Il concetto di Qualità della Vita è di quelli che facilmente vengono compresi da chiunque ed entrano a far parte dei modelli d



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res ipsa loquitur

Psichiatria: diretta da Alfonso Troisi
Il Disturbo Bipolare
L’approccio del trattamento centrato sulla famiglia
di

David J. Miklowitz

Nella prima parte si descrive la ricerca e il background clinico che ha condotto allo sviluppo del trattamento. La seconda parte è un manuale mirato all’assessment, alla psicoeducazione, al miglioramento degli aspetti comunicativi e ai moduli di problem-solving. All’interno del libro vengono offerti diversi esempi di casi clinici. Sebbene gli esempi riportati si riferiscano a pazienti e famiglie attualmente in trattamento, i loro nomi e altre informazioni identificative sono stati modificati. Sono stati modificati anche alcuni estratti di dialoghi emersi nelle sedute in nome della chiarezza, della brevità e della protezione dei pazienti, data la confidenzialità di alcuni temi.

Indice


Presentazione dell’edizione italiana XI
di Antonio Onofri

Prefazione XIII

Parte I. Disturbo Bipolare e famiglie:

background clinico e di ricerca

Il Disturbo Bipolare: perché un trattamento familiare? 3

Perché il Disturbo Bipolare è un problema di famiglia? 5

Perché il trattamento centrato sulla famiglia (FFT)? 6

I sei obiettivi del FFT 7

Elementi chiave e struttura del FFT 13

Il FFT può essere utile? 14

Organizzazione del libro 19

A chi si rivolge questo libro? 20

Alcuni cenni sulla terminologia 21

La natura del Disturbo Bipolare


e i suoi effetti sulla famiglia 23

Panoramica del capitolo 24

Che cos’è il Disturbo Bipolare 25

Effetti del disturbo bipolare sui membri della famiglia 28

La topografia degli episodi maniacali e depressivi 30

Il ruolo della famiglia nella diagnosi differenziale 33

Il decorso variabile del Disturbo Bipolare

nell’arco di vita del paziente 35

Precursori di sviluppo del Disturbo Bipolare 38

Interfaccia tra trattamento farmacologico e FFT 44

Commenti conclusivi 50

Fattori familiari e sociali nel decorso


del Disturbo Bipolare 53

Panoramica del capitolo 54

Il modello vulnerabilità-stress 54

Fattori ambientali familiari nel disturbo bipolare 55

Eventi di vita stressanti 66

Il modello vulnerabilità-stress rivisitato 69

Commenti conclusivi 71

Parte II. Come condurre il trattamento centrato

sulla famiglia

Pianificare il primo incontro 75

Panoramica del capitolo 76

Per chi è indicato il FFT? 76

Meccanismi del FFT 79

Avvio del trattamento: i contatti iniziali 83

Commenti conclusivi 91

Valutazione funzionale 93

Panoramica del capitolo 93

Assessment sulla storia del disturbo del paziente 95

Valutazione delle interazioni familiari 102

Commenti conclusivi 107

Psicoeducazione familiare: le sedute iniziali 109

Panoramica del modulo sulla psicoeducazione 110

Cenni sulla terminologia 111

L’atteggiamento terapeutico 111

Porre le basi per il modulo psicoeducazionale 112

Introdurre il programma terapeutico 113

Presentare il materiale didattico:


rassegna dell’episodio indice 121

Eventi che hanno condotto all’episodio:

indagine sugli eventi di vita 129

Discutere l’esperienza del ricovero 134

Il decorso prevedibile del Disturbo Bipolare 138

Commenti conclusivi 140

Psicoeducazione familiare:
eziologia, trattamento e autogestione 141

Panoramica del capitolo 141

Eziologia del Disturbo Bipolare 142

Il trattamento del disturbo all’interno


del modello vulnerabilità-stress 157

In che modo la famiglia può essere d’aiuto 164

L’autogestione del Disturbo Bipolare 169

Esercitazione sulle ricadute 172

Affrontare le domande irrisolte 176

Commenti conclusivi 177

Psicoeducazione familiare: gestire le resistenze 179

Panoramica del capitolo 180

Manifestazioni di diniego e resistenze 181

Anticipare e contrastare il diniego e la resistenza 183

Il significato del Disturbo Bipolare all’interno
del contesto familiare 186

Differenti percezioni del disturbo come fonte

di conflitto familiare 192

Lo stigma del Disturbo Bipolare all’interno della società 205



Non-compliance ai farmaci: gestione all’interno

del contesto familiare 207

Commenti conclusivi 219

Addestramento al miglioramento della comunicazione:


meccanismi e razionale 221

Panoramica del capitolo 221

Obiettivi del CET 222

Perché introdurre gli esercizi di comunicazione


a questo punto del trattamento? 223

Avviare il CET 224

Insegnare le quattro competenze comunicative di base 229

Commenti conclusivi 251

Addestramento al miglioramento della comunicazione:
questioni cliniche 253

Panoramica del capitolo 254

Gestione clinica degli esercizi di miglioramento

della comunicazione 254

Difficoltà nella generalizzazione delle abilità 258

Utilizzo del CET per modificare le dinamiche familiari 263

Commenti conclusivi 274

Affrontare i problemi familiari 275

Panoramica del capitolo 276

Problem-solving: perché a questo punto della terapia? 276

Quali tipi di problemi hanno le famiglie dei pazienti bipolari? 278

Condurre il problem-solving 279

Affrontare le resistenze 288

I problemi delle famiglie dei pazienti bipolari:
esistono delle buone soluzioni? 294

Commenti conclusivi 300



Gestione delle crisi all’interno
del
trattamento centrato sulla famiglia 301

Panoramica del capitolo 302

Principi generali di gestione delle crisi all’interno del FFT 303

L’approccio clinico nelle sedute di gestione delle crisi 306

Ricadute maniacali e ricovero 307

Ricadute depressive 313

Crisi suicidarie 314

Abuso di alcol o di sostanze 322

Altre crisi psichiatriche 329

Commenti conclusivi 331

Conclusioni 333

Panoramica del capitolo 333

Conclusione del FFT: due esempi 333

Struttura delle sedute conclusive 337

Riesaminare il corso del trattamento 337

Anticipare i problemi futuri 339

Valutazione della necessità di ulteriore terapia 340

Fissare gli incontri di follow-up 346

Commenti conclusivi 347
Bibliografia 349
Presentazione dell’edizione italiana

Sono grato a Giovanni Fioriti per avermi proposto di curare l’edizione italiana di questo volume. Si tratta di un testo che ritengo importante, utile, prezioso, sia per i clinici esperti sia per gli studenti ancora in formazione.

L’autore propone e descrive un intervento standardizzato per il trattamento familiare dei disturbi bipolari a partire da quella che si comprende essere una lunga e meditata esperienza clinica. Non un modello teorico e astratto, quindi, nessuno slogan terapeutico, zero contrapposizioni ideologiche nei confronti della psichiatria biologica e ufficiale. Piuttosto, l’indicazione di un metodo d’intervento preciso e dettagliato, un approccio pragmatico e operativo secondo la migliore tradizione anglosassone, una guida passo dopo passo per orientarsi nel real world dei pazienti bipolari e delle loro problematiche, guardando ai familiari e a come trasformarli nei principali alleati per il raggiungimento degli obiettivi terapeutici.

Il Disturbo Bipolare costituisce attualmente la diagnosi di dimissione più frequente dagli SPDC italiani e dai servizi di emergenza psichiatrica in tutto il mondo, ma anche una delle patologie più diffuse tra i pazienti che afferiscono quotidianamente ai servizi territoriali di salute mentale. Si comprende facilmente, pertanto, l’importanza di mettere a punto e perfezionare modalità di intervento sempre più efficaci, evidence based (o almeno facilmente passibili di verifica empirica come solo i trattamenti “manualizzati” possono essere), volti alla cura della persona e alla diminuzione degli enormi costi per l’individuo, la famiglia e la società intera che le ricadute del Disturbo Bipolare, le fasi acute, le spesso necessarie ospedalizzazioni, comportano.

Chi come me si trova a svolgere la propria professione di psichiatra in un SPDC in Italia conosce bene il noto fenomeno della revolving door: gli stessi pazienti che dimessi dall’ospedale vi continuano a ritornare, anche più volte e dopo tempi non lunghi. Si tratta quasi sempre di pazienti affetti da Disturbo Bipolare, che a ogni rientro in famiglia si trovano ad affrontare un elevato grado di stress, incomprensioni se non aperti conflitti, scarse capacità di affrontare gli inevitabili eventi negativi che la vita spesso propone alle esistenze di tutti, fenomeni legati alla stigmatizzazione sociale, problematiche varie legate al lavoro, scarsa tolleranza alle terapie farmacologiche con conseguente discontinuità nella loro assunzione.

Ecco, di tutto questo si occupa questo libro, centrando il proprio focus sul ruolo delle dinamiche familiari disfunzionali, considerate uno dei fattori maggiormente implicati nelle ricadute dei pazienti bipolari.

Pur accettando il ruolo dei fattori genetici e costituzionali nell’insorgenza del disturbo e quindi riproponendo il concetto di una predisposizione, di una vulnerabilità biologica, ogni clinico che si trovi a incontrare frequentemente i pazienti bipolari sa quanto la difficoltà di accettazione, se non un esplicito rifiuto della diagnosi, la scarsa compliance nei confronti dei trattamenti prescritti, le modalità di gestione degli eventi stressanti, la conflittualità familiare, rappresentino tutti i fattori più importanti implicati nelle ricadute della malattia e quindi correlati a un decorso peggiore.

Ne consegue un importante riconoscimento del ruolo delle informazioni date ai pazienti e ai loro familiari, di una mirata e specifica psicoeducazione che da un lato li decolpevolizzi rispetto alla malattia ma dall’altro li responsabilizzi per quanto riguarda la consapevolezza, l’importanza data alle cure, il riconoscimento dei cosiddetti segni precoci di una ricaduta, in altre parole, della gestione complessiva del disturbo.

Il programma terapeutico proposto dall’autore di questo volume offre una modalità concreta e standardizzata per migliorare la comunicazione tra il paziente e i suoi familiari, aumentare lo “spirito di squadra” e la collaborazione tra tutti i membri, abbassare l’Emotività Espressa, trasformare i legami in importanti risorse capaci di incrementare i fattori protettivi di resilienza.

Un approccio, quindi, nuovo e assolutamente lontano da qualsiasi contrapposizione ideologica tra psichiatria e psicologia clinica e che anzi, a partire dall’ormai noto modello vulnerabilità-stress e da una visione multifattoriale biopsicosociale, sposa apertamente una prospettiva di integrazione antiriduzionista che viene a rafforzare la pratica diffusa di collaborazione operativa tra il mondo della psicofarmacologia e quello della psicoterapia, evitando allo stesso tempo ogni riduzionismo mindlessness tanto quanto ogni superficialità brainless.

Un libro quindi che va ad arricchire il repertorio terapeutico dello psichiatra e dello psicologo clinico, un volume da tenere sulla scrivania, pronto per la consultazione, da studiare e da provare a “mettere in pratica”, che ci guida e ci aiuta a rispondere ai dubbi e alle domande dei pazienti e dei loro familiari, ad aumentare le loro capacità di affrontare con coraggio e ottimismo la malattia.

Antonio Onofri

Dirigente Medico presso il Servizio Psichiatrico dell’Ospedale Santo Spirito a Roma, didatta della Società Italiana di Terapia Cognitiva e Comportamentale, supervisore e vicepresidente dell’Associazione Italiana per l’EMDR, si occupa da anni di disturbi dell’umore e svolge la propria attività clinica presso il Centro Clinico de Sanctis a Roma. Siti web: www.antonioonofri.it; www.ccds.it


Copertina di Tiziano Zuliani

prezzo: € 28,00, pp. 376


ISBN: 978-88-95930-59-6

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