I soggetti della prevenzione: obblighi e responsabilità Quali sono I soggetti chiamati ad applicare le norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro



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01.06.2018
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I soggetti della prevenzione: obblighi e responsabilità


Quali sono i soggetti chiamati ad applicare le norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.



In base a quale meccanismo si distribuiscono le responsabilità tra i vari soggetti ?

  • La domanda è volutamente posta male, in quanto non si distribuiscono le responsabilità, ma si distribuiscono i poteri, i compiti: le responsabilità sono conseguenti.

  • Parimenti, non vi è spazio nel nostro ordinamento per la delega di responsabilità.









La responsabilità civile, invece, può essere assicurata: nell’I.N.F.N. è operante una polizza assicurativa, come risulta dallo Schema di Verbale della riunione del Consiglio Direttivo INFN del 21 luglio 2000, 385^ seduta, redatto dalla Direzione Affari Generali e Ordinamento: … “Varie – Su invito del Presidente, il dott.Pellegrini fornisce chiarimenti in ordine alle coperture assicurative previste dalla Polizza di Responsabilità Civile dell’Istituto verso terzi e verso prestatori di lavoro (n. 151/60/399527). In particolare, con nota del 19.4.u.s., l’Assitalia S.p.A. ha precisato che tutto il personale dell’Istituto, compreso quello inquadrato dal IV al X livello professionale, gode di copertura assicurativa per eventuali danni cagionati a terzi, o a sottoposti, nell’espletamento della propria attività lavorativa”.









La seconda linea (consultiva) è imperniata sul Servizio Prevenzione e Protezione, che ha compiti di consulenza e pertanto non sono previsti a suo carico obblighi penalmente sanzionati; tali compiti sono svolti a beneficio del datore di lavoro: art.9: compiti di studio, proposta, elaborazione, valutazione, formulare programmi, ma mai obblighi di fare, non c’è nessuna lettera dell’art.9 che preveda un coinvolgimento operativo in prima persona del resp. e del spp., i quali, pertanto non sono i soggetti che per legge devono assicurare l’adozione delle misure di sicurezza. Pertanto, chi pensasse che all’interno della sezione X dell’Infn esiste il SPP e ci penseranno loro, sarebbe fuori strada, in quanto si tratta di un servizio consultivo del datore di lavoro che se ne serve per meglio adempiere ai suoi obblighi di legge, per sapere quali sono le soluzioni giuste, ma dalle attività che svolge il SPP non deriva una diminuzione di responsabilità a carico di datore, dirigente e preposto in relazione agli obblighi a loro carico penalmente sanzionati.



E’ stato notato che talvolta, specialmente nelle pubbliche amministrazioni, i Servizi di Prevenzione e Protezione, puntualmente nominati, svolgono all’interno dell’ente un ruolo che non è quello voluto dalla Legge: accade cioè che il datore di lavoro, una volta istituito il Servizio, si disinteressi completamente dei temi della prevenzione, lasciando completamente sulle spalle del responsabile del Servizio la gestione della sicurezza.



Quali sono le linee portanti ai fini della individuazione degli obblighi giuridici (e delle conseguenti responsabilità) per i soggetti chiamati ad occuparsi di sicurezza



In materia di responsabilità, la prima linea portante introdotta con i decreti legislativi di origine comunitaria è la centralità della figura del datore di lavoro; questo non è un concetto del tutto nuovo, nel senso che anche prima del 626, nella gerarchia dei soggetti tenuti ad applicare le norme in materia, il datore era al primo posto e in questo senso la sua posizione è rimasta immutata.



La seconda linea portante del nuovo sistema di sicurezza è un obbligo di carattere gestionale: la valutazione del rischio, che viene poi tradotta nel c.d. piano di sicurezza: non si chiede più al datore il semplice rispetto dei singoli adempimenti, ma si chiede di valutare tutti i rischi connessi all’attività e di tradurre questa valutazione in un documento che non solo specifica i criteri con cui si è valutato i rischi, ma contiene poi il programma [e i tempi] degli interventi con i quali il datore ritiene di dover fronteggiare i rischi che ha valutato; immediatamente dopo aver valutato i rischi il datore di lavoro deve adottare le misure necessarie, altrimenti deriva a suo carico una ben precisa responsabilità penale (adempimento non delegabile).



La Valutazione del rischio non è un atto burocratico-documentale, e quindi va criticata la tendenza alla standardizzazione di tale valutazione.



La terza linea portante è costituita dagli obblighi di Formazione e Informazione: gli art. 21e 22 sono due momenti chiave del funzionamento dell’intero sistema di prevenzione nei luoghi di lavoro. Il Legislatore, avvertendo una carenza diffusa nelle aziende private e pubbliche per la scarsissima preparazione soggettiva dei lavoratori in materia di sicurezza e igiene, ha inteso rimarcare tali obblighi trasformandoli in obblighi espliciti e specifici: “Il datore di lavoro deve assicurare che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente in materia di sicurezza e salute e un’adeguata informazione sui rischi e pericoli esistenti all’interno del luogo di lavoro”.



[Quarta Linea Portante] Responsabilizzazione dei lavoratori: con il d.lgs. 626 si passa da un sistema che considerava il lavoratore soltanto come il soggetto da proteggere, cioè un mero creditore di sicurezza, ad una normativa che individua nel lavoratore un soggetto obbligato a farsi carico anche lui del dovere di sicurezza, quindi un soggetto responsabile, naturalmente con riferimento agli obblighi che la legge pone a suo carico (non è lui che deve comprare le macchine, nè renderle sicure ....)



In ogni caso i lavoratori devono comunque conoscere e rispettare le regole della sicurezza, che sono di tale importanza e “rilievo pubblico” che il Legislatore ha voluto responsabilizzare il lavoratore stesso. Il sistema sicurezza vede nel lavoratore oltre che il beneficiario principale anche il protagonista operativo e quindi, nell’interesse suo e di quanti altri possano riportare lesioni da condotte colpose irresponsabili e sprovvedute, viene riproposta l’importanza fondamentale del ruolo del lavoratore stesso che va, in quest’ottica, formato informato e motivato per il perseguimento dell’obiettivo della massima sicurezza e del rispetto delle norme antinfortunistiche.





















Obblighi indelegabili del datore di lavoro (Art. 4 d.lgs. n .626/94)





Chi dirige il lavoro altrui deve farsi carico anche della sua incolumita’



“Chi accoglie nel proprio luogo di lavoro personale appartenente ad altre strutture (per contratto, per convenzione ecc.) -         deve aver cura della sua sicurezza e salute; -         non può adibirlo a lavorazioni pericolose o farlo lavorare in locali inadatti”.



Quando il personale si reca a svolgere attività di ricerca in laboratori esterni, la responsabilità si trasferisce a quel laboratorio per tutto ciò che non è disciplinabile dal direttore di Sezione.





Sentenza Corte di Cassazione 21 maggio 2003 Infortunio sul lavoro accaduto all’estero



Segue… Sentenza Corte di Cassazione 21 maggio 2003 Infortunio sul lavoro accaduto all’estero





Chi è tenuto a vigilare non incorre in colpa qualora:    ·       effettua una verifica all’inizio dell’attività   ·       fa un controllo periodico nel corso dell’attività   ·       se da tale controllo emerge una violazione interviene energicamente per farla cessare (“vigilanza impositiva” e non semplicemente dispositiva)      L’obbligo di vigilanza nel corretto e sicuro svolgimento dei lavori permane anche quando sia stato nominato il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Cassazione 19.9.2001)











Il termine "dirigente" in materia di sicurezza non sta ad indicare una qualifica formale, ma una FUNZIONE: sostituire il datore di lavoro in settori di attività nei limiti in cui il datore non può provvedere direttamente, e sempre che sia messo in condizione di agire in piena autonomia, cioè con il trasferimento dei poteri necessari per operare.

  • Il termine "dirigente" in materia di sicurezza non sta ad indicare una qualifica formale, ma una FUNZIONE: sostituire il datore di lavoro in settori di attività nei limiti in cui il datore non può provvedere direttamente, e sempre che sia messo in condizione di agire in piena autonomia, cioè con il trasferimento dei poteri necessari per operare.





....obblighi del dirigente….

  • Il Principio di effettivitá delle funzioni ha portato la Cassazione a considerare dirigente anche il soggetto che, pur non ricoprendo nell’organigramma tale posizione, aveva di fatto impartito l’ordine di effettuare un lavoro.

  • Chi dà in concreto l’ordine di effettuare un lavoro assume di fatto la mansione di dirigente sicché ha il dovere di accertarsi che il lavoro venga fatto nel rispetto delle norme antinfortunistiche, senza lasciare ai lavoratori –non soliti ad eseguirlo- la scelta dello strumento da utilizzare.



“….effettuata (da parte del datore di lavoro) la Valutazione del rischio, inerente l’esposizione a fumo passivo, compete ai dirigenti e ai preposti dare attuazione in modo concreto e rigoroso agli obblighi di protezione nei confronti dei lavoratori interessati (nella fattispecie è stata riconosciuta la responsabilità penale per omicidio colposo e di conseguenza quella risarcitoria civile, in capo ai dirigenti e preposti che non avevano impedito il decesso di una lavoratrice -già affetta da asma- dovuto a crisi respiratoria causata, sia pure solo in parte, dall’inalazione di fumo passivo - Tribunale Milano 1.3.2002).



Corte di Cassazione 20.3.2002



La legislazione non dà una definizione di preposto, ma affianca ripetutamente a tale figura il verbo “sovraintendere” come riepilogativo della totalità dei suoi obblighi istituzionali. Figure “classiche” di preposto sono: caporeparto, capo-officina, capo servizio, capufficio.     FUNZIONI DEL PREPOSTO   COLLABORA ai fini dell’attuazione delle misure di sicurezza decise ed organizzate dal datore di lavoro (o dal dirigente che lo rappresenta) per il concreto svolgimento dell’attività lavorativa   CONTROLLA che i lavoratori usino i dispositivi di sicurezza individuali e gli altri mezzi di protezione e si comportino in modo da non creare pericoli per sé e per gli altri.   VERIFICA se, nello svolgimento delle lavorazioni, si presentino rischi imprevisti e prende le opportune cautele.   ATTUA il piano di manutenzione delle macchine e predispone verifiche e controlli sulle stesse per garantirne la perfetta efficienza.   SEGNALA prontamente al datore di lavoro pericoli e carenze dei sistemi di protezione.   (Cassazione 27.1.1999, 3.10.2001, 29.11.2001)



“E’ irrilevante l’occasionalità dell’incarico dato di preposto a un certo soggetto”. Anche se l’incarico è occasionale, ciò non toglie che in rapporto a questo incarico egli svolga ed abbia tutti gli obblighi tipici del preposto. Cassazione 10.10.2001 Sono altresì irrilevanti anche i poteri di spesa: I dirigenti ed i preposti possono anche non avere grandi poteri decisionali e di spesa, ma hanno comunque il grande compito di rilevare e di segnalare, a chi possiede i poteri decisionali e di spesa, le situazioni di carenza nelle misure di sicurezza”. Cassazione 21.2.2003 Esiste un preposto anche se non c’è una formale nomina da parte del datore di lavoro: l’importante è accertare l’esistenza di un modello organizzativo che preveda una divisione di compiti con il datore di lavoro e la preminenza organizzativa di un certo soggetto, da considerarsi quindi preposto a tutti gli effetti, sugli altri lavoratori. Da ciò si ritiene provato che il soggetto svolge il ruolo di preposto”. Cassazione 23.7.2001





E’ responsabile dei reati di cui agli art. 590 C.P. e 7 d.lgs. 626 il soggetto che, pur senza essere investito di delega volontaria da parte del datore di lavoro, svolga le funzioni di preposto ed abbia assunto in concreto il compito di accompagnare un lavoratore autonomo in un sopralluogo al fine di predisporre un preventivo di spesa.

  • E’ responsabile dei reati di cui agli art. 590 C.P. e 7 d.lgs. 626 il soggetto che, pur senza essere investito di delega volontaria da parte del datore di lavoro, svolga le funzioni di preposto ed abbia assunto in concreto il compito di accompagnare un lavoratore autonomo in un sopralluogo al fine di predisporre un preventivo di spesa.







Si tenga conto, a questo proposito che, talvolta, datore di lavoro, dirigente e preposto sono stati assolti in sede penale perché avevano effettuato dei richiami al lavoratore, quindi non avevano tollerato quella situazione di insicurezza; ciononostante il lavoratore aveva persistito nella condotta imprudente



Preposto alla vigilanza antinfortunistica Corte di Cassazione 19.11.2001

































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