Il decadentismo verso la crisi



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La poetica
La formazione culturale di Ungaretti avviene in quella Parigi di inizio secolo, che è il crocevia di tutte le avanguardie artistiche. 
La parabola poetica di Ungaretti si inserisce nell'alveo del Decadentismo, più precisamente in quella corrente letteraria denominata ermetismo, di cui Ungaretti è un caposcuola. Gli ermetici ricercano la parola essenziale, spogliata di tutti i significati accademici e retorici, la parola pregna di significato spirituale. La poesia, che nasce da questa ricerca di integrità  della parola, si fa essa stessa essenziale e pura. Nei componimenti degli ermetici prevalgono la brevità, il frammento, l'assenza della punteggiatura. La realtà non viene colta nelle apparenze, ma, per via analogica, nell'immediatezza; il verso deve fissare l'attimo.

Bibliografia



Guglielmino S. Guida al novecento. Principato, Milano, 1971
Cudini P., Conrieri D. Manuale non scolastico di letteratura italiana. Rizzoli, Milano, 1992


L'ERMETISMO

La dizione "poesia ermetica" venne usata per la prima volta, in un'accezione fortunata quanto negativa, come avviene spesso nelle definizioni dei nuovi movimenti artistici, in un saggio di Francesco Flora del 1936.


La poesia ermetica rappresenta il punto d'arrivo di un'evoluzione poetica che ebbe, nei primi anni del Novecento, come protagonisti Palazzeschi, Govoni e Campana.

Di una vera e propria scuola ermetica, con una codificazione di tecniche e di moduli espressivi, si può parlare a partire dalla metà degli anni Trenta.


Si può individuare in Salvatore Quasimodo l'autore esemplare di detta corrente letteraria.



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