Il diritto non è un fenomeno avulso dal contesto storico, sociale, culturale ed economico da cui



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08.11.2019
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per oggetti definiti. 

L’esercizio della funzione di controllo sul governo si concretizza anche tramite la proposizione di atti 

prettamente parlamentari quali le interrogazioni e le interpellanze (infra). 

Trattasi, nella specie, di atti con cui il Parlamento chiede al Governo dei chiarimenti e delucidazioni 

su determinati fatti o relative al programma di governo. 

I parlamentari esercitano la loro attività nel rispetto delle previsioni dei regolamenti parlamentari. 

Essi,  da  non  confondere  con  i  regolamenti  governativi,  condividono  il  grado  di  fonte  primaria  (in 

comunanza di rapporti con il decreto legislativo, decreto legge, referendum e legge ordinaria) ma nei 

confronti di questi mostra una serie di particolarità: non possono essere abrogati e/o modificati da 

fonti di pari grado data la loro rilevanza e destinazione nel disciplinare i lavori parlamentari. 

Il  nostro  sistema  prevede,  infatti,  che  i  lavori  parlamentari  debbano  disciplinare  le  modalità  di 

funzionamento delle camere e il relativo esercizio dei lavori in aula. 

L’art 66 Cost. prevede che “ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e 

delle  cause  sopraggiunte  di  ineleggibilità  e  di  incompatibilità”,  ponendo  riferimento  alla  c.d. 

autodichia il cui significato letterale è “giudicare da soli”. 

Trattasi, nella specie, di una prerogativa che hanno alcuni organi costituzionali, tra cui il Parlamento, 

di  regolamentare  il  proprio  funzionamento  attraverso  l’adozione  di  un  proprio  regolamento  a 

maggioranza assoluta dei propri componenti (art. 64 Cost.). 

Il principio sopra esaminato mira ad assicurare l’indipendenza del parlamento rispetto ai diversi ed 

altri poteri dello stato. 




Una comunanza di ratio possiamo riscontrare nelle tutele previste per i parlamentari nell’esercizio 

delle loro funzioni. 

L’art. 67 Cost. prevede che” ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue 

funzioni senza vincolo di mandato” (sul punto si ricorda che il nostro sistema costituzionale prevede 

il divieto di mandato imperativo

Ogni parlamentare, infatti, è tenuto a decidere nell’interesse del paese e non è obbligato ad agire in 

conformità con gli interessi del proprio elettorato.  

Tanto è previsto in virtù di una rappresentanza politica che caratterizza il rapporto fra il parlamentare 

e il corpo elettorale che, naturalmente, differisce dal diverso istituto della rappresentanza giuridica (a 

tal proposito vedasi la disciplina prevista nel codice civile per il contratto di mandato in cui si prevede 

che il mancato rispetto delle indicazioni del mandante da parte del mandatario sia da qualificarsi quale 

inadempimento o inesatto adempimento ex art 1218 c.c.). 

Il parlamentare, quindi, agisce nell’esercizio della sua attività in maniera libera e in assenza di vincoli 

che possano influenzarne il compimento dei  relativi  atti  (sia per quanto  riguarda i  voti dati che le 

opinioni espresse nell’esercizio delle sue funzioni) 



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