Il baratto I problemi del baratto



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24.01.2018
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Il baratto

  • Il baratto

  • I problemi del baratto

  • Le prime forme di “monete”

  • Creazione prime monete

  • Dalla fusione alla coniazione

  • Etimologia parola “moneta”

  • La monetazione greca

  • Il periodo arcaico

  • Il periodo classico

  • Il periodo ellenistico

  • Tecniche di produzione







Per effettuare un baratto non bastava trovare una

  • Per effettuare un baratto non bastava trovare una

  • persona in possesso dell’oggetto desiderato, ma occorreva che

  • questa persona avesse bisogno di ciò che gli si offriva in cambio,

  • i due oggetti dovevano avere un valore equivalente

  • oppure dovevano essere divisibili.

  • Per eliminare questi inconvenienti nacque una forma di

  • pagamento astratto che sostituì il baratto



Inizialmente poteva diventare moneta qualunque merce od oggetto che fosse acquistato non per essere consumato, ma per servire ad un nuovo scambio : pelli, tessuti, conchiglie, semi di cacao, barrette di ferro, sale, pietre, ecc…

  • Inizialmente poteva diventare moneta qualunque merce od oggetto che fosse acquistato non per essere consumato, ma per servire ad un nuovo scambio : pelli, tessuti, conchiglie, semi di cacao, barrette di ferro, sale, pietre, ecc…



Quando questi beni usati per lo scambio divennero molto comuni e privi di interesse, furono sostituiti da verghe di ferro e rame. Infatti attorno al 620 a.C. in Asia Minore, nel regno della Lidia e nelle colonie greche della Ionia, nacque la vera e propria moneta, chiamata dai Greci “nomisma”, che indicava il valore reale degli oggetti, da cui deriva poi il termine “numismatica”, cioè lo studio scientifico della moneta e della sua storia, dal punto di vista storico, artistico ed economico.

  • Quando questi beni usati per lo scambio divennero molto comuni e privi di interesse, furono sostituiti da verghe di ferro e rame. Infatti attorno al 620 a.C. in Asia Minore, nel regno della Lidia e nelle colonie greche della Ionia, nacque la vera e propria moneta, chiamata dai Greci “nomisma”, che indicava il valore reale degli oggetti, da cui deriva poi il termine “numismatica”, cioè lo studio scientifico della moneta e della sua storia, dal punto di vista storico, artistico ed economico.





La funzione principale della moneta è ed è sempre stata quella di strumento di pagamento.

  • La funzione principale della moneta è ed è sempre stata quella di strumento di pagamento.

  • L’economista statunitense Nobel Samuelson (1915 – 2009) scrisse : < La moneta in quanto moneta e non in quanto merce è voluta non per il suo valore intrinseco, ma per gli oggetti che consente di acquistare. >





L’austriaco Joseph Eckhel, studioso dei vari tipi di monete, divise la numismatica antica in due gruppi :

  • L’austriaco Joseph Eckhel, studioso dei vari tipi di monete, divise la numismatica antica in due gruppi :





Le monete nel periodo arcaico erano solitamente

  • Le monete nel periodo arcaico erano solitamente

  • realizzate in oro o in argento, con un disegno geometrico

  • o con un simbolo che indicava la città di provenienza.

  • Successivamente, con il miglioramento delle tecniche di

  • produzione, le monete divennero più standardizzate, a

  • forma di piccoli dischi metallici.

  • Normalmente vi era la rappresentazione

  • della divinità protettrice della città o di

  • animali simbolici come la civetta sacra

  • ad Atena nelle monete ateniesi.

  • La moneta più importante era la DRACMA.

  • In seguito fu creato anche il tetradramma,

  • con il valore di 4 dracme.







Il periodo ellenistico fu caratterizzato dalla diffusione della cultura greca in grande parte del mondo allora conosciuto. Le monete furono prodotte in quantità enormemente superiori, di maggiori dimensioni e più frequentemente anche in oro. Tuttavia spesso mancava loro il senso estetico delle monete del periodo precedente. Comunque alcune delle monete greco-bactriane, quelle dei loro successori in India e le monete indo-greche sono considerate tra i migliori esempi dell’arte numismatica greca.

  • Il periodo ellenistico fu caratterizzato dalla diffusione della cultura greca in grande parte del mondo allora conosciuto. Le monete furono prodotte in quantità enormemente superiori, di maggiori dimensioni e più frequentemente anche in oro. Tuttavia spesso mancava loro il senso estetico delle monete del periodo precedente. Comunque alcune delle monete greco-bactriane, quelle dei loro successori in India e le monete indo-greche sono considerate tra i migliori esempi dell’arte numismatica greca.

  • La nuova caratteristica più evidente delle monete ellenistiche è l’uso di ritratti di persone viventi, più precisamente dei re stessi.



Tutte le monete greche erano battute al martello. Il disegno del dritto e quello del rovescio erano incisi (al contrario) in blocchi di ferro detti conii. Un dischetto (tondello) d’oro o d’argento, riscaldato per renderlo malleabile, era sistemato tra questi due blocchi. Il conio superiore veniva colpito con forza con un martello ed imprimeva così l’immagine su entrambe le facce della moneta.

  • Tutte le monete greche erano battute al martello. Il disegno del dritto e quello del rovescio erano incisi (al contrario) in blocchi di ferro detti conii. Un dischetto (tondello) d’oro o d’argento, riscaldato per renderlo malleabile, era sistemato tra questi due blocchi. Il conio superiore veniva colpito con forza con un martello ed imprimeva così l’immagine su entrambe le facce della moneta.



Lo statere era l’unità monetaria utilizzata in Grecia, del peso di circa 8,7 g.

  • Lo statere era l’unità monetaria utilizzata in Grecia, del peso di circa 8,7 g.

  • La dracma (o dramma)era il riferimento per le monete d’argento (1 dracma = ½ statere)

  • L'obolo era un sottomultiplo della dracma (1/6 dracma).

  • La litra era l’unità monetaria utilizzata per le monete di valore inferiore, realizzate in rame.






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