Il decadentismo verso la crisi



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Vino e pane è il secondo romanzo scritto da Silone. È il libro che lo legittima come scrittore, che lo consacra come narratore. Divine un best-seller negli Stati Uniti. Rispetto a Fontamara, Vino e pane rappresenta l'angoscia dell'intellettuale di sinistra alle prese con una realtà refrattaria alle sue teorie. Egli, tuttavia, non sarà vittima della propria crisi: la sua opposizione alla dittatura resterà assoluta e inconciliabile. La sua resistenza, non più sorretta da teorie pseudoscientifiche, troverà alimento in quella che lo stesso Silone chiamerà più tardi la riscoperta dell'eredità cristiana.
Il protagonista di Vino e pane, Pietro Spina, è un tipo di rivoluzionario inconfondibile nella letteratura contemporanea. La differenza fra lui e gli altri ribelli immaginati da autori della medesima epoca consiste nel fatto che quelli sono abitualmente descritti nell'esecuzione di atti temerari, mentre Spina, a causa della delazione e della malattia, è costretto all'inattività.
La rivolta di Spina è un fatto interiore. Fino a che punto la vicenda di Pietro Spina rispecchi, pur nei limiti della finzione letteraria, l'esperienza e i problemi dell'autore coi loro contrasti, può essere arguito da altri suoi scritti più direttamente autobiografici, in particolare da Uscita di sicurezza.
In Vino e pane, Silone precorre di una trentina d'anni il dibattito ideologico che poi si svilupperà in Italia. Alcune sue critiche alla Chiesa saranno fatte proprie dai gruppi cattolici del dissenso.
Come gli altri libri scritti in esilio, anche questo romanzo fu pubblicato dapprima in edizione tedesca, a Zurigo, nel 1936. In Italia il romanzo di Silone venne immediatamente bollato dalla stampa fascista come una codarda diffamazione del popolo italiano.

La scuola dei dittatori


Al suo apparire in USA e in Inghilterra venne consacrato come un classico della democrazia. 
Dialogo fra un aspirante dittatore, Mr. Doppio vu, il prof. Pickup, suo ideologo personale e Tommaso il Cinico, un esiliato la cui personale vicenda ha reso esperto di dittature. 
Il libro si presenta come una sorta di manuale di storia e tecnica della dittatura.

Il seme sotto la neve 


Si tratta del romanzo più complesso di Silone. Prolisso, tortuoso, ricco di digressioni e di colpi di scena, sublime e banale, il romanzo esprime compiutamente il pensiero di riformatore sociale del suo autore, che aspira a un cristianesimo laico, a un socialismo cristiano, fondato sull'amicizia, il disprezzo della ricchezza e il rifiuto del potere. 
Il romanzo riprende le vicende di Vino e pane. Protagonista è Pietro Spina, rivoluzionario senza partito e santo senza Dio, che non accetta né i valori tradizionali del passato, incarnati dalla nonna donna Maria Vincenza, né la società basata sul denaro, l'oppressione e la corruzione del presente. Fonda perciò una comunità, basata sull'amicizia e la povertà. Con lui, un gruppo eterogeneo di outsider: Simone-la-faina, un benestante che si è spogliato dei suoi beni, Infante, un sordomuto senza parenti, don Severino e donna Faustina, cui in paese hanno affibbiato l'etichetta di donna facile.
I nostri intendono condurre un'esistenza, la più semplice ed elementare, tuttavia l'epilogo della vicenda è drammatico: Infante si macchia dell'omicidio del padre tornato dall'America e Pietro si autoaccusa del delitto, consegnandosi ai carabinieri.
Il romanzo sembra esprimere la disperazione dell'autore circa un possibile riscatto dei cafoni.

Una manciata di more


Si tratta di uno dei romanzi di Silone meglio riusciti. Assume l'andamento di una parabola evangelica. Rocco de Donatis, reduce dalla lotta partigiana, fa il funzionario del Partito Comunista. Entra però presto in contrasto con le gerarchie, che gli pare antepongano le ragioni del potere a quelle della giustizia. Lascia perciò il partito per divenire il punto di riferimento dei contadini più poveri. Insieme alla fidanzata, Stella, a don Nicola e ad altri personaggi persegue un'utopia che tenti di coniugare il comunismo col cristianesimo. 
Anche qui, ma in secondo piano, una denuncia del fascismo e della passività della popolazione nei confronti del regime. I personaggi principali sono, dunque: 

  • Rocco (alter ego dello scrittore), dapprima entusiasta del partito, poi disilluso da un viaggio nell'Unione Sovietica, di cui constata la mancanza di libertà. Ciò determinerà un distacco dal partito; 

  • Stella, legata sentimentalmente a Rocco e quindi anche ideologicamente. Non ha una propria autonomia di pensiero e di giudizio.

Il linguaggio è semplice, ma ha grande efficacia rappresentativa.

Il segreto di Luca 


Si tratta di una storia d'amore, che assume l'andamento di un racconto poliziesco. 
Fanno ritorno al paese Andrea Cipriani, un maestro che ha fatto carriera politica e un amico di suo padre, Luca Sabatini, un ex ergastolano, condannato per un delitto che non ha commesso. 
Sarà lo stesso Andrea a ricostruire la sua storia in nome di una vecchia frequentazione. Luca ha avuto una relazione, platonica, con una donna sposata, Ortensia. Per non compromettere il nome di lei si lascia accusare passivamente di un omicidio. La donna intanto lascia il marito e si ritira in convento. 
Per i paesani, anche per quelli che conoscono la verità, Luca rimane colpevole, in quanto ex-ergastolano. 
In questo libro Silone abbandona l'intransigenza politica in favore di un racconto connotato da un'intransigente passione amorosa.

La volpe e le camelie


E' la prima opera narrativa di Silone a non essere ambientata nell'Italia meridionale, bensì nel Canton Ticino e precisamente nel lembo di terra bagnato dal lago Maggiore, al di là della frontiera italo-svizzera.
In quegli anni (1930-35) la frontiera costituiva una temibile barriera che divideva non solo gli Stati, ma anche gli uomini, gli amici, le famiglie. I personaggi del racconto sono svizzeri e italiani, variamente alle prese con lo spietato ingranaggio del tempo.
La storia di una volpe, che insidia i pollai dei contadini e che per molto tempo sfugge alla loro caccia, s'intreccia, nel corso di tutta la narrazione con la vicenda di altre insidie in cui le parti dei persecutori e dei perseguitati si capovolgono varie volte. 
Un giovane fascista, Cefalù, viene ospitato da un antifascista, Daniele, la cui figlia, la bella e generosa Silvia, si innamora di lui. Cefalù tradisce la fiducia accordatagli, rubando documenti compromettenti. Preso dal senso di colpa, poi, si suiciderà. 
Silone, in questo romanzo, ha saputo sottrarre i suoi personaggi a ogni rigida classificazione in buoni e reprobi. Da questo punto di vista il sentimento più forte che il libro comunica è la pietà. Romanzo non completamente riuscito, ci invita a cercare l'uomo anche nel nemico.

Uscita di sicurezza


Raccolta di scritti autobiografici e testimonianze. 
Silone ripercorre le ragioni che lo hanno fatto aderire al Partito Comunista, fin dal 1921 e quelle che lo indussero ad uscirne, dopo un lungo travaglio interiore, dieci anni dopo. Principalmente, Silone prese coscienza della degenerazione burocratica e autoritaria della società sovietica. I viaggi che compì in URSS lo convinsero della "mostruosa ambiguità del comunismo".
Tormentato. inquieto, Silone sembra trovare un'ancora di salvezza nei valori propugnati dall'eredità cristiana.

L'avventura di un povero cristiano 


Ripercorre la storia di Celestino V, al secolo Pietro da Morrone, che dopo tre mesi di papato abdicò in favore del Cardinal Caetani, che prenderà il nome di Bonifacio VIII. 
Si scontrano due tipi di concezioni "religiose": da una parte che sta con gli umili, i semplici, la carità e l'amore per il prossimo; dall'altra chi sceglie la gloria, il potere, la ricchezza. 
Silone sta totalmente dalla parte di Celestino V e della povertà evangelica.



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