I focus dentali (localmente asintomatici) possono essere causa di varie malattie; come riconoscerli e come affrontarli



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I focus dentali (localmente asintomatici) possono essere

causa di varie malattie; come riconoscerli e come affrontarli.


Materiali raccolti e tradotti da Lorenzo Acerra e Corrado Penna; con alcune testimonianze degli utenti del forum sulla bonifica dentale (arnoldehret.it1)


“Bonifica dentale” è un e-book gratuito

È possibile ripubblicarne i contenuti purché la citazione sia testuale e sia specificata la fonte e gli autori.



NB: questa è una bozza, non la versione defintiva, sebbene contenga già quasi tutti i materiali. Alcune parti devono essere ampliate e riordinate, a partire dal sommario. I prossimi aggiornamenti saranno sempre pubblicati al link

http://scienzamarcia.altervista.org/denti.doc
Versione 3.0: 11 dicembre 2015

Sui curatori del libro

Lorenzo Acerra - laureato in chimica industriale, oltre al “Il mal di glutine” (e-book gratuito) ha scritto i seguenti libri (tutti pubblicati dalla Macro Edizioni):

  • Denti tossici – Le otturazioni dentali che rilasciano mercurio

  • Denti tossici 2 – Le otturazioni dentali che rilasciano mercurio

  • Sugar blues 2 – Nuovi veleni senza calorie aggiunte. Aspartame saccarina e altri dolcificanti artificiali

  • Il mal di latte – Intolleranze, allergie e malattie da latte e latticini

  • Magnesio – Reintegrare un minerale utile per la nostra salute

  • FluoroPericolo per i denti, veleno per l’organismo

  • Niente latte siamo a Hollywood

  • Cancro: puoi guarire – Senza chemio, radiazioni o chirurgia.

  • Denti tachionici – Nuovi materiali energetici per curare i denti

  • L’immensa balla della ricerca sul cancro


Corrado Penna - docente, laureato in fisica, ha tradotto i libri “La Sindrome Psico-Intestinale” della dottoressa Natasha Campbell-McBride e “Guarire i sintomi noti come autismo” dell’omeopata Kerri Rivera, nonché numerosi abstract di articoli scientifici; ha inoltre collaborato alla seconda edizione dell’e-book gratuito Il mal di glutine di Lorenzo Acerra curandone l’impaginazione e scrivendo per esso un’apposita appendice. Di recente ha scritto due e-book gratuiti: Alimentazione, disbiosi intestinale e parassitosi, e I pilastri della salute e la rete di interconnessioni2.

Sommario

Dichiarazione di non responsabilità (disclaimer) 4

Introduzione 5

I.1 La tossicità del mercurio (e delle amalgame per otturazioni dentali) 5

I.2 I denti devitalizzati 5

I.3 Le cavitazioni dell’osso mandibolare 8

I.4 Residu di di radici (e di denti) 11

I.5 Il problema dei denti del giudizio 11

I.6 La malocclusione 13

Parte 1: video-testimonianze 15

1.1 Denti devitalizzati 15

1.2 Tumori, quando le radiografie rivelano infezioni dentali 17

1.3 Protocolli 18

1.4 Osteiti indotte (cavitazioni) 20

1.5 Denti del giudizio 21

1.6 Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

1.7 Video-gallery *** Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

Parte 2: denti del giudizio 15

2.1 Denti devitalizzati 15

2.2 Tumori, quando le radiografie rivelano infezioni dentali 17

2.3 Protocolli 18

2.4 Osteiti indotte (cavitazioni) 20

2.5 Denti del giudizio 21

2.6 Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

2.7 Video-gallery *** Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

Parte 3: residui radicali 15

3.1 Denti devitalizzati 15

3.2 Tumori, quando le radiografie rivelano infezioni dentali 17

3.3 Protocolli 18

3.4 Osteiti indotte (cavitazioni) 20

3.5 Denti del giudizio 21

3.6 Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

3.7 Video-gallery *** Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

Parte 4: sintomi dalla A alla Z 15

4.1 Denti devitalizzati 15

4.2 Tumori, quando le radiografie rivelano infezioni dentali 17

4.3 Protocolli 18

4.4 Osteiti indotte (cavitazioni) 20

4.5 Denti del giudizio 21

4.6 Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

4.7 Video-gallery *** Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22
Parte 5: autori 15

Prima sezione: Autori italiani

5.1 Denti devitalizzati 15

5.2 Tumori, quando le radiografie rivelano infezioni dentali 17

5.3 Protocolli 18

5.4 Osteiti indotte (cavitazioni) 20

5.5 Denti del giudizio 21

5.6 Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

5.7 Video-gallery *** Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

Seconda sezione: Autori stranieri

5.1 Denti devitalizzati 15

5.2 Tumori, quando le radiografie rivelano infezioni dentali 17

5.3 Protocolli 18

5.4 Osteiti indotte (cavitazioni) 20

5.5 Denti del giudizio 21

5.6 Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

5.7 Video-gallery *** Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

Terza sezione: documenti storici

5.1 Denti devitalizzati 15

5.2 Tumori, quando le radiografie rivelano infezioni dentali 17

5.3 Protocolli 18

5.4 Osteiti indotte (cavitazioni) 20

5.5 Denti del giudizio 21

5.6 Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

5.7 Video-gallery *** Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

Quarta sezione: pazienti informati

5.1 Denti devitalizzati 15

5.2 Tumori, quando le radiografie rivelano infezioni dentali 17

5.3 Protocolli 18

5.4 Osteiti indotte (cavitazioni) 20

5.5 Denti del giudizio 21

5.6 Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

5.7 Video-gallery *** Cavitazioni dei dei denti del giudizio 22

Dichiarazione di non responabilità (disclaimer)

Quanto trovate scritto qui sotto non costituisce in nessun caso una indicazione terapeutica. La lettura delle seguenti informazioni non può sostituire un processo di diagnosi e di valutazione accurata dello stato di salute da parte di uno o più medici di base o medici specialisti. Chi scrive è convinto che non esiste la malattia bensì il malato, ovvero che non esistono rimedi sempre uguali per la stessa malattia, ma percorsi di cura differenziati in base alle caratteristiche peculiari del singolo malato. Qui di seguito trovate semplicemente informazioni, in base alle quali potete rivolgervi presso un professionista qualificato (medico, odontoiatra, naturopata, nutrizionista, osteopata) avendo voi stessi, si spera, una maggior conoscenza di causa. Un paziente informato, secondo chi scrive, ha delle possibilità molto maggiori di guarigione, anche perché (è ben noto) due professionisti con la stessa specializzazione spesso danno della stessa sintomatologia (e delle stesse analisi di laboratorio) o un’interpretazione differente, oppure a parità di interpretazione consigliano due percorsi terapeutici molto differenti.

Lo scopo di questo libro è quindi informativo e le informazioni in esso contenuto non vanno intese come consiglio medico o terapeutico. Qualsiasi terapia, anche la più apparentemente semplice e banale può comportare dei rischi; anche una semplice aspirina, è noto, può avere in taluni casi dei gravi effetti collaterali. La cura di eventuali focus dentali può essere un grande ausilio nella strada verso il raggiungimento di una condizione di salute, ma ogni persona è un caso unico e ci possono essere situazioni in cui un paziente può essere troppo debilitato per affrontare questo percorso. In quali casi e per quali persone questo può succedere, non può stabilirlo l’autore di un libro, né si può decidere solo in base alle informazioni in esso contenute, ma serve un’attenta analisi delle condizioni di salute della persona.

Consultatevi quindi con medici di base, specialisti, odontoiatri e biologi nutrizionisti prima di intraprendere qualsiasi processo terapeutico.

Per quanti sforzi abbiano fatto i curatori del presente e-book, non possono garantire in maniera assoluta della correttezza e della completezza di quanto qui scritto, e (lo ripeto) si tratta di un testo informativo; se volete provare a mettere ad utilizzare praticamente alcune delle informazioni in esso contenuto vi prendete la piena responsabilità delle vostre azioni. Se un uso improprio delle informazioni qui contenute, senza previo consulto con medico o altro professionista qualificato dovesse arrecarvi del danni, gli autori non si assumono alcuna responsabilità e non offrono nessuna garanzia.

Lo stesso dicasi per tutti i libri ed i siti internet citati.



INTRODUZIONE
I.1 - La tossicità del mercurio (e delle amalgame per otturazioni dentali)
4 - La tossicità del mercurio (e delle amalgame per otturazioni dentali)
Il mercurio causa problemi molto gravi, al punto che le istituzioni mediche raccomandano alle donne incinte3 di non mangiare il pesce di grossa taglia (come il tonno o il pesce spada) proprio perché in essi tale metallo pesante si accumula fino a toccare livelli pericolosi per la salute umana. Il mercurio danneggia il sistema nervoso, i reni, danneggia la microflora intestinale causando disbiosi intestinale, e contribuisce così allo scatenarsi di patologie autoimmuni, allergie, malattie mentali. Il mercurio (come l’alluminio) contribuisce alla disfunzione delle barriere tissutali, ed anche questo meccanismo è una con-causa delle malattie appena citate. Mettere una lega di mercurio ed altri metalli per otturare i denti guasti è stata un’idea folle, criminale, anche se per fortuna tale pratica è sulla via dell’abbandono.

Ma se il mercurio fa male, la rimozione e sostituzione delle amalgame può essere persino più rischiosa del loro innesto iniziale, se l’operazione non viene fatta con tutte le precauzioni del caso4, usando una diga, un forte aspiratore ed altri accorgimenti per evitare che il paziente (ed il dentista, ed il suo assistente) respiri vapori di mercurio o ingurgiti pezzettini solidi di amalgama. Da notare che non andrebbe rimossa più di una otturazione al mese e non andrebbero assunti chelanti di nessun tipo fino a quando l’ultima amalgama non è stata rimossa (finché si ha il mercurio nei denti le sostanze chelanti mobilizzano il mercurio peggiorando la situazione).

Finita questa prima bonifica occorre disintossicare il corpo dal mercurio5 che vi si è accumulato (state attenti a non utilizzare certe sostanze prima di avere tolto tutte le amalgame, altrimenti rischiate di mobilizzare il mercurio e fare ancora più danno). Un metodo è quello di usare tintura madre di coriandolo (appena prima dei pasti) accoppiata all’alga clorella o alla zeolite (mezz’ora prima dei pasti). Un’altra possibilità è l’utilizzo dell’apparecchio Lotus (disintossicazione ionica)6, macchinario che dovrebbe rimuovere tossine e metalli pesanti facendo circolare una debole corrente in una bacinella dove vengono posizionati due elettrodi: si mettono a mollo per 30 minuti le mani (disintossicazione della parte superiore del corpo) o i piedi (disintossicazione della parte inferiore). C’è invece chi si rivolge alla mineral-test7, fa un esame del capello e segue i consigli che vengono dall’azienda sugli integratori da assumere per smaltire l’eccesso di mercurio. Esistono anche dei prodotti omeopatici che aiutano in tale processo. Non dobbiamo però dimenticare che per disintossicarsi dai metalli pesanti sono utili anche la vitamina C (e quindi frutta e verdura fresca, intera o spremuta con un estrattore), lo zolfo organico (contenuto nell’aglio, nelle broccolacee, disponibile anche come integratore), il glutatione, e forse anche il resveratrolo.

Maggiori informazioni sul rapporto tra intossicazione da mercurio e varie patologie, nonché citazioni di articoli scientifici che mostrano la dannosità delle amalgame, le potete trovare sull’e-book gratuito I pilastri della salute e la rete di interconnessioni8.



I.2 - I denti devitalizzati
Per i dentisti è una procedura normale quella di devitalizzare un dente (eseguire una cura canalare) quando il dente è così malmesso da non potersi più curare con una normale otturazione. Eppure alcuni dentisti avevano fatto notare già 100 anni fa la potenziale pericolosità di tale procedura.

In effetti un dente cui è stata rimossa tutta la polpa e che è stato devitalizzato è letteralmente un pezzo di tessuto morto (de-vitale) in un organismo vivo, e quindi è una potenziale fonte di infezione, è cibo per batteri anaerobici altamente tossici che possono eventualmente migrare dopo essere passati nel flusso sanguigno, ma possono anche causare (e spesso lo fanno) una infezione all’osso sottostante che diventa necrotico e infiammato (cavitazione osteomandibolare) e produce di conseguenza dei mediatori chimici (citochine) il cui eccesso a sua volta può essere causa di molte malattie croniche ed infiammatorie. Il danno da devitalizzazione (ed anche quello da cavitazione) è però spesso silente, senza sintomi a livello del dente interessato, e per questo generalmente i medici non pensano alla devitalizzazione ed alla cavitazione come una possibile causa di malattie; in effetti la maggior parte di questi denti appaiono sani sia alla vista che agli esami radiografici. Il test della procaina (iniezione di questo anestetico naturale in prossimità del dente) permette spesso di verificare se un certo dente è causa di un particolare problema di salute: in caso affermativo il problema cessa quasi istantaneamente e la remissione permane per circa 8 ore dopo l’iniezione di procaina.

Il dottor Weston Price, dentista e ricercatore, iniziò a sospettare già un secolo fa che i denti devitalizzati potessero essere fonti di pericolose infezioni, e così un giorno consigliò ad una donna, in sedia a rotelle da sei anni, di estrarre un dente devitalizzato che pur sembrava sano. Il risultato fu che la donna guarì rapidamente dall’artrite paralizzante di cui soffriva, e poté nuovamente camminare con le sue gambe. Il dottor Price impiantò sotto la pelle di un coniglio quel dente estratto, ed il coniglio non solo sviluppò lo stesso tipo di artrite paralizzante, ma morì nel giro di 10 giorni.

Così il dottor Price andò avanti nella sua ricerca scoprendo che molte malattie croniche e degenerative come alcune malattie cardiocircolatorie, malattie delle articolazioni e del sistema nervoso (ma anche ai reni e alle ossa), potevano essere causate dai denti devitalizzati. Il Dott. Meinig, dentista che curava anche molte persone ricche e famose, scoprì nel 1990 il lavoro del dottor Price e dopo 3 anni pubblicò un libro di denuncia sulla pericolosità delle devitalizzazioni.

Andiamo adesso a vedere più da vicino la questione della cura canalare, riportando alcune righe da un articolo del dottor Mercola intitolato Il 97% dei malati di cancro terminali è stato sottoposto in passato a questa procedura9

I denti sono fatti delle sostanze più dure di tutto il corpo. Al centro di ogni dente c’è la camera pulpare, una struttura interna morbida vivente che ospita i vasi sanguigni e i nervi. Intorno alla camera pulpare c’è la dentina, che è composta di cellule viventi che secernono una sostanza minerale dura. Lo strato più esterno e più duro del dente è lo smalto bianco, che avvolge la dentina.

Le radici di ogni dente discendono nella mandibola e sono mantenute al loro posto dal legamento parodontale. Nelle scuole per dentisti, si insegna che ogni dente ha da uno a quattro canali principali. Tuttavia, ci sono canali supplementari che non vengono mai menzionati. Sono letteralmente lontani chilometri da come stanno esattamente le cose!

Proprio come il corpo ha grandi vasi sanguigni che si ramificano fino ai piccolissimi capillari, ciascuno dei denti ha un labirinto di tubuli molto piccoli che, se messi in fila uno dopo l’altro, si estenderebbero per più di quattro chilometri. Weston Price ha identificato 75 canali supplementari separati in un singolo incisivo centrale (dente anteriore).

(…)

Organismi microscopici si spostano regolarmente avanti e indietro in questi tubuli, come roditori in tunnel sotterranei. Quando un dentista esegue una cura canalare, svuota il dente, poi riempie la camera vuota con una sostanza (chiamata guttaperca), che taglia fuori il dente dalla circolazione del sangue, e da lì in poi nessun fluido può circolare nel dente. Ma rimane il labirinto dei tubuli minuscoli. E i batteri, tagliati fuori dal loro approvvigionamento alimentare, si nascondono in questi tunnel dove sono al sicuro dagli attacchi di antibiotici e dalle difese immunitarie del corpo.

A questo punto è importante precisare che il danno causato dai denti devitalizzati non è necessariamente un danno immediato, ma sicuramente è una spada di Damocle, un problema potenziale che un organismo altrimenti sano può riuscire ad arginare. Un sistema immunitario forte per esempio può bloccare i batteri che si allontanano dal dente infetto, ma se per qualche motivo il sistema immunitario perde forza, come può avvenire in occasione di un incidente, un trauma (anche psichico) o una malattia, l’argine può cedere ed il problema da potenziale può diventare manifesto.

Il Dott. Price impiantando frammenti di denti devitalizzati nei conigli, riusciva a causare in essi la stessa malattia che si era manifestata in precedenza nell’essere umano da cui quel dente proveniva. Il Dott. Robert Jones, un ricercatore che ha esaminato la relazione tra denti devitalizzati e tumore al seno, sostiene che il 93% delle donne con cancro al seno aveva denti devitalizzati, il 7% aveva altre patologie orali, e che inoltre i la maggior parte di questi tumori, si erano sviluppati nello stesso lato del corpo dove si trovava il dente devitalizzato (o altra patologia orale). Il Dott. Jones afferma che le tossine prodotte dai batteri in un dente o mandibola infetti (e quindi dai batteri che possono proliferare nei denti devitalizzati e nelle cavitazioni) sono in grado di bloccare la produzione di proteine che inibiscono la crescita del tumore. Il Dott. Josef Issels riferisce che il 97 per cento dei suoi pazienti malati di cancro aveva denti devitalizzati.

Se si decide di rimuovere un dente devitalizzato riconosciuto come causa di malattia, occorre però fare le cose per bene, dal momento che ai dentisti viene insegnato a rimuovere il dente ma non il legamento parodontale; tale legamento, una volta estratto il dente, non è più legato ad un tessuto vitale, e finisce facilmente per nutrire dei pericolosi batteri anaerobi. Chi invece ha studiato questo tipo di problematica consiglia di rimuovere il legamento, e con esso un millimetro della parete ossea della cavità nella quale era inserito il dente, in modo da minimizzare il rischio di un’infezione.

Se il dente è devitalizzato da molto tempo, al problema della devitalizzazione potrebbe sommarsi quello della cavitazione (infezione ed infiammazione dell’osso mandibolare in prossimità del dente in questione). Occorre quindi rivolgere ad un dentista valido con esperienza nel campo di questo tipo di bonifica, uno dei pochi in grado di leggere una radiografia per valutare le eventuali differenze di densità ossee tipiche delle cavitazioni, e capace anche di rimuovere con precisione le eventuali zone di osso infetto. A tale scopo è utile possedere degli strumenti piezoelettrici e possibilmente anche l’ozono per disinfettare per bene l’osso ad operazione ultimata. Va detto che ci sono anche testimonianze di guarigione dalle cavitazioni con la semplice iniezione di ozono nelle zone interessate (tale tecnica però può funzionare solo se il livello di mercurio nel corpo del paziente è contenuto), e che mezzi più efficaci per verificare lo stato dell’osso mandibolare sono il cavitat (uno strumento ad ultrasuoni e quindi poco invasivo) che però è disponibile solo presso alcuni studi di dentisti in Germania, o la TAC cone-beam, che al contrario è disponibile presso numerosi laboratori di diagnostica per immagini in tutta Italia, ma presenta lo svantaggio di fare assorbire al paziente una certa dose di radiazioni.

Rimosso un dente problematico si possono utilizzare protesi mobili (dentiere) o impianti. Questi ultimi però sono costosi e personalmente a me l’idea di mettere una sostanza estranea e fissarla con un perno nell’osso mandibolare non piace per niente (anche se posso comprendere che in certi casi un impianto sia utile per bilanciare la chiusura delle arcate dentali e risolvere problemi di mal occlusione). Se decidete di utilizzare un impianto pensateci bene, e valutate i diversi tipi di materiale (ce ne sono in circolazioni di pericolosi, magari molto economici ma potenzialmente tossici). Bisogna poi fare attenzione alla presenza di eventuale bimetallismo che crea dannose correnti galvaniche (vedi paragrafo I.6)

Per portare ulteriori prove e conferme di quanto su esposto cito l’'articolo Persistent extraradicular infection in root-filled asymptomatic human tooth: scanning electron microscopic analysis and microbial investigation after apical microsurgery10, che discute il caso di una devitalizzazione non andata a buon fine, associata a periodontite con proliferazione dei seguenti batteri Actinomyces naeslundii Actinomyces meyeri, Propionibacterium propionicum, Clostridium botullinum, Parvimonas micra, Bacteroides ureolyticus.

L’articolo Case of alopecia areata originated from dental focus11 descrive un caso di alopecia areata, malattia autoimmune che causa la perdita di pelo e capelli, che è guarita dopo la rimozione di diversi denti devitalizzati; alcuni di essi avevano una lesione periapicale, altri sono stati rimossi per altre ragioni. Ovviamente di tale caso si può dare un’interpretazione buonista (a volte le devitalizzazioni non riescono bene) o una un po’ più negativa (se a volte causano tutti questi problemi che si rischia a fare?), ma sta di fatto che in una stessa persona ci si trova di fronte ad una malattia guarita solo rimuovendo 4 denti devitalizzati ed un dente del giudizio.

Che questi problemi non sono poi tanto rari lo si vede dal congruo numero di articoli dedicati a studiare tale questione, come ad esempio Causes and management of post-treatment apical periodontitis12, nel quale si nomina ancora una volta la periodontite apicale (persistente, emergente o ricorrente) come una delle manifestazioni più comuni del fallimento della devitalizzazione.

Per quanto riguarda la sicurezza delle sostanze utilizzate per la devitalizzazione del dente, ci sono vari studi che affermano che tra i vari composti utilizzati per riempire il dente svuotato alcuni sono più o meno tossici degli altri riguardo a questo o quell’aspetto; il quadro che ne viene fuori è ben poco consolante. Gli studi che ho consultato sono i seguenti: Toxicity evaluation of root canal sealers in vitro13, A comparative tissue toxicity evaluation of established and newer root canal sealers14, Toxicity of concentrated sodium hypochlorite used as an endodontic irrigant15, Root canal sealers induce cytotoxicity and necrosis16, Long-term cytocompatibility of various endodontic sealers using a new root canal mode17, , In vitro cytotoxicity of root canal filling materials: 1. Gutta-percha18, Effects of root canal sealers on immunocompetent cells in vitro and in vivo19.

Ma veniamo al problema centrale della devitalizzazione: può causare malattie croniche e debilitanti? Il solo fatto che può causare periodontite è già di per sé una possibile causa di malattie (vedi più avanti), ma a parte questo è interessante leggere quanto scritto nell’articolo Root canal treatment and general health: a review of the literature (“Devitalizzazione del dente e salute generale: una rassegna della letteratura”)20, che si basa sulla consultazione di ben 300 studi scientifici. Nell’abstract dell’articolo si riepiloga la storia della denuncia della potenziale pericolosità dei denti devitalizzati (e non solo) da parte di diversi dentisti dei primi anni del ‘900 e poi si afferma che ricerche recenti stanno portando nuove prove a questa vecchia “teoria focale” che nel frattempo era caduta in discredito, mostrando come malattie cardiache e malattie sistemiche possono essere originate da un problema dentale. Con le nuove moderne procedure di laboratorio, ci informa l’articolo, è stato confermato che batteri rilevati nel sangue periferico avevano avuto origine nella devitalizzazione. Ciò vuol dire che sia diffusione di infezioni, che la diffusione di tossine dal sito del dente devitalizzato, possono essere una potenziale causa di patologie. A quanto pare quei dentisti del 900 che riportavano incredibili guarigioni da varie malattie dopo l’estrazione di denti devitalizzati avevano ragione da vendere, anche se non avevano i mezzi per eseguire le analisi approfondite di cui adesso si è dotata la scienza medica.

Alcuni interessanti siti inglesi per approfondire l’argomento sono:

• Weston A. Price Foundation: http://www.westonaprice.org/ 

• Price-Pottenger Foundation: http://ppnf.org/product/books-1/root-canal-cover-up/

• Weston A. Price Foundation June 25, 2010:

http://www.westonaprice.org/holistic-healthcare/root-canal-dangers/ 

• The Wealthy Dentist July 12, 2011: http://www.thewealthydentist.com/blog/1877/root-canals-are-the-most-profitable-procedure-in-dentistry-video/ 

• ToxicTeeth.org: http://www.toxicteeth.org/dentistsDoctorsProducts.aspx

• The Truth About Root Canals and Cancer: http://www.americanaci.org/aaci-blog/first-post




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