I titoli di credito nozione e funzione dei titoli di credito



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06.12.2017
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I TITOLI DI CREDITO

  1. NOZIONE E FUNZIONE DEI TITOLI DI CREDITO

Il credito è una forma di ricchezza che consiste nel diritto di ottenere nel futuro una determinata prestazione, di solito una somma di denaro, dal debitore. Come tale essa deve poter essere trasferita da un soggetto a un altro, cioè deve poter circolare.

La circolazione dei crediti avviene mediante lo strumento della cessione del credito (art. 1260 c.c.). Gli inconvenienti della cessione del credito sono:



  • Richiede particolari formalità (notificazione al debitore o sua accettazione)

  • Non garantisce la sicurezza dell’acquisto del credito. Chi acquista il credito ( cessionario) subentra nella stessa posizione giuridica del cedente e pertanto potrà sentirsi rifiutare la prestazione dal debitore ceduto sulla base di ragioni (eccezioni) che riguardano il precedente creditore e rispetto alle quali egli è estraneo. Il cessionario deve fornire la prova di avere validamente acquistato il credito con tutti gli oneri e le incertezze che ciò comporta.

Le eccezioni che il debitore cartolare può opporre al possessore del titolo sono quelle indicate dall’art.1993 c.c. e cioè a seconda che possano essere opponibili a qualunque possessore (eccezioni reali) oppure soltanto a un possessore determinato (eccezioni personali).

Per superare questi inconvenienti il diritto di credito viene incorporato in un documento, il titolo di credito ,diventando a sua volta un bene mobile, cosiddetta mobilizzazione della ricchezza, e circolando secondo le regole proprie dei beni mobili.

I titoli di credito sono dei documenti che incorporano il diritto in essi menzionato, cosiddetto diritto cartolare, in modo che i loro legittimi possessori diventano creditori della prestazione in essi menzionata.

Il diritto di esigere la prestazione è incorporato nel titolo e il creditore non può esercitarlo senza il possesso del documento. Per ottenere la prestazione del debitore , il possessore del titolo non dovrà fare altro che esibire il documento senza dover fornire altra prova dell’acquisto e senza altre formalità.

Il trasferimento del diritto avviene contemporaneamente a quello del titolo nel modo indicato dalla legge; ciò assicura alla circolazione del diritto semplicità , sicurezza e rapidità.

Esistono vari tipi di titoli di credito, classificabili secondo distinti criteri. Sulla base del diritto rappresentato si è soliti distinguere:



  1. Titoli di credito pecuniario ( aventi a oggetto il pagamento di una somma di denaro), sono i più diffusi ad es. assegni , cambiali, titoli del debito pubblico.

  2. Titoli rappresentativi di merci che incorporano il diritto di ottenere una cosa determinata come la lettera di vettura( documento che contiene le condizioni di trasporto di un bene da parte di un vettore) e la fede di deposito.

  3. Titoli di partecipazione che attribuiscono al possessore i diritti che derivano dall’appartenenza a una determinata organizzazione, in genere societaria, come le azioni della spa che conferiscono i diritti relativi alla qualità di socio.

In relazione alla natura pubblica o privata dell’ente che li emette , si distingue rispettivamente tra titoli di credito pubblici (es. BOT, CCT) e titoli di credito privati.

In relazione alle modalità di creazione e di emissione si distingue tra titoli individuali quando il titolo è creato in relazione a una determinata operazione, come l’assegno e la cambiale, e titoli di massa, se con un’unica operazione vengono creati più titoli di identico contenuto come le azioni e le obbligazioni di una società.



La disciplina dei titoli di credito è contenuta nel cod. civ. per quel che riguarda gli aspetti generali, e in numerose leggi speciali come la legge cambiaria ( n. 1669 del 1933) e la legge n.1736 del 1933 sull’assegno bancario.

  1. INCORPORAZIONE'>CARATTERI DEI TITOLI DI CREDITO

I titoli di credito presentano caratteristiche particolari:

  1. INCORPORAZIONE consiste nella materializzazione del diritto di credito nel titolo. Nel titolo di credito , il documento e il diritto che in esso è menzionato, cosiddetto diritto cartolare, fanno un corpo unico che ha natura di bene mobile.

Si applica la regola del possesso vale titolo per cui l’acquisto può avvenire validamente sulla base del semplice possesso. Il trasferimento deve avvenire secondo le regole sulla circolazione dei titoli e che vi sia la buona fede dell’acquirente

  1. LETTERALITA’ il diritto è determinato dal tenore letterale del titolo. L’entità, la misura e le modalità del diritto incorporato nel titolo sono soltanto quelli che risultano dalla lettera del documento cioè da quanto è scritto sul titolo. Ne consegue da un lato che il possessore del titolo non può pretendere una prestazione diversa da quella risultante dal tenore letterale del titolo e dall’altro che il debitore non può sostenere di dover eseguire una prestazione diversa o di contenuto minore.

  2. AUTONOMIA il legittimo possessore di un titolo di credito vanta un diritto del tutto autonomo rispetto alla posizione dei precedenti titolari. L’acquisto del diritto in esso contenuto avviene a titolo originario; a ogni trasferimento del titolo nasce in capo al nuovo possessore un diritto nuovo , autonomo e indipendente dai precedenti rapporti intercorsi tra debitore e gli altri titolari. Ne consegue che il debitore può opporre al possessore del titolo soltanto le eccezioni che lo riguardano. Il carattere dell’autonomia favorisce la circolazione dei titoli di credito nella misura in cui incrementa l’affidamento dei possibili acquirenti.

Quindi in base al carattere abbiamo :

  • INCORPORAZIONE (il diritto di credito si materializza nel documento)

  • LETTERALITA’ ( il contenuto del diritto è soltanto quello riportato sul titolo)

  • AUTONOMIA ( il diritto del possessore del titolo è del tutto autonomo

rispetto a quello dei precedenti titolari )

Riassumendo

I titoli di credito sono dei documenti , essenzialmente destinati alla circolazione, che incorporano il diritto di credito in esso menzionato attribuendo al legittimo possessore il diritto a ottenere la prestazione.

I titoli di credito presentano caratteri comuni: l’incorporazione ( il diritto si immedesima con il titolo che lo menziona divenendo una cosa mobile corporale); la letteralità ( l’entità, la misura , il contenuto del diritto incorporato sono esclusivamente quelle indicate dalla lettera del titolo); l’autonomia (ogni successivo possessore di buona fede del titolo acquista un diritto originario, cioè indipendente dal diritto dei precedenti proprietari).

  1. TITOLI CAUSALI ED ASTRATTI

Molti titoli di credito sono anche astratti nel senso che essi prescindono dal rapporto sottostante che ne costituisce la causa dell’emissione. I titoli astratti sono quelli nei quali il rapporto fondamentale non è enunciato ed è perciò irrilevante nei confronti dei terzi possessori del titolo; questi ultimi avranno diritto alla prestazione anche se il rapporto fondamentale non esiste più o è viziato (cambiale o assegno). Ai titoli astratti si contrappongono i titoli causali che sono quelli nei quali accanto alla promessa viene indicato il rapporto che giustifica tale promessa (azioni o obbligazioni di società).

  1. LA CIRCOLAZIONE DEI TITOLI DI CREDITO

Il debitore che adempie la prestazione nei confronti del possessore è liberato anche se questi non è titolare del diritto, purché non sia in dolo o colpa grave; vale a dire che il debitore è liberato se ignora che il possessore del titolo non è il titolare e non poteva saperlo usando il livello normale di diligenza. Questa capacità del debitore di liberarsi dall’obbligo viene quindi definita legittimazione passiva per distinguerla da quella attiva che invece riguarda l’esercizio del diritto del possessore del titolo.

La legittimazione attiva , pertanto , è la possibilità di esercitare legalmente e validamente il diritto incorporato, che è attribuita al possessore sia esso titolare o meno del titolo.

La legittimazione richiede l’osservanza delle disposizioni prescritte per il trasferimento del titolo; in base ai modi in cui circolano i titoli di credito si distinguono:


  1. Titoli al portatore:sono quelli emessi senza il nome del prenditore e che si trasferiscono con la semplice consegna del titolo.

  2. Titoli all’ordine: sono intestati al nome del prenditore e si trasferiscono mediante la girata scritta sul retro del titolo, dal possessore. La girata è l’ordine con cui il possessore (girante ) trasferisce il titolo a un’altra persona (giratario)

  3. Titoli nominativi : sono quelli intestati al nome del prenditore sul titolo e nel registro dell’emittente. Si trasferiscono mediante l’annotazione eseguita dall’emittente stesso del nome dell’acquirente sul titolo e nel registro dell’emittente.



  1. L’AMMORTAMENTO DEI TITOLI DI CREDITO

Il carattere dell’incorporazione comporta seri inconvenienti nel caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del documento. La perdita del documento significa infatti impossibilità di esercitare il diritto che in esso è incorporato. Per rimediare a tale situazione la legge ha previsto una particolare procedura, detta di ammortamento, da applicarsi quando le suddette evenienze riguardano titoli all’ordine e nominativi.

La procedura di ammortamento richiede innanzitutto che nel caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del titolo, il possessore può farne denuncia al debitore e chiedere l’ammortamento con ricorso al Presidente del Tribunale del luogo in cui il titolo è pagabile.

Il Presidente compie gli opportuni accertamenti sulla verità dei fatti e sui diritti del possessore . Conclusi gli accertamenti con esito positivo, il Presidente pronuncia con decreto l’ammortamento e autorizza il pagamento del titolo decorsi 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. Il decreto deve essere notificato al debitore e pubblicato nella G.U. a cura del ricorrente. Il pagamento fatto al detentore prima della notificazione libera il debitore.

Durante il termine di 30 giorni dalla pubblicazione del decreto , gli eventuali terzi detentori del titolo possono fare opposizione all’ammortamento davanti al Tribunale, sostenendo di averne acquistato legittimamente e in buona fede il possesso. L’opposizione si fa con citazione da notificarsi al ricorrente e al debitore e, per la sua ammissibilità, è necessario che il titolo venga depositato presso la cancelleria del Tribunale. Se l’opposizione viene accolta il ricorrente perde ogni diritto sul titolo, mentre se viene respinta il ricorrente ha diritto alla consegna dello stesso titolo. Se si tratta di azioni nominative, durante il termine per l’opposizione chi ha chiesto l’ammortamento può esercitare i diritti inerenti all’azione. Trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione del decreto senza opposizioni, il decreto diventa operativo; di conseguenza il titolo non ha più efficacia e chi ha ottenuto l’ammortamento può esigere il pagamento dal debitore o, qualora il titolo sia in bianco o non sia ancora scaduto, può ottenere un duplicato.



LE CAMBIALI

La cambiale è un titolo di credito all’ordine , astratto, formale, completo ed esecutivo contenente la promessa incondizionata di pagare o di far pagare al legittimo possessore una determinata somma di denaro nel tempo e nel luogo indicati.

Esistono due specie di cambiali:


  1. LA CAMBIALE TRATTA ( O CAMBIALE )

E’ un titolo di credito all’ordine con il quale un soggetto (traente) da’ ordine ad un altro soggetto (trattario) di pagare una somma determinata a una terza persona (prenditore).

Il traente( creditore) è colui che dà l’ ordine di pagare , il trattario (debitore) è colui che viene designato a pagare e diventa obbligato a pagare solo dopo aver apposto sul titolo la sua accettazione a cui peraltro non è obbligato mentre il prenditore è colui al quale o all’ordine del quale deve farsi il pagamento.

Il rapporto che lega traente e trattario si chiama rapporto di provvista e quello intercorrente tra traente e prenditore si chiama rapporto di valuta.


  1. VAGLIA CAMBIARIO ( O PAGHERO’ CAMBIARIO)

E’ un titolo di credito all’ordine contenente la promessa incondizionata di una persona (emittente) di pagare una somma di denaro a un’altra (prenditore).

Non contiene l’ordine di pagamento ma la promessa incondizionata dell’emittente di pagare una somma determinata a una persona (prenditore). Quindi l’emittente è colui che emette il titolo ed è il debitore mentre il prenditore o portatore è colui al quale deve farsi il pagamento cioè è il creditore.



  1. I requisiti della cambiale

Ai sensi dell’art.1 della legge cambiaria n.1699 del 1933 stabilisce i requisiti formali della cambiale e dispone che la mancanza di taluno dei requisiti indicati ( luogo di emissione, data di scadenza, luogo del pagamento), non fa venir meno la natura e l’efficacia della cambiale, in quanto alla lacuna sopperisce la legge, la mancanza degli altri requisiti definiti essenziali (denominazione di cambiale , sottoscrizione dell’emittente o del traente, promessa o ordine incondizionato di pagamento , nome del trattario e del primo prenditore, data di emissione) comporta che il documento non possa più valere come cambiale . Esso potrà valere come credito chirografaro, cioè come documento probatorio di un’obbligazione

La legge consente che la cambiale, priva di alcuno dei suoi elementi , detta cambiale in bianco possa essere successivamente riempita in base ad accordi intercorsi tra le parti ( cioè tra prenditore e traente nella cambiale tratta e tra emittente e prenditore nel vaglia cioè sono i cosiddetti “accordi di riempimento”.



  1. La circolazione delle cambiali

La cambiale è un titolo all’ordine e quindi si trasferisce mediante GIRATA .Essa si esegue semplicemente apponendo la sottoscrizione di solito sul tergo (dorso o parte posteriore) del titolo o su un foglio a essa attaccato detto “foglio di allungamento” e non può essere sottoposta a condizione ( la condizione si considererebbe non scritta) né parziale ( la girata parziale è nulla). Non è necessario che essa contenga il nominativo del trattario: se tale indicazione manca, la girata si dice” in bianco “ e potrà circolare come un titolo al portatore , cioè con la semplice consegna. Il possessore del titolo acquista la legittimazione attiva a pretendere il pagamento dal debitore se giustifica il suo possesso con una serie ininterrotta di girate, anche se l’ultima è in bianco.

La girata non svolge soltanto la funzione di trasferire o costituire diritti sul titolo. Con essa, infatti, il girante assume l’obbligo di garantire l’accettazione e il pagamento della cambiale nel caso che il debitore principale non paghi. Questa responsabilità si definisce di regresso per distinguerla da quella dell’emittente e del trattario accettante ( detta principale o diretta).

Pertanto, se il possessore non ottiene il pagamento dal debitore principale potrà rivolgersi, in via di regresso, a colui che gli ha girato il titolo, nonché ai precedenti giranti.


  1. L’accettazione della cambiale

L’emissione della cambiale è il negozio con cui il traente ( o l’emittente) dà vita alla cambiale, sottoscrivendola e consegnandola al prenditore.

L’accettazione è un atto tipico della cambiale tratta consistente nella sottoscrizione apposta dal trattario sul titolo con la quale egli assume l’obbligo di pagare la somma indicata nel titolo e diviene obbligato principale. La mancanza dell’accettazione comporta che per il pagamento nei confronti del prenditore rimane responsabile ( non in via principale ma in via di regresso ) il traente.



  1. L’avallo

è il negozio cambiario con cui una persona (avallante) garantisce il pagamento della cambiale da parte di uno degli obbligati cambiari (avallato).

Il portatore della cambiale può esigere il pagamento alla scadenza, presentando la cambiale all’obbligato cambiario (l’emittente nel pagherò o trattario se ha accettato nella tratta o loro avallanti) .



  1. Le azioni cambiarie

In caso di mancato pagamento della cambiale, il portatore è assistito da un’azione cambiaria esecutiva esercitando la quale può accedere direttamente alla procedura esecutiva con la quale verrà concretamente realizzato il suo interesse. Quest’azione è diretta se esercitata contro l’emittente o il trattario accettante e i loro avallanti (obbligati principali); è di regresso se esercitata contro il traente , i giranti e i loro avallanti nel caso di mancato pagamento o di mancata accettazione constatati mediante protesto.

Il protesto è un atto pubblico di un ufficiale giudiziario o di un notaio che attesta l’avvenuta presentazione della cambiale e il rifiuto di accettazione o di pagamento.

Oltre all’azione cambiaria, il possessore del titolo può esercitare due azioni extracambiarie non esecutive: l’azione causale e l’azione di arricchimento.

La prima si fonda sul rapporto sottostante il rapporto cartolare; la seconda, di natura residuale, si esercita qualora il portatore non possa esercitare le altre ed è diretta contro uno degli obbligati cambiari nei limiti del vantaggio da essi conseguito in conseguenza del mancato pagamento. Le azioni extracambiarie non consentono l’accesso diretto alla procedura esecutiva ma al processo di cognizione o d’ingiunzione.

Quindi riepilogando le azioni a tutela del creditore cambiario sono:

AZIONI CAMBIARIE: a) azione diretta (contro gli obbligati cambiari principali e si prescrive in 3 anni dalla scadenza della cambiale)

b)azione di regresso ( contro gli obbligati cambiari di regresso e si prescrive in 1 anno dal protesto , quella del portatore e in 6 mesi dal pagamento quella del girante che ha pagato)



LE AZIONI EXTRACAMBIARIE a)azione causale ( fondata sul rapporto sottostante e i termini di prescrizione sono quelli previsti per il rapporto sottostante)

b) azione di arricchimento ( azione residuale e si prescrive in 1 anno dalla perdita dell’azione

cambiaria).

GLI ASSEGNI

Sono titoli di credito che svolgono la funzione di sostituire la moneta per evitare nei pagamenti i rischi e le difficoltà inerenti alla spedizione o al trasporto dei biglietti di banca. Essi presentano numerosi elementi in comune con la cambiale e in gran parte la stessa disciplina. Esistono due principali figure di assegno:



  • ASSEGNO BANCARIO è un titolo di credito all’ordine o al portatore, astratto, formale, completo ed esecutivo, contenente l’ordine rivolto da una persona (traente) a una banca (trattario) di pagare a vista una somma determinata al beneficiario. L’emissione di un assegno bancario richiede due condizioni : la sussistenza presso la banca di fondi sufficienti a coprire l’assegno e l’autorizzazione da parte della banca trattaria a favore del cliente a disporre dei fondi tramite l’emissione di assegni. La struttura dell’assegno bancario presenta forti analogie con la cambiale tratta. Tuttavia alla banca trattaria non è consentito accettare il titolo e quindi non risponde in caso di mancato pagamento. Va presentato per il pagamento nel termine di 8 o 15 giorni dall’emissione a seconda che sia pagabile nello stesso comune in cui è stato emesso (su piazza) o su altro comune (fuori piazza); 20 giorni invece se è pagabile in uno stato estero europeo, 60 giorni se extraeuropeo

  • ASSEGNO CIRCOLARE è un titolo di credito all’ordine, astratto, formale, completo, esecutivo, contenente la promessa di un istituto bancario all’uopo autorizzato (emittente) di pagare a vista una persona (prenditore) una somma determinata. Dev’essere presentato per il pagamento entro 30 giorni dall’emissione








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