Il ciclo di vita del prodotto



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09.01.2018
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Il ciclo di vita del prodotto.
A seconda della fase del ciclo di vita le imprese possono tendere o meno a internazionalizzare il loro prodotto. Il ciclo di vita del prodotto è qualcosa di astratto se non riferisce ad una specifica merce. Prendiamo come esempio la moda dei surgelati che si è sviluppata in molti altri paesi prima che in Italia. Il mercato italiano è dimensionalmente più modesto di quello americano. Quello che è importante è lo sfasamento temporale tra quello che esiste in Italia e negli altri paesi. Inoltre i mercati internazionali possono essere esaminati sotto vari profili come quello dello sviluppo o del reddito pro-capite.

Il ciclo di vita del prodotto deve essere sempre riferito al mercato. Negli Stati Uniti si è sviluppato molto prima che in Italia. Innanzitutto le imprese hanno diversa propensione ad internazionalizzarsi in funzione delle fasi del ciclo di vita del prodotto, in cui si trovano. Le imprese talora non hanno alcun interesse ad internazionalizzarsi.

Ci sono delle resistenze a cercare sbocchi internazionali per il proprio prodotto. Mercati globali = consumatori finali corrispondono a prodotti globali, cioè a quelli che soddisfano la stessa funzione d’uso in tutti i paesi del mondo e non hanno bisogno di adattamento. Es.: la Coca-Cola che presenta sempre le stesse caratteristiche.

L’impresa cresce insieme al mercato. Supponiamo che il tasso di crescita sia stato più o meno del 20%. Le imprese non hanno particolari interessi a mercati internazionali, perché devono garantire una quota di investimenti, in una fase di primo sviluppo in cui tutti guadagnano, tutti crescono. Successivamente la concorrenza diventa molto accesa e il tasso di crescita va via via aumentando, tuttavia abbiamo un punto di flesso, cioè il tasso di crescita successivamente si riduce. Infatti nella fase di pieno sviluppo o di eliminazione selettiva, alcune imprese vengono eliminate dal business. Nella maturità del prodotto l’impresa fa profitto e poiché non c’è bisogno di investire ancora in impianti e l’impresa conosce la tecnologia e il mercato; le combinazioni di prodotto-mercato in fase di maturità riescono a generare liquidità che servono per altre cose.


Le fasi del ciclo di vita del prodotto

Per prodotti non globali sia nella fase dell’introduzione che dello sviluppo, le imprese hanno delle resistenze. Dopo la fase di eliminazione selettiva, quella di maturità è piuttosto lunga.

Le fasi del ciclo di vita nel settore dei servizi sono importanti per capire le modalità di internazionalizzazione delle imprese. La forma trade di internazionalizzazione implica il sostenimento di costi di transazione: sono i margini che un soggetto impegnato in una transazione viene a guadagnare. Ogni transazione commerciale ha un suo costo e in qualche modo non aggiunge valore al prodotto. I Costi di transazione sono legati ad ogni tipo di scambio commerciale: le forme trade sono quelle commerciali. Poi una forma commerciale è anche comprare un’impresa all’estero. Le forme trade per eccellenza sono le esportazioni, che possono essere sia dirette che indirette a seconda che la transazione venga effettuata con una rete di vendita propria o dell’impresa. Es.: la Coca Cola. Diverso è il caso di concessionari di auto, che vendono attraverso dei soggetti terzi che non sono legati ad un rapporto di vendita con l’impresa, ma agiscono in modo proprio.

Nelle forme non-trade le tipologie sono rappresentate da alleanze strategiche (Joint-ventures). Ci sono diverse joint-ventures di tipo equity, non equity. Nella joint non si compra e non si vende niente, non è un trade. Sono accordi che possono interessare diverse aree funzionali e aziendali e abbiamo molteplici esempi. Poi abbiamo accordi di tipo produttivo molto diffusi nella generalità dei settori e vi sono accordi diffusi nella commercializzazione del prodotto. Vi è un accordo tra il produttore e gli attori della distribuzione commerciale.



Il rapporto di concessione è un rapporto giuridicamente determinato, previsto, così come quello di agenzia. Invece quello di franchising è diverso, può essere esclusivo e non esclusivo. Il franchising presuppone l’esistenza di una struttura di vendita. Gli accordi di commercio sono molto diffusi. Il peso della rete di vendita è molto elevato.






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