Il decadentismo verso la crisi



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Le opere
Piccola borghesia (1931); Il garofano rosso (1933-34); Nei Morlacchi - Viaggio in Sardegna (ovvero: Sardegna come un'infanzia) (1936); Conversazione in Sicilia (1938-39); Americana (antologia, 1942); Uomini e no (1945); Il Sempione strizza l'occhio al Frejus (1947); Le donne di Messina (1949); Erica e i suoi fratelli - La garibaldina (1956); Diario in pubblico (saggistica, 1957); Le due tensioni (saggistica, 1967); Le città del mondo (postumo, 1969); Nome e lagrime (postumo, 1972)

Piccola Borghesia


Si tratta di una raccolta di racconti. L'opera gli è ispirata da ragioni letterarie. Si avverte la capacità di tratteggiare i personaggi con tocchi agili. Le caratteristiche essenziali dell'opera sono l'approfondimento della psicologia dei personaggi e il tema dell'amore. I racconti mostrano trame dove "non succede niente". Conta l'interiorità dei personaggi. Si avverte l'influenza di Svevo, mentre manca la problematica politica. Le donne sono caratterizzate tutte dall'amore.
Opera originale, innovativa, aperta alle suggestioni dell'arte europea più avanzata

Il garofano rosso


Romanzo faticoso e forzato dal punto di vista dell'elaborazione per ammissione di  Vittorini stesso. Protagonista è Alessio Mainardi, che matura negli anno del fascismo. Ama di un sentimento platonico Giovanna, una sua compagna di liceo. Un garofano rosso diviene il simbolo del loro amore. 
L'iniziazione sensuale di alessio avviene con Zobeida, una strana prostituta. Sullo sfondo delle vicende personali, gli avvenimenti della storia italiana del tempo.  
Ambientato nei primi anni del fascismo, Vittorini ci descrive le reazioni che suscitò il fascismo presso i giovani, il fascino che esercitò sulle giovani generazioni. Protagonista è un borghese, figlio di proprietari. Oltre a vivere l'esperienza politica, il giovane vive l'esperienza dell'amore. Si profila una difficile scelta fra l'amore puro (Giovanna) e l'amore sensuale (Zobeida).

Viaggio in Sardegna


Trascrizione di impressioni immediate su uomini e paesaggi. Grande forza lirica, capacità di cogliere poeticamente il dato di realtà. Prova di giornalismo raffinato.

Nei Morlacchi


La prosa assume sempre più il carattere di prosa lirica. Capacità di trasfigurazione poetica. Stile surreale, ermetico, frammentario. Esercizio stilistico da apparentare alle prose della Ronda.

Conversazione in Sicilia


Vittorini diceva che non esistevano i libri, ma il libro. In una sola opera si può mettere la sostanza.
Conversazione in Sicilia è "il libro" di Vittorini. Tutte le altre sue opere fanno da corona a questo libro. In Conversazione il fascismo non viene accettato passivamente. Si pone, da subito, per il protagonista, il problema di cercare la chiarezza. Ricerca dell'uomo, tentativo di recuperare l'uomo, il genere umano. Vi è nel libro la necessità di usare l'allegoria. Le allusioni sono comunque evidentissime, tanto che il libro venne sequestrato. Il romanzo mette in evidenza, inoltre, i problemi del Meridione, della Sicilia, dove la questione di fondo è la sopravvivenza. 
Nella seconda parte si cercano i mezzi per operare. Il vino risulta l'ultima risorsa che è lasciata a chi non può essere uomo diversamente.
Conversazione nasce dall'acquisita coscienza che il fascismo controlla la società nazionale e si espande a livello internazionale, ma anche dalla speranza che in qualche modo fosse possibile combatterlo come stava avvenendo in Spagna. Il presente, dominato dal fascismo, è tristezza e dolore, violenza e rassegnazione alla violenza; è impossibilità di vivere, di parlare, di studiare, di scrivere, di ribellarsi.
Vittorini scelse degli interlocutori apparentemente immaginari o comunque di scarso rilievo storico, coi quali fosse possibile una libera conversazione da cui scaturissero indirettamente delle dichiarazioni di antifascismo e scelse anche un terreno libero, favoloso, adatto all'improvvisazione, che rendesse possibile quegli strani discorsi, del tutto inammissibili nella società fascista.
Quindi egli si rivolse a se stesso, alla ricerca dei propri ricordi infantili, seppelliti nella memoria; ecco perché il viaggio si svolge in Sicilia, la terra dell'infanzia, il mondo del passato, della certezza e della speranza.
Ma Conversazione non è un libro di memorie, perché Vittorini, assumendo il nome del protagonista Silvestro, non racconta fatti di sé bambino, ma racconta di un viaggio che l'adulto compie nel mondo dell'infanzia: quindi si ha un personaggio carico di presente (l'adulto Silvestro), che viaggiando ricorda. Perciò presente e passato si fondono e Conversazione nasce dalla memoria e dalla fantasia insieme.
E, siccome Silvestro ha i suoi problemi di adulto, di intellettuale, povero che vive sotto il fascismo, ecco che la problematica politica e sociale compare nel libro come dominante.
Secondo Vittorini-Silvestro, il mondo potrebbe essere abitato felicemente dagli uomini; tuttavia esso è "offeso", perché nella società umana coloro che detengono il potere esercitano una violenza continua sui più deboli. Il contrasto non è dunque fra natura buona e storia, società umana cattive, ma è fra deboli e potenti, fra offesi e violenti.
La filosofia di Vittorini considera politici i problemi storico-sociali; tuttavia, quasi privo di studi marxisti, non riesce ad approfondire la dialettica sociale nei suoi termini reali di scontro fra le classi e identifica gli "offesi" con i poveri o con quei pochi intellettuali che hanno coscienza della violenza che governa il mondo.
Si può suddividere il romanzo in cinque parti: 

  1. Vengono affrontatati  i temi dell'angoscia personale, della povertà e dei nuovi doveri da compiere.

  2. Ricchissima di ricordi infantili, può forse rappresentare la certezza e la felicità della vita libera.

  3. Scoperta della malattia e della morte.

  4. Discussione politica sui rimedi da usare per combattere l'offesa.

  5. Dovere dello scrittore di rivelare la verità sulla storia e sulla sofferenza degli offesi.

I furori esprimono la rabbia in corpo all'autore per le ingiustizie del mondo che sembrano irrimediabili; sono furori astratti perché non si legano a un piano d'azione concreto; non eroici, perché non ispirano gesti di rivolta, ma arrecano invece abbattimento e prostrazione.
Altro tema importante è quello dell'America, che rappresenta il mito del paese felice; esso sta in fondo alla fantasia di ogni siciliano povero, un lume di speranza in una vita disperata; un barlume di speranza che permette ai braccianti di non perdersi, di non passare dalla parte di quelli, che per procurarsi il cibo offendono il mondo.


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