I. Introduzione



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I. Introduzione


Dedico la mia tesi al tema dell’umorismo nell’opera di Italo Svevo. Intendo con l´umorismo non un fenomeno nel senso strettamente pirandelliano, ma come una caratteristica dell’opera sveviana, soprattutto della Coscienza di Zeno, una caratteristica che abbraccia tutti i generi umoristici compreso il comico, l´ironia, la parodia, l´arguzia, il motto di spirito ed altri, non trascurando però le distinzioni fra questi. Presto particolare attenzione all’analisi e al significato del riso nella Coscienza di Zeno e cerco di rintracciare in quest´opera indizi delle somiglianze (possibili ispirazioni o intuizioni che fossero) con alcune opere fondamentali sull’umorismo circolanti in Europa nel periodo. Purtroppo ci mancano testimonianze esplicite riguardanti le letture di Svevo1, nonostante ciò in alcuni casi i collegamenti si possono ricostruire o almeno supporre.

Osservo l´importanza dell’umorismo per la generazione del personaggio sveviano. Dedico una parte speciale al collegamento di Svevo con la tradizione ebraica o yiddish, dove ho trovato somiglianze degne di particolare attenzione. Per motivi di spazio ometto quasi completamente le ispirazioni anglosassoni, nonostante il loro rilievo nella sua prima formazione (Lawrence Sterne, Jonathan Swift), oppure tedesche del periodo degli studi in Baviera (Jean Paul Richter, Heinrich Heine).

Nella parte introduttiva riassumo le opere teoriche sull’argomento in questione pubblicate nel periodo tra la fine del ´800 e l’inizio del secolo successivo. Si tratta di saggi di Luigi Pirandello, Henry Bergson e Sigmund Freud. Serviranno per un´ulteriore analisi dell’opera sveviana, con particolare attenzione alla Coscienza di Zeno (1923), il lavoro umoristico di Svevo per eccellenza.

Nella parte riguardante l´umorismo yiddish cercherò di individuare alcune caratteristiche dell’umorismo ebraico e di vedere quali potrebbero essere i collegamenti dell’ebraismo con la vita di Italo Svevo.

Segue la parte centrale – analisi dell’opera di Svevo. Per capire l´umorismo del suo capolavoro bisogna soffermarsi, anche se brevemente, sulle opere precedenti – sui romanzi Una vita (1892) e Senilità (1898). Nel discorso sullo shlemiel, l´inetto e l´antieroe ebraico, ritorna il tema dell’umorismo yiddish. Merita anche una breve escursione il rapporto di Svevo con la psicanalisi, la quale sarà al centro dell’attenzione nella Coscienza.

La mia tesi in particolare presenta un paragone fra l´umorismo della Coscienza di Zeno e l´umorismo ebraico delle storielle e dei witz popolari. Un interessante collegamento si crea anche misurando quest´opera con Il riso di Bergson e con Il motto di spirito e la sua relazione con l´inconscio e La psicopatologia della vita quotidiana di Freud. La conclusione riassume e conferma le nozioni acquisite.



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