Hegel testo L’origine della civiltà e dell’arte. La funzione della meraviglia



Scaricare 37 Kb.
22.11.2017
Dimensione del file37 Kb.

HEGEL


Testo 1. L’origine della civiltà e dell’arte. La funzione della meraviglia
Estetica, seconda sezione, 1, Introduzione
Nella condizione che i filosofi illuministici chiamavano ‘stato di natura’, l’uomo è partecipe della natura e non si distingue come essere separato dagli oggetti naturali.

Quando inizia ad avvertire la differenza tra sé e le cose, si dà una rappresentazione delle cose stesse e l’insieme delle rappresentazioni della realtà costituisce per un verso il mondo della civiltà, e dall’altro quello dell’arte. La civiltà è quindi il risultato di una evoluzione della coscienza del soggetto, che si vede separato dal mondo, di cui riesce a costruire un’immagine ideale.

In questo processo, la funzione della meraviglia è importate: la meraviglia è infatti per Hegel l’effetto di sorpresa che l’uomo avverte quando percepisce gli oggetti naturali come separati da sé. Con essa il processo ha inizio.

La meraviglia compare soltanto quando l’uomo, superato il più immediato, primo contatto con la natura, e la più semplice e diretta esperienza di contatto, mediante i sensi, si separa spiritualmente dalla natura e dalla propria esistenza elementare, e vede nelle cose l’insieme di un universo, essente e duraturo in sé.

Soltanto in quel momento l’uomo si accorge che gli oggetti naturali sono ‘altro’ da lui, e insieme vede in quell’universo ideale una realtà separata in cui può ritrovare se stesso, i pensieri e la ragione.

Inizialmente la coscienza di ciò che è esterno al soggetto, da un lato, e il presentimento di qualcosa di più alto e spirituale, dall’altro, non sono separati. Tuttavia è presente una contraddizione tra le cose naturali da un lato e lo spirito dall’altro, nella quale gli oggetti si presentano come una forza attrattiva e insieme repulsiva. La percezione di questa attrazione e di questa repulsione, e l’impeto conseguente di eliminare questa contraddizione, genera proprio la meraviglia.

La prima conseguenza di questo stato di cose consiste nel fatto che l’uomo, da una parte vede la natura e l’oggettività in generale come un fondamento, come una potenza da venerare (attraverso i riti primitivi); dall’altra parte, avverte un sentimento soggettivo di rappresentare la realtà in un modo più alto, ideale e universale.

Nell’unione di queste due condizioni, i singoli oggetti naturali – soprattutto quelli più elementari, come il mare, i fiumi, i monti e le stelle – non sono considerati nella loro immediatezza unilaterale, ma nella loro rappresentazione, e grazie ad essa acquisiscono una forma nuova di esistenza, che è più generale e si dà in sé e per sé.

L’arte inizia in quanto, attraverso la coscienza immediata, riesce a raccogliere queste rappresentazioni in una sola immagine, esprimendole nella loro universalità e ed essenza.

Quindi il culto delle cose naturali, i riti e i feticci non sono ancora arte.


Esercizi sul testo n. 1
1. Riassumi la condizione del soggetto nello stato di natura.
2. Come definisce Hegel la meraviglia, e quale funzione ricopre nel processo di formazione della civiltà?
3. Quale distinzione Hegel vede tra arte e riti tribali?


Testo 2. La rappresentazione speculativa della realtà
Estetica, terza sezione, III, A 1b
La civiltà si forma, secondo Hegel, attraverso un processo, grazie alla capacità del soggetto di rappresentarsi le cose reali. In questo modo l’uomo crea un mondo di rappresentazioni della realtà, separato da essa, ma non per questo meno vero. Nel passo che segue, vediamo che questo schema diventa anche uno schema di definizione della rappresentazione concettuale in quanto tale, al di fuori del tempo e della storia. Non più quindi solo uno schema antropologico e storico, ma un modo costante di operare nell’esercizio dell’attività intellettuale.
Il pensiero speculativo supera il limite della rappresentazione intellettuale e dell’intuizione comuni, e in questo modo diventa simile alla fantasia poetica.

Conoscere razionalmente infatti, non riguarda la singolarità degli oggetti, non si lascia sfuggire l’essenza di ciò che appare, e non si accontenta neppure delle distinzioni e delle relazioni della semplice rappresentazione.

Al contrario, la conoscenza razionale collega tra loro in una libera totalità quegli elementi che la semplice rappresentazione in parte tiene separati e in parte vede come disorganici.

Il pensiero ha come risultato solo pensieri. Sublima la realtà in una forma puramente concettuale e, pur cogliendo le cose reali nella loro sostanziale particolarità e nella loro esistenza reale, innalza il particolare in un insieme universale ideale, nel quale solo il pensiero è preso se stesso.

In questo modo, accanto al mondo fenomenico si costituisce un nuovo regno, che è certamente la verità del reale. Si tratta tuttavia di una verità che non si rivela dall’interno del reale, come sua potenza plasmatrice e come sua propria anima.

Il pensiero è solo una conciliazione della verità con la realtà, compiuta nel pensiero stesso. La creazione poetica, invece, è una conciliazione nella forma di una apparenza reale, anche se rappresentata spiritualmente.



Esercizi sul testo n. 2
1. Perché la rappresentazione concettuale della realtà è una realtà distinta?
2. Perché la rappresentazione concettuale, pur essendo una realtà distinta, è “certamente la verità del reale”?
3. Perché il pensiero speculativo è simile alla poesia? Quale analogia e quale differenza Hegel indica all’inizio e alla fine di questo brano?
Testo 3. Il romanzesco

Estetica, trad. It. di Nicolao Merker e Nicola Vaccaro, Milano, Feltrinelli 1963, parte seconda, cap. III.

La definizione hegelaino di ‘romanticismo’ è molto diversa da quella che noi intendiamo con questo termine; per noi è un preciso periodo storico, proprio del primo Ottocento, caratterizzato da movimenti culturali specifici; per Hegel invece è una forma dell’attività artistica, con caratteristiche proprie, che comprende, per dare un solo esempio, anche Shakespeare.

In una sezione dell’Estetica Hegel affronta la forma del romanzesco, ma in questo passo leggiamo considerazioni che sono pensate proprio per il romanzo borghese del primo Ottocento.

Hegel sostiene che questo romanzo è caratterizzato dalla presenza un personaggio principale, il giovane borghese, ‘moderno cavaliere’, che contesta la società in cui vive ed entra in conflitto con i suoi valori.

L’esito della sua avventura sarà però il rovesciamento di questa posizione: la sua contestazione si rivelerà niente altro che il suo apprendistato alla vita, e alla fine del romanzo diverrà un giovane borghese integrato, trovando un “posto adeguato” nella vita borghese.

In questo modo il romanzo che Hegel definisce “moderno”, cioè a lui contemporaneo, si rivela un romanzo di formazione del giovane eroe borghese.


Questo romanzesco è la cavalleria presa di nuovo sul serio, divenuta un contenuto reale …

Questi nuovi cavalieri sono in particolare dei giovani che devono scontrarsi con il corso del mondo, il quale si realizza al posto dei loro ideali, e che ritengono una disgrazia che vi siano famiglia, società civile, Stato, leggi, professioni ecc., perché queste sostanziali relazioni della vita si oppongono crudelmente con le loro barriere agli ideali e al diritto infinito del cuore. Si tratta dunque di aprire una breccia in quest’ordine delle cose, di cambiare il mondo, migliorarlo, oppure di tagliarsi a suo dispetto perlomeno una fetta di cielo sulla terra: cercare e trovare la propria fanciulla, quale deve essere, e toglierla, portarla via, strapparla ai suoi cattivi parenti o ad altre relazioni nefaste.

Ma queste lotte nel mondo moderno non sono altro che l’apprendistato, l’educazione dell’individuo alla realtà esistente, ed acquistano così il loro vero senso.

Infatti la fine di tale apprendistato consiste nel fatto che il soggetto mette giudizio, tende a fondersi, insieme con i suoi desideri e opinioni, con i rapporti sussistenti e la loro razionalità, si inserisce nella concatenazione del mondo e vi acquista un posto adeguato.

Per quanto uno possa essere venuto a lite con il mondo ed esserne stato respinto, alla fine per lo più trova la fanciulla adatta e un posto qualsiasi, si sposa e diviene un filisteo come gli altri: la donna si occupa del governo della casa, i figli non mancano, la moglie adorata che prima era l’unica, un angelo, si comporta più o meno come tutte le altre, l’impiego dà fatica e noia, il matrimonio le croci domestiche, e insomma subentra, come d’uso, l’amaro risveglio.




Esercizi sul testo n. 3
1. Contestazione e integrazione; la relazione che lega tra loro questi due temi, ti sembra un esempio di rapporto dialettico?
2. Quale funzione ricopre l’amore nel processo di apprendistato alla vita da parte del giovane eroe borghese?
3. Riassumi e commenta la parabola compiuta dalla figura della donna nel percorso romanzesco.
4. Esaminiamo la funzione del matrimonio per il ritorno all’ordine. Il matrimonio è spesso l’epilogo del romanzo borghese: perché proprio il matrimonio, e non un’altra istituzione sociale?
5. Conosci un racconto o un romanzo particolare, eventualmente dei primi dell’Ottocento, che coincide sostanzialmente, o solo conferma, lo schema fornito da Hegel in questo brano?


Testo 4. Tre aforismi
Abbiamo raccolto qui tre affermazioni tipiche di Hegel, ricorrenti nei suoi testi. Combinandole tra loro, si ricavano i fondamenti della sua filosofia.
Ogni determinazione è negazione
La realtà è ideale
Ciò che è razionale è reale; ciò che è reale è razionale

Esercizi sul testo n. 4
1. Perché, per Hegel, rappresentarsi per esempio un oggetto, significa ‘negarlo’ per come è?
2. Una determinazione è di per sé razionale; ma è anche reale. A quali conclusioni porta questa considerazione? Prova a svilupparla.
3. Il terzo aforisma può aiutarci a spiegare il secondo: infatti, se la realtà presenta una identità razionale, può non essere ideale?
4. Alcuni studiosi hanno osservato che la filosofia di Hegel non è un sistema inteso come insieme di concetti, ma piuttosto un metodo. Sai giustificare questa tesi?


Condividi con i tuoi amici:


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale