Il decadentismo verso la crisi



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Conclusioni

  1. La parola di D'Annunzio è povera di interiorità, non ha nel lettore quelle risonanze proprie della vera parola poetica, la sua grande abilità fa sembrare che tutto per lui si risolva in una perenne sperimentazione sensoriale e letteraria.

  2. Modernizza la letteratura italiana, collegandola alle più importanti correnti estetiche e filosofiche a lui contemporanee, che però D'Annunzio  impoverisce e volgarizza. Del decadentismo egli introduce in Italia solo gli aspetti più appariscenti.

  3. Più marcata la sua influenza sulla società e sul costume. Grande la sua capacità di rendersi divo, personaggio.

  4. Le parole chiave della produzione letteraria dannunziana possono essere identificate: nel superomismo, nell'estetismo, nel verismo (breve fase iniziale), nel panismo (particolare rapporto con la natura), nell'"amor sensuale della parola".
    Ma è il D'Annunzio "notturno", dell'ultima fase, quello che convince maggiormente la critica contemporanea, ripiegato su se stesso, non privo malinconie, teso "verso l'ombra", di grande consapevolezza e ricchezza interiori.

Bibliografia
G. Petronio, L'attività letteraria in Italia, Principato, Milano, 1970
S. Guglielmino,
Guida al Novecento, Principato, Milano, 1971
A. Asor Rosa,
Sintesi di storia della letteratura italiana, La Nuova Italia, Firenze, 1981
P. Cudini, D. Conrieri,
Manuale non scolastico di letteratura italiana, Rizzoli, Milano, 1992 
G. Spagnoletti,
Storia della letteratura italiana del Novecento, Newton, Roma, 1994 
G. De Rienzo,
Breve storia della letteratura italiana, Bompiani, Milano 1997
A. Iudice, D. De Pini,
Tutto su la letteratura italiana per l'esame di stato, Sandron, Firenze, 1999



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