Il decadentismo verso la crisi



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Conclusioni. Silone è uno scrittore di grandi capacità satiriche, alla Grosz, alla Bosch, nel dipingere i ricchi borghesi, gli oppressori degli umili, i voraci dominatori del mondo. Si mostra in grado di scrivere pagine di ilare comicità (come ad esempio in Fontamara, ma non solo), richiamandosi alla tradizione della farsa, della burla, su su fino alla fabula atellana e a Plauto.
Si mette in rotta di collisione con le due Chiese più potenti del mondo contemporaneo: quella cattolica e quella comunista e questo determinerà l'ostracismo della critica letteraria nostrana alle sue opere.
Per Silone, la burocratizzazione e le gerarchie soffocano ogni nuova idea, impongono l'atrofizzazione dello spirito critico. 
Come rimedio egli propugna una conciliazione anarchica fra gli ideali marxisti e quelli cristiani.
Apprezzato da intellettuali di tutto il mondo, scrittore dallo stile scabro e semplice, alfiere della lotta dei diseredati per la libertà,  Silone si è visto rimproverare dalla critica un certo moralismo, lo stile informe, la prolissità e il velleitarismo ideologico.

Bibliografia


Annoni, C. Invito alla lettura di Silone. Milano, Mursia, 1979


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