Il diritto non è un fenomeno avulso dal contesto storico, sociale, culturale ed economico da cui



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quorum costitutivo che pone riferimento al numero minimo richiesto affinché le assemblee possano 

validamente considerarsi costituite. 

Si registrano, tuttavia, alcune differenze strutturali fra le due assemblee: 

La camera dei deputati è composta da 630 parlamentari (una recente decisione in fieri ne prevede una 

diminuzione a 400), il senato della Repubblica 315 (200 secondo quanto supra) a cui si aggiungono 

i  senatori  a  vita  comprendenti  gli  ex  presidenti  della  Repubblica  e  coloro  i  quali,  nominati  dal 

Presidente, si sono distinti per onore e merito e/o per aver contribuito al miglioramento della nostra 

società (a tal proposito Napolitano e Monti). 

Le  assemblee  sono  elettive  e  quindi  i  componenti  vengono  eletti  dal  corpo  elettorale  secondo 

l’osservanza delle seguenti previsioni: la Camera dei Deputati prevede un elettorato attivo pari a 18 

anni ed un elettorato passivo pari a 25 mente il Senato della Repubblica un elettorato attivo di 25 anni 

e un elettorato passivo pari a 40. 

Le assemblee lavorano in seduta comune (si riuniscono a Palazzo Montecitorio) nei seguenti casi: 

1. elezione del Presidente della Repubblica, cui partecipano anche i rappresentanti delle Regioni, con 

maggioranza dei 2/3 nei primi tre scrutini e maggioranza assoluta nei successivi

2.per la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica, a maggioranza assoluta

3. per assistere al giuramento di fedeltà del Presidente della Repubblica appena eletto; 

4. l’elezione di 1/3 dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura, con maggioranza dei 3/5 

dell’assemblea nei primi due scrutini, la maggioranza dei 3/5 dei soli votanti nei successivi

5. l’elezione di 5 membri che compongono la Corte costituzionale, con maggioranza dei 2/3 nei primi 

tre scrutini, la maggioranza dei 3/5 nei successivi; 

6. per compilare l’elenco di 45 cittadini tra i quali estrarre a sorte i 16 che andranno ad integrare la 

Corte costituzionale nei giudizi di accusa contro il Presidente della Repubblica. 



La seduta viene presieduta dal presidente della Camera dei deputati. 

Tale  previsione  conferma  quanto  detto  in  ordine  alla  centralità  del  Parlamento  nell’assetto 

istituzionale/  costituzionale  dello  stato  italiano  la  cui  rilevanza  si  riflette  non  soltanto  nelle  sue 

funzioni (non esclusivamente legislativa) ma nei suoi rapporti con il Governo (infra). 

Nell’ambito della funzione legislativa troviamo l’iter ordinario per l’approvazione della c.d. legge 

formale il cui procedimento può districarsi secondo diverse articolazioni. 

Fase comune alle anzidette diverse articolazioni dell’iter legislativo è la c.d. iniziativa legislativa che 

rappresenta l’atto di impulso del procedimento in esame. 

Trattasi di un progetto di legge (una proposta) proveniente dal Governo o da altri soggetti legittimati, 

quali i membri del parlamento, il corpo elettorale mediante le petizioni (50.000 elettori), i consigli 

regionali,  gli  enti  locali,  nei  soli  casi  in  cui  la  proposta  riguardi  una  modifica  delle  circoscrizioni 

provinciali o la creazione di nuove pronunce, e il CNEL nelle materie di propria competenza. 

La diversificazione nel procedimento riguarda la fase dell’approvazione. 

Nel  procedimento  ordinario  il  progetto  viene  prima  esaminato  e  discusso  da  una  determinata 

commissione (competente per materia) che dovrà successivamente riferire all’intera aula alla quale 

verranno trasmesse una o più relazioni illustrative della proposta; sarà l’assemblea l’organo deputato 

all’approvazione  del  testo,  articolo  per  articolo,  nei  confronti  del  quale  potranno  proporsi 

emendamenti, successivamente si passerà al voto finale ( in questo procedimento vi è grande rilevanza 

dell’intera assemblea). 

Simile  al  procedimento  ordinario  è  quello  abbreviato  che  viene  adottato  ogniqualvolta  si  debba 

approvare un disegno di legge definito urgente. 

Tale procedimento prevede la riduzione dei termini sino alla metà. 

Terza tipologia di procedimento è quello decentrato in cui grande rilevanza hanno le commissioni 

parlamentari il cui operato, in questa sede, non si limita all’esame della proposta ma si spinge sino 

alla  sua  approvazione.  Trattasi,  nella  specie,  del  c.d.  procedimento  in  fase  deliberante  (la 

commissione si sostituisce all’assemblea). 




Ultima  tipologia  è  quella  mista  (trattasi  dell’approvazione  in  fase  redigente)  nella  quale  la 

commissione approva il testo articolo per articolo mentre l’approvazione dell’intero testo sarà di  

competenza dell’intera assemblea la quale si esprimerà con il voto finale. 

Il procedimento in esame prevede, altresì, l’ipotesi in cui l’assemblea fissa i criteri informatori della 

legge lasciando alla commissione l’approvazione dell’intero testo. 

Approvato il testo seguirà la fase della promulgazione, in cui un ruolo chiave è riservato al Presidente 

della  Repubblica,  (soprattutto  in  tema  di  veto  sospensivo  in  quanto  tale  organo  è  garante  della 

costituzione) e della pubblicazione in Gazzetta ufficiale (la legge entrerà in vigore decorsi 15 giorni 

dalla pubblicazione della stessa nell’apposita fonte di cognizione). 

Quanto detto sopra ci dimostra quanto sia importante il ruolo delle commissioni parlamentari il cui 

operato finisce, in taluni procedimenti, per surrogarsi all’intera assemblea. 

Esse,  infatti,  permettono  uno  studio  più  concentrato  della  proposta  (qui,  chiaramente,  in  sede 

referente) considerato il numero ristretto componente le commissioni. 

I parlamentari, sulla base delle competenze vantate, vengono distribuiti all’interno delle commissioni 

(quali commissione Giustizia Affari esteri Difesa Cultura, scienza e istruzione etc.) in modo tale che 

il lavoro relativo all’esame della proposta venga compiuto da una cerchia più ristretta ma, allo stesso 

tempo, più qualificata di parlamentari. 

Le  commissioni  sono  presenti  all’interno  di  entrambe  le  assemblee,  possono  essere  permanenti  si 

rinnovano  al  termine  del  primo  biennio  della  legislatura)  o  temporanee  (ad  esempio  la  c.d. 

commissione di inchiesta). 

La loro disciplina, come del resto quella degli altri organi componenti l’assemblea, è contenuta nei 

c.d. regolamenti interni i quali vantano competenza esclusiva in materia. 

Le assemblee sono dotate di un ufficio di presidenza, di un presidente, di gruppi parlamentari e delle 

giunte. 


Il presidente esercita una funzione di indirizzo politico all’interno dell’assemblea che presiede. 


Egli  assicura  la  programmazione  dei  lavori  dell’assemblea,  degli  ordini  del  giorno  attraverso 

l’organizzazione e la predisposizione di un calendario. 

Allo  stesso  modo,  il  presidente  assicura  il  rispetto  dei  regolamenti  parlamentari,  sia  in  ordine  alla 

condotta dei parlamentari che per quanto concerne l’iter di approvazione di una legge. 

Il  presidente  è  coadiuvato  dall’ufficio  di  presidenza  da  lui  presieduto  e  composto  da  quattro 

Vicepresidenti,  tre  deputati  Questori,  almeno  otto  deputati  Segretari  (numero  estendibile  sino  ad 

assicurare la partecipazione di tutti gli rappresentanti dei vari gruppi parlamentari). 

Le funzioni del  suddetto organo  riguardano “i  ricorsi sulla costituzione  dei  gruppi parlamentari  e 

composizione delle Commissioni, le sanzioni nei confronti dei deputati che compromettano l'ordine 

delle  sedute,  la  deliberazione  del  bilancio  annuale  delle  spese  della  Camera,  che  è  poi  sottoposto 

all'approvazione dell'Assemblea, le condizione dei deputati, l’organizzazione dell'Amministrazione 

della Camera, stato giuridico ed economico del personale, amministrazione e contabilità, nomina del 

Segretario generale e attribuzione degli incarichi dirigenziali”. 

I gruppi parlamentari sono il punto di collegamento fra i partiti, intesi quale organizzazioni a carattere 

privatistico data loro natura di associazione non riconosciuta, e le istituzioni. 

All’interno del parlamento troviamo una corrispondente organizzazione la cui funzione e i cui ideali 

sono orientati (rectius: definiti) dalla c.d. linea di partito formatasi al di fuori delle istituzioni. 

I parlamentari, dopo essere stati eletti, devono dichiarare a quale gruppo intendano appartenere; in 

alternativa vi sarà il loro ingresso nel gruppo misto (quanto detto vale anche per quei parlamentari 

che,  inizialmente,  fanno  parte  di  un  gruppo  parlamentare  e,  successivamente,  decidono  di 

abbandonarlo). 

Le  giunte  parlamentari  sono  organi  collegiali  permanenti  previsti  dal  regolamento  di  entrambe  le 

camere, la cui funzione mira ad assicurare il corretto funzionamento delle assemblee e l’autonomia 

del parlamento rispetto agli altri organi dello stato (importante, a tal proposito, il loro ruolo in materia 

di autorizzazioni) investiti di compiti legati al corretto funzionamento delle camere stesse. 



Tali organi, tuttavia, dato il loro carattere di specificità non si rinnovano ogni due anni come previsto 

per le commissioni permanenti. 

Di competenza parlamentare è la modifica della Carta Costituzionale (nella parte in cui è possibile) 

il cui procedimento è disciplinato dall’art 138 Cost. 

Il procedimento di revisione costituzionale prevede un iter più complesso rispetto a quello ordinario 

(per  l’approvazione  della  legge  e  degli  atti  aventi  forza  di  legge)  in  quanto  prevede  una  seconda 

deliberazione  (  ulteriore  rispetta  alla  prima)  con  un  intervallo  non  inferiore  a  tre  mesi  e  una 

maggioranza assoluta, non bastando assolutamente quella relativa  ( si  ricordi  che se il parlamento 

approva la modifica costituzionale con la maggioranza assoluta può procedersi con il referendum c.d. 

confermativo/  costituzionale  al  ricorrere  dei  presupposti  previsti  (  richiesta  da  parte  di  500.000 

elettori,  5  consigli  regionali  o  almeno  1/5  dei  parlamentari);  non  anche  quando  la  modifica  è 

approvata  con  la  maggioranza  qualificata):  in  seconda  deliberazione  le  assemblee  non  possono 





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