Il decadentismo verso la crisi



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Continuità e sviluppo

Quando, in seguito all'esperienza della guerra, Quasimodo pubblica Giorno dopo giorno, si ha l'impressione di una frattura, di una nuova poesia nella quale irrompe la recente tragedia e trovano posto i dolori e le speranze dei popoli.


La meditazione sul dolore dell'uomo ora si arricchisce, si sostanzia in una più concreta trama di relazioni con la realtà storica. Quasimodo si impegna nella vita civile; il linguaggio stesso muta facendosi più piano e discorsivo, più direttamente comprensibile.
Pur nell'impegno civile, il poeta continua ad esprimere la consapevolezza delle angosciose fragilità e solitudine umane, motivo fondamentale della sua ispirazione.

Ed è subito sera


È una delle liriche più brevi e più conosciute del poeta siciliano. Efficace come un epigramma greco, origina da un bisogno disperato di comunione con gli altri uomini e da una pietà intensa.
La solitudine dell'uomo, l'assaporamento fondo di quell'intenso e fuggevole fulgore che tocca ad ognuno; e, subito, in quel breve ardore, la sera, cioè la fine.

Alle fronde dei salici


Il poeta parla in nome di tutti coloro che avevano avuto in comune con lui l'esercizio vocale. Come potevano cantare mentre il piede straniero premeva sul cuore e i giovani erano crocifissi ai pali del telegrafo? La cetra oscillava lieve al triste vento, appesa alle fronde dei salici.

Uomo del mio tempo


Una lirica di denuncia: gli uomini, nonostante la loro scienza esatta, sono ancora quelli della pietra e della fionda. L'unica salvezza non è nella memoria dei padri, ma nel loro ripudio. Le loro tombe devono affondare nella cenere.

Milano, agosto 1943


La voce è quella di una morte cosmica, in cui non solo la città, ma il pianeta stesso pare spento a causa della pazzia degli uomini, dopo l'ultimo scoppio di bombe sul Naviglio. È inutile cercare tra la polvere, è inutile scavare i pozzi: i vivi non hanno più sete. È inutile seppellire i cadaveri, così rossi, così gonfi: i cadaveri sono già sepolti tra le macerie della città, anch'essa morta.

Bibliografia



Guglielmino S. Guida al novecento. Principato, Milano, 1971
Cudini P., Conrieri D. Manuale non scolastico di letteratura italiana. Rizzoli, Milano, 1992



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