Il decadentismo verso la crisi



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La scoperta della parola
Già nella sua prima raccolta, Il porto sepolto, confluito poi nell'Allegria di naufragi, appare un aspetto peculiare della sua poesia: lo stretto legame tra poesia ed esperienza biografica. Battutosi a favore dell'intervento militare, Ungaretti scopre in prima persona la cruda realtà della guerra, un'esperienza che lo segnerà per sempre.
La scoperta della precarietà della condizione umana in tale situazione comporta il ripudio di ogni esperienza metrica precedente, secondo una scelta che è prima etica che estetica.
Dall'accostamento di parola a parola nasce la scintilla, il rapporto analogico; ogni struttura metrica tradizionale viene frantumata, la punteggiatura scompare, la musicalità del verso fine a se stessa, respinta.
Nei temi e nella materia dell'Allegria è evidente una marcata presenza biografica, visibile nell'uso insistito dell'aggettivo dimostrativo e possessivo, nell'indicazione precisa di luoghi e di date di molti componimenti.
La vita appare al poeta come il naufragio di tutte le illusioni e delle speranze nutrite nella prima giovinezza. Egli ricava un senso di precarietà della vita, concepibile soltanto come vagabondaggio. La condizione umana è contraddistinta dalla solitudine e dalla fragilità. La sofferenza, tuttavia, genera un sentimento di solidarietà e di fratellanza fra gli uomini. E, anche nel pericolo, affiora di tanto in tanto l'"allegria", la gioia di vivere.



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