I mediatori didattici, classificazione Damiano



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I mediatori didattici


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I mediatori didattici, classificazione Damiano


http://gruppomodaramediatori.blogspot.com/2007/08/pittura-di-antonio-fiorini-i-mediatori.html

  • Hanno a che fare con i processi di apprendimento

    • Come veicolare i messaggi

    • Come facilitare la comprensione di un concetto

    • Come fare acquisire/consolidare le capacità

  • Dalla realtà alla rappresentazione della realtà

  • Definizione di Larocca di mediatori: mezzo/strumento/diffusori attraverso cui l’insegnante trasmette informazioni per ridurre l’asimmetria tra essere e dover-poter essere.

  • L’insegnante è il primo mediatore

  • Dialogo dimensione emotiva e relazionale  creare spazi comunicativi aperti alla comprensione reciproca e costruzione collettiva di una dimensione culturale condivisa.

Classificazione Damiano (I mediatori didattici. Un sistema d’analisi dell’insegnamento, IRRSAE Lombardia, Milano 1989)

Asse x = ASSE DELLA RAPPRESENTAZIONE (ordine di distanziamento dalla realtà)


attivi: l’esperienza “diretta
iconici: immagini
analogici: giochi di simulazione
simbolici: concetti e le teorie
 secondo l’ordine di distanziamento dalla realtà

Asse y = ASSE DELL’INTEGRAZIONE (uso)



ATTIVI

ICONICI

ANALOGICI

SIMBOLICI

a) Esplorazioni “per vedere”, esercitazioni “per presa di contatto”

a) Disegno “spontaneo”, materiale visivo per documentare

a) Drammatizzazione nel role play (soggetti)

a) Discussione finalizzata a sintetizzare/omologare informazioni raccolte, narrazione dell’insegnante

b) Esplorazione secondo piano d’osservazione, esercitazione per realizzare organi a partire da semilavorati, montaggi etc.

b) Disegno preordinato secondo piano contenutistico/codice prescelto, analisi e interpretazione di immagini selezionate

b) Giochi di simulazione (canovaccio)

b) Narrazione (ascolto, lettura, scritti) di eventi più o meno complessi, sintesi scritta, narrazione dell’alunno

c)Ricostruzione (mimo,conversazione.) di un’esperienza per metterla a fuoco ed esaminarla

c) Codificazione grafico-figurativa di eventi più o meno complessi (a partire da altri linguaggi, verbali e non)

c) Esecuzione di copioni (soggetti a canovaccio)

c) Definizione di concetti, formulazione di giudizi

d) Esperimento (a fattori selezionati e alternati), esercitazione per ideare, progettare, realizzare oggetti

d) Schematizzazione di concetti, mappe, percorsi, eventi…. secondo connettivi grafici (organizzatori percettivi)

d) Analisi e discussione di un gioco, finalizzate all’identificazione delle regole

d) Riflessione sul linguaggio, sulle pratiche discorsive, sulle procedure, finalizzata all’individuazione di regole

e) Esplorazione per controllo di conoscenze predefinite, esercitazioni per applicare/controllare .

e) Schematizzazione e controllo di conoscenze ed esperienze apprese in precedenza

e) Simulazione finalizzata all’applicazione e controllo di conoscenze e esperienze precedenti

e) Applicazione e controllo di regole (metaconoscenze) apprese in precedenza

Riguardo all’asse dell’integrazione, va specificato che la modalità di uso dei mediatori comprende i primi tre gradi (dall’uso primario all’uso preordinato all’uso compiuto); quella relativa alla riflessione sull’uso comprende i due gradi successivi (dall’esplicitazione delle regole che sostengono l’uso, all’applicazione e al controllo delle regole medesime). Tale gerarchizzazione traccia un itinerario dei processi di apprendimento dal livello della conoscenza (uso, fare per conoscere) al livello della meta-conoscenza (riflessione sull’uso, conoscere come si conosce).

I mediatori attivi o dell’esperienza diretta rappresentano l’insegnamento realizzato creando occasioni di esperienza diretta e attivando il soggetto.


I mediatori iconici rappresentano l’insegnamento realizzato mediante il linguaggio grafico, attivando così l’intelligenza visivo spaziale del soggetto.
I mediatori analogici rappresentano l’insegnamento che si rifà alle modalità del gioco, della simulazione.
I mediatori simbolici rappresentano l’insegnamento che usufruisce di lettere, cifre, simboli.

I mediatori, ci aiutano a superare il vecchio concetto di progettazione che soprattutto mirava ad un insegnamento unico ed omogeneo, inoltre ci permettono di trovare strade differenti per spiegare lo stesso concetto in modi diversi avvicinandoci in maniera olistica ad ogni studente rispettandone gli stili cognitivi e di apprendimento.

L’azione di insegnare, secondo Damiano consiste in un intervento di mediazione, cioè di regolazione della distanza analogica tra il contenuto da apprendere e i soggetti che apprendono, condotta da parte del docente. Nell’organizzare e animare questo “dialogo” egli utilizza segni e strumenti con la funzione di mediatori, per mezzo dei quali agevola la ricostruzione individuale e collettiva dell’esperienza culturale. Una caratteristica fondamentale dei mediatori è la pluralità.

Alcuni sono “a forte implicazione”, come quelli attivi e analogici; altri sono considerati più “freddi”, come quelli iconici e simbolici.

Ciascuno dei mediatori è portatore di una dimensione formativa specifica.

Il laboratorio identifica la situazione di apprendimento che realizza in modo privilegiato, in una dimensione operativa e progettuale, l’intreccio tra più mediatori didattici: l’esperienza diretta, il ricorso a modelli e immagini, la simulazione, l’uso di codici simbolici.

Secondo Elio Damiano il mediatore didattico è “ciò che agisce da tramite tra soggetto e oggetto nella produzione di conoscenza, sostituisce la realtà perché possa avvenire la conoscenza, ma non si sostituisce alla realtà spodestandola, pur richiedendo di essere trattato come se fosse la realtà, ma sempre in quanto mediatore conservando lucidamente la consapevolezza che la realtà non è esauribile da parte dei segni, quali che essi siano.

I mediatori possono anche finire per svolgere il ruolo di distrattori e opacizzare quindi le potenzialità della metafora come strumento di conoscenza, cioèpossono indurre negli alunni una concentrazione eccessiva sugli aspetti concreti del mediatore a scapito di quelli concettuali che esso avrebbe dovuto veicolare. Il secondo aspetto, collegato al precedente, può manifestarsi, nel mantenere un contatto eccessivamente prolungato con il mediatore: il mediatore, in altre parole, rischia di divenire un blocco o di trasformarsi in uno stereotipo.



http://www.unirsm.sm/detail.asp?c=50&p=0&id=4291

Si può perciò definire mediatore didattico ogni “congegno” che è collocato al centro della relazione tra insegnamento e apprendimento, in qualità di operatore del rapporto formativo: la lezione frontale come quella dialogata o interattiva, il lavoro per gruppi (omogenei o eterogenei), l'uso di particolari mezzi come disegni, diapositive, filmati, brani musicali, l'uso o la costruzione di ipertesti o Cd-rom.





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