Il decadentismo verso la crisi



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Giuseppe UNGARETTI

La vita

Nasce ad Alessandria d'Egitto il 10 febbraio 1888. Tra il 1912 e il 1914 assiste a Parigi alle lezioni di Henri Bergson. Partecipa come fante alla prima guerra mondiale. Finita la guerra si stabilisce a Parigi, quindi fa ritorno in Italia, a Roma, dove ottiene un impiego presso l'ufficio stampa del ministero degli Esteri. Nel 1936 emigra in Brasile, dove insegna letteratura italiana all'Università di San Paolo.


È di nuovo a Roma nel 1942, docente di letteratura italiana contemporanea.
Muore a Milano il 2 giugno 1970.

Opere

Il porto sepolto (1916); Allegria di naufragi (1919); Sentimento del tempo (1933); Il dolore (1947); La terra promessa (1950); Il Taccuino del Vecchio (1960).

Su piano poetico la vicenda di Ungaretti, riconosciuto maestro e iniziatore dell'ermetismo, procede da un'iniziale ribellione contro le forme poetiche tradizionali a una lenta e faticosa realizzazione di una volontà di canto che lo porta a riconquistare, rinnovandolo, il tradizionale endecasillabo.


Sul piano umano, invece, il poeta procede da un'iniziale constatazione della solitudine e del dolore dell'uomo, relitto di un naufragio, alla drammatica riconquista delle certezze offerte dalla fede, alla coscienza di ripercorrere, nell'esperienza dolorosa della propria esistenza, una strada che è comune a tutti gli uomini.



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