Il diritto all’educazione/istruzione per gli studenti disabili



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Prima Edizione: maggio 2009

Prefazione

Il Ministero della Pubblica Istruzione, nel 2007, ha promosso il Piano Nazionale di formazione e ricerca “I care”, con l’obiettivo di promuovere, nelle istituzioni scolastiche, la qualità dell’inclusione degli alunni con disabilità, attraverso sistematiche azioni e attività di formazione destinate ai docenti curricolari e ai docenti di sostegno. Il progetto ha inteso, però, in termini più generali, sostenere le realtà scolastiche impegnate nel processo di trasformazione dei modelli organizzativi, curricolari e didattici connessi con l’introduzione dell’autonomia, connotando le singole unità scolastiche quali “comunità professionali educative”, nella prospettiva dell’accoglienza, del riconoscimento e della valorizzazione delle capacità e competenze di ciascuno.


Lo stesso nome assegnato al progetto, sia assunto come acronimo…“Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa”… sia come motto della Scuola di Barbiana … I care - in inglese "mi sta a cuore" - evoca ricorrenze importanti: quaranta anni dalla morte di don Lorenzo Milani e dalla pubblicazione di “Lettera ad una professoressa” con la quale gli allievi del priore di Barbiana ricordavano che il problema della scuola è costituito dai “ragazzi che perde”; il trentesimo anniversario dell’approvazione della legge 517 che ha segnato un’autentica rivoluzione nella visione pedagogica e culturale, ma soprattutto politica, del nostro Paese con l’inserimento degli alunni disabili nella Scuola di tutti; i venti anni dall’ingresso di questi ultimi nella scuola secondaria di secondo grado; i dieci anni dalla prima legge sull’autonomia scolastica,…
Oggi, il nostro tempo, e con esso la nostra scuola, sono coniugati al plurale, in quanto caratterizzati da molteplici situazioni relazionali , variegate condizioni di vita, diversificati livelli socio-culturali, differenti modalità di acquisire ed elaborare informazioni, personali ritmi e stili di apprendimento,…: tutto ciò determina l’affermarsi di Bisogni Educativi Speciali che una scuola davvero inclusiva è obbligata a valutare attentamente e a prenderli in “carico” perché le “stanno a cuore”.

Da tale valutazione, scaturisce l’individuazione e la progettazione di interventi e azioni mirate, al fine di rispondere in modo specifico ed efficace alle varie esigenze , attivando tutte le risorse possibili secondo i principi della “speciale normalità”: la normalità quotidiana delle relazioni e degli apprendimenti arricchita dalla specificità degli interventi necessari.
Il progetto I care , assumendo come fondamento tale principio, ha previsto alcune piste di lavoro orientate a rintracciare strategie e modalità operative funzionali al raggiungimento degli obiettivi ricordati. Le scuole, quindi, nella logica della rete fra le istituzioni scolastiche, hanno scelto di approfondire una tematica per consegnare , poi, gli esiti del lavoro ottenuti in termini di diffusione e successiva implementazione nel sistema regionale . L’oggetto della ricerca e di formazione individuato dalla rete territoriale di Todi è stato quello del miglioramento degli aspetti organizzativi della Scuola, con la finalità di rendere normale la gestione delle “differenti diversità” , attraverso la costruzione di dispositivi di accoglienza e di interventi strutturati.
Un percorso di miglioramento delle scuole autonome, infatti, favorisce la costruzione di atteggiamenti diffusi di comprensione della complessità e degli elementi in gioco ed alimenta , attraverso la ricerca e l’ attività riflessiva sull’esperienza, la capacità di intervenire “su misura”. Ciò comporta il miglioramento costante delle pratiche didattiche di contesto, la continuità e la condivisione fra tutte le Scuole del territorio, nonché la possibilità di stipulare appositi accordi di programma fra i soggetti istituzionali e non del territorio.

Le attività intraprese dalle scuole della rete sono state molteplici, ma l’aspetto più significativo da sottolineare è rappresentato dall’ attivazione di percorsi di ricerca-azione e dall’ elaborazione di materiali realizzati “in situazione” dai docenti stessi, guidati, in qualità di supervisore, dal prof. Giancarlo Onger, componente del gruppo nazionale del Progetto. Il testo si presenta, allora, come una guida alle procedure da attivare , un insieme di buone pratiche realizzate da far circolare, per renderle disponibili a chi fosse alla ricerca di risposte: una sorta di manuale d’uso, facile da consultare, consegnato alla scuola dell’Umbria perché lo usi, lo discuta, lo “interroghi” nell’ottica dell’auspicabile, continuo miglioramento .

Sabrina Boarelli

Dirigente tecnico USR per l’Umbria






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