D’altra parte sono passati da Togliatti e Gramsci al preservativo a basso costo e alla droga libera”. Così riferiscono i giornali. Cossiga, immobile come un pendolo, non “passa” da nessuna parte, rimanendo coerentemente fermo nella sua regola d’essere al governo o all’opposizione, dalemiano o berlusconiano, secondo se i giorni sono dispari o pari. E la sua diletta Chiesa certamente non è come quelle banderuole del centrosinistra (che Cossiga vorrebbe fermo a Togliatti) e non si occupa né di preservativi né di droga, ma solo di Fede e di Rivelazione. Con le sole eccezioni, ovviamente, del Papa e di tutte le Conferenze episcopali, che ogni giorno che il loro Dio manda in terra ci deliziano dei loro anatemi proprio contro i profilattici e contro tutto ciò che avviene in camera da letto. Ma Cossiga, impegnato a traslocare, non se ne accorge. Come non si accorge nemmeno che il Papa e le Conferenze episcopali “sono passati”, proprio con la loro sessuofobia, a sponsorizzare le stragi di massa nell’Africa devastata dall’Aids. (antiguelfo)
Prego, entrate! 8 dicembre ‘00
E alla fine giunse l'operazione: "Paradiso, porte aperte!". Per accedervi è sufficiente condursi bene, ha detto Wojtyla nell'udienza generale di stamattina. Non la fede ma la dirittura morale apre le porte al più esclusivo dei clubs, all'unico che garantisce la vita eterna. Ora, però, occorrerebbe trarre una logica conseguenza: Wojtyla abbia coraggio e proponga lo scioglimento di Santa Romana Chiesa. Se in etica conta l'esempio, come dicono i moralisti, l'istituzione da lui presieduta non può essere infatti di nessun aiuto. Né storicamente, né attualmente, con l’etica essa ha avuto molto a che fare. Meglio, molto meglio quel mondo secolarizzato ove gli individui, se non altro, non sono istigati ad azzannarsi l'un l'altro. E ove le leggi, almeno teoricamente, garantiscono a tutti, poveri e potenti, uguale dignità. (ocone)
Femminismo peloso 10 dicembre ‘00
Il cardinale Biffi ha discettato sul "femminismo di Dio", nuova decorazione sul campo dopo che il ridente papa Luciani ci aveva informato che "Dio è mamma". Accogliamo quindi con gratitudine questo riconoscimento di un femminismo che è "prova e donazione d'amore” (rigorosamente senza preservativo). E siamo fiere dei risultati raggiunti, dal momento che vi sono "estese aree di umanità" in cui la donna appare "più che altro, funzionale all'egoismo maschile". In fondo noi dobbiamo solo chiedere l'autorizzazione a commissioni di uomini se vogliamo abortire, o almeno a un farmacista, se non vogliamo rischiare di doverlo fare, e chiedere perdono attraverso un prete. Se Dio è femminista, la Chiesa no. (masini del monte)
Il Giubileo di Haider 13 dicembre ‘00
C’è stato il Giubileo dei politici, quello dei calciatori, della Lazio e della Roma, quello dei militari, quello dei disabili, definiti un pò goffamente «portatori di un’abilità differente» e così via. Non sarebbe stato opportuno in questo clima di caccia allo straniero, invece di ospitare Haider, fare anche un’indulgenza per gli immigrati? (Ringraziamo Liberazione per questo Spillo che facciamo nostro)
Scena memorabile (ovvero, da ricordare)

17 dicembre ‘00
Per salvarsi la coscienza “Pax christi” giovedì s’era mostrata sicura che il Papa, ad Haider, “gliele avrebbe cantate”. Wojtyla, evidentemente giù di voce, non ha prodotto alcun gorgheggio (stanco forse delle “stecca” contro la Carta europea che s’è dimenticata di far dichiarata professione di clericalismo), ma – come riferiscono i giornali – è stato “freddo”. “Il Papa mantiene le distanze”, scrive il solito vaticanista progressista. Due strette di mano non sono bastate a questi osservatori giustificazionisti. Si aspettavano che il Papa saltasse al collo dello squallidone e lo baciasse appassionatamente? Intanto, grazie alla Chiesa, Haider ha ottenuto ciò che voleva: un palcoscenico mondiale, alcune fotografie storiche, una comparsata accanto alla star più gettonata del momento e la possibilità di vomitare l’ultima barzelletta antisemita. Grazie Papa, il razzismo internazionale te ne sarà grato. Indimenticabile. (antiguelfo)
Il serpente si morde la coda 22 dicembre ‘00
Dopo il Giubileo dei pizzettari, dei clown, dei camperisti, delle modelle, dei politici, e dei nazisti, il papa ha voluto incontrare le vittime delle sètte, dei maghi, di tutti coloro che lucrano in denaro e potere sull'ignoranza dei poveri di spirito. Lo confessiamo, la nostra ammirazione per il papa raggiunge cime che pensavamo inattingibili. E quanta abissale pena ci fanno coloro che abbracciano una fede menzognera, plagiati dal conformismo che li circonda, o coloro che si ritrovano arruolati in una grande sètta tra una poppata e l'altra, o coloro che sono così svuotati d'ogni senso critico che adorano feticci e reliquie al di là di ogni verosimiglianza, o coloro -come Rutelli- che ancora credono ai Padri Pii e alle Madonne Lacrimanti. Meno male che c'è il papa che consola queste vittime innocenti della superstizione, residui del tempo che fu. (antiguelfo)
Visita privata e visita esplosiva 23 dicembre ‘00
Il candidato dell'Ulivo, Francesco Rutelli, si è recato al santuario di padre Pio. I suoi collaboratori hanno specificato che si è trattato di una visita assolutamente privata. Ad aspettare Rutelli all'uscita dal santuario c'erano infatti solo gli inviati delle agenzie di stampa, delle televisioni e dei più importanti quotidiani del paese. (jena) (Questa volta non rubiamo lo Spillo al “Manifesto” perché ne siamo sprovvisti, né per sola ammirazione per lo spirito laico della “Jena”, ma come minuscolo gesto di solidarietà per la testata così miserevolmente aggredita da chi un tempo sarebbe stato definito “clerico-fascista”. Speriamo che la Sinistra tutta sappia meditare a fondo sul significato della bomba di via Tomacelli e ne tragga qualche conclusione sullo spirito di intolleranza che viene diffuso ad ampie mani dalla gerarchia cattolica e che può dare questi ed altri frutti avvelenati). (antiguelfo)
Il miracolo di Cesare 28 dicembre ‘00
Fa bene il cardinal Giordano a rallegrarsi per l'assoluzione. I patti sono stati rispettati: ha dato a Cesare e da Cesare è stato perdonato. (rho)
O miracolo 31 dicembre ‘01
L’anno giubilare stava per concludersi, e la Gerarchia era in apprensione crescente. Tutta l’enorme torta mediatica era stata inghiottita (con molti casi d’indigestione) dal popolo affamato, ma mancava la ciliegina. Se il Giubileo del ‘600 aveva offerto gli effetti speciali del rogo di Giordano Bruno, possibile che quello del 2000 non desse neppure un accadimento "straordinario", un segno certo del divino? Ma non bisognava disperare. Gli umili – come ce li descrive il Messaggero – si raccolgono nelle chiese, piangono, trepidano, invocano la madonna e i santi prediletti, accendono candele a migliaia. E alla fine il tanto atteso prodigio del cielo arriva. A tarda sera, il cardinale Giordano viene mandato assolto. "Miracolo, miracolo", grida l’Italia tutta. (antiguelfo)
Il dio del tempo che fu 4 gennaio ‘01
Ciampi nel discorso dell’ultimo dell’anno si appella a Dio. Sull’”Avvenire” Rosso Malpelo, avvocato delle cause perse, è costretto d’ufficio a criticare chi aveva fatto notare ovviamente che “se il presidente è credente, fatti suoi, ma quando parla da presidente deve parlare per tutti, anche per i non credenti, quindi non può parlare di Dio”. A corto d’argomenti, Malpelo se la prende contro coloro che “non hanno capito ancora la differenza che corre tra democrazia e democrazia popolare”. Ovvero, straparla. Antiguelfo, per festeggiare la fine del secolo più abominevole, sospende la sua severità e di fronte ad argomenti così smaccatamente suicidi assolve tutti: il corsivista in difficoltà e il presidente che, all’inizio del terzo millennio, avrà voluto addolcire la pena d’una minoranza religiosa affranta dalla nostalgia del monopolio del tempo che fu. (antiguelfo)
Polizia papalina 5 gennaio ‘01
Con alto sprezzo del pericolo la polizia italiana ha prontamente allontanato il gruppetto di gay cattolici che manifestavano in Piazza San Pietro per avere la benedizione del papa. Tanto zelo va premiato. A quando l'arrivo delle divise da guardia svizzera? (rho)
La macchia nera 8 gennaio ‘01
Troppi bilanci di fine millennio e di fine anno. Importante, però, quello dei gay, che sono giustamente orgogliosi della manifestazione del luglio scorso nella capitale, più conosciuta come “Gay Pride”. Fu una grande prova di civiltà liberale che vide uniti gay e non gay nella difesa e nella riaffermazione del diritto di riunione sancito dalla nostra Costituzione. Unica macchia su un bel quadro fu quell’intreccio di intolleranza e di ingerenza che nell’occasione ostentò la Santa Romana Chiesa. (antiguelfo)
I servi della tv 9 gennaio ‘01
Ingrato come tutti i padroni, il regista Wojtyla domenica ha fatto spegnere le telecamere. “Sono troppe le dirette televisive”: così è esploso il Papa, che come noi tutti non ne può più della valanga di “dirette” che per un anno gli sono state elargite dai servi del servizio pubblico della Tv di Stato (Vaticano). Il Papa ha poi avvertito i nostri giornalisti televisivi che il Giubileo era terminato il giorno prima. Nella confusione dei palinsesti i servi non se n’erano nemmeno accorti. (antiguelfo)

Comicità 9 gennaio ‘01
Qui ci sforziamo d’essere ironici, e riuscirci non sempre è facile. Qualche volta il corsivo si allunga per troppe righe alla ricerca dello spunto felice. Ma anche nella migliore delle ipotesi non sapremo mai raggiungere congiuntamente i vertici della comicità e della stringatezza attinti ieri dalla Conferenza episcopale italiana che in 9 parole sublimi ha chiuso definitivamente una diceria che dura da qualche secolo: “Non esiste un interventismo della Chiesa nella politica italiana”. Stop. (antiguelfo)
Il bacio di Rutelli 11 gennaio ‘01
Cambiano i secoli, ma non cambia l'ingratitudine di Santa Romana Chiesa verso chi l'ha devotamente servita. Dopo Floria Tosca, è toccato a Francesco Rutelli sperimentare quanto valgano le lusinghe dei preti. Lui magari non è vissuto d'arte e neppure d'amore come la sventurata cantante, ma la sua preghiera ai santi tabernacoli è salita, e come, di fiori agli altari ne ha dati in abbondanza, e anche di opere, al manto della Madonna non ha portato gioielli, ma una bella pioggia di miliardi certamente. E adesso, nell'ora del dolore elettorale, guardate un pò come Ruini lo remunera! Non c'è niente da fare, caro Rutelli-Tosca, nel cuore di Ruini si annida Berlusconi. E allora tu, da vero eroe romantico, affonda la lama (metaforicamente, s'intende) nel fianco di Ruini-Scarpia, e grida, se puoi, "Questo è il bacio di Tosca!". Ma potrai? Ma vorrai? (bonetti)
Parole ebbre 12 gennaio ‘01
Vorrei dedicare ai gerarchi della Chiesa cattolica, ebbri di trionfalismo dopo la conclusione del giubileo, e che si lamentano, in tanta perfezione, di un solo neo, quello del gay pride, questi pochi versi del poeta alessandrino Costantino Kavafis, omosessuale: Arriva per taluni un giorno, un'ora/ in cui devono dire il grande Sì/ o il grande No. Subito appare chi/ ha pronto il Sì: lo dice, e sale ancora/ nella propria certezza e nella stima./ Chi negò non si pente. Ancora No,/ se richiesto, direbbe. Eppure il No,/ il giusto No, per sempre lo rovina. Essi non sanno, degni eredi di Bonifacio VIII che istituì il primo giubileo (il papa Caetani le cui parole parver ebbre, nei versi di Dante, a Guido da Montefeltro), che ci sarà sempre, nella storia della chiesa e in quella del mondo, chi continuerà a dire di no, pensando a Cristo sulla croce, e non ai trionfi mediatici ed effimeri di piazza San Pietro. (bonetti )



Miracolo a milano.



Condividi con i tuoi amici:
  1   2   3   4   5


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale