I fondamenti della bibbia



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I FONDAMENTI DELLA BIBBIA

UN MANUALE DI STUDIO

Bible Basics (Italian version)

Che vi rivelerà la gioia e la pace della vera cristianità

Duncan Heaster dh@heaster.org I FONDAMENTI DELLA BIBBIA

Studio 1: Dio ………………………………...… 1

1.1 L’esistenza di Dio

1.2 La personalità di Dio

1.3 Il nome e il carattere di Dio

1.4 Gli angeli

Studio 2: Lo spirito di Dio …………………... 16

2.1 Definizione

2.2 L’inspirazione

2.3 I regali dello Spirito Santo

2.4 La rinuncia dei regali

Studio 3: Le promesse di Dio ……………..… 44

3.1 Introduzione

3.2 La promessa del Paradiso

3.3 La promessa a Noah

3.4 La promessa ad Abramo

3.5 La promessa a David



Studio 4: Dio e la morte ……………………... 74

4.1 La natura dell’uomo

4.2 L’anima

4.3 Lo spirito

4.4 La morte è incoscienza

4.5 La Resurrezione

4.6 Il Giudizio

4.7 Il luogo del Premio: Paradiso o Terra?

4.8 Responsibilità verso Dio

4.9 L’inferno



Studio 5: Il regno di Dio …………………… 105

5.1 Definizione del Regno

5.2 Il Regno non viene stabilito ora

5.3 Il regno di Dio nel passato

5.4 Il Regno di Dio nel futuro


    1. Il Millennio

Studio 6: Dio e il Malvagio ……………….... 125

6.1 Dio e il Malvagio

6.2 Il Diavolo e Satana

Studio 7: L’origine di Gesù ………………... 142

7.1 Le profezie del Vecchio Testamento su Gesù

7.2 La nascita della Vergine

7.3 Il ruolo di Cristo nel piano divino

7.4 “Al principio era il mondo"

Studio 8: La natura di Gesù ……………….. 159

8.1 Introduzione

8.2 Differenze tra Dio e Gesù

8.3 La natura di Gesù

8.4 L’umanità di Gesù

8.5 Il rapporto tra Dio e Gesù



Studio 9: Battesimo in Gesù ……………….. 172

9.1 L’importanza vitale del Battesimo

9.2 Come fare per battezzarsi

9.3 Il significato del Battesimo

9.4 Battesimo e Redenzione

Digressione: Ribattezzarsi

Studio 10: La vita in Cristo ………………... 188

10.1 Lo studio della Bibbia

10.2 La preghiera

10.3 La predica

10.4 Vita in chiesa

10.5 Il pane spezzato

10.6 Matrimonio

10.7 La nostra associazione

Alla fine di ogni capitolo ci sono delle domande, a cui chiediamo di rispondere su fogli separati dove sarà indicato chiaramente il vostro nome e indirizzo.

Le risposte vanno poi spedite a:

I FONDAMENTI DELLA BIBBIA

CAT


PO Box 3034

South Croydon, Surrey CR2 0ZA

ENGLAND

www.carelinks.net/it



www.biblebasicsonline.com

1.1 L'Esistenza di Dio

"Chi infatti s'accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che diligentemente lo cercano" (Ebr.11:6). L'obiettivo di questi studi è di aiutare le persone ad avvicinarsi a Dio, partendo dal presupposto che essi già credono che "Egli è", mentre invece non ci occuperemo di trovare delle prove che giustifichino la fede nell'esistenza di Dio. E' sufficiente una qualsiasi riflessione sulla vita, magari esaminando l'intricata struttura del nostro corpo (cp. Ps.139:14), o la forma evidente di un fiore, o sollevando gli occhi verso la vastità dello spazio in una notte limpida, per rendersi conto che l'ateismo è assolutamente inconcepibile In questo libro ci si rivolgerà a chi già crede in Dio e vuole avvicinarsi maggiormente a lui. Non ci soffermeremo quindi sulle prove che dimostrano l'esistenza di Dio, ricordando solo che è sufficiente osservare la complicata costituzione del nostro organismo, o l'evidente struttura di un fiore, o alzare gli occhi al cielo in una notte limpida e mille altre riflessioni sulla vita, per rendersi conto che l'ateismo è palesemente inconcepibile. E' molto più faticoso credere che non esista nessun Dio piuttosto che credere in Dio. Un ateo infatti non può appoggiarsi a nessun ordine, nessun disegno o significato ultimo dell'universo, con chiare ripercussioni sulla sua vita. Datie questo si riflette logicamente nella vita di un ateo. questi presupposti, non sorprende che la maggior parte delle persone, persino nelle società dove il materialismo è il vero "dio", ammetta di credere anche se minimamente in un Dio.prevalente nella vita di ognuno.


Ma c'è un'enorme differenza tra ammettere l'esistenza di un potere superiore avere una vaga nozione di un potere superiore veramente sicuri e sapere realmente quanto Dio è di ciò che Egli è in grado di offrirci in cambio di un servizio fedele a Lui. Ritroviamo Qquesto concetto è ben spiegato nel versetto Ebr.11:6: noi

" dobbiamo credere che egli (Dio) esiste



E

che egli ricompensa coloro che diligentemente lo cercano".

La Bibbia è in gran parte il racconto della storia del popolo di Israele, il popolo di Dio, e spesso ci viene ricordato che gli ebrei accettavano l'esistenza di Dio a prescindere dalla fede non perché credevano nelle Sue promesse. Il loro grande capo Mosè diceva loro "Sappi dunque e conserva bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra; e non ve n'è altro. [40]Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandamenti" (Deut.4:39,40).

Eè' chiaro quindi che anche se dentro di noi abbiamo coscienza dell'esistenza di Dio non necessariamente siamo degni di anche se dentro di noi abbiamo coscienza che Dio esista, non è detto che siamo automaticamente lui. Se crediamo davvero di avereche abbiamo un Creatore, dobbiamo "dunque osservare i suoi comandiamenti". Lo scopo che ci proponiamo in questo libro è proprio quello di spiegare in cosa consistono questi comandamenti e come osservarli, . Cercando di agire in questo modo prendendo come riferimento le Sacre Scritture, e rafforzando così la nostra fedescopriremo che la nostra fede in Dio verrà rafforzata:

"La fede dipende dunque dalla predicazione e la predicazione a sua volta si basa sullasi attua per la parola di DioCristo" (Rom.10:17).

Parimenti, nel libro di Isaia (43:9-12) attraverso l'interpretazione delle profezie divine arriviamo a comprendere che "io sono Diothat I am he" (Is.43:13) - e cioè che il nome di Dio "Io sono colui che sono" è assolutamente vero (Es.3:14). L'apostolo Paolo arrivò un giorno a Berea, un villaggio che oggi fa parte dè nella Grecia Settentrionale. Come d'abitudine predicava il Vangelo di Dio, la buona novella, ma la gente non si limitòò ad accettare la parola di Paolo, Questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica ed "essi accolsero la parola (di Dio, non di Paolo) con grande entusiasmo,

esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano davvero così. Dunque, molti di loro credettero" (Atticts 17:11,12). Essi credettero e raggiunsero una fede sincera non perché Dio gliela concesse improvvisamente grazie a uno specie di trapianto spirituale al cuore, senza nessuna relazione con la sua parola, ma perché andarono a cercare nella Bibbia con regolarità ("ogni giorno") e sistematicità (quelse le cose stavano davvero così). Ci si domanda quindi come fa la gente a definirsi "credente" quando prende come punto di riferimento nuovi predicatori o congregazioni religiose come i seguaci di Billy Graham (n.d.t. movimento evangelico) walk out again as 'believers'. Quanto studio serio e quotidiano delle Scritture fanno queste persone? Questa mancanza di una vera fede fondata sulla Bibbia spiega senza dubbio la falsità che chi si converte trova nella precedente esperienza religiosa e spiega perché molti abbandonano il movimento evangelico.

Lo scopo che si propone questo corso di studio è di fornire uno schema per uno studio individuale e sistematico delle Scritture, così da poterper poter "di conseguenzadunque" credere. Nel Vangelo viene spesso sottolineato il legame imprescindibile tra fede autentica ed ascolto del vero VangeloIl legame tra l'ascolto del vero Vangelo e possedere una fede sincera viene sottolienata sovente nella predica del Vangelo:

- "Molti dei Corinzi, udendo Paolo, credevano e si facevano battezzare (Atticts 18:8).

- La gente "ascolta la parola del Vangelo e crede" (Atticts 15:7)

- Così predichiamo e così avete creduto" (1 Cor.15:11)

- Il "seme" nella parabola del seminatore è la parola di Dio (Lc.8:11); mentre in quella dell’albero di senapa è la fede (Lc.17:6), poiché la fede si conquista accettando la "parola della fede" (Rom.10:8), "parole di fede e buona dottrina" (1 Tim.4:6), in un cuore pronto a credere in Dio e alla sua parola (Gal.2:2 cfr. Ebr.4:2)

- In riferimento alla parola delle Sacre Scritture, l’apostolo Giovanni dice che "egli dice il vero (e cioè la verità) perché anche voi crediate" (Gv.19:35). Quindi la parola del Signore è "la verità" (Gv.17:17) che dobbiamo credere.

1.2 La personalità di Dio

Uno dei temi più sublimi e grandiosi della Bibbia è la rivelazione di Dio come un essere tangibile e reale, con un esistenza corporea. Inoltre uno dei precetti fondamentali della Cristianità è che Gesù è il figlio di Dio. Se Dio non fosse un essere corporeo, non potrebbe avere un figlio che fu "immagine della sua personaimpronta della sua sostanza" (Ebr.1:3). Sarebbe difficile sviluppare una relazione effettiva con Dio se Dio fosse solo un concetto nella nostra mente, uno frammento di spirito etereo che esiste da qualche parte nello spaziofluttuante nello spazio, eppure, per la maggior parte delle religioni, Dio è. E' terribile che la maggior parte delle religioni abbiano un concetto di Dio intangibile e incorporeo.

Poiché Dio è infinitamente migliore di noi, si può facilmente capire perché la fede di molte persone ha esitato davanti alla precisa promessa di vedere Dio alla fine della nostra esistenzaesita davanti a chiare promesse che alla fine vedremo Dio. Israele non credette di vedere la "forma" di Dio (Gv. 5:37), dimostrando di fatto che Egli aveva un aspetto concretoreale. Per arrivare a credere a ciò è sufficiente conoscere Dio e credere alle sue parole:

"Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio" (Mt.5:8).

"I suoi servi lo adoreranno, vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome ("il nome di Dio" Apoc.3.12) sulla fronte." (Apoc.22:3,4).

Se la nostra fede è sincera possiamo serbare nel nostro cuore questa meravigliosa speranza, che rivoluzionerà concretamente la nostra vita:

"Follow peace with all men, and holiness, without which no man shall see the Lord" "Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore" (Ebr.12:14).

Noi non dovremmo giurare perché "chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per colui che vi è assiso" (Mt. 23:22). Un'affermazione simile non avrebbe senso se Dio non avesse una consistenza corporea.This is nonsense if Dio is not a bodily being.

"Dovremmo vederlo come egli è (manifesto in Cristo) e ogni uomo che ha questa speranza in lui si purifica" (Gv.3:2,3).

In questa vita probabilmente non riusciremo mai a raggiungere la piena comprensione dell'Altissimo Padre è davvero incompleta ma possiamo se guardiamo guardare avanti, attraverso le confuse tenebre di questa vita, alla fine ci sarà dato di e finalmente potremmo incontrarlo e più riusciremo a comprenderlo, più saremo degni di vederlo concretamente. Vedere fisicamente Lui sarà strettamente legato alla nostra comprensione di Lui. Come successe infatti a Giobbe, che risalendo dai profondi abissi della sofferenza umana ottenne Quindi dai profondi abissi della sofferenza umana, giobbe potè conquistare un rapporto totalmente personale con Dio, e l'ultimo giorno egli potè vederlovide nella sua integrità nell'ultimo giorno:

"Dopo che questa mia pelle sarà distrutta (cioè quando morirò), senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, e i miei occhi lo contempleranno non da stranieroThough after my skin (i.e. death) worms destroy this body, yet in my flesh shall I see Dio: whom I shall see for myself, and mine eyes shall behold, and not another" (Giob. 19:26,27).

E l’apostolo Paolo gridò dopo una vita di dolori e tormenti: "Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. And the apostle Paul cried out from another life of pain and turmoil:

"Now we see through a glass, darkly; but then face to face" (1 Cor.13:12).

Partire da unaUna piena e corretta corretta comprensione di Dio vuol dire possedere la chiave per comprendere molti altri concetti fondamentali della dottrina odella Bibbia, altrimenti può succedere che, come . Ma se una bugia porta un'altra bugia, allo stesso modo una falsa concezione di Dio può oscurare il sistema della verità rivelato nelle che le Scritture. offrono.

Se questa sezione vi ha anche solo in parte interessato, a questo punto vi sarete chiesti: Se avete trovato questa sezione interessante, anche parzialmente, emergerà una domanda: "Conoscoi veramente Dio?" Cercheremo adesso di esplorare la Bibbia per arrivare a conoscere meglio Dio. Proseguiremo ora ad esplorare la Bibbia imparando qualcosa di più su Egli.

1.3 Il nNome e il carattere di Dio

Se esiste un Dio è facile pensare che Egli avrà studiato un modo per farsi conoscerepredisposto un modo per raccontare se stesso. LaA Bibbia è secondo noi proprio questa rivelazione di Dio all'uomo, il mezzo che Dio utilizza per rivelare il suo in essa viene infatti rivelato il caratteredi Dio. Per questa ragione lLa parola di Dio viene infatti definita come il Suo "seme", (Piet.1:23) perché reagendo venendo a contatto con la nostra mente, nasce dentro di noi si forma una nuova creatura che ha le caratteristiche di Dio (Giac.James1:18; 2 Cor.5:17). Quindi, più seguiamo la parola di Dio e facciamo nostra la sua lezione, più diventeremo "conformi all'immagine di Suo figlio" (Rom.8:29) il cui carattere era a perfetta immagine del Padreche era a perfetta immagine di Dio nel carattere (Col.1:15). Le parti storiche della Bibbia sono estremamente significative in questo senso, perché attraverso lo studio del comportamento di Dio con i popoli e le nazioni emergono alcune caratteristiche costanti della sua personalità.Il valore dello studio delle parti storiche della Bibbia sta proprio qui, sono pieni di studi sugli eventi in cui Dio si è rapportato a popoli e nazioni, mostrando sempre le medesime caratteristiche.

In ebraico il nome di una persona spesso riflette il carattere di quella persona o racconta qualcosa di essadella persona. Ecco alcuni esempi:

'Gesù'= 'Salvatore' perché "egli salverà il suo popolo dai suoi peccati (Mt.1:21).

'Abramo'= 'Padre di una grande moltitudine' - "perché padre di una moltitudine di popolifor a father of many nations have I made thee" (Gen.17:5)

Quindi anche i nomi e i titoli di Dio ci possono fornire alcune utili informazioni Ci si deve quindi aspettare che i nomi e i titoli di Dio possano darci alcune informazioni e visto che sono molti gli aspetti della sua personalità e i suoi obiettivi, egli avrà più di un nomesu di lui. Dal momento che ci sono vari aspetti nel carattere e negli scopi di Dio, Egli ha di fatto più di un nome. Consigliamo di studiare attentamente il nome di Dio dopo il battesimo e per tutta la nostra vita dedicata al Signore, in modo da poter conoscere più profondamente la sua personalità. Nei prossimi paragrafi proveremo ad indagare su questo tema nodale.

In un momento molto difficile della sua vita, Mosè stava cercando un rapporto più intimo e profondo con Dio per rafforzare la sua fede, quando un giornoQuando Mosè cercava di rafforzare la sua fede attraverso una conoscenza più approfondita di Dio, durante un periodo molto traumatico della sua vita venne un Angelo e "proclamò il nome del Signore. Il Signore, il Signore Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di verità, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione "proclamò il nome del Signore: il Signore, il Signore Dio, misericordioso e indulgente, longsuffering, prodigo di bontà e verità, recante grazia a tutti, perdonando iniquità, trasgressione e peccato e che cancellerà and that will by no means clear the guilty" (Es.34:5-7).

I nomi di Dio dunque non sono casuali ma esprimono vari aspetti della sua natura. Inoltre sono aspetti che anche noi esseri umani possiamo avere e questo prova che anche lui è un essere corporeopersonale. Che senso avrebbe infatti uno spirito etereo con tratti caratteriali acquisibili anche da noi , perché non avrebbe senso che uno spirito etero possieda tratti di carattere che possono essere sviluppati anche in noi essere umani?

Dio ha scelto un nome in particolare con cui vuole essere riconosciuto e ricordato dal suo popolo, un mnome che sia anche un riassunto, una sintesi del suo scopo ultimo epitomo, del suo intenzione con gli uomini.

Gli Ebrei erano schiavi in Egitto e avevano bisogno che qualcuno gli ricordasse di lo scopo ultimo di Dio nei loro confrontiessere ricordati dallo scopo di Dio. A Mosè fu chiesto di dire loro il nome di Dio, per motivarli a in modo da poter avere una motivazione per lasciare l'Egitto e iniziare il viaggio verso la Terra promessa (cfr. 1 Cor.10:1). Anche noi abbiamo bisogno di capire i principi fondamentali riguardano su cui si fonda il nome di Dio, prima di essere battezzati e di iniziare il nostro viaggio verso il rRegno di Dio.

Dio disse ad Israele che il suo nome era YAHWEH, che vuol dire "Io sono colui che sono" o, tradotto più esattamente, 'Io sarò colui che sarà' (Es.3:13-15). Questo nome fu poi leggermente modificatoThis name was then slightly extended: "Dio disse inoltre a Mosèsaid moreover (i.e. in addition) unto Moses, «Dirai agli Israeliti: Il Signore (Yahveh), il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe ….. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. Thus shalt thou say unto the children of Israel, The LORD (Yahweh) Dio of your fathers, the Dio of Abraham, the Dio of Isaac and the Dio of Jacob...this is My name for ever, and my memorial to all generations" (Es.3:15).

Il nome completo di Dio è quindi "Il SIGNORE Dio".

Poiché il Vecchio Testamento fu scritto prevalentemente in ebraico, è palese che la traduzione dei termini ebraici corrispondenti a Dio abbia inevitabilmente perso alcune sfumature. Una dei termini ebraici più usati nella Bibbia per indicare Dio è 'Elohim', che vuol dire "i elettipotenti". Il memoriale di Dio, iIl nome con cui Egli Dio vuol essere ricordato è quindi

YAHWEH ELOHIM

che vuol dire



COLUI CHE VERRA' RIVELATO IN UN GRUPPO DI ELETTIPOTENTI.

Lo scopo di Dio è pertanto quello di rivelare il suo carattere e la sua natura in un ampio gruppo di persone. Obbedendo alle sue parole siamo già in grado di sviluppare alcune delle caratteristiche di Dio in noi stessi, tanto che in modo tale che, in senso ristretto, Dio può rivelarsi si rivela ai veri credenti anche in questa vita. Ma il nome di Dio è anche una profezia del tempo che verrà, quando la terra sarà piena si affollerà di persone a lui somigliantigente che assomiglia a lui, sia per carattere che per natura (cfr. 2 Piet.1:4). Legarsi al suo nome è il modo migliore per entrare a far parte del suo scopo finale, diventare anche noi immortali come Dio e vivere per sempre in assoluta perfezione morale. Se desideriamo essere associati allo scopo ultimo di Dio e diventare come Dio per non morire più, vivendo nell'eternità in completa perfezione morale, legarci al suo nome. La strada da compiere per arrivare a far parte del suo regno è dunque essere battezzati nel suo nome, Yahweh Elohim (Mt.28:19), per poter entrare a far parte dei discendenti ("il seme") di Abramo (Gal.3:27-29) a cui fu promessa perenne discendenza in Terra (Gen.17:8; Rom.4:13) e far parte di quel il gruppo degli elettipotenti' ('Elohim') in cui si compierà la profezia contenuta nel nome Dio. Questo concetto verrà approfondito più dettagliatamente nello Studio 3.4.



1.4 Gli Angeli

Quello Ciò che abbiamo esposto nel precedente studio si lega al prossimo tema che affronteremo: gli angeli. Gli angeli:

- sono esseri fisici

- portano il nome di Dio

- sono i canali attraverso i quali lo spirito divino opera per mettere in atto il suo volere

- sono in sintonia con la personalità e lo scopo ultimo Dio,

- e dunque sua manifestazione.

Abbiamo già spiegato nello studio 1.3 che una delle parole più comuni uno dei termini ebraici più ricorrenti per indicare Dio èebraiche epr dire Dio è 'Elohim', che significa letteralmente 'gli elettipotenti'. Per estensione questi potenti, visto lo stretto rapporto che hanno con Dio, possono essere chiamati "Dio" e questi esseri non sono altro che gli angeli. ; questi eletti che portano il nome di Dio possono essere chiamati 'Dio' visto lo stretto rapporto che hanno con Lui. Questi esseri sono gli angeli.

NelIl passo relativo alla creazione del mondo (Genesi 1) racconta che Dio pronunciò alcuni ordini relativi alla enunciò alcuni comandi sulla creazione "e essi furono eseguiticompiuti". Furono gli angeli che eseguirono i suoi comandi:

"Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli, potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola. " (Sal.103:20).

Si può quindi ragionevolmente pensare che quando si afferma nella Bibbia cheleggiamo "Dio" creò il la parola in riferimento alla creazione del mondo, l'azione viene svolta dagli angeli, come suggerisce . Aanche Giobbe (38:4-7). suggerisce questa ipotesi. A questo punto è forse il caso di riassumere gli eventi della creazione come riportati nella Genesi 1:

Giorno 1 "Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu" (v.3)

Giorno 2 "Dio disse: «Sia il firmamento (il cielo, lo spazio) in mezzo alle acque per separare le acque (in terra) dalle acque (in cielo, le nuvole». Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che sono sopra il firmamento…. E così avvenne" (v.6,7)

Giorno 3 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo (formando mari e oceani)... e appaia l'asciutto». E così avvenne." (v.9)

Giorno 4 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo …e così avvenne" (v.14,15)

Giorno 5 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino e Dio creò tutti gli esseri viventi "….e così avvenne (v.20,21)

Giorno 6 Dio disse: «La terra produca esseri viventi… bestiame, rettili e bestie selvatiche …e così avvenne" (v.24).

Anche l'uomo fu creato il sesto giorno: "Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza (Gen.1:26). Abbiamo commentato questo verso nello Studio 1.2, ma quello che è importante sottolineare ora è che il termine "Dio" qui non si riferisce al Dio in persona. L'espressione "Facciamo l'uomo" dimostra che il termine 'Dio' si riferisce a più di una persona. Il termine ebraico per indicare "Dio" è 'Elohim', che significa 'gli elettipotenti', e si riferiscein riferimento agli angeli. Il fatto che gli angeli ci abbiano creato a loro immagine significa che anche loro essi hanno un aspettola nostra stessa apparenza corporeo, sono tangibili, reali e condividono la stessa natura divinaa. Essi sono quindi esseri molto tangibili, reali, corporei, della stessa natura di Dio.

Dobbiamo fare attenzione a non fraintendere il termine 'Natura', che qui indica proprio ciò che ognuno è sostanzialmentesi riferisce a ciò che chiunque è in sostanza. Nella Bibbia si parla di due generi di natura e interpretate in senso stretto non è possibile avere contemporaneamente entrambi.

STUDY 1: Questions

1. What will most help develop our faith in Dio?

a) Going to church

b) Prayerful Bibbia study

c) Talking to Christians

d) Looking at nature.

2. Which of the following is the most correct definition of Dio?

a) Just an idea in our mind

b) A piece of Spirit in the atmosphere

c) There is no Dio

d) A real, material person

3. Is Dio

a) A unity

b) A trinity

c) Many Dios in one

d) Impossible to define in any way?

4. What does Dio's Name 'Yahweh Elohim' mean?

a) He who will be

b) He who will be revealed in a group of mighty ones

c) A great one

d) Strength

5. What does the word 'Angel' mean?

a) Man-like

b) Wing covered

c) Messenger

d) Assistant

6. Can Angels sin?


  1. Yes

  2. No



La natura divina
Studio 4: domande



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