Il comportamentismo ( behaviorismo) e la scatola nera



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21.12.2017
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IL COMPORTAMENTISMO ( BEHAVIORISMO) E LA SCATOLA NERA

La mente umana è un oggetto di studio estremamente complesso. Ancora oggi, ci sono tantissimi aspetti che rimangono in ombra. Tuttavia, è opportuno che un operatore sociosanitario possieda alcune conoscenze fondamentali sul funzionamento della mente stessa, almeno per potersi avvicinare all’utente in modo corretto.



Dallo studio della psicoanalisi, ci siamo fatti un’idea di come funziona la mente,

  • andando ad esplorare dentro un apparato psichico simile ad un iceberg

  • mettendo in relazione il disturbo psichico all’ inconscio

  • guardando allo sviluppo psichico del bambino in chiave affettiva

Ora….

Guarderemo la mente da un punto di vista completamente diverso e, alla fine di questa esplorazione, ci faremo un’idea dell’utilità di comprendere una teoria della mente tanto profondamente diversa dalla psicoanalisi



Il Comportamentismo nasce ufficialmente negli Stati Uniti agli inizi del ‘900 con la pubblicazione di un articolo di John Watson “La psicologia come la vede il comportamentista”.

Watson non approvava il fatto che la psicologia si occupasse di studiare cose troppo astratte come la coscienza, l’anima, l’inconscio . Pertanto, stabilì



  1. di concentrarsi su un oggetto di studio che fosse concreto, cioè osservabile in modo oggettivo

  2. di poterlo “misurare” proprio come qualunque altro scienziato fa, per esempio, quando misura la temperatura o il peso specifico di un liquido

Per questo, l’unico oggetto di studio possibile doveva essere il comportamento esteriore, non certo i pensieri, le intenzioni che stanno alla base del comportamento stesso.

In questo senso, la mente è definita scatola nera, proprio perché ciò che c’è in essa non è dato di sapere all’infuori del soggetto stesso che pensa.



Prova a scrivere sui puntini ciò che è o non è oggetto di studio e motiva la risposta

Stimoli ambientali ( le cause di un certo comportamento)……………………………………………………………………………

Pensieri, sentimenti, motivazioni,… ( ciò che pensa, ciò che vive il soggetto..)

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Comportamento esteriore ( la risposta comportamentale del soggetto)

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Un esempio di misurazione di un comportamento attraverso il “TEST”
Il test è uno strumento diagnostico con cui si può misurare, quantificare l’intelligenza di una persona.

Come? Assegnando un punteggio alle risposte che produce

I test intellettivi servono per valutare tipo e livello d’intelligenza
Questo è uno dei tanti test che rappresenta un tentativo di misurare l’intelligenza. Naturalmente, al soggetto si somministreranno più test anche molto diversi tra per avere un’idea delle sue capacità!!
test intell 2

Prima riga: quale dei 5 quadrati numerati è adatto a riempire la finestra bianca nel rettangolo?

Seconda riga: quale dei 5 quadrati numerati completa la successione delle tre figure a sinistra?

Terza riga: quale dei 5 quadrati numerati è quello adatto a mettere un punto esterno al quadrato

e interno al cerchio come nella figura a sinistra?

Quarta riga: quale dei 5 quadrati numerati completa la successione delle quattro figure a sinistra?


A seconda del numero di risposte esatte fornite dal soggetto, si valuterà il quoziente d’intelligenza in termini numerici

Torniamo ora al Comportamentismo, attraverso i suoi primi passi

IL CONDIZIONAMENTO CLASSICO: Pavlov e la scoperta di una forma di apprendimento

Fisiologo russo, di fine ‘800, Pavlov dà un grosso contributo a Watson, relativamente al nuovo modo di fare “Ricerca psicologica” in maniera scientifica. Egli era interessato allo studio dei meccanismi fisiologici.

Scoprì per caso una nuova forma di apprendimento durante le ricerche sul funzionamento dei meccanismi della digestione.

Operava i cani: creò delle fistole salivari, cioè canali salivari artificiali che collegavano le ghiandole salivari ad un chimografo, cioè un misuratore di saliva esterno per misurarne la quantità.

Al termine dell’operazione, i cani trascorrevano il tempo necessario agli esperimenti nelle torri del silenzio, stanze isolate dall’esterno, legati a supporti: qui conducevano una vita “normale” perché rimanevano vigili non essendo anestetizzati.

Durante le sue ricerche scoprì i riflessi condizionati, cioè quella catena associativa per cui l’animale parte da una risposta incondizionata ( naturale, istintiva, senza condizionamenti) e arriva a fornire una risposta condizionata, cioè appresa dall’esperienza.

Il cane, cioè, salivava non solo davanti al cibo ( stimolo incondizionato) ma anche ascoltando il rumore dei passi dell’inserviente che portava la carne al cane.

Il cane aveva imparato ad associare i passi alla carne che sarebbe arrivata subito dopo: alla fine, i passi erano essi stessi lo stimolo che produceva la salivazione.

Ripetè l’esperimento sostituendo ai passi dell’inserviente, una lampadina, un campanello…

Chiamò la nuova risposta: risposta condizionata, a differenza di quella naturale chiamata risposta incondizionata, cioè risposta naturale, spontanea, senza condizioni.



Ecco la catena associativa

  1. Stimolo incondizionato Risposta incondizionata

  2. Stimolo neutro Risposta generica

  3. Stimolo neutro + stimolo incondizionato Risposta incondizionata

  4. Stimolo condizionato Risposta condizionata

Riscrivi la catena associativa, identificando il significato degli stimoli e spiegando le risposte del cane

Il caso del piccolo Albert

Albert era un bambino di 9 mesi che era stato condizionato a provare paura di alcuni animali ( il coniglio, il topolino,..e di oggetti come maschere di volti umani..) a seguito di condizionamenti nei quali alla presenza di quegli stimoli seguivano forti colpi con sbarra di ferro o martello collocati alle spalle del piccolo.

A parte le considerazioni di tipo etico, l’ esperimento sul piccolo Albert fece balenare a Watson la certezza che fosse possibile modificare a piacimento il comportamento di un individuo introducendo procedure di condizionamento fin dalla prima infanzia

“…Datemi una dozzina di bambini sani, ben formati e l’ambiente specifico che dico per tirarli su e vi garantisco che, dopo averlo preso a caso, farò di ognuno uno specialista a piacere, un dottore…un artista….ma anche un mendicante o un ladro..a prescindere dal suo talento.. e dalla razza dei suoi avi”



Prova a descrivere l’esperimento compiuto da Watson su Albert attraverso azioni successive

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Il ruolo dell’operatore

Le conoscenze sul condizionamento classico possono costituire un aiuto importante in ambito scolastico

Se un insegnante sa trovare uno stimolo piacevole cui far seguire un apprendimento può produrre nel bambino un’associazione piacevole tra quello stimolo e l’apprendimento

Es:


  • clima sereno in classe ( stimolo piacevole) apprendimento piacevole di un’unità didattica



  • Voce stridula dell’insegnante ( stimolo ahimè spiacevole) mancato apprendimento di quell’unità didattica spiegata con voce stridula

Le conoscenze sul condizionamento classico possono costituire un aiuto importante anche in ambito psichiatrico


Es: 1) la cura di una fobia come la claustrofobia attraverso il controcondizionamento

Allo stimolo scatenante una risposta negativa ( Chiuso claustrofobia ) si associa una risposta positiva ( Chiuso senso di pace – relax)

Attraverso il controcondizionamento, l’operatore sostituisce la risposta incondizionata - negativa del paziente con una risposta positiva allo stimolo originario ( il chiuso)
Es: 2) la cura di una fobia come la claustrofobia attraverso l’immersione in una situazione altamente disturbante ( Chiuso claustrofobia)

Immersione del soggetto claustrofobico in ambiente chiuso per un tempo prolungato in ambiente protetto

In questo modo si causa l’estinzione della risposta disadattiva originaria fino a quando non si stabilisce nel soggetto una nuova associazione che produce una risposta adattiva

Ora prova tu stesso a simulare una situazione di controcondizionamento, con l’obiettivo di indurre un fumatore a smettere di fumare

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Verso una nuova scoperta di apprendimento: il condizionamento operante
Sulla scia degli esperimenti nelle gabbie rompicapo di Thorndike, Skinner scopre una nuova forma di condizionamento chiamata : condizionamento operante
Per capire questa forma di apprendimento, pensiamo agli esperimenti eseguiti da Thorndike su animali nelle “gabbie rompicapo”.

  • Animali come cani e gatti venivano rinchiusi in una gabbia

  • Fuori da questa, c’era del cibo

  • L’animale poteva mangiare a condizione che scoprisse il modo di aprire la gabbia, per esempio tirando un anello o abbassando una leva…


Risultati

  • I soggetti in gabbia scoprivano la modalità di apertura per tentativi ed errori

  • Dopo aver indovinato per caso la prima volta, riducevano poco alla volta i tentativi sbagliati, fino alla loro totale eliminazione

  • Thorndike individuò la causa di questo apprendimento nella “legge dell’effetto”

  • Secondo la “legge dell’effetto”, un comportamento ha maggiori probabilità di essere appreso e quindi ripetuto se è seguito da un effetto piacevole

Per concludere:

Pavlov scopre una forma di apprendimento con la quale un soggetto impara ad estendere una risposta innata ad uno stimolo nuovo ( impara, ad esempio, a salivare davanti al suono di un campanello e non solo davanti al cibo)

Thorndike scopre una forma di apprendimento con la quale un soggetto non solo impara a rispondere a stimoli diversi da quelli incondizionati, ma impara nuovi comportamenti in seguito ad esperienze piacevoli. Per questo motivo, la nuova forma di apprendimento si chiama Condizionamento operante


Skinner prosegue il lavoro di Thorndike introducendo il concetto di rinforzo


  • Anche lui, come Thorndike, lavora con animali come ratti e piccioni

  • Utilizza le “Skinner box” in sostituzione delle gabbie rompicapo

  • Introduce il concetto di rinforzo come fattore di apprendimento

Il Rinforzo è una gratificazione che se viene associata a una risposta porta il soggetto a riprodurre quella risposta ogni volta che compare lo stesso stimolo

  • Elabora tipologie diverse di rinforzi per testarne l’efficacia

A differenza di Thorndike che si basava sull’effetto piacevole ( e dunque soggettivo) come variabile di apprendimento di un comportamento, Skinner introduce criteri oggettivi di apprendimento come, appunto, diversi tipi di rinforzo:

Rinforzo positivo comparsa di uno stimolo ( un premio..)

Rinforzo negativo scomparsa di uno stimolo spiacevole


  • Individua strategie di apprendimento che ebbero risonanza sia in campo scolastico che educativo

L’insegnamento di Skinner aprì il campo al settore delle tecnologie applicate ai processi di apprendimento: l’idea di istruzione programmata in cui ogni apprendimento può essere scomposto in unità semplici che, rinforzate adeguatamente, condurranno al comportamento desiderato

Conseguenze pratiche del condizionamento operante

L’insegnante in classe fa uso di rinforzi ma, talvolta, l’uso non è consapevole come nel caso di un ragazzo che se scopre di ottenere l’attenzione dell’insegnante ( una sgridata) quando si comporta da pagliaccio, tenderà a rinforzare involontariamente quella risposta clownesca


Prova a descrivere la “catena” di azioni che porta all’apprendimento del comportamento clownesco

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La scoperta del condizionamento operante ha avuto, quindi, un impatto importante in ambito sia scolastico che socio-sanitario. Ecco una tra le tecniche più diffuse in ambito scolastico



  • shaping (modellamento , da to shape che significa modellare, forgiare) Individua la possibilità di apprendimenti anche complessi, scomponendoli in unità più semplici: Il passaggio da un’unità semplice di apprendimento a quella successiva avviene quando il soggetto dimostra di aver appreso l’unità precedente. ( es: scomporre in abilità semplici un’abilità complessa quella di imparare ad eseguire un’operazione aritmetica)

Questa stessa tecnica è usata anche per addestrare gli animali da circo….


Prova a simulare una situazione in cui si applica lo shaping, scegliendo il contesto

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Nell’ambito sociosanitario, sono state elaborate tecniche di apprendimento, utili con pazienti colpiti da Alzheimer, allo scopo di mantenere capacità residue



  • Il chaining ( dal termine chain che significa “catena”) prevede una frammentazione , o scomposizione della catena del comportamento da apprendere secondo l’analisi del compito: si parte, ad esempio, dall’ultima unità per tornare indietro o dalla prima per andare avanti ( es: lavarsi le mani)

Prova a simulare una situazione secondo questa tecnica
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  • Il prompting (dal verbo to prompt che significa suggerire, incitare). Nel caso di un operatore, per facilitare lo svolgimento di un compito si potrebbe introdurre una classificazione di categorie di aiuti secondo una graduale riduzione dell’aiuto stesso: aiuti di tipo fisico – gestuale – verbale


Prova a simulare una situazione secondo questa tecnica, scegliendo il tipo di suggerimento

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