I musulmani in Italia


IV. Per una nuova evangelizzazione



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IV. Per una nuova evangelizzazione

Ci vuole per i cristiani di questo paese una nuova evangelizzazione. Differente da quella invocata per l’Occidente. In questo paese, dove la fede vive ancora, bisogna darle tutte le ragioni per credere: fides quaerens intellectum.

In termini più semplici, il vescovo latino spera che il cristianesimo qui sarà aiutato per approfondire il suo patrimonio di fede. Quindi centri di formazione, pubblicazioni, centri giovanili ... vanno disseminati dappertutto. E un arricchimento per i cristiani ma è un opera di “peace building” per tutto l’Iraq.

Per una nuova evangelizzazione in Occidente. Non entro nei dettagli. Ma dal punto di vista dell’incontro islam cristianesimo in Europa, mi auguro che la Chiesa prenda sul serio l’esperienza dei cristiani nelle società arabo-islamiche, analizzi le ragioni della loro erosione, capisca quelle della loro attuale fuga.

Ma in Occidente, sulla scia della nuova Evangelizzazione, mi sembra importante che i cristiani, specie i cattolici, riprendano coscienza della loro identità e del loro deposito di fede, della loro cultura e della logica del loro pensiero. Bisogna aprirsi, cioè amare gli altri ma non lo si può fare senza identità. Il dialogo è una relazione “dialogica” cioè tra due persone.

Vorrei dire ai miei fratelli cattolici che, nel confronto con gli altri, non trovo veramente la visione globale dell’uomo, del mondo e di Dio, una visione logica, frutto di un discernimento e di un connubio molto armonioso e fecondo, tra fede e ragione, la ragione greca e la rivelazione biblica (siamo di nuovo a Ratisbona). E la traduzione dell’universalità della fede cattolica che non è semplicemente una internazionalità.

Nella storia del pensiero come anche del mondo politico, la laicità, che affonda le radici nel diritto naturale do Tommaso d’Aquino, è un denominatore comune per i popoli eterogenei, per i diritti uguali, per l’uguale dignità. Non sono sereno quando leggo o vedo certe paure, certi complessi o certe proposte alla R. Williams.

Occorre però che i cristiani trascendano e neutralizzino il relativismo che indebolisce tutti negli incontri con le altre religioni. Non potete immaginare il disprezzo musulmano, anche se si può rimproverare loro di ignorarlo deliberatamente e di trattarlo violentemente, il disprezzo per le leggi occidentali sul fenomeno dell’omosessualità.

Non potete immaginare la mia delusione quando confondono perdono e debolezza, per non dire errore. Commentando il documento “noi riconosciamo” dei musulmani hanno detto a dei cristiani, che per altro non conoscevano neanche di che si trattasse,: “il vostro Papa riconosce che la vostra religione è falsa”.

Non dovete ignorare che ci sono due linguaggi: uno per l’Occidente con un linguaggio cristiano e uno per il mondo musulmano.



Ma bisogna anche essere pazienti e affidarsi allo spirito. Il mondo musulmano ha un problema con l’alterità. L’abbiamo noi risolto almeno teoricamente, perché il Verbo si è fatto carne. L’altro anche se differente, pure se opposto, è mio prossimo. Anzi non avrei meriti amando quelli che mi amano. Devo quindi sempre cercare il posto del mio fratello, dell’altro, nella mia storia della salvezza. Sono sicuro che la salvezza di Cristo lo ha raggiunto. Non mi sembra che l’Islam abbia veramente risolto la questione, malgrado la lettera dei 138. Perciò il cristiano deve aspettare, vigilare, perché i tempi dell’alterità maturino. Nel frattempo, il Signore gli chiede di essere dolce come la colomba e prudente come il serpente.

1 Rinvio alle ricerche della prof. Brigitte Marechal (UCL/Cismoc) che ha condotto ricerche approfondite dal 2000 ad oggi sui Fratelli musulmani europei. In queste ricerche è evidenziato il fatto che è un errore demonizzare in generale i Fratelli Musulmani. Membri numerosi e importanti dei FM (che restano un’élite limitata ma il cui pensiero è influente) forniscono uno degli sforzi più innovatori in favore di un’evoluzione dell’islam e del suo inserimento nella modernità contemporanea.

2 Rinvio ai lavori del prof. Stefano Allievi sulle conversioni.

3 Mi permetto di rinviare a : B. Marechal, S. Allievi Dassetto F., J. Nielsen,, Muslims in enlarged Europe. Religion and Societ., Leiden, Brill, 2003, 602p. ed al rapporto realizzato per il Parlamento europeo: F. Dassetto, S. Ferrari, B. Marechal, L’islam nell’unione europea. Che cosa ci riserva il futuro?, Bruxelles, European Parlement, Directorate general for Inernal Policies (telecaricabile).


4 Mi permetto di rinviare al mio libro : L’incontro complesso. Mondi occidentali et mondi islamici, ed. Città Aperta, 2004, 126p. ed alla ricerca condotta con la Fondation Roi Baudouin (vedasi sito di questa fondazione belga).

5 Varie esperienze di formazione sono in corso. Talune inaugurate da gruppi privati musulmani. A parte talvolta il carattere conservatore, queste esperienze tendono a trasferire tali e quail I modelli formative in corso nelle unievrsità dei paesi musulmani. Il che non è molto adeguato. Altre esperienze sono condotte con un certo aiuto delle unievrsità Rotterdam, Leiden…). All’università di Lovanio (francofona) è stata inziata con molto interesse da parte di giovani musulmani, una formazione (limitata purtroppo da limiti di budget) in scienze religiose islamiche, inserita a pieno titolo, comme insegnamento universitario. Per qualche informazione si veda il sitohttp://www.uclouvain.be/Cismoc, cliccando poi su « Formation continue en sciences religieuses: islam »

6 Fonte: Caritas/Migrantes (2007), su un totale di 3.690.052 immigrati, che equivale a circa un terzo delle presenze alloctone.

7 Sull’islam in Europa si veda in particolare B. Maréchal, S. Allievi, F. Dassetto, J. Nielsen (a cura di), Muslims in the Enlarged Europe, Leiden, Brill, 2003, la più ampia ricerca finora svolta sul tema, per conto della Commissione Europea. Su di essa si basa ampiamente anche un sintetico ma efficace rapporto al Parlamento Europeo, Dassetto F., Ferrari S. and Maréchal B., 2007, Islam in the European Union: what’s at stake in the future?, Strasbourg, European Parliament. Per delle visioni di sintesi, in italiano, S. Allievi, Musulmani d’occidente. Tendenze dell’islam europeo, Roma, Carocci, 2002 (nuova ed. 2005), F. Dassetto, L’incontro complesso. Mondi occidentali e mondi islamici, Troina, Città Aperta, 2004, J. Cesari, Musulmani in occidente, Firenze, Vallecchi, 2005. Su altro piano si veda anche J. Goody, Islam ed Europa, Milano, Raffaello Cortina, 2004. Tra i saggi in altre lingue, restano fondamentali, nell’impostazione del dibattito, il pionieristico Nielsen J., Muslims in Western Europe, Edinburgh, Edinburgh University Press, 1992, con varie edizioni successive, e il più teoreticamente solido Dassetto F., La construction de l'islam européen. Approche socio-anthropologique, Paris, L’Harmattan, 1996. Si vedano anche Shadid, W.A.R. e Van Koningsveld P.S., Religious Freedom and the position of Islam in Western Europe, Kampen, Kok Pharos, 1995 e Cesari, J. When Islam and Democracy Meet: Muslims in Europe and in the United States, Palgrave, Macmillan, 2004.

8 Il dato non comprende i naturalizzati, in larga parte per matrimonio, e i cittadini italiani di religione islamica (essenzialmente convertiti, e esponenti delle seconde generazioni o figli di coppie miste), che sono globalmente stimabili in un numero complessivo decisamente inferiore alle centomila unità. Sui convertiti si vedano in particolare Allievi S., Les convertis à l’islam. Les nouveaux musulmans d’Europe, Paris, L’Harmattan, 1998, con una successiva parziale edizione italiana (I nuovi musulmani. I convertiti all’islam, Roma, Edizioni Lavoro, 1999), Roald A.S., New Muslims in the European Context. The experience of Scandinavian converts, Leiden, Brill, 2004, e sullo specifico delle conversioni femminili van Nieuwkerk K. (a cura di), Women Embracing Islam. Gender and Conversion in the West, Austin, Texas University Press, 2006.

9 Poche le ricerche con qualche attendibile elemento quantitativo su cui riflettere. Una, svolta nel Veneto, è riassunta in Saint-Blancat C. (a cura di) (1999), L’islam in Italia. Una presenza plurale, Roma, Edizioni Lavoro. Una seconda, più recente, svolta a Torino, e non pubblicata, è riassunta in Allievi S. (2003), Islam italiano. Viaggio nella seconda religione del paese, Torino, Einaudi. Ancora sulla medesima regione si veda Negri A.T. e Scaranari Introvigne S., Musulmani in Piemonte: in moschea, al lavoro, nel contesto sociale, Milano, Guerini e Associati (2005).

10 Sul loro ruolo in Italia si veda Allievi, I nuovi musulmani, op.cit..

11 Su cui si veda per esempio S. Ferrari e A. Bradney (a cura di), Islam and European Legal Systems, Aldershot, Ashgate, 2000, R. Aluffi Beck-Peccoz, G. Zincone (a cura di), The Legal Treatment of Islamic Minorities in Europe, Leuven, Peeters, 2004, e B. Maréchal, S. Allievi, F. Dassetto, J. Nielsen (a cura di), Muslims in the Enlarged Europe, cit., nonché A. Ferrari (2008, in uscita), Islam in Europa e islam in Italia. Tra diritto e società, Bologna, Il Mulino. Sullo specifico del trattamento giuridico dei simboli religiosi, che contribuisce notevolmente al dibattito sull’islam nello spazio pubblico, si veda S. Ferrari (a cura di), Islam ed Europa. I simboli religiosi nei diritti del Vecchio continente, Roma, Carocci, 2006.

12 Per una descrizione delle principali organizzazioni, istituzioni e riviste dell’islam italiano rinvio a S. Allievi e F. Dassetto, Il ritorno dell’islam. I musulmani in Italia, Roma, Edizioni Lavoro, 1993, la prima ricerca sistematica e la prima mappatura della presenza islamica nel nostro paese. I principali cambiamenti avvenuti in questo decennio (molti, sul piano sociale, non altrettanti su quello organizzativo e degli interlocutori in campo) si trovano in S. Allievi, Islam italiano, op. cit; v. anche R. Guolo, Xenofobi e xenofili. Gli italiani e l’islam, Bari-Roma, Laterza, 2003.

13 Dei quali in Italia circola un’immagine semplicistica, che li identifica con frange para-terroristiche. Si tratta in realtà di un’organizzazione complessa, spesso di una opposizione rappresentativa, socialmente radicata, molto differenziata a seconda dei paesi (e a seconda se le sue attività sono legali o meno), nonché nella sua organizzazione europea, oggi in profonda trasformazione. Su quest’ultimo punto si veda l’ottima analisi condotta in B. Maréchal, Héritage-Transmission-Organisations dans la mouvance des Frères Musulmans: dynamiques européennes et implantations nationales, Tesi di Dottorato, Università de Louvain, 2006, in uscita anche in volume.

14 Che spazia dalle più alte cariche dello stato a autorevoli esponenti religiosi fino, si parva licet, al sottoscritto Il sottoscritto, in particolare, a seguito di una assai discussa sentenza, problematica per il diritto di critica e la libertà di opinione in generale, e proprio per questo piuttosto mediatizzata e criticamente commentata da molti (accademici italiani e stranieri, giornalisti, ma anche l’ex sottosegretario alla giustizia Manconi e l’ex ministro per l’università Mussi, ed esponenti religiosi di varie confessioni, inclusi i principali rappresentanti dell’islam italiano, delle più varie tendenze), si è visto condannare nel 2007, in prima istanza, a sei mesi di reclusione (!) e al pagamento di una pena pecuniaria, per diffamazione aggravata a mezzo stampa, per quanto scritto sullo Smith nel volume Islam italiano, op.cit. Sulla sentenza, come detto, che trascende il caso personale, si veda il dossier sul sito www.dominiopubblico.it, dove si trovano altri interventi e prese di posizione in proposito, e Durante V. (2007), Il caso ‘Allievi’: la diffamazione tra libertà di ricerca scientifica e libertà di critica politica, in “La nuova giurisprudenza civile commentata”, n. 12, anno XXIII, pp. 1414-1428. Dopo aver interposto appello, la vicenda si è successivamente conclusa con remissione della querela.

15 Sulle confraternite si veda S. Allievi e F. Dassetto (1993), op. cit., nonché Introvigne M. e Zoccatelli P. (2006), Le religioni in Italia, Leumann (To), Elledici.

16 Su cui il più serio approfondimento rimane O. Schmidt di Friedberg, Islam, solidarietà e lavoro. I muridi senegalesi in Italia, Torino, Fondazione Agnelli, 1994.

17 Per un approccio molto diverso alla questione, si veda, su alcuni casi molto mediatizzati, da un lato, C. Corbucci, Il terrorismo islamico in Italia. Realtà e finzione, Roma, Agorà, 2003, B. Stancanelli, Quindici innocenti terroristi. Come è finita la prima grande inchiesta sull’estremismo islamico in Italia, Venezia, Marsilio, 2006, L. Bauccio, Io, presunto terrorista, Reggio Emilia, Aliberti, 2006, e C. Bonini e G. D’Avanzo, Il mercato della paura. La guerra al terrorismo islamico: inchiesta sull’inganno italiano, Torino, Einaudi, 2006, e dall’altro M. Allam, Bin Laden in Italia, Milano, Mondatori, 2002, S, Dambruoso, Milano Bagdad, Milano, Mondatori, 2004, A. Mantovano, Prima del kamikaze. Giudici e legge di fronte al terrorismo islamico, Soneria Mannelli, Rubbettino, 2006.

18 Su cui A. Frisina, Giovani musulmani, Roma, Carocci, 2007.

19 Si veda in proposito Guolo (2003), op. cit.; cfr., su questo, ma anche sul più generale rapporto tra musulmani e politica, sul ruolo dei media e degli organismi religiosi Maréchal et alii (2003), op. cit., nonché M. Massari, Islamofobia, Bari, Laterza, 2006.

20 L’islam inoltre sta diventando interlocutore attivo, come tale, anche in economia. Su questo aspetto, notevolmente sottovalutato, si veda P. Haenni, L’islam di mercato, Troina (En), Città Aperta, 2008.

21 Su queste trasformazioni, in particolare, S. Allievi, Musulmani d’occidente. Tendenze dell’islam europeo, Roma, Carocci (2002).

22 Si veda in proposito P. Naso e B. Salvarani, La rivincita del dialogo, Bologna, Emi (2002) e il sito www.ildialogo.org.

23 Sulla quale, tra gli altri, M. Massari, Islamofobia, Roma, Laterza (2006).

24 Su questi meccanismi rinviamo a S.Allievi, Le trappole dell’immaginario: islam e occidente, Udine, Forum (2007).

25 Il riferimento principale in proposito è Maréchal, Allievi, Dassetto e Nielsen, Muslims in the enlarged Europe, op. cit.

26 G. Mantovani



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