I buffi ritratti di Arcimboldo



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21.11.2017
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I GIOCHI DI KLEE


Esposizione-gioco interattiva, ideata da Roland Besse (coordinatore della Vallée de la Jeunesse, struttura del Centre vaudois d’aide à la jeunesse –CVAJ- di Losanna) che coinvolge in modo totale il bambino nella scoperta dell’opera di Paul Klee.




DOSSIER PEDAGOGICO

I quadri del mio piccolo Felix sono migliori dei miei, troppo spesso filtrati dal mio cervello. (Felix Klee, Souvenir de mon père in “Klee” Fondation Pierre Gianadda, Martigny, 1985)


Anche i bambini conoscono l’arte e vi mettono molta saggezza!

Quanto più sono maldestri tanto più ci offrono esempi istruttivi e anch’essi

vanno preservati per tempo dalla corruzione”. (Paul Klee)
L’arte non riproduce il visibile ma rende visibile”. (Paul Klee)


il Museo in erba

Piazza Giuseppe Buffi 8, 6500 Bellinzona – Svizzera.

Tel. + 41 91 835 52 54

Nei giochi con i segni, le forme e i colori di Klee i bambini ritrovano un universo molto vicino alla loro interpretazione del mondo che li circonda: semplice e complessa allo stesso tempo, mai semplicista o confusa. Il percorso si presta ad approcci multidisciplinari: dalla musica alla teoria dei colori, dalla scrittura alla scoperta del mondo naturale.

Accanto alla visita tradizionale, proponiamo una nuova animazione che si basa su un approccio multisensoriale di una scelta di opere. Alle classi della scuola dell’infanzia sarà proposta solo una parte dei moduli (SI): per i più piccoli sarà allestito un angolo relax da utilizzare con il docente in caso di stanchezza durante il percorso.
La vita di Paul Klee
Paul Klee nasce nel 1879 a Münchenbuchsee (vicino a Berna) e cresce in una famiglia di musicisti. Sua mamma, Ida, è cantante professionista e suo padre, cittadino tedesco, professore di musica. Un anno dopo la sua nascita, la famiglia si trasferisce a Berna.

Paul eredita dal padre la passione per la musica e ben presto diventa un ottimo violinista. Però disegna e scrive con grande piacere: i suoi genitori vorrebbero una formazione musicale, ma Klee decide di diventare pittore. Nell’autunno 1898 ottiene il diploma di maturità: non segue il progetto di studi di legge, ma si trasferisce a Monaco di Baviera per studiare all’Accademia. Non è ammesso subito: prima deve seguire dei corsi di disegno in una scuola privata.


Nel 1901 Klee lascia Monaco e per sei mesi viaggia in Italia. Dal 1902 al 1905 vive dai suoi genitori a Berna e continua, come autodidatta la sua formazione artistica (sono di questo periodo le incisioni Inventionen che espone a Monaco nel 1906). In questi anni suona anche il violino - è violinista per la Bernische Musikgesellschaft - e scrive recensioni per il teatro. Nel 1905 soggiorna a Parigi e scopre la pittura impressionista.

Nel 1906 si sposa con la pianista Lily Stumpf e torna a Monaco. Nel 1907 nasce il figlio Felix. È Klee che si occupa di lui e delle faccende domestiche mentre sua moglie Lily guadagna da vivere con le lezioni di piano. Per suo figlio, Klee crea delle marionette con materiali di recupero.

Nel 1908 vede per la prima volta opere di Van Gogh e Cézanne che lo impressionano molto. Nel 1910 il Kunstmuseum di Berna organizza la sua prima esposizione personale. Nel 1911 conosce Kandinsky e Franz Marc, entra in contatto con il gruppo «Blaue Reiter» e partecipa alla loro seconda esposizione (1912) con 17 quadri. Lo stesso anno torna a Parigi dove vede opere di Picasso, Braque e Matisse e incontra Delaunay.

Nel 1914 Klee fa un viaggio di due settimane in Tunisia con gli amici Louis Moilliet e August Macke. È durante questo viaggio che ha la rivelazione del colore e della magia dei giochi di luce: ora si sente veramente pittore (prima prediligeva il disegno e la grafica – incisione).

Nel 1916 è arruolato nell’armata tedesca, ma riesce a evitare il fronte. Sarà congedato nel 1919.

Nel 1920 espone a Monaco ed è chiamato come insegnante al Bauhaus di Weimar, una scuola innovativa che abolisce le differenze fra arte e artigianato. Inizia la sua attività didattica nel 1921 insegnando teoria della forma e poi teoria del colore. In autunno si trasferisce con la famiglia da Monaco a Weimar. Quando nel 1925 il Bauhaus si sposta a Dessau, anche Klee si trasferisce.

1924: prima esposizione personale delle sue opere a New York. Breton lo cita nel «Manifesto del surrealismo».

Nel 1926 visita la Toscana e Ravenna ed è molto impressionato dai mosaici che influenzeranno alcune sue opere.

Nel 1928 trascorre quattro settimane in Egitto, un altro viaggio fondamentale per il suo percorso artistico (geroglifici, alfabeto a segni).

Nel 1929, in occasione dei suoi cinquant’anni, diverse esposizioni personali e collettive (Berna, New York…) gli rendono omaggio. È un momento molto importante della sua carriera, ricco di riconoscimenti.

Nel 1931 il Bauhaus scioglie il contratto e Klee insegna all’Accademia di Düsseldorf. Nel 1933 Hitler arriva al potere, Klee deve abbandonare il suo impiego nel 1934. Senza lavoro e con la consapevolezza di essere in pericolo in Germania non gli resta che trasferirsi con la famiglia a Berna. La sua fama in Svizzera cresce. Nel 1936 Klee si ammala di una rara malattia, la sclerodermia, che per un po’ gli impedisce di lavorare. Non appena gli è possibile riprende il suo lavoro d’artista con una produzione molto ricca. Nel 1937, 17 sue opere, sono esposte a Monaco nella mostra «Arte degenerata»; 102 opere saranno sequestrate dai nazisti dai musei pubblici tedeschi.

Klee muore il 20 giugno 1940 a Muralto, poco prima di ricevere la nazionalità svizzera. Berna e New York lo celebrano con importanti mostre.


L’opera di Klee non si riconduce a nessuna avanguardia specifica: o meglio può essere collegata a diverse avanguardie, dagli espressionisti ai cubisti, dai pittori astratti ai surrealisti. Quello che più importa per lui è il colore: ha utilizzato e sperimentato tutte le combinazioni possibili di colori, dai più scuri ai più sgargianti, dai più delicati ai più forti. Parte della sua esperienza didattica è stata dedicata alla teoria dei colori, al Bauhaus di Weimar e all’Accademia di Düsseldorf.

Paul Klee sapeva guardare dentro le cose e andare oltre il visibile, quindi era capace di trasformare la realtà. La sua tecnica era quella di non averne una specifica e di lasciare che fosse la sua sensibilità a guidare il pennello.

Le sue escursioni nello spazio e nel mondo sottomarino, i suoi viaggi nel regno delle piante e dei cristalli, nella notte, nel sogno e nel passato sono tutti trascritti nei suoi quadri dal 1920 al 1940.

L’ esposizione
Il suo ritratto, la sua vita, i suoi gatti

Klee non ha potuto mantenere la famiglia con il suo lavoro d’artista per diversi anni: per questo motivo trascorre molto tempo a casa occupandosi del figlio Felix e dei loro gatti.



Manipolazione: i bambini devono accostare i testi che raccontano la biografia dell’artista all’immagine corrispondente.

Donna in costume (Femme en costume traditionnel, 1940) SI

Opera realizzata negli ultimi anni della sua vita: giochi di forme e di colori, tipici di una composizione astratta, sono adattati alla figura umana. Le linee di separazione, marcate, nere ricordano il piombo delle vetrate. Il viso pallido può essere interpretato come un’allusione al fatto che l’uomo è mortale.



Manipolazione: ricostruire il puzzle dell’opera.
Ritmi (En rythme, 1930) SI

Considerando la forte presenza della musica nella sua vita, è normale che Klee dia una grande importanza all’organizzazione ritmica degli elementi pittorici. Questo principio aveva un ruolo importante nella teoria della forma insegnata al Bauhaus.



Manipolazione: creare un quadro «ritmico», come quelli di Klee, con dei quadrati colorati.
Bianco polifonico (Blanc polyphonique, 1930)

Klee nasce in una famiglia di musicisti ed è un ottimo violinista: conosce quindi perfettamente i processi compositivi, le nozioni di ritmo e melodia. Conoscere questa sua passione è molto importante per capire la sua interpretazione pittorica della musica. Klee studia le possibilità di sequenze ritmiche degli elementi dei quadri.

In quest’opera cerca di tradurre una composizione polifonica con i colori sovrapponendo superfici colorate (azzurro, rosa, arancio) che creano nuove sfumature e diventano più chiare avvicinandosi al centro. Come nella musica polifonica le diverse voci/colori risuonano insieme, ma non perdono il loro carattere individuale.

Manipolazione: sovrapporre in una cornice le forme con i singoli colori per riprodurre le sfumature del quadro.
Cristalli (Cristaux en formation, 1921) SI

Paul Klee amava appropriarsi la natura per poi trasformarla attraverso la pittura. Inoltre s’interessa al divenire delle cose, alla loro formazione e trasformazione: in quest’opera l’attenzione va alle formazioni cristalline. Klee utilizza gradazioni di colore che sono disposte ritmicamente sul foglio: non c’è un inizio, ogni parte interagisce con il resto. L’opera è un esempio di composizione pittorico-musicale.



Manipolazione: completare l’opera con i pezzi di cristallo mancanti.
Parole a colori (Du gris de la nuit surgit soudain… 1918)

Questo dipinto-poesia s’ispira ad alcune poesie cinesi che la moglie Lily gli ha regalato. Nelle liriche orientali il significato non deriva solo dalle parole ma anche dalla loro disposizione sulla pagina e dal ritmo creato dai segni calligrafici. Questa opera nasce da un testo scritto da Klee. Lo schema di base è una struttura geometrica e le lettere sono iscritte in piccoli rettangoli; le linee che formano le lettere segnano la divisione dei colori che sono chiari e luminosi. Testo (traduzione): «Jadis surgi du gris de la nuit/ puis devenu lourd et cher/ avec la force du feu, / empli de Dieu et vaincu le soir. // Alors, entouré d’épouvante dans le bleu de l’éther, / s’échappe au-dessus des névés / retrouver les astres avisés».



Manipolazione: scrivere il nome, la frase proposta o quello che i bambini desiderano con piccoli cubetti colorati con le lettere che ricordano le lettere a piombo delle tipografie di un tempo.

Mi fai girar la testa, Senecio! (Senecio, 1922) SI

Klee gioca con forme geometriche semplici come il cerchio, il triangolo e il quadrato per realizzare questo intrigante personaggio. Si ispira in particolare a Robert e Sonia Delaunay.



Manipolazione: mettere la testa di Senecio nella stessa posizione del quadro, girando una manovella.
Il funambolo (Le funambule, 1923)

La ricerca di un equilibrio fra visibile e invisibile, fra opera – natura – uomo, è uno degli elementi chiave della poetica e dell’insegnamento di Klee. L’artista, come il funambolo, cerca il suo equilibrio: il mondo fisico sembra immobile e stabile ma in realtà le cose sono in movimento perpetuo. Lo stesso vale per l’opera d’arte, per il processo di creazione. Per realizzare quest’opera Klee utilizza la tecnica del «ricalco» che aveva lui stesso inventato. Prepara un foglio con uno strato di pittura a olio nera e lo mette fra un foglio vergine e il disegno che desidera copiare: con una punta traccia i contorni del disegno che risulta sfilacciato con macchie più scure (le impronte della mano) e poi lo colora all’acquarello.



Manipolazione: disegnare con una penna magica ad acqua il funambolo che poi scompare attivando un asciugacapelli.
Teatro delle marionette (Théâtre de poupée, 1923) SI

Questo quadro è un esempio di «arte infantile» di Klee. Al centro dell’opera una graziosa marionetta circondata da oggetti e animali semplificati. La linea che delimita la fine della scena, corrisponde a un’aggiunta di carta: la parte inferiore è un frammento di acquarello ritagliato. Klee ha confezionato una cinquantina di marionette (con materiali di recupero e tessuti) per Felix: poi ha inventato piccoli spettacoli. Una di queste marionette rappresenta l’artista, il papà.



Manipolazione: trovare i 7 errori nella riproduzione del quadro: se le pedine sono messe al posto giusto, si sente un brano di violino che Klee amava eseguire.
Tramonto (Séparation du soir, 1922)

Per Klee il colore ha un «peso»: più è chiaro, più è leggero. L’importante è riuscire a trovare un equilibrio. In questo quadro astratto dispone sul foglio, in orizzontale, una serie di strisce di colori che si sfumano: scure ai bordi, diventano più chiare verso il centro. Due frecce dirigono lo sguardo verso la zona più chiara. Il titolo («Séparation du soir») evoca il tramonto: l’alto è il cielo, il basso la terra. Al centro il raggio di luce che illumina la terra prima di sparire.



Manipolazione: Trovare l’equilibrio cromatico mettendo pesi di diversi colori su una bilancia.
Il pesce d’oro (Le poisson d’or, 1925) SI

Klee amava scoprire i fondali marini. Queste sue escursioni hanno ispirato diverse opere.



Manipolazione: pedalare per attivare l’elettricità che illumina il quadro. (è l’animatrice che sale sulla bicicletta)

Parco vicino a Lu (Parc près de Lu (cerne), 1938) SI

È un quadro di natura in cui Klee rappresenta un giardino e le sue attrazioni. Ogni elemento del parco, stilizzato come un geroglifico, è circondato da un colore molto luminoso che si differenzia dallo sfondo. L’arte di Klee è strettamente legata ai processi naturali: un quadro nasce e cresce come la natura che crea organismi e si sviluppa. C’è un’analogia fra la genesi della natura e la genesi dell’opera: la crescita del paesaggio è naturale ma la mano dell’uomo lo trasforma artificialmente. Come i lavori degli ultimi anni, quest’opera ha grandi dimensioni e il supporto è la tela di juta.



Manipolazione: far scorrere la pallina (come se si passeggiasse) in un labirinto orizzontale che riproduce il quadro.
Maschera con la piccola bandiera (Masque au petit drapeau, 1925) SI

Nel suo corso di pittura al Bauhaus Klee introduce tecniche nuove come la vaporizzazione di colori ad acqua (simili alle attuali tecnica spray e aerografia). Spostando la sagoma si ottengono interessanti sfumature di colore.



Manipolazione: muovere quattro manovelle per mettere al loro posto le diverse parti dell’opera e ricostruirla.
Equilibrio instabile (Equilibre instable, 1922)

Secondo Klee le cose si muovono continuamente (anche se il mondo fisico sembra immobile e stabile). In questo quadro gioca con i colori ma inserisce delle frecce (segnali di attrazione e tensione) che perturbano l’equilibrio.



Manipolazione: ricostruire l’opera con i frammenti a disposizione.
Macchina cinguettante (Machine à gazouiller, 1922) SI

Klee propone il tema dadaista delle macchine inutili, giocando con le linee. È una delle opere più surreali di Klee, comica e superficiale. Una manovella fa cantare quattro strani automi a forma di uccello. Klee si abbandona alle libere associazioni dell’inconscio (surrealismo) e alla sua fantasia. La tecnica è quella del «ricalco» (cfr. «Il funambolo»).



Manipolazione: girare una manovella per animare i buffi personaggi di Klee.
Paesaggio magico (Peinture murale sur temple du désir, 1922)

Nel 1914 Klee fa un viaggio in Tunisia dove scopre un nuovo mondo di colori e i paesaggi urbani come fonte d’ispirazione. I paesaggi sono trasformati in macchie variopinte oppure «scomposti» nelle loro unità architettoniche. L’interesse per l’architettura sarà presente in diverse opere.



Manipolazione: girare la manovella fino a quando tutte le frecce sono esattamente al loro posto.
Nuova armonia (Nouvelle harmonie, 1936)

Ecco un esempio significativo delle scacchiere, composizioni non figurative a mosaico sull’accostamento dei colori, che Klee dipinge negli ultimi dieci anni. In questo quadro tutte le sequenze si ripetono. I colori sono come elementi sonori che interagiscono fra loro per produrre accordi armoniosi.



Manipolazione: scoprire le sequenze ripetute: se la risposta è esatta si accende una luce.
Rivoluzione delle arcate (Révolution du Viaduc, 1937) SI

I nazisti avevano sequestrato le opere di Klee dai musei tedeschi ed esposto 17 sue opere alla mostra «Arte degenerata». Klee si rifugia in Svizzera, non prende posizione nei suoi scritti contro queste azioni, ma lavora a questo quadro che sarà esposto per la prima volta alla postuma di Berna del 1940. È un’opera politica e storica: stagliandosi sullo sfondo blu le arcate del ponte, di dimensioni diverse, variopinte, in ordine sparso avanzano verso lo spettatore. Non è l’uniformità dei regimi totalitari ma piuttosto il rifiuto di un ordine stabilito. Le arcate allineate e ordinate del ponte sulla Werra, costruito dai nazisti, rifiutano il loro ruolo e vanno incontro allo spettatore simboleggiando l’individualità umana e artistica.



Manipolazione: davanti a uno specchio, imitare la posizione delle arcate del quadro.

Atelier


  • Meravigliosi fondali marini: animali e vegetazioni marine si nascondono in ambienti creati dalla fantasia dei bambini.

  • I segreti della natura: il mondo naturale interpretato con semplicità e creatività. (SE)

  • Giochi di linea. 1) Linea continua: una matita che corre sul foglio e crea nuove sorprendenti immagini.

  • Giochi di linea. 2) Mondo a segni: scheletri di oggetti e personaggi realizzati con linee e segni, che diventano poi protagonisti di sfondi creativi.

  • Paesaggi a quadrati magici: dal paesaggio realista all’essenzialità delle forme colorate. (SE) (ev. plein air)

  • Un amico pupazzo: creazione di un nuovo compagno, che diventerà strumento per comunicare emozioni.

  • Colori e ritmo: giochi di colori ed equilibri, per composizioni artistiche (SE)


Il Museo in erba in classe

Perché non approfondire durante l’anno scolastico le scoperte fatte al Museo in erba? Dopo la visita, un’animatrice verrà in classe e proporrà nuove attività ai bambini che voi docenti potrete poi sviluppare autonomamente.


Con il sostegno di:


Coop Cultura, SwissWealth Management, Aziende Municipalizzate di Bellinzona,

Dicastero Cultura Bellinzona, Repubblica e Cantone Ticino–Fondo Swisslos, LaRegioneTicino, Ticino Turismo, uessearte.


© Il Museo in erba, Bellinzona – Vallée de la Jeunesse, Losanna, 2011.
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