I pidocchi, o più correttamente anopluri, sono insetti atteri (privi di ali), ectoparassiti ematofagi obbligati dei mammiferi



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23.05.2018
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I pidocchi, o più correttamente anopluri, sono insetti atteri (privi di ali), ectoparassiti ematofagi obbligati dei mammiferi.

  • I pidocchi, o più correttamente anopluri, sono insetti atteri (privi di ali), ectoparassiti ematofagi obbligati dei mammiferi.

  • Delle specie appartenenti all’ordine degli Anoplura, o Phthiriaptera, solo due infestano l’uomo: Pediculus humanus (subspecies capitis e corporis) e Phtirus pubis.





L’incidenza nel Mondo della pediculosi del capo è di centinaia di milioni di casi l’anno.

  • L’incidenza nel Mondo della pediculosi del capo è di centinaia di milioni di casi l’anno.

  • In Europa la prevalenza generale è dell’1-3 %, seppure esiste una elevata variabilità. In Italia la pediculosi è soggetta a notifica, secondo quanto previsto dalla legge, come malattia infettiva e diffusiva di classe IV.





Il Pediculus humanus capitis è un ectoparassita strettamente ospite-specifico. Vive esclusivamente di sangue umano, per cui deve necessariamente soggiornare in prossimità del cuoio capelluto e si nutre ogni 2-3 ore.

  • Il Pediculus humanus capitis è un ectoparassita strettamente ospite-specifico. Vive esclusivamente di sangue umano, per cui deve necessariamente soggiornare in prossimità del cuoio capelluto e si nutre ogni 2-3 ore.





Sedi di localizzazione quasi esclusive del pidocchio del capo sono le regioni nucale e retroauricolare . In caso di infestazioni massive si può diffondere anche in altre parti del corpo, come ciglia, sopracciglia (pediculosis palpebrarum), barba, ascelle e pube.

  • Sedi di localizzazione quasi esclusive del pidocchio del capo sono le regioni nucale e retroauricolare . In caso di infestazioni massive si può diffondere anche in altre parti del corpo, come ciglia, sopracciglia (pediculosis palpebrarum), barba, ascelle e pube.

  • Il prurito è il sintomo cardine di queste infestazioni.





La diagnosi della pediculosi del capo è facile nella maggior parte dei casi e la diagnosi differenziale piuttosto agevole.

  • La diagnosi della pediculosi del capo è facile nella maggior parte dei casi e la diagnosi differenziale piuttosto agevole.





E’ necessaria un’ accurata ispezione del cuoio capelluto, meglio se fatta con lente di ingrandimento. Si ritrovano piccole lendini (0,3-0,8 mm), ovoidali, di colore bianco-giallastro perlaceo,opache, fisse alla radice del capello, disposte in file indiana o a gran di rosario. Dopo la fuoriuscita delle ninfe, le lendini appaiono invece trans-lucide e biancastre, per via della penetrazione d’aria al loro interno. Le uova vengono deposte in estrema vicinanza del cuoio capelluto (3-4 mm) e la ninfa le abbandona dopo 7-10 giorni lasciando il guscio bianco fortemente adeso al capello; considerando che la velocità di crescita dei capelli è di circa 0,3-0,4 mm al giorno, se una lendine si trova a più di 7 mm dal cuoio capelluto, possiamo affermare con ragionevole certezza che sia vuota o morta.

  • E’ necessaria un’ accurata ispezione del cuoio capelluto, meglio se fatta con lente di ingrandimento. Si ritrovano piccole lendini (0,3-0,8 mm), ovoidali, di colore bianco-giallastro perlaceo,opache, fisse alla radice del capello, disposte in file indiana o a gran di rosario. Dopo la fuoriuscita delle ninfe, le lendini appaiono invece trans-lucide e biancastre, per via della penetrazione d’aria al loro interno. Le uova vengono deposte in estrema vicinanza del cuoio capelluto (3-4 mm) e la ninfa le abbandona dopo 7-10 giorni lasciando il guscio bianco fortemente adeso al capello; considerando che la velocità di crescita dei capelli è di circa 0,3-0,4 mm al giorno, se una lendine si trova a più di 7 mm dal cuoio capelluto, possiamo affermare con ragionevole certezza che sia vuota o morta.



Secondo le indicazioni dei CDC di Atlanta, la diagnosi di pediculosi in atto può essere fatta se la maggior parte delle lendini è sita ad una distanza inferiore a 6-6,5 mm dal cuoio capelluto e qualsiasi trattamento è quindi sconsigliato nel caso in cui la distanza lendini-cuoio capelluto sia maggiore a 8 mm.

  • Secondo le indicazioni dei CDC di Atlanta, la diagnosi di pediculosi in atto può essere fatta se la maggior parte delle lendini è sita ad una distanza inferiore a 6-6,5 mm dal cuoio capelluto e qualsiasi trattamento è quindi sconsigliato nel caso in cui la distanza lendini-cuoio capelluto sia maggiore a 8 mm.

  • La visualizzazione dei pidocchi è più difficile. Anche essi sono adesi al fusto del capello. Lo Stafford Group ha proposto come criterio per la diagnosi di certezza la visualizzazione di almeno un adulto in movimento. L’utilizzo di un pettine a denti fitti (distanza fra i denti inferiore a 0,3 mm) rende più agevole l’identificazione degli adulti rispetto alla semplice ispezione.



La lunghezza dei capelli, la frequenza dell’uso della spazzola e dello shampoo non hanno alcuna relazione con la possibilità di infestazione. È bene mettere a conoscenza i genitori del fatto che l’infestazione da parte dei pidocchi non rappresenta un indice di scarsa igiene o di povertà. Il pidocchio non discrimina fra classi sociali. Eliminare questi pregiudizi è il primo passo verso l’accettazione del problema da parte della famiglia e quindi della denuncia della malattia, punto fondamentale per poter applicare norme di limitazione della diffusione della pediculosi in comunità.

  • La lunghezza dei capelli, la frequenza dell’uso della spazzola e dello shampoo non hanno alcuna relazione con la possibilità di infestazione. È bene mettere a conoscenza i genitori del fatto che l’infestazione da parte dei pidocchi non rappresenta un indice di scarsa igiene o di povertà. Il pidocchio non discrimina fra classi sociali. Eliminare questi pregiudizi è il primo passo verso l’accettazione del problema da parte della famiglia e quindi della denuncia della malattia, punto fondamentale per poter applicare norme di limitazione della diffusione della pediculosi in comunità.





La terapia della pediculosi va effettuata solo nel momento in cui si accerti l’effettiva infestazione da parte del parassita. La profilassi con pediculocidi non trova alcuna indicazione, essendo questi agenti dotati di tossicità intrinseca, se pur minima, e di capacità di scatenare reazioni allergiche.

  • La terapia della pediculosi va effettuata solo nel momento in cui si accerti l’effettiva infestazione da parte del parassita. La profilassi con pediculocidi non trova alcuna indicazione, essendo questi agenti dotati di tossicità intrinseca, se pur minima, e di capacità di scatenare reazioni allergiche.

  • I farmaci devono essere utilizzati solo in caso di diagnosi di infestazione in fase attiva, secondo i criteri riportati precedentemente. Il trattamento dei pidocchi si avvale di diversi farmaci, topici ed orali, oltre che di una terapia fisica.







I farmaci a cui si fa riferimento sono l’associazione trimetroprin-sulfametossazolo e l’ivermectina. Il primo, al dosaggio di 10mg/kg/die in due dosi per 10 giorni, era molto utilizzato in passato in associazione alla permetrina. Rimangono comunque dei dubbi sull’utilità di far uso di un sulfamidico per via sistemica per la cura di una patologia che risponde a diversi farmaci topici. L’ivermectina non è attualmente disponibile in Italia e finora non sono disponibili studi controllati sulla sua efficacia.

  • I farmaci a cui si fa riferimento sono l’associazione trimetroprin-sulfametossazolo e l’ivermectina. Il primo, al dosaggio di 10mg/kg/die in due dosi per 10 giorni, era molto utilizzato in passato in associazione alla permetrina. Rimangono comunque dei dubbi sull’utilità di far uso di un sulfamidico per via sistemica per la cura di una patologia che risponde a diversi farmaci topici. L’ivermectina non è attualmente disponibile in Italia e finora non sono disponibili studi controllati sulla sua efficacia.



La terapia fisica si avvale di rimozione dei pidocchi tramite pettini a denti fitti e spazzole elettriche. La loro efficacia è comunque inferiore rispetto a quella dei pediculocidi anche se studi recenti sembrano rivalutarne l’utilizzo da soli o in associazione alla terapia farmacologica.

  • La terapia fisica si avvale di rimozione dei pidocchi tramite pettini a denti fitti e spazzole elettriche. La loro efficacia è comunque inferiore rispetto a quella dei pediculocidi anche se studi recenti sembrano rivalutarne l’utilizzo da soli o in associazione alla terapia farmacologica.



OLII FISSI OLII ESSENZIALI

  • OLII FISSI OLII ESSENZIALI

  • SOFFOCAMENTO AZIONE IRRITANTE SUI PIDOCCHI

  • Gli olii fissi consistono essenzialmente in agenti che soffocano i pidocchi come l’olio di oliva, l’olio di girasole e l’olio di mais.

  • Gli olii essenziali invece sono in genere tossici per i pidocchi in misura variabile. Tra questi i più attivi sono gli estratti di anice, cinnamomo, timo rosso, menta piperita, noce moscata, rosmarino, eucalipto, di maggiorana e di lavanda. Tra gli olii essenziali probabilmente la lavanda è una dei più attivi. L’azione irritante è dovuta alla presenza di chetoni e fenoli. L’unico olio essenziale che non contiene queste sostanze è quello dell’albero del tè (Tea Tree Oil), il cui meccanismo consiste nel ridurre la capacità di movimento dei pidocchi e di penetrare nelle loro vie respiratorie.

  • Il trattamento naturale potrebbe anche uccidere i parassiti ma non elimina le uova saldate al capello è quindi necessaria una rimozione manuale per liberarsi dei piccoli parassiti tramite la pettinatura o una forza aspirante.



PIDOK : lozione schiumogena a base di trietranolamina e di derivati dalla noce di cocco.

  • PIDOK : lozione schiumogena a base di trietranolamina e di derivati dalla noce di cocco.

  • PARANIX : la sua formulazione contiene olio essenziale di anice, olio di ylang ylang, estratto di noce di cocco e alcool isopropilico.

  • BICAR-P GEL : con bicarbonato di sodio e biossido di silicio.

  • ITAX D.M. LOZIONE : complesso oleoso siliconato.

  • PIDOUT : formulazione basata su olio essenziale di tea tree oil.







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