Il bambino ipoacusico a scuola: strategie educative e didattiche



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ISTITUTO UNIVERSITARIO

SUOR ORSOLA BENINCASA
IN CONVENZIONE CON
A.I.A.S. ONLUS – sez. “Arco Felice”

CORSO DI SPECIALIZZAZIONE POLIVALENTE




TESI DI DIPLOMA
in
PROFESSIONALITA’

IL BAMBINO IPOACUSICO A SCUOLA: STRATEGIE EDUCATIVE E DIDATTICHE”

RELATORE CANDIDATA

Prof/SILVANA PICA ANGELA SANTORO

SEDE : CASERTA 1 – SEZIONE: ELEMENTARE
BIENNIO 2000/2002

I N D I C E

I Introduzione


  1. Cap. 1 – L’Apparato Uditivo

1 1.1 Anatomia e fisiologia dell’orecchio

5 1.2 Ipoacusia di trasmissione ed ipoacusia neurosensoriale

11 1.3 Gradi di sordità

13 1.4 Sordità e sistema sensoriale

19 1.5 Trattamento delle ipoacusie

24 1.6 Origine e causa della sordità



26 Cap. 2 – Problemi Psicologici associati alla sordità

26 2.1 Il Bambino

31 2.2 La Famiglia

33 2.3 Interventi



36 Cap. 3 – L’insegnante di sostegno tra : Legislazione, Formazione e Competenze

36 3.1 Definizione dell’ Handicap

38 3.2 Un po’ di storia

45 3.3 Istituzione della figura dell’insegnante di sostegno

47 3.3.1 – La formazione delle insegnanti di sostegno

50 Progetto di Legge – A.C. n.1151 del deputato Peretti

62 3.3.2 – Piccolissima Riflessione

63 3.4 Il “Decalogo” dell’insegnante di sostegno


69 Cap. 4 – Metodologia Educativa e Didattica nell’Educazione degli Audiolesi

69 4.1 Storia sull’origine dello sviluppo e della diffusione di scuole per l’educazione dei sordomuti

76 4.1.1 – La Scuola Francese

78 4.1.2 – La Scuola Tedesca

80 4.1.3 – L’educazione dei Sordomuti in Inghilterra

81 4.1.4 – L’educazione dei sordomuti americani

85 4.1.5 – I Sordomuti in Italia

89 4.1.6 – Il Congresso di Milano per l’Insegnante dei Sordi, 1880

92 4.2 L’Educazione dei sordi oggi

94 4.3 Le metodologie educative nell’istruzione degli ipoacusici

98 4.4 Chi è il Logopedista?

101 4.4.1 – L’intervento Logopedico

107 4.4.2 – Educazione e rieducazione logopedica

110 Allenamento acustico

113 Esercizi respiratori

115 Esercizi preparatori all’impostazione dei fonemi

117 Impostazione dei fonemi

119 4.5 Psicomotricità, Musicoterapia, Mezzi Audiovisivi e Multimediali



125 Cap. 5 – Il Bambino Ipoacusico nella Scuola Materna ed Elementare

125 5.1 La Scuola Materna

129 5.2 La Scuola Elementare

132 5.3 Strategie Educative e Didattiche per lo sviluppo linguistico e cognitivo nel bambino ipoacusico

141 - La semantica

147 - La valutazione

148 5.4 Strategie Educative e Didattiche per l’acquisizione dei concetti e dei termini logico-matematici

154 Conclusione

155 Bibliografia e Siti WEB

INDICE DELLE FIGURE



Numero
Fig.1
Fig.2
Fig.3
Fig.4
Fig.5
Fig.6
Fig.7
Fig.8
Fig.9
Fig.10
Fig.11
Fig.12
Fig.13

- Anatomia dell’orecchio


- Audiogramma ipoacusia trasmissiva
- Audiogramma ipoacusia neurosensoriale
- Tipi di protesi acustiche
- La ferrovia di E. Manet
- Ritratto di Pedro Ponce de Leon
- Ritratto dell’abate Charles-Michel de l’Epée
- Ritratto di Thomas Hopkins Gallaudet
- Ritratto di Roche-Amboise Sicar
- Ritratto di Tommaso Silvestri
- Mappa degli Istituti Italiani per Sordomuti
- Le domande abbinate ai colori
- Esempi di Esercizi per l’uso dei verbi

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INTRODUZIONE

In uno dei suoi discorsi Helen Keller disse : “sono sorda e cieca: I problemi della sordità sono più profondi e più complessi anche se non più seri di quelli della cecità”.

I problemi fisiologici, psicologici e sociali legati al deficit uditivo hanno coinvolto la ricerca scientifica e tecnologica soprattutto perché l’incidenza di soggetti affetti da tale patologia riguarda il 10% della popolazione mondiale. Solo in Italia i bambini audiolesi sono circa 100.000. Un bambino su sette nati prematuri è audioleso, mentre la perdita uditiva a causa dell’inquinamento acustico è in continuo aumento. L’esigenza di avere personale educativo specializzato in tale patologia è il motivo principale che ci spinge a fare dell’ipoacusia infantile l’oggetto della nostra tesi.

Lo scopo di questo lavoro vuole essere più di tipo pragmatico che teorico anche se, dal punto di vista della ricerca e della metodologia sperimentale, teoria e prassi sono facce della stessa medaglia.

Il fine principale è quello di affrontare le problematiche dell’educazione didattica del bambino audioleso con sordità prelinguale o profonda.

Partendo dal presupposto che l’insegnante deve essere un attento osservatore in modo da rendersi conto di eventuali problemi di tipo emotivo-relazionale, protesico, ambientale, foniatrico e logopedico, alfine di una corretta esposizione e di un intervento educativo efficace, non si poteva prescindere dall’enunciare nozioni anatomo-fisiologici dell’organo dell’udito ed audiologici, con particolare riferimento alla protesizzazione1 ed ai suoi problemi, questo è stato fatto nel Capitolo I.

Nel Capitolo II si fa un rapido excursus degli aspetti psicologici legati alla sordità, prendendo in considerazione non solo i problemi più strettamente connessi al modo di essere e di relazionarsi del bambino audioleso ma anche quelli che possono insorgere nell’ambito familiare allorché i genitori devono affrontare il problema del figlio ipoacusico.

Nel III Capitolo, dopo una breve storia legislativa sulla integrazione dei soggetti disabili, si illustra quale deve essere la formazione dell’insegnante di sostegno, e quale il suo intervento – come emerso, oltremodo, durante questo biennio dalle lezioni tenuti dai vari docenti ed in particolare da quelle dell’area della professionalità – nei confronti del bambino in difficoltà.

In allegato una proposta di legge in cui si evidenzia l’esigenza che il personale educativo preposto per i bambini audiolesi abbia una preparazione educativa e didattica più specifica e che sia a conoscenza della LIS (Lingua Italiana dei Segni). Conoscenza che da tempo viene sollecitata e richiesta dall’ENS (Ente Nazionale Sordomuti). La proposta è contestata nella sostanza da Salvatore Nocera2 il quale mette in evidenza il rischio di un ritorno al passato insito nella stessa.

Louise Trenque3 definisce la condizione del sordo nella vita di relazione : come lo spettatore di un film permanentemente sonoro per tutti e muto solo per il sordo stesso.

Il linguaggio parlato, nell’ambito del messaggio sonoro, svolge il ruolo più importante nella comunicazione interpersonale, la mancata acquisizione dello stesso e l’impossibilità a recepirlo costituiscono una tremenda barriera fra gli uomini. Lo sviluppo del linguaggio avviene attraverso un iter che va dalla ricezione del linguaggio parlato, alla parola, all’acquisizione della stessa, alla codificazione e decodificazione per concretizzarsi poi nella riproduzione. Solo se tutte le funzioni psico-fisiche sono normali l’individuo acquisisce lo sviluppo del patrimonio linguistico. Se alla catena togliamo la prima di queste funzioni, quella uditiva, possiamo ben comprendere la difficoltà di completare fisiologicamente il percorso. Un bambino che presenta una ipoacusia grave o gravissima, congenita o acquisita prima dello sviluppo del linguaggio, non potrà sviluppare correttamente lo stesso in maniera spontanea.4

Gli sforzi per garantire ai sordi la possibilità di inserimento nel mondo degli udenti sono stati portati avanti, oltre che sul piano legislativo, su altri due fronti o direzioni : quello tecnologico e quello didattico–riabilitativo.

Alla fine del secolo XVIII due indirizzi di scuole si contendevano l’efficacia e l’efficienza del metodo più idoneo per l’istruzione dei sordi. Una che fondava la sua metodologia sul linguaggio gestuale, l’altra su quello orale.

Nel IV Capitolo dopo un’esposizione di tali fermenti, che si concluderanno nel 1880 con il Congresso Internazionale di Milano e che segnerà la vittoria del metodo orale su quello gestuale, si presenterà la figura del “logopedista” con una sommaria descrizione di strategie logopedico-riabilitative che vengono messi a punto da questo professionista del linguaggio al fine di favorire un adeguato sviluppo linguistico e cognitivo nel bambino audioleso.

Nel V Capitolo, infine, analizzeremo l’inserimento di questi soggetti nella scuola dell’obbligo fornendo una serie di “esercizi” o strumenti didattici che possono maggiormente facilitare l’acquisizione delle competenze linguistiche, cognitive e logico-matematiche dei bambini con sordità grave o profonda diagnosticati tardivamente, o in quei soggetti con, associati, disturbi del linguaggio o, peggio ancora, turbe comportamentali.


Capitolo 1

L'apparato uditivo

1.1 – Anatomia e fisiologia dell’orecchio .

L'apparato uditivo è costituito dall'orecchio, dal nervo acustico, dai nuclei e dalle vie uditive del sistema nervoso centrale5.

L'orecchio, organo dell'udito, si trova alloggiato in un osso del cranio detto osso temporale.

Da un punto di vista anatomico l'orecchio viene suddiviso in tre parti: orecchio esterno, orecchio medio e orecchio interno.6

L'orecchio esterno è formato dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno. Il condotto uditivo esterno termina con la membrana del timpano, la quale divide l'orecchio esterno dall'orecchio medio.

Compito dell'orecchio esterno è quello di captare le onde sonore e convogliarle verso la membrana del timpano.



L’orecchio medio è costituito da una cavità piena d'aria
(cassa del timpano) separata dal condotto uditivo esterno
dalla membrana del timpano.
Nella cavità alloggiano tre ossicini: martello, incudine e staffa, che costituiscono, nel loro insieme, la catena ossiculare.

Per far sì che la membrana del timpano possa vibrare correttamente, l'orecchio medio è connesso alle cavità nasali attraverso un sottile condotto osteo-cartilagineo, la tuba di Eustachio.

La membrana del timpano ha il compito di trasmettere lo stimolo sonoro all'orecchio medio ed in particolare alla catena degli ossicini. L'onda sonora pervenuta attraverso il condotto uditivo esterno, viene amplificata. Per evitare che rumori intensi e improvvisi possano provocare lesioni all'organo dell'udito, l'orecchio medio possiede un meccanismo di protezione detto riflesso stapediale.

La struttura dell'orecchio interno è molto complessa. Situato interamente all'interno dell'osso temporale viene anche indicato con il nome di " labirinto".

Nel labirinto si distinguono due porzioni, ciascuna deputata ad una funzione specifica.

La porzione anteriore, coclea (chiamata così per la sua forma a spirale che ricorda una chiocciola), appartiene funzionalmente all'apparato uditivo, mentre il labirinto posteriore (costituito dal vestibolo e dai canali semicircolari) partecipa alla regolazione dell'equilibrio.

La coclea, in tutto il suo decorso a spirale, è divisa in tre distinti compartimenti.

All'interno dei due spazi laterali circola un liquido di composizione simile al liquor cerebrale, la perilinfa, mentre nel compartimento interno si trova l' endolinfa.





Fig. 1 L’orecchio - a : padiglione auricolare ; b : condotto uditivo; c : timpano;

d : martello; e: incudine; f : staffa; g : coclea; h : nervo acustico.

L'onda sonora che arriva all'orecchio interno come stimolo meccanico, viaggia lungo tutta la coclea stimolando i recettori uditivi contenuti nel canale cocleare dove si trovano le cellule cocleari riunite nell'organo del Corti. Queste modificano l'onda sonora, trasformando il segnale meccanico in un segnale bioelettrico, comprensibile al nostro cervello.

Nel nostro organismo tutte le cellule si rinnovano continuamente, solo le cellule cocleari, purtroppo, sono perenni. Questo particolare aspetto si ripercuote negativamente sulla possibilità di recupero di un danno a livello delle suddette cellule.

Le cellule dell'organo del Corti sono connesse alle fibre nervose del nervo acustico le quali portano il segnale bioelettrico al tronco dell'encefalo, qui il segnale viene ulteriormente analizzato ed elaborato, quindi propagato verso la corteccia cerebrale dove finalmente raggiunge il livello di coscienza.



1.2 – Ipoacusia di trasmissione ed ipoacusia neurosensoriale.

Dal punto di vista fisiologico, nella funzione uditiva possiamo quindi distinguere quattro momenti fondamentali rappresentati da:



  • trasmissione dello stimolo sonoro alla coclea ;

  • trasformazione, a livello cocleare, dell’onda sonora in un segnale bioelettrico ;

  • propagazione di questo segnale, attraverso il nervo acustico, al sistema nervoso centrale ;

  • successiva elaborazione del segnale stesso che porta il messaggio sonoro ad essere interpretato a livello cosciente.

Ogni alterazione di uno o più di questi meccanismi, può causare una riduzione della capacità uditiva nell’orecchio affetto, ovvero un’ipoacusia.

In base alla sede colpita da un’eventuale patologia potremo avere, quindi, un’alterazione della trasmissione - sordità o ipoacusia trasmissiva - per problemi a livello del condotto uditivo, del timpano o degli ossicini, o una sordità od ipoacusia neurosensoriale quando la patologia interessa la coclea o le fibre del nervo acustico.

Nell’ambito di un’ipoacusia neurosensoriale è poi importante distinguere le forme legate all’incapacità della coclea di trasformare l’onda sonora in un segnale bioelettrico (ipoacusia neurosensoriale cocleare) da quelle in cui la successiva propagazione del segnale cocleare, normalmente generato, è alterata a causa di un problema a livello del nervo acustico ( ipoacusia neurosensoriale retrococleare).

La diagnosi di ipoacusia trasmissiva o neurosensoriale, in un soggetto che presenta una riduzione della capacità uditiva, è possibile mediante un esame audiometrico che può essere tonale o vocale ambedue eseguiti in ambienti insonorizzati.


Audiometria tonale: vengono inviati al paziente una serie di toni di varia intensità per valutare la capacita' della funzione uditiva. L'esame si svolge in due fasi:
a) ricerca della soglia (minima capacità uditiva) per via aerea utilizzando una cuffia
b) ricerca della soglia per via ossea utilizzando un vibratore che viene appoggiato sull'osso dietro l'orecchio (mastoide).
Per la via aerea il segno "x" di colore blu indica l'orecchio sinistro, il segno "o" rosso l'orecchio destro; la via ossea viene indicata con il segno "<" blu per l'orecchio sinistro e con il segno ">" rosso per l'orecchio destro. Se le curve della soglia per via aerea sono esterne all'area tratteggiata, sono sicuramente presenti difficoltà uditive.


fig.2
come si vede esiste una certa differenza fra la soglia per via aerea (fig.2) ed ossea; quest’ultima attesta il buon funzionamento dell’orecchio interno. In questo caso la diagnosi sarà di ipoacusia trasmissiva.




fig.3
In questo caso (fig.3) possiamo notare come la soglia per via aerea coincida con quella per via ossea, la diagnosi sarà quindi di ipoacusia neurosensoriale perché la lesione riguarda l’orecchio interno.7

Audiometria vocale : vengono inviate ad intensità variabile mediante l'audiometro liste di 10 parole standard. La percentuale delle parole correttamente identificate viene riportata sul grafico.
Se dall'esame audiometrico risulta una perdita di tipo trasmissivo (la via ossea normale e la via aerea alterata) e' opportuno consultare un otochirurgo, infatti in questo caso e' possibile rimediare con un intervento chirurgico.
Nella perdita dell'udito dovuta a difetti percettivi (mal funzionamento delle cellule acustiche e/o del nervo) sia la via ossea che la via aerea sono alterate in tal caso, per il paziente, l’unico intervento possibile è la protesizzazione o il ricorso ad un impianto cocleare.

Quando una madre sospetta che il suo bambino sia sordo è difficile che si sbagli ed è imperdonabile liquidarla dicendole che si sbaglia senza aver praticato uno o più accuratissimi esami dell’udito del bambino. Meglio un accertamento in più, che oltretutto non nuoce alla salute, alla possibilità di aggravare una situazione già patologicamente compromessa.

Oggi abbiamo a disposizione sofisticate apparecchiature di audiometria obiettiva che vanno dall’ E.Co.G (elettrococleografia)8 alla Impedenzometria9 all’ A.B.R.(Auditory Stem Brain Responses)10 al S.V.R.11per i bambini piccolissimi in quanto non richiedono la collaborazione da parte del paziente e le indagini vengono effettuati di solito durante il sonno del soggetto o sotto anestesia. Mentre per le indagini su bambini più grandi (oltre ai già citati, audiometria tonale e vocale,) ci sono l’audiometria comportamentale ed il Peep-show che si rifà all’uso dei riflessi condizionati.12

1.3 – Gradi di sordità.

In base alla classificazione stabilita dal Bureau International d’Audiophonologie, a seconda dell’entità della perdita uditiva espressa in decibel (dB : unità di misura di attenuazione), la sordità può essere:



lieve

La soglia si situa tra 20/40 dB: solo la voce bisbigliata non viene percepita.



media

La soglia è fra 40/70 dB: la voce emessa a livello di normale conversazione non viene udita perfettamente; ad intensità superiore la persona percepisce i suoni ma ha una certa difficoltà a discriminare le parole. In particolare se il deficit uditivo è presente in un bambino alla nascita o nel primo periodo di vita, l’acquisizione del linguaggio senza la protesi acustica avverrà in modo limitato e sempre con un certo ritardo nel tempo.



grave

Soglia fra 70/90 dB: la persona avente un tale deficit percepisce solo alcuni suoni delle parole anche se pronunciate a intensità elevata.



profonda

Soglia uguale o superiore a 90 dB: esistono tre livelli di sordità profonda; al terzo livello vengono percepiti solo i suoni più gravi e intensi aventi una notevole componente vibratoria, come il rombo del motore, lo sbattere della porta e pochi altri. La parola non viene assolutamente udita per cui senza un ausilio protesico associato alla lettura delle parole sulle labbra non è possibile alcuna forma di apprendimento del linguaggio verbale.



1.4 – Sordità e sistema sensoriale.

L’ udito, analogamente agli altri sistemi sensoriali, è da intendersi come uno strumento esplorativo che mette in collegamento l'ambiente esterno con quello interno all’individuo. Ogni sistema sensoriale ha due componenti: una periferica che trasforma gli impulsi fisici e chimici in impulsi nervosi rappresentata dagli organi di senso ; una centrale che trasmette gli impulsi nervosi dall'organo di senso alla corteccia cerebrale (ottimizzazione del messaggio, percezione o gnosia) ed è rappresentato dalla via sensoriale centrale. Per cui si può affermare che si educa la capacità percettiva e non quella sensoriale e che si possono trovare parametri ben distinti relativi all'una o all'altra capacità. I parametri relativi all'organo di senso dell’udito sono rappresentati dalle caratteristiche del suono (altezza, intensità, timbro, durata). In particolare l'altezza, che dipende dalla frequenza delle vibrazioni, determina tre aree esplorative per cui noi abbiamo : suoni gravi, medi e acuti.

Le frequenze gravi, al di sotto dei 500 Hz13, sono captabili attraverso il sistema uditivo, il recettore cocleare ma anche attraverso i recettori utricolari e sacculari, forse anche dai canali semicircolari, ma soprattutto dai recettori tattili. Nell'ambito comunicazionale ci danno informazioni sull'umore della persona che parla (il modo in cui dico una cosa, non tanto che cosa dico).
Anche i collegamenti nervosi sono particolari: esistono delle comunicazioni a partire dalle strutture encefaliche sottocorticali che implicano dei circuiti neuroumorali e neuroormonali per cui esistono codificazioni e decodificazioni prevalentemente emotive. Per quanto concerne il linguaggio verbale queste frequenze stimolano nel cervello la zona della voce, delle vocali, delle strutture soprasegmentarie.

Le frequenze medie, dai 500 ai 2000 Hz, sono relative all'esplorazione dell'esterno. Le sonorità che rientrano in questa zona stimolano prevalentemente l'Organo del Corti e solo parzialmente i recettori vibrotattili. Per quanto concerne il linguaggio verbale è la zona della parola, delle consonanti, delle strutture segmentarie (i fonemi). Le frequenze acute, dai 2000 ai 20.000 Hz, stimolano esclusivamente l'Organo del Corti. Ci sono due ipotesi sulla funzione di queste frequenze: è la zona dei segnali di pericolo, la zona estetica o del giudizio di qualità (segnali dati dalle armoniche superiori). Per quanto concerne il linguaggio è la zona di alcune consonanti (le

fricative e le affricate)14.

I parametri operativi della percezione uditiva sono nove:




  1. coordinazione uditivo- motoria: il soggetto si educa ad avere determinati comportamenti motori in rapporto ad uno stimolo sensoriale (questo parametro corrisponde alla fase sensomotoria di Piaget nell'età evolutiva);

  2. separazione figura- sfondo: sta alla base del processo di ottimizzazione che implica l'abilità del soggetto di fare determinate scelte (questo parametro corrisponde, in termini cognitivi, al fenomeno della rappresentazione di Piaget);

  3. costanza della forma (alla Gestalt): nel caso dell'udito è il timbro, fenomeno per cui abbiamo delle informazioni che prescindono dalle qualità fisiche di chi ha prodotto quel determinato segno. La percezione della forma permette di preparare la simbolizzazione di quanto viene udito; se non viene acquisito questo parametro non è possibile la verbalizzazione;

  4. differenziazione silenzio- sonorità: permette di cogliere alcuni aspetti fondamentali, in particolare il ritmo e la durata. Il silenzio assoluto non esiste per cui le alternanze silenzio- sonorità stabiliscono delle differenze tra un segnale al quale attribuiamo la caratteristica di sonorità ed il resto; essendo ritmo e durata parametri percettivi, sono educabili. E' l'elemento condizionante per un primo patrimonio semantico concreto;

  5. separazione fra sonorità implusive e continue: le sonorità implusive danno informazioni di tipo razionale, quelle continue sono più interessate alle informazioni di tipo emotivo. Esiste una categoria di fonemi, detti esplosivi (le occlusive), che appartengono alla categoria di tipo implusivo (p, b, t, m, d, n, k, g, gn). Sono quelli che veicolano più del 50% delle informazioni e sono anche i più difficili da cogliere uditivamente, perché i loro tempi di analisi sono estremamente ristretti;

  6. opposizione suono- rumore: importante è la divisione tra suono e rumore (entità acustica regolare ed irregolare) perché sta alla base dei tratti distintivi per opposizione nel nostro sistema fonetico tra vocali e consonanti: le prime sono suono, le seconde rumore; quindi la loro funzione è diversa. Inoltre le vocali, in quanto suono, hanno modulabilità diversa e fungono come segnali di codici. Pertanto questo parametro deve essere particolarmente sviluppato per intendere, pronunciare, scrivere e leggere correttamente il linguaggio verbale;

  7. dinamica della melodia: abilità di individuare intervalli fra suoni diversi. Il linguaggio verbale fa ampio uso di informazioni riportate in sequenze melodiche (ad esempio la punteggiatura, caratteristica soprasegmentaria);

  8. dinamiche di intensità: prevede i giudizi sulle sequenze e quindi sui rapporti fra un'intensità che precede ed una che segue. Nel linguaggio verbale sono gli accenti e le sottolineature;

  9. sonorità continue e sonorità continue regolarmente interrotte: è forse una categoria percettiva secondaria. L'opposizione è frequente in musica strumentale e, nelle opposizioni fonematiche, è alla base di distinzione tra L e R. 15



1.5 – Trattamento delle ipoacusie .

Le indagini diagnostiche permettono quindi di accertare non solo il grado di sordità ma anche le condizioni patologiche che hanno determinato il deficit uditivo.

L’otoiatra, l’audiologo ed il foniatra informeranno i genitori sulla possibilità di trattare la patologia con terapie mediche, chirurgiche o fisio-terapiche.

Nel corso degli ultimi trent’anni la ricerca medico-tecnologica ha fatto grandi progressi. Oggi gli otochirurghi sono in grado di impiantare, direttamente nella coclea, degli elettrodi in grado di svolgere il lavoro delle cellule ciliate danneggiate. Si tratta praticamente del famoso “impianto cocleare” cioè un circuito multielettrodo formato da un microfono applicato all’esterno che cattura il suono e lo invia attraverso un cavo ad un processore vocale; il processore vocale converte il suono in un segnale speciale che passa lungo un cavo fino a raggiungere il microfono; il microfono invia il segnale attraverso la cute allo stimolatore cocleare impiantato, sotto cute dietro l’orecchio, il quale invia il segnale agli elettrodi che bypassano i recettori acustici non più funzionanti. Questo tipo di intervento viene eseguito solo in un orecchio e solo su bambini nati anacusici o su bambini ed adulti che hanno perso l’uso dell’udito in seguito a meningite o altre malattie, oppure che abbiano subito un trauma cranico o in casi di sordità progressiva, insomma in tutti quei casi in cui i soggetti audiolesi non traggono alcun beneficio con le protesi tradizionali.16

Quando il grado di sordità è grave si preferisce ricorrere all’applicazione di protesi acustiche, alimentate a batteria, e composte da : microfono, amplificatore, ricevitore.

Il microfono capta i segnali ambientali e li trasforma in segnali elettrici inviandoli all’amplificatore. L’amplificatore invia il segnale amplificato al ricevitore. Il ricevitore auricolare trasforma il segnale elettronico in segnale acustico che viene inviato all’orecchio. Le protesi acustiche sono di diverso tipo:



Endoauricolari ( miniaturizzate) si applicano nel condotto uditivo esterno ma solo quando la perdita uditiva è moderata;

Retroauricolari , le più diffuse, si applicano in caso di sordità grave;

Protesi ad occhiali si usano di solito nei bambini con problemi visivi, i componenti sono applicati all’interno e all’esterno della stanghetta.

A scatola si applicano di solito quando i bambini sono molto piccoli in quanto questo tipo di apparecchio permette una elevata amplificazione dei suoni e quindi l’orecchio viene maggiormente stimolato.



a b c d

Fig.4 – Tipi di protesi – a :endoauricolare; b : retroauricolare; c : ad occhiali; d : a scatola17

Parte integrante delle protesi è la chiocciola che si applica nel condotto uditivo esterno.

Dalla protesi parte un tubicino che si inserisce nella chiocciola, in materiale semirigido o molle (silicone) che ha lo scopo di condurre il segnale amplificato dal ricevitore alla membrana timpanica.

La chiocciola serve inoltre per :



  • sostenere il ricevitore nella protesi a scatola e mantenere in posizione la protesi stessa se retroauricolare;

  • occludere completamente, quando richiesto, il condotto uditivo in modo tale da evitare il fastidioso “ effetto larsen”18.

Vi sono quattro tipi di chiocciole : piene per protesi a scatola; piena per protesi retroauricolare; aperte; forate.19

Gli insegnanti, con l’aiuto della famiglia e dove possibile dell’audiologo, devono conoscere il funzionamento e l’uso delle protesi. Una protesi non adeguata o rotta può causare fastidio ed anche dolore all’orecchio del bambino.

Le batterie, che servono per far funzionare le protesi, possono scaricarsi isolando il bambino dall’attività scolastica. E’ bene che l’insegnante si accerti sempre, prima che i genitori vadano via, che nello zainetto vi siano un paio di batterie di ricambio.

Almeno per i primi anni è bene che il controllo delle protesi venga effettuato ogni tre mesi, mentre le chiocciole devono essere rifatte ogni sei mesi per meglio adattarsi all’orecchio in crescita del bambino.



1.6 – Origine e causa della sordità.

La sordità può sopraggiungere in qualsiasi momento. Le cause che la determinano sono molteplici.

Nelle ipoacusie trasmissive la sordità può essere dovuta all’ostruzione del condotto uditivo esterno, alla rottura traumatica della membrana timpanica, a infiammazioni acute e croniche della cavità timpanica, ad otosclerosi su base ereditaria, a insufficienza respiratoria nasale da adenoidi, a tumori rinofaringei, alla deviazione del setto nasale o a malformazioni.

Mentre la sordità neurosensoriale può insorgere :



  • prima della nascita, prenatale (origine ereditaria, virale, tossica,ecc.);20

  • alla nascita, perinatale (asfissia, ittero, ecc.);

  • nei primi mesi di vita, neonatale (meningite,encefalite, malattie infettive virali, ecc.) ;

  • nel corso degli anni (trauma cranico,intossicazioni, forme virali, presbiacusia,ecc.).

Il bambino sordo dalla nascita (sordità preverbale21) non è in grado di sviluppare il linguaggio in modo normale senza una adeguata terapia protesico/riabilitativa.

Il bambino diventato sordo verso i 3/4 anni (sordità periverbale22) perde quasi completamente il linguaggio se non viene tempestivamente protesizzato.

La persona diventata sorda dopo la completa acquisizione della parola (sordità postverbale) conserva pressoché inalterato il proprio patrimonio linguistico; ciò che viene compromessa, se non vengono presi opportuni provvedimenti, è la comunicazione verbale, con inevitabili conseguenze sul piano sociale e psicologico.

Capitolo 2

Problemi psicologici associati alla sordità

2.1 – Il bambino.

La sordità causa una sensazione di isolamento che porta inevitabilmente oltre che all’emarginazione ad un deficit nello sviluppo globale della personalità del bambino, porta alla formazione di un individuo incompleto, incapace di comunicare con gli altri, frustrato, in quanto non gratificato, già dalla più tenera età, da uno dei primi conforti che aiuta l’uomo e che è la voce della mamma.23

L’isolamento sensoriale diviene isolamento comunicativo con gravi conseguenze sul comportamento quali : irrequietezza, disagio, instabilità, ansia, paura, incomunicabilità.24

Il bambino audioleso se non usufruisce di interventi precoci rischia di interiorizzare la realtà in modo distorto.

L’espressione del pensiero dipende molto dalle parole : è difficile pensare compiutamente senza l’aiuto delle parole e senza queste è difficile per il bambino sordo partecipare ai pensieri ed alle esperienze esterne in modo da aiutare il suo sviluppo intellettuale.

La mancata acquisizione spontanea del linguaggio verbale può alterare, se il bambino non è adeguatamente educato, la formazione degli schemi di adattamento che assecondano la maturazione e lo sviluppo della persona.

Per questo motivo la costruzione dell’ io trova più difficoltà ad emergere e ad organizzarsi.

Si rimprovera al sordo l’incapacità di socializzare, di integrarsi nel mondo degli udenti, facendogliene una colpa, invece di cercare di sconfiggere il muro della sordità ( non solo organica) tra lui e noi.

A volte l’incapacità di relazionarsi con i normo-udenti, la difficoltà di capire gli altri, il disorientamento spazio-temporale, i frequenti problemi nella famiglia, possono facilitare l’insorgenza, in soggetti particolarmente fragili, di turbe del carattere che possono degenerare in forme di nevrosi e di psicosi.25

Una delle maggiori esponenti del metodo orale in Italia, De Filippis Cippone Adriana, sintetizza così il comportamento del bambino ipoacusico con turbe associate :

“[…]il soggetto presenterà, oltre ad un ritardo nello sviluppo del linguaggio - dovuto in parte alla sordità in parte a disturbi psicologici - disinteresse al gioco; userà i giocattoli in maniera stereotipata; mostrerà difficoltà di vario grado nel rapporto con i coetanei e con gli adulti; presenterà stati di angoscia e di aggressività fino a manifestare atteggiamenti autistici veri e propri; incapacità di concentrare l’attenzione; difficile o assente controllo degli sfinteri; alimentazione e sonno alterati.”26.

L’espletamento dell’indagine diagnostica presenta notevoli difficoltà.

Questi bambini hanno una rapida assuefazione al suono; spesso si rifiutano di sentire ; non sono interessati a comunicare ; non sono in grado d’instaurare un buon rapporto con gli altri; non rivolgono mai lo sguardo al logopedista o a chi si prende cura di loro ; non riescono a stare seduti e fermi per lungo tempo ; non manipolano il materiale rieducativo ma spesso lo buttano dovunque.27

In questo caso sarà necessario stimolare, inizialmente, il bambino con attività ludiche e in un secondo momento intervenire con un programma sistematico adatto alle sue esigenze, al suo umore, agli interessi che via via manifesta e contemporaneamente far praticare una buona psicoterapia.

Purtroppo esistono dei casi particolarmente gravi in cui qualsiasi terapia rieducativa è generalmente, se non inutile,molto difficile, ci riferiamo al soggetto sordo con comportamento autistico. Infatti il bambino autistico utilizza il suo deficit come mezzo supplementare di isolamento, di rifiuto del contatto.

In linea di massima i comportamenti più ricorrenti in un bambino audioleso sono : rumorosità, indisciplina, fragilità emotiva, cocciutaggine, collera – a volte anche violenza – insicurezza ed egocentrismo.

Il bambino ipoacusico, inoltre, trova difficoltà nel comprendere e condividere i sentimenti degli altri per cui ad un esame superficiale può sembrare un bambino insensibile.

Bisogna comprendere che tutti questi comportamenti non fanno parte della personalità del bambino ma sono da ascrivere unicamente al suo deficit.

Gesell scrisse nel 1956: Non e' normale essere sordo, ma i sordi invece sono individui perfettamente normali se noi li aiutiamo a superare i vari problemi del loro handicap. Il nostro scopo dovrebbe essere quello di fare del bambino sordo un individuo equilibrato, capace di affrontare i limiti e i problemi del proprio handicap, e non una brutta copia di un individuo normoudente28.



2.2 – La famiglia.

Un’altra particolare cura va orientata verso la famiglia in quanto i genitori di bambini sordi possono trovarsi ad affrontare particolarissimi problemi psicologici.29

Alcuni di questi genitori nutrono rancore, altri si sentono feriti nell’orgoglio, alcuni nutrono un senso di colpa, altri si vergognano di portare in giro il loro bambino “protesizzato”, altri ancora hanno difficoltà ad accettarlo e riconoscerlo come figlio.

Alcuni vedono buio il futuro, altri rifiutano di credere alle

condizioni del loro bambino e affrontano l’inutile ricerca di un qualcuno che gli dica che ciò che sanno non è vero. Con questi atteggiamenti nessuno può aiutare il bambino sordo.

Bisogna far comprendere ai genitori che non esiste colpa, né devono avere paura o vergogna.

Bisogna far loro comprendere che il problema va affrontato senza risentimenti, che l’attenzione deve essere continua, l’impegno incessante, né dovrà fermarsi all’età della scuola dell’obbligo ma deve proseguire fino alla giovinezza, all’età adulta.

A volte i familiari del bambino ipoacusico hanno difficoltà ad accettare le protesi, in quanto rappresentano la manifestazione tangibile dello stato di “disabilità” del proprio figlio, anche il bambino, per motivi di adattamento, tende a rifiutarle in quanto non le sopporta Le protesi vengono rifiutate perfino da coloro che sono impegnati nel compito di sostegno psicologico all’audioleso il quale invece deve imparare ad usarle fino a considerarle parte integrante di se stesso.

In fondo le protesi rappresentano per un bambino ipoacusico quello che un paio di occhiali rappresentano per un soggetto ipovedente..30

2.3 – Interventi.

Nella gestione delle risorse umane e nell’uso di tecniche riabilitative che si attivano è molto importante il rapporto che si instaura con il bambino. Un buon clima relazionale e di accoglienza condiziona, di fatto, non solo il vissuto del singolo soggetto ma influenza anche quello di tutti i familiari.

Un altro aspetto importante da considerare è quello relativo all’autonomia.

Nel soggetto affetto da sordità il percorso dall’indipendenza all’autonomia tende ad essere più lungo a causa della scarsa fiducia che gli adulti gli concedono. Gli episodi di aggressività o di nervosismo che il soggetto manifesta a volte dipendono proprio da una mancata opportunità di “fare da solo” in quanto i genitori evitano di affidare al figlio piccole incombenze quotidiane, continuano ad “imboccarlo” anche quando potrebbe benissimo eseguire da solo semplici operazioni, come ad esempio quelle che riguardano la cura e l’igiene personale o la preparazione dello zaino per la scuola.



Il bambino non è stupido ed assume ben presto atteggiamenti di delega per comodo.

E’ quindi importante stimolare il bambino ad assumersi le proprie responsabilità, a non commiserarsi, a reagire alle situazioni conflittuali con strategie che privilegiano razionalità e competenza poiché l’atteggiamento autonomo si costruisce attorno alla stima di sé e al senso di sicurezza che il soggetto acquisisce grazie alle esperienze positive, di effettiva realizzazione personale. Molto importante per questi soggetti è la gratificazione.

La sordità è un male tremendo o per dirla con Scott-Stevenson31 : “E’ il senso di solitudine, di isolamento che la fa sembrare così, è la mancanza di comprensione da parte di coloro che sentono.Il problema del bambino con una sordità congenita è diverso da quello dell’uomo o della donna con una ipoacusia acquisita dopo gli anni attivi della scuola e dell’adolescenza. Il duro d’udito che con gli anni ha una ipoacusia progressiva è un altro problema ancora. Ma per tutti l’handicap è uguale : è l’handicap del mondo del silenzio, la difficoltà di comunicazione con il mondo che sente e che parla.



fig.5 - Edouard Manet – La ferrovia, 1872-187332

Capitolo 3

L’insegnante di sostegno tra : legislazione, Formazione e competenze

3.1 – Definizione dell’handicap.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato la nuovaClassificazione Internazionale delle Menomazioni, delle Attività personali (ex-Disabilità) e della Partecipazione sociale (ex handicap o svantaggio)” (ICIDH-2), nella quale vengono ridefiniti due dei tre concetti che caratterizzano un processo morboso:



  • la sua esteriorizzazione : menomazione

  • l’oggettivazione : non più disabilità ma attività personali

  • le conseguenze sociali : non più handicap o svantaggio ma diversa


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