Gli uomini poi che sono sordi dalla nascita sono sempre anche muti



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26.01.2018
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“Gli uomini poi che sono sordi dalla nascita sono sempre anche muti: possono sì emettere suoni vocali (voce- phonè) ma non articolare un linguaggio (voce articolata- diálektos).

  • “Gli uomini poi che sono sordi dalla nascita sono sempre anche muti: possono sì emettere suoni vocali (voce- phonè) ma non articolare un linguaggio (voce articolata- diálektos).

  • Quanto ai bambini, come non sono padroni delle altre parti, così non possono all’inizio controllare nemmeno la lingua; essa è imperfetta e si scioglie con il passare del tempo [...]”

  • (536 b 3- 8)

  • "La voce e il suono (psòfos) sono due cose diverse, e una terza è il linguaggio (diálektos).

  • La voce non può venire emessa da nessun altra parte se non dalla laringe: perciò quegli animali che sono privi di polmoni neppure possono emettere la voce. Il linguaggio è l'articolazione (diárthrosis) della voce mediante la lingua”.

  • (535 a 30- 535 b 3)



L’udito concorre in massima parte all’intelligenza anche se in maniera derivata. Il linguaggio è infatti causa di apprendimento in quanto è udito […] È questo il motivo per cui, tra coloro che dalla nascita sono privi dell’uno o dell’altro senso (vista e udito), i ciechi sono più intelligenti dei sordomuti”. (437 a 11- 17)

  • L’udito concorre in massima parte all’intelligenza anche se in maniera derivata. Il linguaggio è infatti causa di apprendimento in quanto è udito […] È questo il motivo per cui, tra coloro che dalla nascita sono privi dell’uno o dell’altro senso (vista e udito), i ciechi sono più intelligenti dei sordomuti”. (437 a 11- 17)

  • UDITO:

  • SENSO SUPERIORE ALLA VISTA,

  • PERCHE’ FUNZIONALE ALL’APPRENDIMENTO DEL LINGUAGGIO ARTICOLATO



Codex Iustinianus (531)

  • Codex Iustinianus (531)

  • Distinzioni in 5 classi (livelli di sordità).

  • Sordità profonda: privati di diritti civili; considerati non educabili; obbligati ad esser seguiti da un tutor.

  • MEDIOEVO: CONDANNA DEI SEGNI

  • Rodolphus Agricola (1443- 1485)

  • Nel De inventione dialectica (libro III) afferma d’aver visto un sordo dalla nascita, di conseguenza anche muto, che aveva imparato a comprendere ed esprimersi chiaramente attraverso la scrittura.

  • RIVALUTAZIONE DELLA VISTA

  • APPRENDIMENTO DELLA SCRITTURA



  • “Narra l’Agricola, nel suo III Libro del De inventione dialectica, d’aver visto un uomo nato sordo e muto che aveva imparato a scrivere, potendo in tal modo significare ogni cosa volesse.

  • Ne consegue dunque che il muto ascolti per mezzo della lettura e parli per mezzo della scrittura: infatti può rappresentarsi nella memoria che
    , ad esempio, significa quella cosa che si mangia.

  • Legge dunque secondo lo stesso principio della pittura, attraverso la quale è possibile non riferirsi alle parole (pronunciate)[…]

  • E, come guardando una pittura è possibile riprodurne un’altra […] così anche per le lettere dell’alfabeto (literae).”

  • SUPPLENZA SENSORIALE UDITO- VISTA



Pedro Ponce de León (1573- 1633)

  • Pedro Ponce de León (1573- 1633)

  • Monaco benedettino.

  • Insegnava a parlare ai sordi dalla nascita, in particolare a religiosi e a figli di nobili, che necessitavano, per perpetuare i propri privilegi, di aggirare le leggi che ancora impedivano ai sordi di ereditare e fare testamento.

  • METODO ORALISTA

  • SCRITTURA

  • OSTENSIONE

  • Juan Pablo Bonet

  • (1620), Reducción de las letras, y arte para inseňar a ablar los mudos.

  • METODO ORALISTA

  • SCRITTURA

  • CODICE ALFABETICO MANUALE





  • IDEATORE DEL METODO ORALISTA PURO

  • “[…] è certo un miracolo il fatto che Dio abbia voluto che gli uomini […] potessero legare ai movimenti compiuti con le labbra, la lingua, i denti &c., le cose che volgono nella loro mente, e questa è una facoltà universale […] Nulla infatti scaturisce da noi che, più della Voce, rechi in sé la forma e la figura più vivide della vita […].

  • PAROLA: MANIFESTAZIONE

  • DELLA NATURA DIVINA DELL’UOMO

  • IL LINGUAGGIO GESTUALE DEI SORDI

  • E’ “MANCHEVOLE E MUTILO



René Descartes (1596-1650), Discours de la méthode (1637)

  • René Descartes (1596-1650), Discours de la méthode (1637)

  • “Gli uomini che, essendo nati sordi e muti sono privati degli organi che servono agli altri per parlare quanto o più che le bestie, sono soliti d’inventare da se stessi alcuni segni per mezzo dei quali si fanno intendere a quelli che, stando ordinariamente con essi, hanno tempo d’imparare la loro lingua”.

  • QUESTO E’ SEGNO DELLA PRESENZA DI UN’ATTIVITÀ RAZIONALE.

  • Francis Bacon (1561-1626), De dignitate et augmentis scientiarum (1623)

  • “Si vedono, spesso, alcuni sordomuti fin dalla nascita, ma non privi di intelligenza, in stupefacenti colloqui tra loro o con quegli amici che hanno appreso il loro modo di parlare con i gesti”.



  • Le forme linguistiche orali operano una selezione delle percezioni, tendono a dare linearità al pensiero, mentre gli eventi percettivi potrebbero essersi verificati simultaneamente.

  • Gesti in uso tra i sordi: parziale simultaneità che organizza in modo diverso, ma equivalente alle Lingue Vocali, l’esperienza percettiva.

  • Linguaggio poetico (Lingue Vocali) = Gestualità dei sordi

  • Convivenza di Modalità linguistica e Dato percettivo

  • Fonte: T. Russo Cardona (2002)



Le ragioni pastorali, filantropiche e filosofiche di una rivoluzione

  • Le ragioni pastorali, filantropiche e filosofiche di una rivoluzione

    • Il gesto come lingua universale: L’arte de’ cenni di Bonifacio [1616] e Philocophus di Bulwer [1648];
    • L’utopia delle lingue perfette;
    • I ragazzi selvaggi.
  • Condillac e il langage d’action



Segni accidentali: quegli oggetti che, per alcune circostanze particolari, sono legate a qualcuna delle nostre idee. Sono segni che risvegliano, con la loro presenza, una percezione già provata. Un oggetto, per esempio, può essere collegato ad una sensazione di paura e fare in modo che la stessa sensazione si riproduca ogni volta che l’oggetto è di nuovo presente al soggetto.

  • Segni accidentali: quegli oggetti che, per alcune circostanze particolari, sono legate a qualcuna delle nostre idee. Sono segni che risvegliano, con la loro presenza, una percezione già provata. Un oggetto, per esempio, può essere collegato ad una sensazione di paura e fare in modo che la stessa sensazione si riproduca ogni volta che l’oggetto è di nuovo presente al soggetto.

  • Segni naturali: sono per esempio le grida che naturalmente emettiamo per esprimere sentimenti come la gioia, il dolore, l’ odio ecc.

  • Segni istituzionali (es: le parole): hanno i caratteri della generalità e dell’arbitrarietà, in quanto si riferiscono ad insiemi di idee particolari che non hanno un modello in natura e non hanno neanche la medesima configurazione nei diversi individui.



METODO MANUALISTA

  • METODO MANUALISTA

  • Si avvale dei

  • GESTI elaborati in modo naturale dai sordi…la loro lingua materna.

  • e introduce i

  • SEGNI METODICI per designare le categorie grammaticali della lingua francese (tempo e persona del verbo, genere dei nomi, ecc.). Si interpongono fra la lingua scritta e il pensiero





Es: Il verbo CROIRE

  • Es: Il verbo CROIRE

    • Je dis que oui par l’esprit, je pense que oui;
    • Je dis oui par le cœr, j’aime àpenser que oui;
    • Je dis oui de bouche,
    • Je ne vois pas de mes yeux.


Dopo la morte di de l’Epée, avvenuta nel 1789, gli succedono, alla direzione dell’Istituto per i Sordi di Parigi, due fra i suoi migliori allievi: Roch-Ambroise Cucurron Sicard (1742-1822) e Roch-Ambroise-Auguste Bébian (1789-1839).

  • Dopo la morte di de l’Epée, avvenuta nel 1789, gli succedono, alla direzione dell’Istituto per i Sordi di Parigi, due fra i suoi migliori allievi: Roch-Ambroise Cucurron Sicard (1742-1822) e Roch-Ambroise-Auguste Bébian (1789-1839).

  • Con loro si assiste alla nascita del primo dizionario dei Segni, che ritroviamo in Théories des Signes à l’usage des sourds-muets de naissance di Sicard [1808], e, in generale, ad un’ulteriore complessizzazione della grammatica e della sintassi segnate.



Si assiste, per la prima volta, alla formazione di una vera e propria comunità di segnanti

  • Si assiste, per la prima volta, alla formazione di una vera e propria comunità di segnanti

  • Nel 1816 la lingua dei segni giunse negli Stati Uniti grazie all’opera di Laurent Clerc, prima allievo e poi insegnante dell’istituto parigino, il quale, insieme a Thomas Gallaudet, fondò, nel 1817, l’American Asylum for the Deaf.





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