Gruppo Ministranti Anno Pastorale 2013 / 2014 IL Credo Cattolico



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Gruppo Ministranti

Anno Pastorale 2013 / 2014



Il Credo Cattolico

1° Incontro – Io Credo…
Il “Credo” è chiamato anche “simbolo apostolico”: riassume, infatti, e trasmette la professione di fede degli apostoli e delle prime comunità cristiane.
Il Simbolo degli Apostoli è così chiamato perché a buon diritto è ritenuto il riassunto fedele della fede degli Apostoli. Scritti dei secoli V e VI indicando che questa preghiera, nei primi secoli della Chiesa, era considerata talmente sacra da non poter essere neppure scritta, ma soltanto memorizzata; questo spiegherebbe la mancanza di fonti scritte dirette antiche in favore di semplici allusioni o rimandi e di una tradizione orale.
Il Simbolo detto di Nicea – Costantinopoli, il quale trae la sua grande autorità dal fatto di essere frutto dei primi due Concili Ecumenici (325 e 381); è tuttora comune a tutte le grandi Chiese dell’Oriente e dell’Occidente. Rispetto al Simbolo Apostolico, il Simbolo di Nicea introduce delle verità di notevole spessore all’interno di quanto era creduto fino a prima del Concilio: Gesù è della stessa sostanza del Padre; è generato e non creato, quindi è di natura divina; è coeterno con il Padre perché generato prima di tutti i secoli.

Il Simbolo della nostra Fede ci è stato consegnato il giorno del nostro Battesimo, quando tutta la nostra vita è stata affidata al Padre attraverso la comunità cristiana. Recitare con fede il Credo, significa entrare in comunione con Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ed anche con tutta la Chiesa che ci trasmette la fede e nel seno della quale noi crediamo.

Nel nostro modo di parlare quotidiano questa parola può essere intesa in modi diversi.

Diciamo, ad esempio: credo che tu abbia ragione, credo che domani farà bello… ed, in questo caso, la parola credere significa non avere un’idea certa.

Però facciamo anche tanti atti di fede diversi: crediamo al medico, ad un esperto, ad un amico. In queste situazioni non siamo in grado di verificare come stanno esattamente le cose, ma ci fidiamo e crediamo ad una persona che sa e che ci dice la verità.

Questo secondo comportamento umano può essere paragonato al credere cristiano. Le parole “io credo” significano, precisamente: mi fido di Dio che si è manifestato agli uomini per mezzo del suo Figlio, Gesù Cristo.


La Bibbia ci presenta una serie di persone per i quali la fede è stata determinante nella loro vita: Abramo, i Profeti, Maria, gli Apostoli. Tutte queste persone si sono fidate di Dio anche quando, umanamente, sarebbe stato più ragionevole non fidarsi. Per noi, oggi, ciò che ci spinge a credere è soprattutto il fatto che Gesù è risuscitato dai morti.
Per “credere” è necessario pregare. Un buon test della fede è la preghiera: anche se non è l’unico modo, la preghiera è un momento fondamentale nel quale si esprime il rapporto tra il nostro io umano ed il Tu divino. Dio stabilisce con noi questo dialogo di amicizia e vuole da noi una risposta.
Essere cristiani, credere, avere fede, oggi è difficile a causa della società in cui viviamo (anche se la fede autentica non è mai stata facile ed ogni epoca ha avuto le sue difficoltà…). Oggi si crede solo alle cose che si possono toccare con mano, che si possono vedere concretamente…

E’ esattamente il contrario della fede cristiana!



Storia

TRE BAMBINI

Quando fu assunto come redattore in una importante rivista nazionale, gli sembrò di toccare il cielo con un dito. Telefonò a mamma, papà e naturalmente alla dolce Monica alla quale disse semplicemente: “Ho avuto il posto! Possiamo sposarci!”.

Vennero le nozze e negli anni vennero tre vispi bimbetti: Matteo, Marta e Lorenzo.

Sei anni durò la felicità, poi la rivista fu costretta a chiudere. Il giovane papà si impegnò a trovare un altro posto come redattore in un giornale locale. Ma anche quel giornale durò poco. Questa volta la ricerca fu affannosa. La giovane mamma e i tre bambini guardavano il volto del papà, giorno dopo giorno sempre più rabbuiato.

Una sera, durante la cena, l’uomo si sfogò amareggiato: “E’ tutto inutile! Nel mio settore non c’è più niente da fare: tutti riducono il personale, licenziano”. Monica cercava di rincuorarlo, gli parlava dei suoi sogni, delle sue indubbie capacità, di speranza Il giorno dopo, il papà si alzò dopo che i bambini erano già usciti per la scuola. Con il suo peso sul cuore, prese una tazza di caffè e si avvicinò alla scrivania dove di solito lavorava. Lo sguardo gli cadde sul cestino della carta. Alcuni grossi cocci di ceramica rosa attirarono la sua attenzione. Si accorse che erano i pezzi dei tre porcellini rosa che i bambini usavano come salvadanaio. E sul suo tavolo c’era una manciata di monetine, tanti centesimi e qualche euro e anche alcuni bottoni dorati e sotto il mucchietto di monete un foglio di carta sul quale una mano infantile aveva scritto: “Caro papà, noi crediamo in te! Matteo, Marta e Lorenzo”.

Gli occhi si inumidirono, i brutti pensieri si cancellarono, il coraggio si infiammò. Il giovane papà strinse i pugni e promise: “La vostra fede non sarà delusa!”.

Oggi, sulla scrivania di uno dei più importanti editori d’Europa c’è un quadretto con la cornice d’argento. L’editore lo mostra con orgoglio dicendo. “Questo è il segreto della mia forza!”. E’ solo un foglio di carta con una scritta incerta e un po’ sbiadita: “Caro papà, noi crediamo in te!”.
ORA SO CHE…

  • Dire a qualcuno Io credo in te è una cosa molto importante. Si dice solo a chi si ama. E’ quasi come dirgli “Ricordati che tu sei tutto quello che ho”.


Domande per la riflessione

  • Quanti di voi credono all’oroscopo? E quanti ai maghi? E quanti al destino? E perché?

  • Perché c’è in giro tanta gente superstiziosa?

  • Che differenza passa tra credere nei maghi, all’oroscopo, al destino e credere in Dio?

  • Sei proprio sicuro che Fede è credere in Gesù Cristo?

  • Nella tua vita tutti possono vedere che sei cristiano (nel vero senso della parola)? Come?

  • Di solito, di quali persone ti fidi di più?

  • Cose vuole dire per te Credere?

  • È di moda costruirsi una fede “secondo i propri gusti”. Quali sono le maggiori difficoltà che incontri oggi nel “credere”?


QUALCHE CONSIGLIO

Conosci bene le persone che frequenti, per sapere quanto sono affidabili e credibili.

Ascolta sempre le “due campane” prima di avventurati in giudizi frettolosi.

Diffida della scorciatoia del tutto e subito. Chi lo propone di solito non è un amico di cui fidarsi a occhi chiusi.

Dai fiducia alle persone che vogliono il tuo bene e te lo dimostrano.

Trova tre buoni motivi per cui credere è più importante del “non credere”.



PREGHIERA

Credo o non credo?
Ho smesso di credere

da quando quelli del mio giro

hanno preso a sfottermi

perché andavo in chiesa.

Ho così chiuso con te, Signore

per un po' di tempo pensando

di fare il grande.

Mi sono trovato invece solo.

Sono stato un pollo a credere

che fosse meglio non credere.

Vorrei tornare a volare alto,

a fidarmi di più

delle tue parole, Signore.

Aiuta la mia incredulità.






2° Incontro – … in un solo Dio, Padre Onnipotente…

Oggi la nostra società esprime diverse idee di Dio:

ci sono persone che pensano che Dio sia diventato inutile, non ha più niente da fare, è stato tranquillamente superato da tutti i progressi della scienza e della tecnica;

per altri Dio è solo un’illusione, qualcosa di astratto che l’uomo tira fuori nei momenti di dolore, di necessità, a volte per scappare dalle proprie responsabilità;

ci sono persone che negano l’esistenza di Dio in nome della libertà dell’uomo: come a dire che se Dio esiste l’uomo non è libero, né autonomo, né responsabile;

c’è anche che pensa che Dio non può esistere perché non può volere tutto il male che c’è nel mondo. C’è troppa sofferenza e Dio non può tollerare certe cose.

Ci sono due categorie di persone: chi crede in Dio e chi non crede. Ma chi è questo Dio? Per noi, spesso, Dio è l’idea stessa che si siamo fatti di lui, magari perché, da piccoli, i nostri genitori che lo hanno raccontato in un certo modo, o, magari, abbiamo vaghi ricordi per come lo abbiamo conosciuto attraverso il catechismo.

Praticamente però noi pretendiamo già di sapere chi è Dio, non ci serve incontrarlo o conoscerlo. Siamo davvero presuntuosi. Come facciamo a sapere con tanta presunzione chi è Dio? Come possiamo pretendere, con la nostra limitata intelligenza, di sapere già chi è Dio, per decidere poi se egli abbia o no il diritto di esistere?

A proposito della ricerca di Dio la fede cristiana ha qualcosa di originale da dire. Noi, infatti, non crediamo ad una bella fiaba, al frutto di un bel racconto. Noi cristiani crediamo nel Dio che Gesù Cristo ci ha fatto conoscere venendo tra noi ad annunciare la lieta notizia del Regno di Dio.

Gesù è venuto a farci conoscere un Dio che non è esattamente l’incarnazione dei nostri sogni. Ci ha fatto incontrare un Dio che sta dalla parte degli umili, degli oppressi, dei poveri, un Dio che, per amore, ha consegnato suo Figlio alla croce.

Un Solo Dio. Con queste parole incomincia il Simbolo Niceno – Constantinopolitano. Sarebbe stato sufficiente dire che Crediamo che Dio esiste. Invece, quando fu formulata nel IV secolo, era ancora presente il politeismo pagano, cioè la credenza che ci fossero molti dei. La confessione dell’unicità di Dio e inseparabile da quella dell’esistenza di Dio ed è altrettanto fondamentale. Lo stesso Gesù conferma che Dio è l’unico Signore e che lo si deve amare con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutte le forze.

Gesù rivela anche che Dio è un Padre. Innanzitutto Dio è il Padre di gesù, il Padre del Nostro Signore Gesù Cristo. Gesù infatti si rivolge a Dio chiamandolo Padre innumerevoli volte, e non lo invoca mai con un altro nome nel momento della preghiera.

Presentandoci Dio come Padre suo, Gesù ci dice che Dio è anche padre nostro. In che senso Dio è nostro Padre? Dio è nostro padre non in virtù di una generazione biologica, ma grazie ad un rapporto libero e gratuito che Dio stesso instaura con noi. Rapporto che la Bibbia chiama con i nomi di liberazione, elezione, difesa, guida, alleanza, adorazione, amore.

La paternità di Dio va intesa come una metafora ad esprimere sollecitudine, affetto, premura, vicinanza amorosa. Da questo punto di vista si potrebbe benissimo parlare di maternità di Dio, come d’altronde fa la Bibbia allorchè mette in bocca a Dio queste tenerissime espressioni: << Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece ti dimenticherò mai >> (Is. 49,15).

Dio è Padre soprattutto perché gratuitamente perdona e accoglie nuovamente nella casa i figli ribelli. Bisogna meditare a lungo la parabola del Figliol Prodigo per comprendere in profondità che cosa sia la paternità di Dio. Paternità è dunque sinonimo di una straordinaria potenza d’amore e di misericordia.


Storia

L’EQUILIBRISTA

Un funambolo viveva facendo acrobazie, senza alcuna rete di salvataggio, su una fune che tendeva ad altezza vertiginosa. Una volta tese la sua fune sulla piazza del mercato di una piccola città e poi invitò con un altoparlante la gente a vedere la sua abilità. Si radunò una gran folla. L’acrobata percorse la corda, dapprima lentamente, poi di corsa, poi come se danzasse. La gente applaudiva entusiasta. L’uomo portò sulla corda una sedia, nonostante appoggiasse soltanto con due gambe, si sedette tranquillamente su di essa e aprì il giornale fingendo di leggere. Dondolò pericolosamente in avanti e indietro, strappando urla di spavento agli spettatori. Ma sempre sorridendo, l’acrobata riprendeva l’equilibrio sul sottile filo d’acciaio. A un certo punto, l’equilibrista mostrò agli spettatori una bicicletta e con il megafono si rivolse loro, ormai numerosissimi. “Percorrerò la corda avanti e indietro in sella a questa bicicletta. Pensate che possa farcela?”.

Ma certo!”, gridarono tutti, convinti. L’equilibrista sorrise: “Allora, se avete tanta fiducia nella mia abilità, uno di voi venga con me, lo porterò sulla mia bicicletta a fare un giro sulla corda”. Sulla piazza scese un profondo silenzio. Nessuno aveva tanto coraggio. Improvvisamente si fece avanti un ragazzo. “Vengo io sulla bicicletta!”, gridò. L’equilibrista gli indicò la scaletta per salire fino all’altezza della fune. Lo fece sedere sul tubo della bicicletta e cominciò tranquillamente a pedalare sul cavo d’acciaio in perfetto equilibrio, mentre la folla tratteneva il fiato.



Percorse la fune due volte. Alla fine scoppiò un applauso entusiasta. Quando il ragazzino scese a terra, uno gli domandò: “Non avevi proprio paura, lassù?”. Il ragazzo sorrise: “Neanche un po’. Quell’uomo è mio padre!”.
ORA SO CHE…

  • Credere non è un salto nel buio, sappiamo che Qualcuno, che ci ama, ci prenderà.

  • Il nostro Dio è un padre ed è disposto a tutto per noi. Tutta l’immensità del cielo sta nel palmo di Dio e tutta la vastità della terra è racchiusa nel suo pugno.


Domande per la riflessione

  • Qual è il tuo Dio? Se credi, in quale Dio credi?

  • Perché oggi c’è tanta indifferenza di fronte al problema di Dio?

  • Perché Dio è rifiutato? Ma chi lo rifiuta, lo conosce veramente?

  • Nella tua vita, quale posto occupa Dio? +

  • I cristiani quale Dio testimoniano con la loro vita di Fede?

  • Vi Piace l’idea di Dio Padre?

  • Secondo voi, si comporta più da padre o più da padrone?

  • Perché alcuni se la prendono tanto con lui e lo bestemmiano tranquillamente?


QUALCHE CONSIGLIO

Continua l'impegno di prendersi del tempo per conoscere meglio Dio. Un modo: rileggere per intero le parole in cui Gesù parla di suo Padre (Matteo 6,9-15; Luca 10,21-24).

Tira fuori il cuore quando preghi e non ripetere solo delle parole a memoria. Pensa che Lui ti ascolta veramente.

Non aver paura di dire a Dio tutto, ma proprio tutto: la difficoltà di andare d'accordo con i genitori, gli amici, di riuscire a scuola. Chiedigli una mano per migliorare la situazione.

Parlagli di tutti e non solo di te. Il Dio di Gesù è “nostro” ed è felice come una pasqua quando gli ricordi di voler bene a chi ti fa arrabbiare, di perdonare chi ti ha offeso, di dare una mano a quelli dimenticati da tutti.

Pensa a tuo fratello maggiore, Gesù. Lui ha svelato il volto di Dio. Se vivi la sua amicizia, ti verrà più facile amare Dio come un vero papà.




PREGHIERA

Caro papà
Quante volte ripeto “Padre nostro...”

con la testa lontana mille miglia dalle parole che dico.

Ti chiamo “papà” e poi ti tratto come un figlio capriccioso

che non ti pensa e non ti obbedisce.

Dico “nostro” e mi dimentico che i miei compagni sono

anche fratelli e sorelle.

Provo a cambiare:

“Caro papà che sei nei cieli”...

Bellissimo! Strano, ma ti sento più vicino,

più affettuoso, come se mi prendessi in braccio.

Ti prego, non mollarmi mai, anche quando faccio lo stupido

o mi dimentico di chiederti come stai e se mi vuoi bene.





3° Incontro – … Creatore del Cielo e della Terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
La Creazione è l’inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio e di tutta la storia di salvezza. Parlare di creazione significa affrontare il problema delle origini del mondo e dell’uomo. In questo contesto, non ha senso contrapporre creazione ed evoluzione, perché non si tratta soltanto di sapere quando e come sia sorto materialmente il cosmo, né quando sia apparso l’uomo, quanto piuttosto di scoprire quale sia il senso di tale origine.
Come spiegazione scientifica della nascita di un bambino non contradice l’affermazione che egli è il frutto del libero dono d’amore dei suoi genitori, così è la creazione del mondo e dell’uomo. Ogni seria spiegazione scientifica riguardo non è mai in contrasto con il dato della fede, perché confessare che Dio è << creatore del cielo e della terra >> significa affermare che l’origine del mondo e dell’uomo non è governata dal caso, da un destino cieco, da una necessità anonima, ma da un essere trascendente, intelligente e buono, che è Dio.
L’evoluzione insegnata e discussa dalla comunità scientifica non può destare nessuna paura alla teologia o alla fede cristiana. Altrettanto possiamo dire delle teorie sull’origine ed evoluzione dell’universo, e di ogni altra impresa scientifica. La Chiesa ringrazia la scienza di questo mutuo arricchimento nella ricerca della verità e del benessere dell’umanità.

È significativo che nella Bibbia la creazione venga rivelata come un momento dell’alleanza di Dio con il suo popolo, come la prima e universale testimonianza dell’amore onnipotente di Dio (Gen 15,5 ; Ger 33, 19-26).


L’esistenza del mondo è il frutto della libera decisione di Dio che, in forza del suo immenso amore, ha voluto “uscire da sé” e ha così fatto esistere tutte le creature, costituendole “buone” (Gen 1, 1-31) perché partecipi del suo essere, della sua saggezza, della sua bontà.

La Creazione è una relazione di dipendenza totale da un principio che non siamo noi e che non è in noi.


Nella situazione nella quale vivono oggi, i cristiani come possono proclamare e testimoniare la fede in Dio creatore del cielo e della terra? La nostra fede in Dio creatore e Padre del mondo visibile e invisibile, ci comanda di agire con tutte le nostre forze affinché sia posto termine allo sfruttamento sfrenato e alla distruzione dell'ambiente.
Il vero responsabile del male presente nel mondo è l'uomo, non Dio. Il bisogno ossessivo di dominare tutto, di arrogarsi un ruolo che non gli compete, porta l'uomo a rompere l'equilibrio armonioso di relazioni nei confronti di Dio, degli altri uomini e della natura.

Ancora oggi non abbiamo finito di scoprire le meraviglie che Dio ha inventato per noi. Non ci sorprendono più perché ci siamo abituati. In compenso sciupiamo le bellezze della creazione sommergendo i prati di rifiuti, avvelenando i corsi d'acqua, surriscaldando l'atmosfera. Peggio ancora, abbiamo trasferito il “non amore” anche verso le persone. Siamo “inquinati” nei pensieri, scarichiamo i nostri problemi sugli altri, ci chiudiamo nell'”effetto serra” di chi ci dà ragione, presentiamo vistosi “buchi” nella fede. Dovremmo vivere bene nella “casa” che Dio ci ha regalato e creare legami di “buon vicinato” con gli inquilini del mondo. Mettendo la creazione nelle nostre mani, forse Dio si è fidato troppo dei suoi figli come custodi della terra. Noi la stiamo trasformando in una palla di stracci, imbottita di veleni e di esplosivi.



Storia

IL CONTO

Preoccupato del senso della vita e dell’ultimo giorno, e soprattutto del Giudizio Finale a cui prima o poi certamente sarebbe andato incontro, un uomo fece un sogno.

Dopo la morte, si avvicinò titubante alla grande porta della casa di Dio. Bussò e un angelo sorridente venne ad aprire. Lo fece accomodare nella sala d’aspetto del Paradiso. L’ambiente era molto severo. Aveva il vago aspetto di un’aula di tribunale. L’uomo aspettava, sempre più intimorito. L’angelo tornò dopo un po’ con un foglio in mano su cui, in alto, campeggiava la parola “conto”. L’uomo lo prese e lesse:

Luce del sole e stormire delle fronde, neve e vento, volo degli uccelli e erba. Per l’aria che abbiamo respirato e lo sguardo alle stelle, le sere e le notti… La lista era lunghissima… il sorriso dei bambini, gli occhi delle ragazze, l’acqua fresca, le mani e i piedi, il roso dei pomodori, la sabbia delle spiagge, le onde del mare… Man mano che proseguiva nella lettura, l’uomo era sempre più preoccupato. Quale sarebbe stato il conto totale? Come e con che cosa avrebbe mai potuto pagare tutte quelle cose che aveva avuto?

Mentre leggeva con il batticuore, arrivò Dio. Gli batté una mano sulla spalla.

“Ho offerto io”, disse ridendo, “fino ai confini della terra. E’ stato un vero piacere!”.



ORA SO CHE

  • Con la creazione, l’invisibile di Dio s’è reso visibile.

  • Tutto quello che esiste è voluto da Dio, non può essere diversamente…

  • Ogni cosa in natura è un regalo che Dio ha preparato da tempo per noi



Domande per la riflessione

  • Che cosa vi ispirano le tante bellezze del creato?

  • Secondo voi la natura è uno specchio di Dio? Perché?

  • Come mai tanta gente non pensa al futuro del mondo ma si preoccupa solo di consumare le risorse?



QUALCHE CONSIGLIO

Impara a meravigliarti, a sgranare gli occhi dallo stupore per le cose belle. Per farlo osserva e ascolta ciò che c'è intorno a te. Alza gli occhi verso il cielo e ogni tanto spegni il cellulare e il computer.

Non banalizzare le cose piccole. Solo chi sa apprezzare ciò che è semplice, riesce a dare il giusto valore a ciò che è grande.

Riconosci l'autore. Dietro la bellezza di un'aurora, delle montagne o del mare, c'è Qualcuno che sa il fatto suo. Ogni tanto digli grazie per i tanti regali che hai ricevuto gratis.

Vivi la poesia della natura. Immergiti in qualche passeggiata nel verde, in campagna o in un parco a tua disposizione. Quattro passi con calma aiutano a capire la vita.

Aiuta la creazione. Non imitare chi lascia rifiuti in giro, spreca la roba, strappa i fiori e calpesta l'erba...Comportati da “signore” e “signora”...della creazione.

PREGHIERA

Ti loda ogni creatura
Di giorno e di notte, sole e luna,

cielo e stelle lodano Dio.

Dalla terra draghi e mostri, l

e bestie tutte lodano Dio.

Il vento, la neve, grandine e fuoco,

e la nebbia lodano Dio.

I monti, gli alberi e i rovi,

le piante da frutto lodano Dio.

Da ogni parte sale a Dio la lode.

Ovunque il suo nome è conosciuto.

Ecco dalla mia bocca il canto : “Alleluia, alleluia!”.


4° Incontro – L’uomo e la sua caduta
Nella storia dell’uomo è presente il peccato. Per comprendere ciò bisogna riconoscere il profondo legame dell’uomo con Dio, il rifiuto e l’opposizione che egli fa a Dio.
Il peccato è un abuso della libertà che Dio dona all’uomo. L’uomo ha disubbidito a Dio. In ciò è consistito il primo peccato (che vediamo nella Genesi. Adamo ed Eva disubbidiscono a Dio). Dopo questo primo peccato, il mondo è inondato da una vera invasione del peccato: l’uccisione di Abele da parte di Caino, ecc.
La natura umana non è interamente corrotta, è ferita nelle sue forze naturali, sottoposta all’ignoranza, al potere della morte e inclinata al peccato. Dopo la caduta, l’uomo non è stato abbandonato da Dio. Al contrario, Dio lo chiama e gli predice che il male sarà vinto e che l’uomo sarà sollevato dalla caduta.
Osservando il male e le miserie che ci circondano, tanto gravi quanto assurde, siamo spinti a riflettere che non può essere Dio, buono e giusto, che abbia creato tutto questo. Perciò, all’inizio, c’è stata una rottura che ha capovolto le sorti dell’umanità. Per fortuna il Signore non ci ha abbandonato. Ci ha inviato il Figlio, che ci ha redenti dal peccato, ma ci ha lasciato l’impegno di lottare, insieme a Lui contro il male e di risalire, almeno in parte, quella china che ci spinge sempre in basso.
Storia

Una fatidica mattina dell’anno 1992, la radio trasmette una notizia che agghiaccia tutti gli ascoltatori: un giovane, certo Pietro Maso di Verona, con premeditazione diabolica, aiutato da due compagni, decide di uccidere a bastonate il padre e la madre.

Al giovane non manca nulla. È ben voluto dai suoi genitori che gli consentono una vita agiata, compresi gli svaghi normali per un giovane della sua età: macchina, viaggi, discoteca, ecc.

L’Italia si sveglia senza fiato alla triste notizia. Nessuno vuole credere. Purtroppo, sia i giornali che gli altri mezzi di comunicazione confermano l’efferata notizia.

Nello stesso anno, durante la guerra fratricida dell’Ex Jugoslavia, apprendiamo altri crudeli e incredibili delitti: vengono uccisi circa tremila bambini e centinaia di donne sono violentate solo per vendetta crudele e razziale. In questi ultimi anni, il fenomeno della droga sta facendo molte vittime, specie tra i giovani della Campania, in due mesi, si sono verificati dieci mila casi di pronto soccorso. Così pure è capitato che vari giovani del Nord Italia, dopo essersi divertiti con balli ed altri svaghi, eseguono il suicidio collettivo con gas combusto dello scappamento di auto.
ORA SO CHE


  • Adamo ed Eva disobbedendo a Dio, si sono allontanati dall’iniziale progetto del Creatore. Questo peccato originale dell’uomo, insieme alle conseguenze della privazione dei doni ricevuti da Dio, è trasmesso a tutti gli uomini.


Domande per la riflessione

  • Perché tutto questo male?

  • L’uomo è in se tanto cattivo?

  • È un difetto di educazione che sfocia in queste debolezze?

  • È conseguenza delle cattive strutture sociali?

  • Qual è la tua opinione?

QUALCHE CONSIGLIO

Osservando il male e le miserie che ci circondano, tanto gravi quanto assurde, siamo spinti a riflettere che non può essere Dio, buono e giusto, che abbia creato tutto questo. Per fortuna, il Signore non ci ha abbandonato. Ci ha mandato il Figlio, che ci ha redenti dal peccato, ma ci ha lasciato l'impegno di lottare, insieme a Lui contro il male e di risalire, almeno in parte, quella china che ci spinge sempre in basso.



PREGHIERA
Signore, nostro Dio.

Quando la paura ci prende, non lasciarci disperare.

Quando siamo delusi, non lasciarci diventare amari.

Quando siamo caduti, non lasciarci a terra.

Quando non comprendiamo più niente

e siamo allo stremo delle forze, non lasciarci perire.

No, facci sentire la tua presenza e il tuo amore.

È per tutti gli uomini che è venuto il tuo Figlio diletto….



Signore, destaci tutti e tienici svegli per riconoscerlo e confessarlo
(Karl Barth)




5° Incontro – Credo in un solo Signore , Gesù Cristo, unigenito

Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli……
La nostra fede è tutta centrata su Gesù Cristo perché essa dipende dalla svolta del tutto inedita e radicalmente innovatrice che la Pasqua di Gesù (la sua croce e la sua resurrezione da morte) ha impresso all’intera storia della salvezza e alla comprensione del mistero di Dio.
Nella sua identità più profonda e originale, la fede cristiana è “condivisione” dell’atteggiamento interiore di Gesù verso il Padre, è un “venire immedesimati” in lui e un essere resi partecipi della sua stessa vita.
Al cristiano non basta dire di credere in Dio, perché a Dio si possono dare diversi nomi. Il cristiano crede nel Dio di Gesù Cristo. È questa la richiesta che Gesù stesso rivolge ai suoi discepoli nell’ultima Cena: << Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me >>.
Noi siamo chiamati a riconoscere in questa persona, di nome Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio, il nostro Signore.
Gesù, in ebraico, significa “Dio salva”. È un nome, dunque, che dice l’identità e la missione di chi viene chiamato così. Essere il Salvatore è appunto la missione di colui che, annunciato dall’angelo Gabriele, dovrà essere chiamato “Gesù”, perché salverà il suo popolo dai suoi peccati.
Siamo così al titolo di “Cristo” con cui, nel Simbolo apostolico, professiamo la nostra fede in Gesù. Il termine Cristo è la traduzione greca della parola ebraica “Messia”, che significa “Unto”. Il riferimento è all’unzione con l’olio, che era in uso nel popolo di Israele, per consacrare i re, i sacerdoti e i profeti. E tale, cioè unto da Dio, doveva essere il Messia promesso come colui che sarebbe venuto per instaurare definitivamente il Regno di Dio. Attribuire questo appellativo a Gesù significa riconoscere che in lui si sono adempiute le promesse di Dio e sono state esaudite le attese di Israele.
Gesù è Messia in un modo tutto particolare, diverso da quello comunemente inteso dagli israeliti del suo tempo. Essi attendevano un Messia che avrebbe restaurato l’indipendenza di Israele e procurato in abbondanza tutti i beni materiali, un Messia che si sarebbe presentato come un personaggio potente e un giudice severo. Gesù, invece, è un Messia perché annuncia la Buona Novella ai poveri e, con le sue opere e i suoi prodigi, rivela e comunica a tutti la salvezza che viene da Dio, Padre misericordioso.
Dopo avere proclamato la nostra fede in Gesù Cristo, noi aggiungiamo l’espressione << suo unico Figlio >>. Affermare Gesù come Figlio di Dio significa affermare che Dio ha voluto rendersi totalmente solidale con l’umanità da inserirla, mediante Gesù, nel mistero stesso della sua realtà divina e da costituirla come “Luogo” privilegiato della sua manifestazione e della sua presenza nel mondo. Gesù è anche riconosciuto come “Nostro Signore” e con questo titolo noi affermiamo che la potenza, la gloria e l’onore dovuti a Dio Padre, convengono anche a Gesù essendo di natura Divina e che il Padre ha manifestato questa signoria di Gesù risuscitandolo dai morti ed esaltandolo nella sua gloria.


Storia

IL RITRATTO DI DIO

Un giorno l’angelo pittore, Michelangelo, decise di fare il ritratto di Dio. Era consapevole che sarebbe stata l’opera d’arte più complicata della sua vita. Dio è immenso:come si fa a farlo stare in un quadro? Si decise a schizzare qualche bozza, senza aver bene idea di quello che avrebbe disegnato. Cominciò, un foglio dopo l’altro, a tracciare qualcosa di Dio. Lavorava freneticamente e ogni volta scopriva qualcosa di nuovo, guidato da una nuova idea. Riempì milioni di fogli finché il suo studio straripò di carta. un giorno, cercando di mettere un po’ d’ordine, dimenticò la finestra aperta. Un vento birichino sparpagliò qualche milione di fogli fuori dalla finestra.

“Che disastro, i miei disegni!!!”

I disegni piovvero dappertutto e in gran quantità finirono anche sulla Terra. Trovandoli, gli uomini li guardarono e li studiarono, felici di scoprire finalmente com’era Dio.

Poi cominciarono ad interpretare i disegni.

“Dio è come il Sole”.”No, Dio è forte come un toro!”Diceva un altro.

Ciascuno era convinto di aver trovato l’unica vera immagine di Dio, così cominciarono a litigare. Dio si rattristò molto per questo e decise di intervenire. “Andrò io stesso in mezzo a loro! Così mi potranno vedere, toccare, ascoltare!” Quello che decide, Dio lo fa. Nacque come un bambino in mezzo agli uomini e si chiamò Gesù. Così, oggi, è facile per tutti conoscere Dio. Basta conoscere Gesù.
ORA SO CHE


  • Dio non è solo, in lui vivono tre persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

  • E’ bello avere qualcuno da amare.

  • Dio ha mandato il suo unico figlio, aveva solo lui e lo ha mandato.

  • Ama davvero chi dona l’unica cosa che ha, no? Ama chi dà tutto se stesso, come ha fatto Dio.



Domande per la riflessione

  • Chi è Gesù per la Fede di un cristiano?

  • Che cosa ci dicono di lui gli scritti del Nuovo Testamento, e soprattutto i Vangeli?

  • Che è per te Gesù: l’amico, il fratello, un ideale, una meta, un motivo per vivere oppure soltanto un’idea astratta, un ricordo?

  • Che cosa ti ha colpito di più di ciò che ci ha detto Gesù?



QUALCHE CONSIGLIO

Appena ti svegli, invece di accendere subito il telefonino o correre a fare colazione, ringrazia Dio di essere al mondo e di aver sentito parlare di suo Figlio. Meglio ancora se lo fai dicendo una preghiera.

Se lui fosse al posto mio? Fatti questa domanda se qualcuno ha bisogno di te o tratta male i compagni.

Leggi il vangelo pagina dopo pagina. Parti con quello di Marco, un “giornalista” bravissimo nel presentare Gesù.

Chiedi di parlare con qualcuno veramente amico di Gesù per risolvere qualche dubbio di fede: gli educatori, i sacerdoti.

Dialoga cinque minuti al giorno con Gesù. Raccontagli la tua vita, i tuoi problemi e sogni e chiedigli di crescere nella sua amicizia e come suo “inviato” tra i tuoi compagni.
PREGHIERA

Il segno della croce
Nel nome del Padre

siamo fratelli

Nel nome del Figlio Gesù

uniti in una sola preghiera.

Nel nome dello Spirito

abbiamo tutti gli stessi pensieri.


Se dico Padre

vedo Dio onnipotente

nei cieli,

se dico Figlio

credo Gesù venuto

sulla Terra,

se dico Spirito

fisso la Tua luce.


Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen



6° Incontro - …Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato,

della stessa sostanza del Padre; per mezzo di Lui tutte le cose sono state create…
- Francesco è proprio contento di stare sulle ginocchia di papà: sono la sedia più comoda del mondo!

- Certo che mi assomigli davvero, sai!

- Lo so, me lo dicono tutti … Ho i tuoi stessi occhi, papà.

- E pensare che io non ho mica scelto niente di te, ti ho preso così com’eri. Non immaginavo né gli occhi, né la bocca, né la corporatura. Niente. Che sorpresa quando ti ho visto la prima volta!

- Ma eri soddisfatto? Con i bambini mica c’è il “soddisfatti o rimborsati”, vero?

- La prima volta che ti ho preso in braccio ho pensato che non sarei mai stato capace di lasciarti.

- Io devo aver pensato, così piccolo com’ero: … e chi si muove da qui? Dove sarei potuto andare?

- La tua vita dipendeva da me. Pensa se ti avessi lasciato cadere …

- Tu? Proprio tu che hai ancora tutti i punti sulla patente! Se fossi caduto, tu saresti caduto con me e mi avresti protetto. Lo so!

CHI E’ VERAMENTE GESU’?

Gesù non si fermava mai. Camminava e camminava. passava per villaggi e città, predicando il messaggio del Regno di Dio, guarendo i malati, incoraggiando tutti. I suoi amici arrancavano dietro di lui cercando di tenere il suo passo. Con un pensiero che li tormentava:”Ma chi è veramente Gesù?” Una sera, Gesù disse:”E’ stata una giornata faticosa. Prendiamo la barca e andiamo all’altra riva del lago”. Erano stati così impegnati che un po’ di riposo cadeva a puntino. Il lago di Galilea era così grande che sembrava un mare. L’acqua era calma, così calma che Gesù si era sdraiato sul fondo della barca e si era addormentato profondamente. La piccola barca era proprio in mezzo al lago quando il vento iniziò a soffiare. Si alzarono grandi onde che sbalzavano la barca in su e giù. Formidabili ondate si abbattevano sui fianchi facendoli scricchiolare. La barca si riempì d’acqua e iniziò ad affondare. Gesù continuava a dormire. “Svegliati! Svegliati!”, gridarono gli amici di Gesù.”Non t’importa che moriamo?”

Gesù si alzò, sgridò il vento e disse all’acqua del lago:”Fa’ silenzio! Calmati!” Allora il vento si fermò e vi fu una grande calma. Poi Gesù disse ai suoi discepoli:”Perché siete tanto paurosi? Non avete ancora fede?”

Essi però si spaventarono molto e dicevano fra loro:”Ma chi è dunque costui? Anche il vento e l’acqua del lago gli obbediscono!” Adesso, però, conoscevano la risposta, anche se era qualcosa di inimmaginabile: il gesto di Gesù sull’acqua ribollente era stato lo stesso gesto di Dio Creatore all’inizio del mondo sul grande caos. Ora sapevano che Gesù era Dio venuto sulla terra a terminare la sua opera creatrice.


La formula "Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre" viene inserita dopo i primi scismi del Cattolicesimo dove si decide l'"origine di Gesù". Per spiegarla in breve: prima che venissero definiti i dogmi cattolici, i cattolici si dividevano in due blocchi: alcuni rifiutavano la natura divina di Gesù ed affermavano che Gesù era stato "creato" da Dio di natura interamente umana. Altri invece definivano Gesù della stessa natura di Dio, figlio diretto della divinità e quindi esso stesso divino. Questo provocò i primi scismi e la nascita dei primissimi movimenti eretici. Per porre fine al caos venne stabilito il dogma della divinità di Gesù (facendo prevalere la seconda posizione) e quindi venne inserita la formula che specifica la natura dello stesso: "Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, NON CREATO, della stessa sostanza del Padre", quindi secondo i dogmi della fede cattolica Dio non è stato creato perchè è lui l'unico creatore.Da Dio è stato generato un altro Dio, dalla Luce è stato generato un’altra Luce.


Domande per la riflessione

  • Ma chi è veramente Gesù?

  • Avete Fede in Gesù?

  • Nel momento dello sconforto la vostra fede vacilla o si rafforza?



QUALCHE CONSIGLIO

"C’è bisogno di cristiani che rendano visibile agli uomini di oggi la misericordia di Dio, la sua tenerezza per ogni creatura". (Papa Francesco) 



ORA SO CHE

  • Gesù è Dio. E’ venuto a portata dei nostri occhi e delle nostre mani.

  • Gesù è Dio. E’ venuto a dirci che ha cura di noi, non ci abbandona, non vuole che noi moriamo.

  • Gesù è Dio. E’ venuto a prenderci, a indicarci che cosa significa essere “persone umane”.


PREGHIERA
Ogni mio gesto è per te,

ogni mio pensiero sale a te;

è come se tutto fosse per te,

anche i miei sorrisi.

Magari non me ne accorgo,

ma è così:

perché il mio cuore è pieno di te.

Ti offro, Dio, i miei pensieri,

i miei desideri, il mio impegno:

prendilo e moltiplica

il bene che ti offro.

In te tutto quello che io faccio

si colora di luce.



7° Incontro - …Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera

dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo.
Gesù di Nazareth è il Messia e il Salvatore degli uomini. La sua nascita è l’avvenimento unico e decisivo che ha impresso una svolta rivoluzionaria alla storia dell’umanità. Le due affermazioni: “Fu concepito di Spirito Santo” e “Nacque da Maria Vergine” trovano fondamento e giustificazione nei testi degli evangelisti Matteo e Luca, che narrano l’infanzia di Gesù. Come all’inizio della creazione lo Spirito di Dio “aleggiava sulle acque”, così lo Spirito del Signore è sceso su Maria per dare origine alla nuova umanità, al nuovo Adamo. Lo Spirito che interviene nell’incarnazione è lo stesso Spirito che fa risorgere Gesù da morte, è lo Spirito di vita che fa nuove tutte le cose. Credere che Gesù Cristo “è stato concepito per opera dello Spirito Santo” significa credere che l’esistenza dell’uomo ha come fondamento l’amore, perché in Cristo l’uomo è nato dall’amore di Dio. L’evangelista Luca mette in risalto la verginità di Maria e mira a sottolineare il “” di questa creatura al progetto di Dio. I Padri della chiesa hanno visto in Maria la figura della chiesa, il modello concreto del credente che può realizzare pienamente se stesso se ha il coraggio di dire di sì al dono dell’amore di Dio. La Vergine diviene così il modello della donazione totale a Dio e ai fratelli, donazione che supera le barriere domestiche e si dilata oltre le barriere del tempo e dello spazio.
Leggendo il Nuovo Testamento, incontriamo la presenza della Madonna in diversi momenti:

si mette al servizio della speranza e dell’attesa del suo popolo, con il suo (Lc 1,38);

accompagna Gesù in alcuni momenti importanti della sua vita (Mc 3,20ss.; Lc 11,27-28;

Gv 2,1-12);

è presente sul Calvario, ai piedi della croce (Gv 19,25-27);

dopo la Risurrezione, prega con il gruppo dei discepoli nel cenacolo, in attesa dello Spirito Santo (At 1,14).
Maria è quindi uno dei personaggi importanti della storia della salvezza. Con lei, la Chiesa ripete il Magnificat, il cantico che loda Dio per tutte le grandi azioni che ha compiuto a favore del suo popolo. Come tutti gli altri uomini, anche Maria è stata redenta da Cristo. Tuttavia, grazie al suo sì generoso, Maria occupa un posto unico nella storia della salvezza.
I Vangeli chiamano Maria la Madre di Gesù, e questo è il titolo più grande che i cristiani danno a Maria; in particolare il Vangelo di Luca la indica come madre del Figlio di Dio riferendo le parole dell’annunciazione (Lc 1,35). Naturalmente Maria non ha generato Dio in quanto Dio, ma ha generato Gesù Cristo, nella sua umanità, gli ha dato un corpo con la possibilità di essere carne per vivere tra gli uomini.
In quanto madre di Gesù, capo della Chiesa, Maria è anche Madre di tutta la Chiesa e quindi di tutti noi cristiani. Il popolo cristiano si rivolge a lei confidando nella sua maternità premurosa e sollecita. Molte preghiere, tra cui la seconda parte dell’Ave Maria, chiedono l’aiuto della Vergine Madre nei momenti difficili della vita, ma soprattutto nell’estremo passaggio della morte.

Scrive Paolo VI: “Nella Vergine Maria tutto è relativo a Cristo, e tutto da lui dipende” (Marialis Cultus - n. 25). L’intercessione di Maria non è quindi un suo dono personale a noi uomini; Maria dipende continuamente dalla redenzione di Cristo, come dice anche il Concilio Vaticano II, che assegna a Maria “dopo Cristo, il posto più alto ed il più vicino a noi” (Lumen Gentium – n. 85).

La verginità di Maria è citata nei racconti dell’infanzia di Gesù che troviamo nei Vangeli di Matteo e di Luca. La maternità di Maria è associata alla sua verginità per indicare che la nascita di Gesù non fu opera di un uomo e di una donna, come accade ogni volta che un bimbo viene generato. Gesù infatti, concepito e generato con la collaborazione di Maria, è opera dello Spirito Santo (Mt 1,20), perché nulla è impossibile a Dio (Lc 1,34). Pertanto, la verginità di Maria è un segno concreto della potenza creatrice di Dio che è capace di creare ogni cosa dal nulla.

L’Assunzione della Madonna non è testimoniata direttamente dalla Sacra Scrittura. Non ci sono singole citazioni che ci riportano a questo, ma l’insieme del Nuovo Testamento e della tradizione associano in maniera stretta la sorte di Maria a quella del suo Figlio Gesù.

Il dogma dell’Assunzione è stato proclamato, nel 1950, da Papa Pio XII con queste parole: “Maria, dopo il compimento della sua vita terrena, fu assunta nella gloria celeste con corpo ed anima”. In questo modo Maria appare ancora una volta strettamente collegata a Gesù, suo Figlio, il Crocifisso risorto. Tutti i credenti sono chiamati alla risurrezione del corpo; Maria riceve in anticipo questa glorificazione. Pertanto, insieme a Cristo ed unita a Lui, è segno della vita che trionfa sulla morte.
Storia

IL DONO MISTERIOSO
Era l’alba a Betlemme. L’ultimo pellegrino se n’era andato e la stella scomparsa. La Vergine Maria guardava dolcemente il Bambino che si era addormentato. Lentamente e cigolando, si aprì la vecchia porta della stalla. Sembrava spinta da un soffio di vento più che da una mano. Sulla soglia comparve una donna anziana, coperta di stracci. Maria sussultò, come se avesse visto una fata cattiva. Gesù continuava a dormire. L’asino e il bue strappavano bocconi di fieno e paglia da un mucchio che avevano davanti al muso e non degnarono di uno sguardo la nuova venuta. Maria la seguiva con lo sguardo. Ogni passo della sconosciuta sembrava lungo un secolo. La vecchia continuava ad avanzare, finché fu accanto alla mangiatoia. Gesù Bambino spalancò gli occhi di colpo e Maria si meravigliò vedendo brillare anche negli occhi della donna la medesima luce di speranza. La vecchia si chinò sul Bambino. Maria trattenne il fiato. La vecchi frugò nei suoi abiti stracciati, cercando qualcosa. Parve impiegare dei secoli a trovarla. Maria continuava a guardarla con inquietudine. Finalmente, dopo un tempo lunghissimo, la vecchia estrasse dai suoi stracci qualcosa, che rimase però nascosto nella sua mano, e lo affidò al Bambino. Maria osservava la vecchia, curva su Gesù. Si raddrizzò all’improvviso, come se si fosse liberata di un peso infinito che la tirava verso terra. Le sue spalle si sollevarono, il suo capo si elevò, il suo viso ritrovò miracolosamente la giovinezza, i suoi capelli ridivennero morbidi e lucenti come seta. Quando si allontanò dalla mangiatoia, per scomparire nell’oscurità da cui era venuta, Maria poté finalmente vedere il dono misterioso. Nelle piccole mani di Gesù brillava una mela rossa. Quella donna era Eva, la prima donna, la madre dei viventi, che aveva consegnato al Messia il frutto del primo peccato. Perché ora, con Gesù, era nata una Creazione nuova.

E tutto poteva ricominciare.


ORA SO CHE…

  • Gesù è Dio che viene a condividere senza finzioni la nostra umanità. Questo il punto più importante della nostra fede.

  • Dio si è fatto uomo; ecco, è il mistero del Natale.

  • La sua storia è raccontata nel Vangeli. Ragazzi che storia incredibile!

  • Dio ha creato l’uomo a sua immagine e soprattutto con la capacità di assomigliargli. Gesù è venuto a confermarlo.


Domande per la riflessione

  • Chi è, per te, la Vergine Maria? E’ una presenza importante nel tuo cammino di fede cristiana?

  • Conosci, ami, invochi nella preghiera la “Madre di Gesù”? Oppure ti ricordi di lei solo in qualche occasione “tradizionale”?

  • Come Maria, accogli con disponibilità la Parola di Dio? Ti impegni, ogni giorno, a cercare di darle forma nella tua esistenza?

  • Nei momenti di difficoltà, cedi allo scoraggiamento ed al pessimismo, oppure sai chiedere nella preghiera, con fiducia, l’aiuto di Maria?


QUALCHE CONSIGLIO

“Tic, tic, tic…passano i secondi, le ore, i giorni…”. Proibito lasciarli scorrere senza riempirli con qualcosa di utile e di buono. In altre parole non sprecare il tempo.



Vivi meglio il tempo. Non basta non sciuparlo, devi riempirlo di gesti importanti. Se dici “Non ho tempo” stai cercando solo una scusa per giustificare la tua pigrizia.




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